Ieri su Facebook mi è capitato di leggere un intervento a dir poco singolare. In un gruppo si chiedeva dove era possibile reclutare webwriter per 1 euro a pezzo. Dopo le proteste degli altri iscritti (1 euro ad articolo…) l’autore spiegava che in realtà non cercava articolisti ma monkey writer.

monkeywriter

Sì, cari signori, monkey writer. Dopo la donna cannone e l’uomo pipistrello arriva lo scrittore scimmia. Ovvero una figura mitologica dal corpo di uomo e il cervello, ovviamente, di scimmia capace di prendere riscrivere gli articoli con la giusta creatività.

Altrimenti sarebbe stato lo scrittore bradipo.

Come lavora uno scrittore scimmia?

Vede quello che c’è di interessante in rete, lo legge, lo riscrive nel migliore dei modi, cambia qualche articolo, i verbi, lascia una spolverata di errori ortografici (fanno sempre bene) e poi pubblica il suo operato.

Il tutto, probabilmente, in un tempo compreso nei 20 minuti e con un compenso che raggiunge quel famoso euro. Beh, sempre meglio di 50 centesimi

Tecnica vincente, vero?

In questo modo non andiamo contro le regole di Google (i testi non sono duplicati) e rispettiamo il lavoro di altre persone (i testi non sono rubati), ma questo è un suicidio annunciato.

Difficilmente questi articoli riusciranno a farsi largo tra la concorrenza, a guadagnarsi link di qualità, a diventare dei punti di riferimento per gli utenti su Facebook, Twitter, Google Plus e Pinterest.

Le regole sono semplici…

… ma vale la pena ricordarle: i contenuti di qualità sono il cuore di un portale o di un blog capace di dare dei risultati, e per avere questi contenuti bisogna investire risorse. Punto.

Le scimmie lasciamole libere nelle foreste…

Aggiornamento del 1 Maggio 2012

E allora quanto costa un copywriter con i fiocchi? Ce lo dice questa infografia di expand2web che, lasciamelo dire, capita a pennello. Grazie a @pubblicodelirio per avermela segnalata!

copy

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16 COMMENTI

  1. Nel web la velocità è tutto, però queste mi sanno da classiche richieste di chi non sa come funzionano certi meccanismi. O che vuole cercare di fregarsene facendo il furbo. Sì ok facile prendere 1 testo, rielaborarlo, ed incollarlo, mischiandolo, ad un altro. Troppo comodo.
    Sì vuole NON spendere, e (sperare di) guadagnare.
    Però il content marketing è un altro. Sono tutti bravi a fare così. Se volessi potrei farlo pure io, che non sono di certo copywriter. Però un testo è di valore se è anche originale. Si capisce subito quando certi pezzi sono scopiazzati. E chi è del settore, o è magari un po’ più sveglio di qualcun altro, lo capisce subito.
    Mi sembra la stessa situazione di chi vuole diventare giornalista e viene pagato 1 euro a pezzo… se va bene. E’ 1 po’ (tanto) sfruttamento. E mancanza di serietà.

    Si ha bisogno (e voglia) di lavorare, di farsi conoscere e fare esperienza, però a questo punto meglio prendere un ragazzo appena laureato in lettere o in comunicazione come stagista, piuttosto che proporre cose come queste.

    Anche i Web e Copy Writer hanno una dignità.
    Scimmie o uomini che siano!

    • Io vorrei solo far capire a questa gente il valore di 1 euro messo a paragone con l’impegno necessario per scrivere un articolo. Un articolo dotato di senso, curato nelal grammatica e nella sintassi. Ma soprattutto un articolo capace di dare qualcosa in più… di essere straordinario. La gente ne ha piene di tasche di articoli scritti e riscritti senza verve: io cerco di trovare sempre nuove soluzioni per il mio blog, ammetto che non è facile ma ci provo. Di certo non mi viene in mente di pagare un pinco pallino a 1 euro per farmi riscrivere un post che i miei lettori hanno letto già 1.000 volte.

      E poi c’è il discorso della dignità umana che meriterebbe un post a parte. Maddai, un euro… e io che ci faccio con un euro? Ci devo pagare le tasse, giusto? E quanto diventano? 60 centesimi?

  2. vabbè giustamente… è vero. Io sono “ingenua” e penso che il discorso della fatica equiparata al compenso (e il compenso equiparato alla fatica) sia scontato ma… appunto in quanto ingenua e fin troppo buona… dimentico che spesso certa gente vede queste cose come se fossero: CAVOLATE!!! (e allora perchè non se lo fanno loro!?)

    Meglio che non entri nei particolari di discorsi di dove lavoro io che mi sono stati fatti… perché in alcuni casi è da rabbrividire!!!!

    Comunque sì.. la gente ne ha piene le tasche di articoli scritti e ri-scritti senza verve. Ma a certi “Manager” queste cose non importano! gli interessa riempire la pagina.

    Tu fai bene a cercare cose nuove e originali da scrivere. Ti dicono che alla lunga sarai premiato. Speriamo che sia veramente così.

    Il valore di 1euro è il costo di un caffè che tu vai a prendere quando c’è qualcuno che sta scrivendo (o almeno così vuoi credere) qualcosa per te. Con 1€ ad articolo non ci paghi le tasse. Ma vuoi mettere la soddisfazione di incassarlo!? (ovviamente retoricamente parlando!)

    • Per il discorso di riempire una pagina ti rispondo con un tweet (ultimamente lo faccio spesso e mi piace):

      Alla lunga sarò premiato? Lo spero, e in parte è già così. Ci sono tante persone che seguono questo blog, e questo mi fa piacere. Mi fa capire che non ho lavorato inutilmente.

  3. Ciao Riccardo, ho letto anche io la simpatica richiesta su FB!
    Penso di non dover aggiungere altro al tuo post: la tua analisi mi sembra più che incisiva!
    Voglio però rafforzare uno dei concetti espressi: “Le scimmie lasciamole libere nelle foreste…”
    Direi che è un ottimo suggerimento!!!

  4. Come promesso ecco la riflessione.
    Sono blogger da 5 anni. In giro trovo di tutto, da chi ti promette 10 euro (ma con clausole assurde che ti porteranno a non vedere mai quei soldi) a chi ti dà 1 centesimo a parola. L’importante è che chi paga dia ciò che è stato pattuito. Tutto il resto conta fino ad un certo punto. Anche se risulterò l’avvocato del diavolo provo a ragionare per punti.

    1 Un freelance è libero di accettare o di rifiutare la proposta lavorativa che gli viene offerta. Quando rifiuta 1 euro deve ricordarsi in quale realtà economica sta vivendo e che per uno che rifiuta cinque accettano (e magari i cinque che accettano non sono validi nemmeno la metà di chi ha valutato).

    2 La serietà e l’impegno di chi lavora non deve misurarsi sul suo compenso (si trovano persone che prendono soldoni che sono dei perfetti incapaci e gente che lavora per 1 centesimo a parola quando ne varrebbe almeno 1000). Io ho sempre lavorato seriamente, mettendoci tutto il mio impegno, anche quando distribuivo volantini o quando facevo l’operatore del call center.

    3 Scrivere per i blog a certe cifre equivale alla gavetta di una volta, non deve essere considerato un punto d’arrivo, ma un punto di partenza.

    4 Tutti coloro che si lamentano (io valgo più di un euro) possono aprire un proprio blog (io l’ho fatto come passatempo) e dimostrare le propria abilità e la propria originalità. Il fatto stesso di pensare di essere capaci di arrivare alle prima due pagine di Google soltanto scrivendo un bell’articolo originale è sinonimo di non avere la minima idea di cosa richieda google per arrivare nelle prime due pagine.

    5 Se bastasse copiare/Incollare testi altrui per fare soldi saremmo tutti ricchi.

    6 La concorrenza in Italia è sleale e spesso ignorante: scrivete qualcosa di intellingete o nuovo? Bene: la maggioranza riporterà il vostro articolo senza linkarvi, qualcuno vi citerà e qualcuno parlerà di “alcuni siti web”.

    7 E’ una realtà ingiusta? Sicuramente. E’ frustrante? Pure. E’ degradante? si. Avete opzioni migliori per guadagnare qualcosina e sviluppare una vostra passione? Fatemele presenti, perché io sono anni che sento questi discorsi e, pur avendo conoscenze ovunque, non ho visto una persona una che, oltre a lamentarsi, abbia trovato una strada alternativa.

  5. Tutto giusto, tutto condivisibile, per carità.
    Il discorso é che in rete le scimmie non le cercano solo sconosciuti avvoltoi, ma anche grossi portali e network di blog in cerca di gente che si accontenta della visibilità e di fare curriculum.
    Sono appena tornato dal Festival del Giornalismo, e in molti mi hanno segnalato questa recente “iniziativa” di una società esterna che lavora per Repubblica.it http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/repubblica-it-recluta-filmmaker-da-5-euro-a-video/203641/
    Ditemi voi se uno deve mettersi lì, cercare la notizia, girare il video, confezionarlo, mandarlo “sperando di essere selezionato”. Per cosa? 5 euro???
    Qui non si tratta di copia e incolla ma di reportage di qualità. Se ci scandalizziamo per un post a 1€, ditemi cosa dobbiamo fare per la professionalità di un video reporter acquistata per 5€!
    Il messaggio deve essere chiaro. Fammi tutte le selezioni che vuoi, mi prendi… ma poi la professionalità la paghi!

  6. Ciao Riccardo,

    ho capito benissimo quale annuncio ti ha ispirato il post 🙂
    Credo che ci sia ben poco da dire.
    Ripeto da mesi e mesi che la cultura del contenuto deve ancora stabilizzarsi (ma anche affermarsi) in Italia, a differenza di altri Paesi in cui si parte proprio dai contenuti per creare un qualcosa di valore.

    Ogni giorno assisto a richieste di articoli e testi vari in cambio di 0,50 cent, 1 euro ma anche 0,30 cent. Poi me la prendo con chi queste offerte le accetta, quindi meglio che io resti in silenzio a osservare 😉

    Beatrice

    • Ciao Beatrice,

      Nel nostro piccolo facciamo qualcosa per cambiare la realtà delle cose, e cerchiamo di far capire al mondo intero che i contenuti di qualità vanno pagati con giusta moneta.

      Per questo segnalo questa discussione sul forum di Giorgiotave (Crisi economica e copywriting: le esigenze dei tuoi clienti sono cambiate?) che ti vede come moderatrice.

      Giusto?

  7. Guardate qua! ^_____^

    “Al momento non è prevista una retribuzione […]
    Senza contare l’ottima esperienza e crescita professionale a cui potrete puntare […]
    Ogni mese l’utente migliore che avrà scritto il maggior numero di articoli e che inoltre saranno i più letti e i più interessanti riceverà una retribuzione minima, ma di incoraggiamento . […]”

    http://www.kijiji.it/annunci/informatica-e-web/milano-annunci-milano/blogger-web-content-editor-copywriter/28811343

  8. Il web è di tutti, ognuno fa quello che crede giusto.
    Anche nel mondo non virtuale ti trovi a dover concorrere, sempre e comunque, con qualcuno che fa il furbo.
    Inutile criticare. Secondo me, l’unica soluzione è fregarsene.
    Chi scrive bene e suda sui suoi pezzi deve fregarsene dei furbi.
    Sia dei furbi o “scrittori-scimmia”, sia dei furbi “doppiamente scimmie” che richiedono pezzi di quel tipo.
    Perchè? Perchè, arrivati a questo punto, penso che quello non è un settore adatto a chi pensa di essere superiore a quel tipo di lavoro da scimmia ed a chi lo richiede.
    Settore da defenestrare, dunque. Ciò che bisogna fare è mettersi alla ricerca di quella nicchia di mercato che invece chiede il lavoro fatto bene, originale e che si rende conto del valore che ha.
    Mio punto di vista. Baci e abbracci.

  9. Se non ci si sente superiore a quel tipo di lavoro da scimmia, inutile iniziare anche solo a scrivere la prima lettera. Parere mio!

    @Riccardo, sai anche tu che combattiamo tutti i giorni contro questa realtà, ma spesso le risposte ti fanno desistere dal provare a cambiare quello che si vede 😉

  10. Intendo le risposte dei clienti unite a quelle che si sentono un po’ in giro tra i neo-professionisti del settore.

  11. In realtà questa storia degli articolisti sottopagati – al di là della “crisi”, che è ormai solo un paravento per accettare e commettere le peggiori nefandezze – diventa, sotto opportune condizioni, un falso problema. Questo perchè, di fatto, ogni freelance è libero di accettare o meno le proposte che legge o riceve. Vedo molti colleghi lavorare in condizioni dichiaratamente penose, se glielo faccio notare quasi si infastidiscono salvo poi lamentarsi in seguito… non lo so, sarà radicale in certe scelte ma personalmente mi sono trovato diverse volte a rifiutare offerte lavorative troppo “tirate”, e questo soprattutto quando avevo a che fare con gente troppo convinta.

    Sarebbe il caso che noi per primi, a mio umile parere, rendessimo ridicole proposte di questo genere boicottandole, perchè altrimenti il mercato del settore sarà sempre più soffocante. Non voglio banalizzare il problema, intendiamoci, ma credo che ci siano davvero un sacco di persone che operano a condizioni allucinanti e questo, dal mio punto di vista, conferma sia che noialtri siamo parte del mercato che critichiamo sia che “chi è causa del suo mal pianga se stesso”… Scusate l’eventuale brutalità delle mie parole, solo un parere personale.

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