Recentemente il Tagliablog ha riacceso la discussione sui contenuti di qualità e sulla reale efficacia per il posizionamento di ricerca. Questa, infatti, è il consiglio che Matt Cutts continua a elargire, ma siamo sicuri che sia effettivamente così?

Io (è un esempio) scrivo contenuti di qualità. Qualcuno li inserisce in una lista di post utili o in un altro punto del blog e così la mia link popularity cresce in modo sano. O almeno così dovrebbe essere. Ma ti sei mai chiesto in cosa consiste un contenuto di qualità?

Scrivere contenuti di qualità è una buona strada da seguire (anche se non l’unica come suggerisce Rand Fishkin), ma non esiste un’unica dimensione semantica per intendere il concetto di “qualità”. Ciò significa che la qualità è un qualcosa di relativo, un’idea che cambia di persona in persona. O meglio, di audience in audience.

Quello che per me è qualitativamente ineccepibile, forse, non lo è per il resto dell’umanità!

In poche parole non esiste un’unica idea di qualità, soprattutto per chi scrive su un blog. Tu credi che il valore di un post si misuri grazie alla sua lunghezza… e io ti dico che in parte hai ragione, ma che ti conviene valutare il potenziale che si nasconde in tutti i tuoi articoli. Ecco qualche esempio:

  • In una guida sull’argomento X la qualità risiede nella sua completezza.
  • In una breaking news si nasconde nella tempestività.
  • In un semplice approfondimento la qualità significa risolvere problemi di una nicchia specifica.
  • In un post anonimo può rivelarsi all’improvviso in un’idea provocatoria.
  • In un articolo come questo si ritrova nella capacità di far riflettere.

Potrei andare avanti ancora per molto ma non credo che serva. Piuttosto ritengo utile sottolineare un punto della riflessione: non sei tu a decidere se il tuo articolo è un contenuto di qualità, ma sono i tuoi lettori a indicarlo come tale.

Quante volte ti è capitato di scrivere il post del secolo per ritrovarti alla fine della giornata con un pugno di condivisioni? Non eri convinto di aver scritto un contenuto di qualità? Ricordati che i link (ma anche i retweet e i “mi piace”) arrivano dai tuoi lettori, da chi ti segue e ti giudica.

Morale della favola: ogni contenuto, a modo suo, può essere di qualità ma la decisione finale spetta alla tua audience. Tu sei d’accordo o la pensi diversamente? Lascia la tua opinione nei commenti!

Impara a fare blogging
SHARE
Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

11 COMMENTI

  1. Condivido questo articolo dalla prima all’ ultima parola.
    Relativamente ad un qualsiasi contenuto (prodotto, servizio, post, video, ecc.) il concetto di qualità appartiene a chi quel contenuto lo fruisce.
    E’ un concetto tanto semplice quanto complesso da mettere in pratica: ci vuole una bella dose di umiltà per rimettere il valore del tuo lavoro nelle mani di coloro a cui il tuo lavoro è destinato.
    Io per esempio lavoro in contesto aziendale ed ho avuto modo di conoscere molti “professionisti” (purtroppo anche nel marketing e comunicazione) che di fronte a dati di vendita negativi non fanno autocritica ma considerano “stupidi” o “limitati” i clienti, perchè non hanno “capito” la qualità del prodotto offerto.
    Quando sento queste cose mi si rizzano i capelli!!

  2. Condivido assolutamente anch’io.
    Bisogna sempre interrogarsi interrogando i nostri visitatori e non cullarsi sulle proprie azioni.
    L’autocritica è alla base di molti lavori.
    Lo studio continuo delle statistiche e delle reazioni dei visitatori è lo strumento primario e fondamentale.

  3. Sono completamente d’accordo con simon. Senza considerare l’audience a cui ci si rivolge non si va lontano, ed è inutile dare la colpa al pubblico per il fatto di non aver apprezzato il nostro prodotto. Il pubblico sceglie, nei social molto più che negli altri media. E’ come se un cuoco se la prendesse con i clienti perché trovano cattivo il suo cibo… Se a loro non piace, non piace, c’è poco da fare! Sei tu che devi cambiare, o loro smetteranno di venire da te > http://goo.gl/2hJK
    Poi un’altro elemento che conferisce qualità è senz’altro la capacità di un contenuto di generare discussione. Magari proprio per la sua non-esaustività, per il fatto di lasciare qualcosa in sospeso in modo che siano i lettori a “completarlo”.

    • Quindi possiamo dare un piccolo contributo al post con tutti i vostri suggerimenti:

      • Le audience nell’universo dei social media hanno maggior possibilità di scegliere i propri contenuti di qualità.
      • Qualità può essere anche sinonimo di una non-esaustività protesa verso il coinvolgimento dei lettori qualità = coralità?).
      • Le statistiche sono un ottimo strumento per individuare i contenuti qualitativamente indicati per la propria audience.
      • Il traguardo del “contenuto di qualità” può essere raggiunto anche con una buona autocritica.

      Ci sono i presupposti per un nuovo post… altre osservazioni sull’argomento?

  4. Sono perfettamente d’accordo con questo passaggio del post “non sei tu a decidere se il tuo articolo è un contenuto di qualità, ma sono i tuoi lettori a indicarlo come tale”. Infatti, nella mia esperienza di web content editor per tantissimi siti di diversa specie (Kitchens.it, Technogym, Fileni), l’unica regola utile per scrivere articoli apprezzati è sempre stata (e sempre lo sarà) capire il pubblico che hai di fronte.
    Per farti un esempio, Kitchens.it ha un pubblico prettamente femminile che cerca consigli pratici. Apprezzeranno di meno (per quanto io li adori e li ritenga altamente qualitativi) articoli sul design.
    Quoto il tuo post.. ottimo (come sempre!!)
    Dag

  5. Mi piace il paragone tra pagerank e auditel televisivo.

    Comunque volevo segnalare anche il contributo di Vanni_Rosso che sottolinea il valore di un contenuto, anche breve, che fa da ponte verso altre risorse. Mi viene in mente un mio post recente sull’uscita della guida Yahoo!, un articolo molto retweettato ma che non supera le 1.000 battute

  6. il contenuto è il messaggio oggetto della comunicazione (scrivere su Internet è comunicare). il messaggio ha un mittente ed un destinatario, e lo scopo della comunicazione è far giungere il messaggio al destinatario.
    per “qualità” sul web si intende la misura della corrispondenza del messaggio all’interesse del destinatario. pertanto, a meno di non conoscere alla perfezione gli interessi dei propri destinatari, molto spesso è necessario “provarci”, ovvero postare il messaggio e sperare che corrisponda agli interessi dei propri destinatari.

    a volte invece è possibile immaginare, o prevedere, quali interessi sono in grado di generare una risposta maggiore, e pertanto è possibile postare messaggi in linea con questi interessi.

    non dimentichiamoci che l’umanità nel corso degli ultimi decenni ha scoperto molte cose sulla comunicazione, che valgono anche sul web. perchè la piattaforma è diversa, ma gli uomini che la usano sono sempre gli stessi!

  7. Complimenti per questo post, ha toccato uno dei punti su cui sto riflettendo di più ultimamente. Ok, la qualità è un concetto molto soggettivo, ma non credete che la qualità dei post dipenda anche dal livello di competenza e consapevolezza che ho come professionista?
    Voglio dire, in termini assoluti, se oggi mi impegno e scrivo il mio miglior post di sempre, sarà sicuramente meglio del mio migliore post di 5 anni fa. Troppo filosofico? 😉

    • Ciao Oscar

      Credo che la qualità dei contenuti non sia un parametro stabile nel tempo. Varia insieme alle capacità di chi scrive, ma anche rispetto a numerosi elementi indipendenti dall’individuo. Oggi questo è un contenuto di qualità (esempio) che viene commentato, linkato e retweettato più volte… ma tra 5 anni sarà solo una polemica inutile alla luce di chissà quale novità.

      Oppure tra 5 anni sarò in grado di partorire dei contenuti così brillanti che, a confronto, questo sembrerà una vecchia ciabatta. Ancora un’altra ipotesi: il mio contenuto rimane un faro-guida per tanti lettori che non passerà mai di moda, rimarrà sempre un grande contenuto.

      Credo che tutto debba essere inquadrato rispetto all’hic et nunc (qui e ora, per rimanere in ambito filosofico) del lettore. L’importante è che tutto quello che esce dalla tu (e dalla mia) tastiera sia frutto di una reale passione per l’argomento.

  8. Se l’obiettivo di un post è quello di produrre click, retweet e m piaci, certamente il metro di misura sono i tuoi lettori, non ci piove.

    Ma non è questo un metro di misura di qualità, è piuttosto un indice di gradimento. Non credo che le due cose vadano confuse.

    Se da domani decidessi di fare il blogger, su un argomento che mi interessa particolarmente, sarebbe estremamente corretto leggere i segnali che provengono dai miei interlocutori, ma non posso dimenticarmi di ciò di cui voglio parlare, solo per compiacerli, sarebbe come prenderli in giro.

    Allora come conciliare un articolo di qualità, con un articolo “popolare”, inteso come lo intende Marco Dal Pozzo?

    Non sono un blogger, mi fermo a scrivere banalità su facebook di tanto in tanto, ma credo che se scrivessi il post del secolo, e questo non viene apprezzato, forse l’errore non era tanto in quello che ho scritto, ma nel come l’ho scritto.

    Forse un argomento merita di essere discusso più a lungo, diviso in più post o potrebbe essere necessario preparare il terreno all’argomento nel corso di altri articoli.

    Forse è solo sufficiente lasciare qualcosa in sospeso, al fine di lasciare che i lettori completino e si rendano partecipi della discussione.

    Forse la cosa migliore da fare è costruire insieme una vera risposta, facendo la funzione di guida nella discussione.

  9. Quanto è vero!!!
    “non sei tu a decidere se il tuo articolo è un contenuto di qualità, ma sono i tuoi lettori a indicarlo come tale”

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here