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Anche se sei un semplice blogger che si diverte a buttare giù qualche articolo, hai diritto a tutelare il tuo lavoro con le licenze Creative Commons, uno dei metodi più efficaci per proteggere i tuoi contenuti dalle copie selvagge!

Le migliori licenze Creative Commons

Lawrence Lessig ha fatto un gran bel lavoro, ma nel sito di Creative Commons ti troverai ad affrontare un mondo piuttosto intrigato di soluzioni. Non ti preoccupare, ho riassunto le licenze Creative Commons più indicate per le tue necessità.

Creative Commons: cos’è e come funziona

Le Creative Commons sono, appunto, delle licenze che danno la possibilità di tutelare la propria creatività a costo zero. E senza impedire agli altri di usare il tuo lavoro per creare qualcosa di nuovo. Il processo è proprio questo: fare in modo che le persone possano proteggere il proprio lavoro senza chiuderlo con il copyright.

Il concetto che si trova alla base delle licenze Creative Commons (abbreviate con CC) è la possibilità di rinunciare a qualche diritto. Infatti lo slogan usato è Some rights reserved, alcuni diritti riservati, che fa da contraltare al Tutti i diritti riservati del copyright e al troppo permissivo dominio pubblico. Che non dà garanzie all’autore quindi non ti tutela.

Da leggere: come creare un sito web

Come ottenere licenza Creative Commons

Per ottenere una licenza CC e dare una validità in più al proprio lavoro devi solo andare sul sito ufficiale per scegliere la soluzione. Puoi fare meglio.

Su creativecommons.org/choose c’è uno strumento molto utile. Tu dai le caratteristiche della licenza e il software ti restituisce il nome della soluzione adatta. A proposito, quali sono le migliori licenze Creative Commons? Quale devi scegliere?

Attribuzione 3.0 Italia (CC BY 3.0 IT)

Forse la più diffusa delle Creative Commons ma, a mio avviso, poco indicata al tuo lavoro. Infatti questa licenza permette ai visitatori del blog di condividere, distribuire e modificare in libertà – quindi anche per scopi commerciali – i tuoi contenuti. Unici obblighi: citazione e divieto di restrizioni aggiuntive a quelle che hai suggerito.

Non commerciale 3.0 (CC BY-NC 3.0 IT)

Simile alla precedente ma con l’obbligo di non utilizzare il materiale per scopi commerciali. Personalmente preferisco quest’ultima opzione: liberi di prendere quello che volete ma non di diventare ricchi alle mie spalle.

Non opere derivate (CC BY-NC-ND 3.0 IT)

In questo caso il processo di condivisione non lascia la possibilità di alterare la natura dei tuoi lavori. Molto utile se lavori con fotografie artistiche. Puoi condividere ma attribuendo la paternità dell’opera, senza scopi commerciali e con restrizioni extra. Inoltre il materiale non può essere distribuito una volta modificato.

Condividi allo stesso modo (CC BY-SA 3.0 IT)

In questa licenza si intravede l’ansia di Richard Stallman, preoccupato di vedere le sue fatiche condivise e, da un giorno all’altro, rinchiuso in un bel copyright.

Se registri il tuo lavoro con questa formula lasci la possibilità di condividerlo e modificarlo solo con citazione, e di modificarlo solo se viene distribuito con medesima licenza. In poche parole, il flusso creativo non deve chiudersi! Ovviamente esiste una versione non commerciale anche di questa.

Attribuzione non commerciale (CC BY-NC 3.0)

Una delle licenze più dure: non lascia la possibilità di sfruttare le tue opere per scopi commerciali, non permette di trasformarle per crearne un’altra (neanche se condivisa con la stessa licenza) e chiede il riconoscimento della paternità.

Creative Commons 0 1.0 Universal (CC0 1.0)

La licenza che lascia massima libertà, adattabile a opere di qualsiasi natura, la licenza Creative Commons 0 permette di copiare, distribuire e di trasformare la tua opera per qualsiasi scopo. È il pubblico dominio, stai donando il tuo lavoro. Spesso questa licenza viene usata per distribuire materiale in rete, ecco qualche esempio:

Da non dimenticare la possibilità di aggiungere una clausola alla tua licenza Creative Commons con l’elemento CCPlus. Una sorta di appendice che dà ulteriori chiarimenti o permessi a una licenza per agevolare determinate situazioni.

Puntare sulla cultura libera conviene

Probabilmente queste sono le licenze più vicine alle tue esigenze. Se posso darti un consiglio, per approfondire l’argomento delle licenze creative commons – non solo uno strumento per tutelare i nostri scritti ma anche della libertà intellettuale – ti consiglio di leggere il libro-capolavoro di Lawrence Lessig: Cultura Libera.

3 COMMENTI

  1. salve
    io ho 4 blog di poesia con link delle mie pubblicazioni e vorrei sapere qual’è la licenza più appropriata per tuttelare le mie opere..

    grazie
    simonetta

  2. Ciao Riccardo. Ho scritto un articolo sull’argomento, ma nonostante questo ho ancora dei dubbi che potrai sicuramente chiarirmi:
    1. Il servizio Creative Commons è a pagamento?
    2. Cosa si intende per “non commerciale”? Non si possono riprodurre i contenuti su blog che contengono pubblicità?

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