Riflessione post-weekend: cosa devo raccontare alle persone che mi leggono? Cosa devo scrivere nei post che scrivo ogni giorno? Possibile che un fine settimana di baldoria non riesca a fare chiarezza nella mia mente?

La risposta l’ho trovata in un tweet che ho mandato pochi giorni fa:

Quello che non serve (o non emoziona) può andare via. Emozione e informazione, emozione e informazione, emozione e informazione. Ripeti questa cantilena come se fosse un mantra, esci in strada vestito da santone e abbraccia tutti con un sorriso a 130 denti: hai trovato la soluzione ai tuoi contenuti di qualità!

Scherzi a parte, io credo che il binomio “emozioni e informazioni” sia realmente efficace. A volte perdiamo di vista la semplicità di questa alleanza: scriviamo periodi, paragrafi, interi post perdendo di vista le necessità dei nostri lettori:

  • Trovare informazioni utili per risolvere un problema.
  • Leggere qualcosa che tocchi le proprie emozioni.

Sono macrocategorie piuttosto ampie nelle quali inseriamo il piacere, il divertimento e la necessità della lettura, ma credo che tutto si possa riassumere in questi due punti.

In questo (e non solo) Apple fa scuola.

Ogni fotogramma, ogni soggetto e ogni azione di questo video: tutto ruota intorno all’iPhone e alle sue funzioni. Gesti semplici, azioni che tutti noi (adulti o meno) vorremmo fare con uno smartphone. E il video te le mostra, te le fa toccare con mano.

In poche parole ti informa lasciando anche un’emozione: non ti elenca una serie di funzioni sterili, senza personalità. Qui c’è una bambina, c’è la condivisione dei momenti belli, ci sono i ricordi… è una combinazione di emozioni/informazioni che funziona bene. Così bene che è stata subito ripresa (imitata?) dal diretto concorrente.

Ripeti con me: emozione e informazione, emozione e informazione. Ma ricorda che questa non è una formula inventata oggi. Basta conoscere un po’ di storia della pubblicità e/o del giornalismo per trovare le sue tracce ovunque.

Ti faccio vedere una foto. Questo scatto porta la firma di Nick Út, fotografo che documentò l’uso del napalm in Vietnam da parte degli americani. E lo fece non fotografando un oggetto, un aereo, una fiamma, ma una bambina ustionata che fugge dal suo villaggio.

vietnam

Non è solo l’occasione che fa di un fotografo un grande fotografo: è la sensibilità che muove lo scatto. Questo vale anche nel tuo lavoro di blogger, di webwriter freelance, di social media manager. Perché le nozioni fanno da struttura, una struttura imprescindibile, ma è la sensibilità a fare la differenza quando dobbiamo mescolare nel giusto modo informazioni ed emozioni.

Il nozionismo da solo diventa un libretto per le istruzioni che nessuno legge; allo stesso modo l’eccesso di emozioni rischia di trasformare il tuo lavoro in un libraccio Harmony. Non sto scherzando, è così!

Come uscire da questa situazione? È possibile scrivere un testo senza rischiare il linciaggio? Sì, certo che è possibile. Nei prossimi articoli ti spiegherò come fare. Nel frattempo seguimi sulla pagina di Google Plus per rimanere sempre aggiornato.

7 COMMENTI

  1. Informazioni che si trasformano in emozioni.

    E’ il meccanismo che permette al nostro cervello di “imparare”.

    Le nozioni restano nel campo razionale, le emozioni fissano “dentro”.

    Apple è stata “maestra” nell’applicare una tecnica di vendita che si chiama CVB.

    Fosse applicata sempre vivremmo tutti in un mondo migliore.

    Ancora complimenti!
    maurizio

  2. “…rimanere sempre aggiornato sui miei aggiornamenti!”
    non è però così emozionante quanto dovrebbe..
    A parte gli scherzi, per il resto sono d’accordo con te. Del resto, perché la Apple vende i suoi prodotti, se non per la grande qualità “percepita” attraverso le emozioni che trasmette? Vabè, il discorso meriterebbe un articolo a parte, forse più pragmatico di così.

  3. Ottimo mantra per chi vuole lasciare il segno con i propri contenuti. Mi permetto di puntualizzare che tu hai usato in questo post altri 2 elementi fondamentali:
    1) La metafora.
    2) La citazione.
    Come in un mazzo di carte, hai preso foto video e argomenti che hanno scatenato discussioni e azioni virali. Poi hai dato le carte a chi cerca l’asso della creazione quotidiana.
    Grazie!

  4. Bella analisi. Sì, creare contenuti che valgano l’attenzione di qualcuno, richiede un sentimento che dia loro un senso, ci vuole la sintesi che offre il colpo d’occhio e la tecnica per confezionare il tutto. Non posso fare a meno di citare Henri Cartier-Bresson: per lui scattare una foto era “porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”.

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