11 regole di Jakob Nielsen per ottimizzare i microcontenuti

Quali sono le regole di base per ottenere buoni risultati in termini di ux writing? Il copy, oggi, deve puntare molto sui microcontenuti. Ma cosa sono? A cosa servono veramente?

Secondo Jakob Nielsen, i microcontenuti come tag title, description e testo alternative devono essere legati al contenuto principale e far capire di cosa si sta parlando in 40-60 battute. A volte meno. L’attenzione del pubblico è sempre in bilico.

microcontenuti
Ottimizzare i microcontent.

Non ti puoi permettere sviste. Sembra un passaggio in più, abituato come sei a occuparti di landing page e piani editoriali. Invece anche i microcontenuti hanno un significato profondo. Qualche esempio? Ecco 8 suggerimenti per trasformare headline e tag alt in perle di chiarezza e invitare i lettori a leggere di più e meglio.

Etichette navigazione

Ci sono elementi indispensabili per l’attività dell’utente sul blog. Uno di questi è la barra di navigazione, il menu che consente al pubblico di capire cosa si trova nel sito.

E come suggerisce il nome, questa sezione deve essere una lista chiara di elementi per poter scegliere.

Il requisito indispensabile: la presenza di etichette chiare e comprensibili. Home, chi siamo, risorse, contattaci, cosa facciamo: queste sono le voci che devi mettere in chiaro. Le persone non devono pensare per agire, devono muoversi automaticamente e senza difficoltà.

Ricorda che il menu di navigazione del blog può essere gestita dai elementi personalizzati di WordPress.

Rappresentano una soluzione ideale per avere tutto ciò che ti serve per creare una navigazione semplice e immediata. Proprio come piace a Google e al pubblico.

Per ottimizzare questi strumenti, che possono fare la differenza in termini di usabilità, puoi puntare sull’economia e l’immediatezza: usa poche etichette e definiscile con parole semplici in modo che tutti possano capire cosa si trova dietro al click.

Per approfondire: ottimizzazione SEO delle immagini

Nome del sito web

Il naming di uno spazio web è il biglietto da visita: utilizzalo per definire l’identità, il brand, il nome del progetto. Qui non devi lasciare spazio a doppi sensi o contorsioni linguistiche: tutto deve essere chiaro al primo sguardo. Inoltre dovresti aggiungere anche una tagline (in alcuni casi è lo slogan) per racchiudere i tuoi intenti.

Testo immagini online

L’immagine è un elemento da ottimizzare in profondità con nome file e testo alternative, in entrambi i casi devono essere descrittivi. Poi ci sono tag title e didascalia della foto (devono essere differenti fra di loro). Attenzione anche al testo che usi per scrivere sulle foto: deve essere in contrasto con lo sfondo.

contrasto immagini
Il contrasto del testo sulle immagini – Accessibility.edu

Usare un buon microcopy sulle immagini, magari scrivendo con Canva sulle foto, vuol dire comunicare con immediatezza. Ma se c’è un contrasto poco efficace rischi di ottenere il risultato contrario. Stesso discorso vale per chi scrive su foto con molti dettagli: meglio usare uno sfondo sfumato che faccia da base di partenza.

Nome dominio e URL

Il tuo dominio web deve essere semplice e facile da ricordare, scrivere, digitare sulla tastiera. Evita parole contorte, articoli e giochi di parole che potrebbero essere confusi: scegli piuttosto il tuo nome o quello del tuo progetto. O il brand aziendale.

come scegliere il dominio
Manuale pratico per un dominio usabile.

Passiamo all’indirizzo della singola pagina, il permalink. Segui lo stesso principio di semplicità per creare un URL SEO friendly e al tempo stesso usabile, diretto.

Mostra il percorso di navigazione e ricorda che puoi usare i breadcrumb (briciole di pane, link che descrivono il percorso dell’utente) per organizzare al meglio la navigazione sul sito. Ma anche la presenza della pagina nella serp. Per informazioni puoi leggere il mio articolo che spiega come scegliere il nome dominio del blog.

Tag Title delle pagine

Elemento fondamentale per il posizionamento SEO, appare nella serp del motore di ricerca e spiega al lettore cosa stai per proporre  nella pagina. Da evitare un title title uguale per tutte le pagine: ognuna deve avere un titolo unico e utile per l’utente.

Come deve essere il tag title? Breve e descrittivo, meglio togliere le parole che non servono, mettere a sinistra ciò che serve (le keyword, come suggeriscono le regole del SEO copywriting). I microcontenuti brevi sono più semplici da leggere. Quanto deve essere lungo un tag title? Se rimani nelle 65 battute non ci sono problemi.

La Meta Description

Nella serp questo meta tag permette di fornire informazioni importanti. A differenza del tag title, la meta description non influisce sul posizionamento.

microcontenuti
Jakob Nielsen e i microcontenuti.

Quindi usare le parole chiave è inutile. Si possono però sfruttare per introdurre il sito con naturalezza senza dimenticare una buona call to action. Quanto deve essere lunga una meta description? Qui puoi rimanere sotto le 150 parole.

Il titolo della pagina

L’above the fold è fondamentale perché qui che le persone si fermano e decidono cosa fare. Il titolo è il primo elemento che i lettori noteranno: deve essere ben in vista, in un tag H1, e deve rappresentare l’intero contenuto della pagina.

Anche in questo caso sono bandite le liste slegate di keyword, con questa stringa di testo puoi influenzare il pubblico e conquistare click. I titoli efficaci permettono di aumentare le visite del blog, quindi devi curarli nei minimi dettagli.

Sottotitolo della risorsa

Il titolo è l’elemento più importante, ma se vuoi dare un buon contributo alla comprensione della tua risorsa devi avere la possibilità di inserire un sottotitolo. Un testo di 150/200 battute per spiegare cosa si trova nella pagina che stai presentando.

above the fold e microcontenuti

Perché è utile avere un sottotitolo? Sempre per lo stesso motivo: nell’above the fold le persone si fermano e cercano di capire chi sei, cosa fai e quali sono i buoni motivi per seguirti. Il sottotitolo può fare la differenza in questa fase della lettura.

La tua call to action

Spesso si trova nell’above the fold, soprattutto nelle landing page. Il testo delle call to action non deve essere generico (clicca, vai, compra) ma capace di comunicare attraverso le parole il vantaggi che l’utente otterrà da quell’azione. Ad esempio:

  • Chiedi un preventivo per il tuo sito web
  • Chiedi un preventivo gratuito per il tuo sito web.
  • Manda un’email e inizia a trovare clienti con il tuo sito web.

L’ultima opzione è quella che permette di portare il futuro cliente verso l’obiettivo. Taglia fuori i contatti non pronti a fare il passo ma potrebbero essere lead che non fanno parte del tuo target e che comunque non sarebbero diventati clienti.

Header (H2, H3, etc)

Se il contenuto è troppo lungo bisogna dividerlo in paragrafi. Quindi devi organizzare il testo con i sottotitoli, microcontenuti essenziali per migliorare la leggibilità dei tuoi articoli. Gli header vanno dall’H1 all’H6 e consentono di dare un ordine gerarchico a quello che scrivi: l’H1 è quello che si trova all’inizio del testo.

header della pagina

Poi vengono gli H2 e tutti gli altri titoli. Le regole da rispettare: devi seguire l’ordine e inserire, ad esempio, gli H3 in un H2. Poi i testi dei titoli devono essere descrittivi: devi capire cosa si trova all’interno di quel paragrafo. Inoltre gli header devono essere formattati in maniera diversa dal testo seguendo l’ordine degli header.

Link e achor text

Per facilitare la navigazione usa anchor text indicativi della risorsa di riferimento (vale anche per i link di navigazione). Scegli le keyword per ottimizzare il lato SEO ed evita “clicca qui” o “avanti”. Altre regole per l’usabilità dei link:

  • Usa font di colore differente per i link, uno ancora per quelli cliccati
  • Il link deve cambiare colore quando viene sfiorato dal cursore
  • Non sottolineare altri testi, potrebbero confondersi con i link.

Le persone devono riconoscere i link, non possono essere confusi con altri elementi della pagina. È importante che questi link siano differenti rispetto al testo, e che il colore cambi una volta cliccato: così so cosa ho visitato e cosa no. Il colore standard dei link? Azzurro, ma non è un obbligo. L’importante è che sia riconoscibile

Per approfondire: come trovare il nome per il blog

I tuoi microcontenuti

I microcontenuti sono elementi decisivi in una pagina web. E in un blog. Il motivo di questa scelta è semplice: attraverso dettagli puoi cambiare le sorti di una risorsa. Puoi migliorare il posizionamento Google e lavorare con la user experience.

L’obiettivo dell’ux writer è quello di rispondere alle necessità del pubblico: lascia nei commenti le tue soluzioni per i microcontenuti del sito web.

2 COMMENTI

  1. grazie Riccardo ,come al solito sei un maestro nello spiegare con semplicità e chiarezza e riesci a guidarci in una marea di termini tecnici .
    Elisa

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here