Guida SEO per chi inizia: ecco come iniziare a posizionare il tuo sito

Come migliorare il posizionamento su Google? Fare SEO è un obbligo per chi mette un sito online e vuole aumentare le visite di un blog? Ecco una sintesi efficace per riunire i pilastri di queste tecniche.

2

Possibile scrivere una guida SEO per chi inizia a lavorare sul posizionamento nella serp? Di certo no, difficile racchiudere in un unico documento questa materia.

Guida SEO
Pronto a muoverti per fare SEO?

Vorrei lasciare in quest’articolo una sorta di linea guida, una serie di regole base che possono fare sempre la differenza. In positivo, ovvio. Nella maggior parte dei casi i punti fondamentali sono quelli che suggerisce la guida introduttiva SEO di Google.

Poi c’è qualcosa da aggiungere rispetto alla mia esperienza personale. In ogni caso ho voluto creare un articolo sul posizionamento SEO capace di sintetizzare i punti essenziali. Da dove iniziare? Io direi dal capire a cosa serve fare questo lavoro.

Perché è importante fare SEO: ecco il significato

Questo è il primo punto della guida SEO: perché lavorare in modo da migliorare il posizionamento sui motori di ricerca? Semplice, per aumentare le visite del sito e ottenere tante soddisfazioni su Google.

In realtà non è così, questa è la risposta generica per eccellenza. Tu fai SEO per guadagnare. Devi veicolare click utili al tuo apparato di pubblicità e affiliazioni, o portare potenziali clienti sul sito se sei un’azienda o un libero professionista.

Voglio iniziare questa guida proprio con questa breve introduzione. Non si fa search engine optimization (l’acronimo è appunto S.E.O.) per il gusto di posizionarsi.

Il vero obiettivo dell’ottimizzazione SEO

Non devi solo mettere un sito in prima pagina su Google. O meglio, quest’ultimo passaggio può essere un esercizio per imparare sporcandosi le mani, ma non con i progetti dei clienti. Qui devi fare sempre attenzione agli obiettivi strategici.

Da leggere: cos’è il posizionamento SEO su Google

Cos’è la SEO e dove inizia il lavoro per posizionarsi

Con il termine SEO si intendono le attività che consentono di dare visibilità al sito web che ti interessa nei risultati organici dei motori di ricerca. Soprattutto su Google.

cos'è la seo
Semplice analisi della serp: risultati sponsorizzati e organici.

Ora mi chiederai qual è la differenza tra SEO e SEM. La spiegazione è semplice: il search engine marketing prende in considerazione anche la SEA. Vale a dire l’advertising sui motori di ricerca. Come il ben noto programma AdWords.

Meglio investire in SEO o in Adwords (PPC)?

Dipende, non esiste una risposta netta. In qualche caso puoi fare affidamento solo a Google Adwords, soprattutto quando vuoi risultati immediati. Ma nella maggior parte dei casi i risultati migliori si ottengono con un lavoro basato sulla coordinazione.

Per le pagine commerciali che portano conversioni dirette può essere utile un investimento pubblicitario, ma è nell’insieme che si ottiene un buon posizionamento sui motori di ricerca. Ed è questo il tuo obiettivo, giusto?

SEO e inbound marketing: quale relazione?

La SEO parte dalla strategia di web marketing. Devi capire quali sono gli obiettivi da raggiungere e come si vuole sfruttare il concetto di inbound marketing.

inbound marketing seo

Il posizionamento è parte del processo che permette di trovare le tue pagine nel momento in cui sono necessarie. L’idea è questa: lavorare sul posizionamento delle risorse web per fare in modo che il tuo brand guadagni visite utili.

Non numeri su Google Analytics ma persone in grado di avere un senso per il tuo lavoro. Questa riflessione deve essere fatta a monte, questo è il punto di partenza per il tuo lavoro: capire cosa vogliono le persone per poi creare il contenuto.

Fai un’analisi delle parole chiave per il tuo progetto

Essere in prima pagina su Google non è facile, devi lavorare sodo con l’ottimizzazione SEO on-page delle tue risorse, ma prima ancora devi rispondere a una domanda: per quali keyword conviene essere presente sul motore di ricerca?

parole chiave seo

Non tutte le parole sono uguali. Ci sono quelle informazionali che nascondono una necessità, una domanda da risolvere. Quelle transazionali, invece, vengono digitate da chi vuole compiere un’azione. Ad esempio un acquisto. Mentre le navigazionali sono lasciate da chi già conosce il tuo nome e vuole raggiungere determinate pagine.

Gli strumenti SEO necessari per cercare le parole chiave

In ogni caso devi usare una serie di SEO tool per esplorare questi passaggi e capire per quali keyword iniziare a lavorare. Io di solito uso:

Questa combinazione mi aiuta a fare una buona keyword research. Ovviamente ci sono anche altri strumenti per le parole chiave, come Seozoom e Majestic, ma io mi trovo bene con questa combinazione. Senza dimenticare il grande supporto di Google.

Comprendere l’intento di ricerca

Oggi è fondamentale non solo individuare la keyword più conveniente per avere visibilità su Google, e portare sul tuo sito persone interessate al tuo lavoro. Devi partire da un topic, da un intento di ricerca per poi affrontarlo al meglio.

analisi delle query
Fai sempre una buona analisi delle query.

Prima si sceglieva una parola e la si ripeteva nel testo. C’era il concetto deleterio di keyword density, che fortunatamente oggi è stato superato a favore del Latent semantic indexing (LSI) una tecnica del motore di ricerca che analizza le parole cercando di capirne il significato e confrontando i termini con quelli di altri documenti.

Google riesce a capire se stai affrontando un tema, e se lo hai fatto nel modo giusto, anche se non citi un determinato termine. Per questo è sempre più importante studiare la serp e cercare di capire cosa vogliono le persone.

Quindi, ecco la rivoluzione: il motore di ricerca non deve trovare per forza una corrispondenza esatta tra il termine digitato nella query e il tuo documento.

Come far comparire il proprio blog o sito su Google

Cosa fare dopo aver gestito al meglio la ricerca delle keyword da inserire nel sito e aver programmato un lavoro di content marketing utile per occupare le query con le pagine giuste, dedicate a intenti commerciali o informazionali? Devi lavorare sul come inserire un sito web sul motore di ricerca. E non solo su Google.

Infatti c’è una differenza sostanziale tra posizionamento e indicizzazione: nel primo caso si lavora per ottenere il risultato migliore nella serp; nel secondo si dà la possibilità al motore di ricerca di scansionare il sito e inserirlo nel suo archivio.

Detto in altre parole, prima di posizionare una pagina su Google devi fare in modo che sia presente nelle sue liste. Ma come indicizzare un sito sul motore di ricerca più famoso del web? Tutto parte da una buona attività sulla Search Console.

Aggiungi sitemap del sito per l’indicizzazione

Operazione indispensabile per posizionare il tuo sito su Google: iscriviti alla Search Console di Google e inserisci la sitemap. Vale a dire un file XML che aggiorna il motore di ricerca sulle nuove pubblicazioni. Un buon affare, non credi?

sitemap

Questo è il passo per permettere al motore di ricerca di scoprire i tuoi contenuti, sia quelli di un sito web nuovo di zecca che gli articoli di un blog. Attenzione, quest’operazione può essere svolta anche per il Webmaster Center di Bing.

Come verificare se un sito è indicizzato

Per indicizzare un sito puoi comunicare l’URL con lo strumento ufficiale di Google, anche se l’iscrizione alla Search Console con inserimento nella sitemap va bene.

Ma come posso sapere se un dominio o una specifica pagina del mio sito (esempio la pagina SEO) è stata indicizzata? Usa l’operatore di ricerca site:http://www.miodominio.it/, se il sito è presente vuol dire che è andata.

Organizza la struttura del tuo sito web: menu e link

L’indicizzazione di un sito web è un passaggio essenziale per posizionarti, però prima devi permettere l’accesso al motore di ricerca. Questo vuol dire che il sito web deve essere accessibile al crawler. Primo passo: attenzione a eventuali blocchi.

Hai appena aperto un blog ma non si vede su Google? Attenzione ai dettagli: WordPress potrebbe avere come impostazione base il blocco nei confronti dei motori di ricerca. Quindi, primo passo: vai nelle impostazioni generali di lettura.

Operazione successiva: togli la spunta da “Scoraggia i motori di ricerca ad effettuare l’indicizzazione di questo sito”. Questo però è solo il primo passo.

Organizza la struttura con tag e categorie

Devi organizzare l’alberatura del blog, ed è dannatamente difficile evitare errori a causa di categorie e tag, tassonomie che servono alla struttura interna.

Il rischio principale: creare pagine inutili con zero contenuti in archivio, duplicate, accavallate con articoli e tag. Per organizzate tutto questo ti consiglio di leggere quest’articolo dedicato alla buona ottimizzazione SEO delle tassonomie.

Non dimenticare il menu di navigazione

A cosa serve questo elemento? Con il menu mostri alle persone e al motore di ricerca gli elementi più importanti del sito. Quindi devi seguire un paio di regole base:

  • Non abbondare con i link, crea una struttura gerarchica.
  • Nel menu non deve esserci il sito intero ma ciò che conta.
  • Usa etichette semplici da comprendere e navigare.
  • Sfrutta i breadcrumb per far capire alle persone dove si trovano.
  • Evita il più possibile menu a tendina troppo lunghi.

In questi casi regna la classica struttura ad albero che ti consente di organizzare il sito in pagina principale (home page), categorie, sottocategorie e singole risorse.

menu di navigazione
Un buon esempio di struttura del sito web.

Questa è la classica struttura ad albero, molto conveniente sia per la navigazione che per far scorrere Pagerank dalla pagina più importante a quelle secondarie.

Due regole: tutte le pagine dovrebbero essere collegate attraverso il minor numero possibile di click (tendenzialmente non più di tre) alla home page. Ciò significa che non dovrebbero esserci risorse isolate e situate in directory troppo profonde.

Per approfondire: come scrivere un articolo in ottica SEO

Ottimizzazione SEO On-Page e Off-page

Questa è la base del lavoro da svolgere: il miglioramento delle pagine web attraverso due prospettive che non possono passare inosservate. Vale a dire on-page e off-page. Qual è la strada da seguire? Come ottenere buoni risultati? Un passo alla volta.

Come e dove inserire le parole chiave

L’ottimizzazione on-page spesso si riduce a questo: domandarsi dove aggiungere keyword nel testo e basta, senza ragionare. In realtà ci sono alcuni aspetti decisivi da considerare nel lavoro di SEO copywriting, li trovi in questa lista di link:

Qui si nasconde una piccola Bibbia per portare a termine il lavoro di SEO copywriting. Leggendo ognuno di questi articoli puoi approfondire il singolo tema ma quello che mi interessa comunicare in questo caso è l’importanza di una visione d’insieme.

Scrivere per il web non significa aggiungere la keyword più importante nel titolo e ignorare il resto: considerando il discorso dell’LSI oggi è sempre più importante sfornare testi capaci di affrontare un topic in modo da rispondere alle domande.

Una pagina con poco testo e tante immagini potrebbe avere più successo di un articolo chilometrico se questo serve a dare le giuste informazioni. Il copywriting deve essere sempre subordinato alle intenzioni di ricerca, a ciò che il pubblico vuole.

Link building e menzioni sui blog

Avere link in ingresso è l’altra faccia della medaglia. Se è importante ottimizzare una pagina web per fare in modo che risponda alle necessità del pubblico, è altrettanto decisivo il lavoro (non semplice) che devi svolgere le menzioni.

Questo perché c’è una regola ferrea che negli anni continua a farla da padrone: i link devono essere naturali. Google stigmatizza (e penalizza) tutte le pratiche che tendono a manipolare l’acquisizione di collegamenti in ingresso da altri siti.

Quindi devi lavorare su fronti diversi per ottenere buoni risultati. In primo luogo puoi puntare sui classici contenuti di qualità e aspettare che arrivi il benefattore.

Spesso non accade nulla, per questo è importante coinvolgere strumenti come le digital PR e il guest blogging che aiutano i proprietari dei siti web a migliorare la link popularity senza fare lavori estremi che potrebbero richiamare l’attenzione dei vari Google Penguin. Con relative penalizzazioni difficili da affrontare.

Per approfondire: come ricevere backlink in modo naturale

Guida SEO: come puoi ottenere visibilità su Google

Come ho detto all’inizio dell’articolo non c’è spazio per testi definitivi e guide SEO in grado di rimanere intatte e senza necessità di revisione costante. In questo articolo provo a fare il punto della situazione definendo dei passaggi utili in ogni occasione.

Sei d’accordo? Vuoi aggiungere altri consigli SEO e trucchi WordPress per un buon lavoro in termini di ottimizzazione per i motori di ricerca? Ti aspetto nei commenti.

2 COMMENTI

  1. Buongiorno Riccardo,
    posso farti un paio di domande collegandomi al tema affrontato in quest’ultimo articolo? 🙂
    Stiamo per andare online con un nuovo sito e-commerce (con woocommerce) di complementi d’arredo, abbiamo già preso in considerazione l’esigenza della sitemap.

    1.Secondo te è consigliabile fare una sitemap a parte per le immagini?
    2.utilizzando lo strumento per recensioni certificate Feedaty,ha senso implementare i dati strutturati, per avere le “stelline” delle recensioni anche nella serp?
    grazie in anticipo per la tua risposta!
    PS: grazie per i tuoi articoli, sono sempre molto interessati!
    Valentina

    • Ciao, di sicuro le stelline nella serp sono utili per aumentare il CTR, quindi ben venga qualsiasi sistema per implementare i microdati con i rich snippet.

      Sitemap per immagini: sì, può essere utile. Google prevede anche sitemap a parte per i video.

      Grazie, continua a seguirmi 🙂

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here