Come abbassare il bounce rate

Ridurre la frequenza di rimbalzo di un sito o un blog è molto importante. Da dove iniziare? Qual è il punto di partenza? Ecco cosa devi fare per mantenere le persone sulle pagine.

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Hai fatto un bel lavoro con il blog. I consigli SEO funzionano, i visitatori stanno arrivando grazie a guest post, social media marketing, ore passate a scrivere e capire come ottenere link di qualità. Ma come diminuire la frequenza di rimbalzo?

Ridurre il bounce rate è importante.

Dai un’occhiata alle statistiche di Google Analytics, ti accorgi che i visitatori se ne vanno dopo aver letto una sola pagina. Non sempre è un problema, ma il punto di partenza è chiaro: devi abbassare il bounce rate. Ma di cosa stiamo parlando?

Cos’è la frequenza di rimbalzo (bounce rate)

La frequenza di rimbalzo o bounce rate è il rapporto tra le sessioni che visitano una sola pagina e tutte le altre. Detto in altre parole, questa percentuale individua uno dei fattori che possono definire la qualità dei click. Ma è veramente così importante? Non basta aumentare le visite del blog?

Pensaci un po’: l’obiettivo di web marketing è avere quanti più visitatori possibile? No, è fare in modo che quei visitatori acquistino il tuo corso, si iscrivano alla newsletter, mettano mi piace su Facebook, lascino un commento.

Tutto il resto è rumore di fondo. Per questo le statistiche possono essere ingannevoli: aumenti di continuo i visitatori, e potresti avere l’illusione di fare bene. Quando magari solo uno su mille decide di iscriversi alla tua newsletter.

La frequenza di rimbalzo è il rapporto tra le sessioni di una sola pagina divise per tutte le sessioni o la percentuale di tutte le sessioni sul tuo sito nelle quali gli utenti hanno visualizzato solo una pagina e hanno attivato una sola richiesta al server Analytics.

Google Analytics

In questo articolo ti voglio illustrare cinque strategie che ho utilizzato sul mio sito per attirare l’attenzione dei visitatori. E per ridurre il bounce rate di un blog.

Per approfondire: come ottimizzare una pagina web

Crea un menu WordPress di navigazione

Parlo di quella barra a metà fra l’header, l’immagine di testa, e il contenuto. Deve essere grande e visibile, perché è quella che aiuta i visitatori a orientarsi sul sito.

Come ridurre la frequenza di rimbalzo.

Aggiungendo questo elemento ho aumentato le visualizzazioni di pagina di un buon 30%. E tutto con pochi minuti di lavoro, perché realizzare questo tipo di menu WordPress è semplice. Ecco alcuni suggerimenti per la barra di navigazione:

Non esagerare con i collegamenti

Se abbondi non farai altro che creare confusione, i visitatori se ne andranno. Come diminuire la frequenza di rimbalzo? Elimina scelte. Chi arriva sul sito non vuole pensare, il che include decidere quale delle pagine proposte leggere.

Inserisci una pagina per i nuovi lettori

È una delle pagine più importanti del sito, sei sicuro di volerla ignorare definitivamente? Per ridurre il bounce rate puoi catturare subito l’attenzione.

Usa etichette di navigazione chiare

La chiarezza funziona. Se io faccio click su una tab voglio sapere cosa andrò a leggere, e non sono io a esagerare! Usa i microcontenuti dei link con semplicità.

Inserisci solo ciò che serve

La barra di navigazione viene vista da tutti, quindi se vuoi spingere un particolare prodotto questo è il posto per farlo. Vuoi che sia ancora più preciso e capire come diminuire la frequenza di rimbalzo? Il centro e la sinistra convertono di più.

Limitati con i menù a tendina

Ti ho detto al primo punto di non esagerare con i link nella barra di navigazione, quindi tu avrai pensato: faccio sotto-menu a valanga! No mi dispiace.

Passo il mouse su un elemento della barra di navigazione e mi si apre un nuovo menù. E poi cosa trovo? Un altro elemento a tendina? E poi ancora un altro?

Il menu deve essere ben visibile

Rendi la barra visibile. Solo perché c’è non significa che verrà vista, fa’ in modo che la navigazione risalti. È normale che tu la vedi, l’hai messa lì tu! Ma un visitatore che è arrivato sul sito non andrà automaticamente a cercare il menu che non si vede.

Inserisci la pagina about me e contatti

Se vuoi diminuire il bounce rate devi puntare sulla credibilità. In che modo? Crea una pagina chi sono. E inserisci il nome completo con la tua foto senza dimenticare le esperienze si studio e professionali. Magari un video personale.

Oltre a parlare di te e di come puoi risolvere i problemi, devi dare alle persone un punto concreto per raggiungere l’attenzione. Pagina chi siamo e contatti sono risorse decisive per conquistare la fiducia. E per mantenere il pubblico sul blog.

Sfrutta i link interni per guidare il pubblico

I link interni sono una risorsa. Diventano parte integrante del lavoro di ottimizzazione SEO di una pagina web e permettono al lettore di scoprire nuove risorse: leggendo si scoprono nuovi articoli, in questo modo puoi abbassare la frequenza di rimbalzo.

E raggiungere un valore accettabile. leggendo si scoprono nuovi articoli, in questo modo puoi abbassare la frequenza di rimbalzo e raggiungere un valore accettabile.

Come ottimizzare i link interni.

Come si inseriscono i link interni? Non esagerare, non mettere collegamenti che potrebbero dare fastidio a chi legge. Ridurre il bounce rate non deve essere un ostacolo al buon senso e alla qualità della pagina: i link inutili restano tali.

Diminuire la frequenza di rimbalzo con i correlati

Ricorda che tra i link interni ci sono gli articoli correlati alla fine del post, molto utili per diminuire la frequenza di rimbalzo. Spesso i plugin per aggiungere post alla fine dei contenuti scelgono le risorse senza una giusta correlazione.

Per questo ti consiglio Contextual Related Post, un’estensione per scegliere con grande precisione i link che completano l’articolo. Ci sono altri plugin WordPress per abbassare il bounce rate ma io te ne suggerisco uno in particolare.

Migliora il bounce rate con un plugin.

Parlo di Inline Related Post, un’estensione per creare dei box e dei banner da inserire in ogni angolo del blog. Anche negli articoli. Puoi creare qualsiasi tipo di widget e bottone con call to action per invitare gli utenti a visitare altre pagine.

Semplifica i contenuti e facilità la lettura

Leggi gli articoli sul tuo sito. Sono per caso impersonali, precisi, distaccati? I lettori se ne accorgono e non apprezzano. Quando scrivi devi fare in modo che la personalità trasudi da ogni parola, questo aiuta a diminuire l’abbandono del sito.

Sei appassionato degli argomenti che affronti? Fai capire questo tuo sentimento a chiunque posi gli occhi sulla pagina. Fidati, gli utenti sono stanchi dei paroloni e ancora di più di tutti quei blogger che si danno arie. Perché sono tutti uguali: noiosi.

Tu invece devi essere diverso per fare in modo che tutti si ricordino di te. E il miglior modo è usare il tuo stile personale, non quello che ti insegnano a scuola.

Elimina impedimenti ed errori di visualizzazione

Altro motivo che porta all’aumento del bounce rate: le pagine non si vedono bene, ci sono dei pop-up che danno fastidio. Ancora, da mobile il sito è un disastro. Ottimizza le pagine web e fa’ in modo che siano piacevoli da leggere.

Verifica il tuo sito su smartphone.

Ricorda di migliorare la navigazione da mobile. Il font deve essere grande e leggibile, gli elementi di navigazione facili da selezionare. Puoi fare una verifica sul Mobile Test di Google o seguire la Search Console che evidenzia gli errori.

Velocità di caricamento e frequenza di rimbalzo

Perché dovrei rimanere sul tuo sito se per aprire ogni pagina ci vogliono 10 secondi? Quando ti chiedono come diminuire la frequenza di rimbalzo devi essere onesto: aiuta a ridurre il tempo di caricamento delle pagine e a velocizzare WordPress.

Abbassa il bounce rate con la buona leggibilità

Sai perché le persone abbandonano i tuoi articoli? Semplice, non trovano testi facili da leggere e questo dipende anche dalle buone regole della leggibilità per i testi.

Come muoversi? Dividi il testo in paragrafi, usa il grassetto per guidare l’occhio, aggiungi H2 e H3 per introdurre gli argomenti, metti le foto solo quando servono e non per spezzare il testo. Rendi la lettura semplice e piacevole.

Crea relazioni utili con il tuo pubblico

Da quando ho iniziato a parlare direttamente le persone il bounce rate è diminuito. Perché leggono il tuo commento, ti riconoscono, ti rispondono. E tu potresti addirittura mandare un’altra risposta. Iniziando una conversazione online!

Gli internauti visitano decine di pagine ogni giorno, e non si ricorderanno mai di tutti. Ma se tu dedichi anche solo 30 secondi del tuo tempo a ogni visitatore per salutarlo e ringraziarlo stai facendo un ottimo lavoro di brand awareness.

frequenza di rimbalzo
Crea la tua community online.

Ricordati che le persone amano sentirsi coccolate, e se vuoi sviluppare un certo rapporto con i tuoi utenti dovrai essere tu a fare il primo passo su internet.

Da leggere: cos’è e come si misura il bounce rate

Come diminuire la frequenza di rimbalzo

Le visite sono importanti, ma non danno la risposta a tutto. Quindi allontana gli occhi da quel grafico di Google Analytics. Invece inizia a guardare altre metriche:

  • Bounce rate.
  • Numero di pagine per visita.
  • Tempo medio sul sito.
  • Conversione agli obiettivi.

Implementare questi consigli vuol dire migliorare la qualità del sito, abbassare la frequenza di rimbalzo e diminuire il bounce rate in modo semplice e funzionale. Sei d’accordo? Quali sono le tue strategie per ridurre l’abbandono delle pagine?

12 COMMENTI

  1. Ottimi consigli, Stefano
    sopratutto quelli relativi al ringraziare e alle email…
    a tal proposito volevo chiederti tu che software o servizio usi per la gestione della newsletter?

    • Per il momento uso un plugin gratuito su WordPress che si chiama Newsletter. Visto che il mio blog è personale e non ci guadagno nulla, non ha senso andare a investire soldi.

  2. Ciao Stefano,

    solo una nota, tu scrivi:
    “Gli utenti stanno perdendo il loro tempo a leggere quello che tu hai scritto per loro”.
    Non userei il termine “perdendo il loro tempo” perché gli utenti investono il loro tempo. Lo perdono se quello che gli si da è contenuto fuffa.

    • Di sicuro è così, Roberto. Quello che conta è cercare di dirigere l’attenzione verso ciò che fa la differenza per diminuire la frequenza di rimbalzo.

  3. Bell’articolo. Mi chiedevo solo quanto possa veramente essere importante la frequenza di rimbalzo in un blog…
    I lettori che accedono ai post tramite social network o rss suppongo conoscano già il blog in quanto iscritti alle community e che, quindi, siano interessati a leggere solo cosa di nuovo hai pubblicato e non a rileggere il resto.
    Se poi almeno il 50% degli utenti unici giornalieri è “di ritorno” vuol dire che si parte da una media del 50% anche di frequenza di rimbalzo… un valore negativo che a questo punto, però, vale molto poco.

    Non capisco se mi sfugge qualcosa 😀

  4. Per questo basta filtrare i risultati in modo da includere solo i nuovi lettori. 😉

    Inoltre si può usare un plugin che simula un evento dopo 10-15-20 secondi dal caricamento della pagina, in modo da considerare non bouce tutte le visite che stanno sulla pagina oltre un determinato tempo.

  5. E invece secondo me, per una sfumatura, dice bene Stefano: “stanno perdendo il loro tempo”.
    Di fatto quando un utente entra sul tuo sito, almeno all’inizio il dubbio di perdere del tempo lo ha. Se si fermano un pochino e sono interessati a quello che trovano, allora da “perdere” tempo passano a “spendere” tempo. E se alla fine hanno apprezzato e trovato utile il tuo lavoro, penseranno di aver “investito” del tempo.
    Ma tutto questo avviene dopo.
    Prima il tempo, dal _loro_ punta di vista, lo stanno “perdendo”.

    Bell’articolo, Stefano. Quello che condivido maggiormente è il discorso umano. Che è quello che spingo sempre con i miei Clienti: gli utenti cercano soluzioni, comprensione, aiuto. Che possono arrivare solo da altre persone, non certo da freddi automatismi tecnologici.

    Eppure è così difficile farlo capire! 🙂

    • Per abbassare il bounce rate dobbiamo essere, prima di tutto, utili alle persone che ci seguono. Dal punto di vista dei contenuti e dell’usabilità. Poi il resto viene dopo.

  6. stavo impazzendo con la frequenza di rimbalzo del mio blog e mi sono rivolta a google … naturalmente mi ha rimandato a te 🙂 ! Eh certo ti seguo sempre! potevo entrare direttamente qui 🙂 ! Grazie come sempre x i tuoi consigli, è una fortuna che tu scriva dall’alba al tramonto 😉 ciao!

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