Tutti sappiamo cos’è la  link popularity ma oggi voglio proporvi un’idea che ho partorito da un commento di pochi giorni fa: “a mio parere ormai i social media / social network decretano il successo di un post fuori dal blog in sè”.

viral network - social network

Personalmente sono d’accordo con Davide Licordari, l’autore di questa affermazione, e per questo credo che parlare solo di link popularity per misurare il successo di un blog sia limitativo. E che potrebbe essere utile introdurre un concetto come quello di link virality.

La link popularity di un sito viene calcolata in base al numero di link ricevuti e, di conseguenza, un’azione di link popularity mira ad aumentare il numero di collegamenti ipertestuali che puntano a una pagina web.

Quindi, mi sembra ovvio sostenere che la link virality – qualora esistesse veramente – sia la diffusione “virale” di un link in determinati circuiti, e che una strategia di link virality si diriga verso l’implementazione dei presupposti per favorire questo processo.

Sto delirando, vero?

Ho notato dalle mie statistiche che quando un mio link si è inserito nel circuito virale di alcuni social network, le visite sono aumentate notevolmente. Il giorno dopo ho registrato anche un aumento degli iscritti al feed e dei commenti.

statistiche

Eppure non tutti i link che inserisco nei social network diventano virali, così come non tutte le piattaforme si prestano a questa trasformazione. La mia opinione è questa:

  • I link che con maggior facilità si inseriscono in un circuito virale sono quelli che rimandano ai cosiddetti “how to”, post che illustrano cosa fare in una determinata situazione, o alle liste di utility e suggerimenti;
  • I social network che si prestano alla viralizzazione dei link sono prevalentemente 4: Facebook, Delicious, Twitter e Friendfeed;
  • Il processo si innesca quasi esclusivamente nel momento in cui la ripubblicazione del link avviene per mano di un opinion leader del settore.

Quest’ultimo punto lo ritengo particolarmente interessante: un opinion leader è un individuo che possiede determinate capacità e che, soprattutto, è riconosciuto come tale dalla community di riferimento.

Detto in poche parole, un opinion leader è un personaggio noto, di cui ci  fidiamo, a cui chiediamo consigli che probabilmente funzioneranno. Quindi, tirando le somme di questa mia lugubrazione, cosa possiamo fare per aumentare la nostra link virality?

  • Scrivere contenuti interessanti e utili, possibilmente in una forma semplice da mandare giù (tipo le liste puntate);
  • Curare i social network, rispondere alle domande che vengono poste e mostrare sempre cortesia verso chi commenta e quota i propri update;
  • Non essere avari di complimenti ma neanche fare i “piacioni” con i suddetti opinion leader: meglio una ripubblicazione o un retweet motivato di tanto in tanto.
  • Partecipare alla vita della blogosfera e dei forum con attenzione. Sì, è vero, porta via molto tempo ma serve a far conoscere il proprio nome. Soprattutto se si scrivono cose intelligenti.

Ho voluto condividere oggi questo mio pensiero ancora acerbo, con la promessa che ci tornerò su per smussarlo e renderlo più incisivo.

Voi che ne pensate?

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8 COMMENTI

  1. Ti ringrazio per la citazione! Sono d’accorod su tutte quel che dici, certo è che “concretizzare “la link virality non è per nulla semplice, a mio parere.
    Ovvero sarebbe da pensare bene quali sono i termini x definire “un successo” un link girato sui social media e stabilire delle metriche di riferimento, non credi?

  2. Penso che siano idee molto interessanti che meritano ulteriori riflessioni. Sono due meccanismi diversi che hanno lo stesso obiettivo: diffondere il messaggio quanto più possibile!
    Di certo la link virality può avere un impatto maggiore nell’immediato, invece la link popularity riconosce d’altra parte all’autore maggiori benefici nel lungo periodo.

    Cmq post molto interessante.

  3. Concordo e sottolineo che la strada verso una comprensione piena del fenomeno social web è ancora molto lunga. Tutto quello che era vero prima del web 2.0 è oggi non in crisi, ma in costante e drammatica evoluzione e quel vecchio imperativo del web prima maniera, ESSERCI, è oggi soltanto la base per un inserimento lento e faticoso, fatto di presenza vera, tangibile e qualificata. Verissimo: per avere credito in questo web (e nella vita) bisogna investire su se stessi, rendersi disponibili, collaborare e condividere le proprie competenze senza il timore di mostrare i propri skills. Nel web sta succedendo quello che accadde nell’URSS di Gorbaciov e la parola d’ordine è TRASPARENZA. Trasparenza e qualità.

  4. Credo che siamo ancora in un mondo fatto di conoscenze “reali”: non è semplice entrare in un circuito di discussione, forse perché il web è ancora troppo esteso e ci fidiamo poco.
    Sto provando a muovere i primi passi anche io, lascio post, commenti… pochissime risposte.
    Probabilmente (ed in parte fortunatamente) non siamo ancora pronti al socialnetwork, a socializzazioni virtuali.

    Argomenti molto interessanti!

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