In questi giorni la rete ha puntato il dito contro le nuove Veline di Striscia la Notizia, Alessia e Giulia, ipotizzando raccomandazioni e scandali legati alle loro vite private. Del resto è quello che accade sempre in occasione di competizioni così seguite dal pubblico.

Ma qualcosa è cambiato rispetto al passato. Ora c’è il potere della rete che fa girare in tempo reale foto, video, notizie ed opinioni. Ecco, ad esempio, cosa scrivono alcuni utenti:

veline

Questi ed altri commenti si trovano sulla Fan Page Casting Veline 2012, probabilmente una risorsa non ufficiale (è stata creata come pagina sociale e non istituzionale).

Con l’intenzione di catalizzare il malcontento, qualcuno ha creato la pagina Cacciamo le nuove Veline 2012. Non voglio aggiungere il mio contributo alla schiera di opinioni in merito alle veline; preferisco lanciare uno sguardo sulla metamorfosi della comunicazione e la dinamica degli spettatori rispetto a programmi televisivi collaudati e di successo.

Stupisce che qualcosa sia sfuggito a un genio della comunicazione televisiva come Ricci e a uno show man con l’esperienza di Greggio: nell’era del web 2.0 la televisione deve tener conto dell’opinione della rete. Cosa si poteva fare?

  • Creare sui principali social network dei profili dedicati alla selezione delle Veline, e incentivare gli spettatori ad esprimere la loro opinione al fine di instaurare un dialogo costruttivo col pubblico.
  • Monitorare i social network, tenendo conto dell’opinione della rete pur senza esserne parte attiva.

Nel primo caso sarebbe servito un investimento maggiore, ma maggiori sarebbero state le ricadute positive sulla trasmissione (ovviamente gestendo in modo corretto l’interazione con gli utenti). Il secondo caso prevede investimenti minori ma avrebbe fornito gli strumenti per evitare l’attuale situazione di malcontento.

Dopo l’acclamazione delle vincitrici si potevano ancora arginare le critiche, magari impostando una comunicazione costruttiva sui social media. Lo si è cercato di fare, in parte, con la pagina ufficiale su Facebook di Alessia Reato e Giulia Calcaterra, in realtà piuttosto povera di contenuti.

Nel cuore della polemica, una delle veline ha ben pensato di creare un profilo pubblico su Facebook (poi cancellato) dimostrando di non avere la minima cognizione delle dinamiche della comunicazione sul web 2.0. Questo è solo un esempio del risultato:

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La gestione è affidata alla velina che si avvale dell’aiuto di alcune fan. Purtroppo hanno collezionato tutti gli errori di gestione della crisi sui social media:

  • Urlare (scrivendo in maiuscolo).
  • Alzare i toni del linguaggio.
  • Non dare risposte coerenti ed educate
  • Non capire quando è meglio non reagire alle provocazioni.

Ciò che mi stupisce è che uno staff importante come quello di Striscia la Notizia non abbia compreso la portata di ciò che stava e sta succedendo sul web.

Come è possibile che il profilo pubblico di una velina venga gestito in modo così approssimativo? Sembra poi che l’unica soluzione al problema sia stata la cancellazione del profilo stesso. Come si può gestire la pagina ufficiale delle Veline pubblicando solo frasi banali che non fanno altro che istigare reazioni negative da parte degli utenti?

Si tratta dell’ennesimo caso in cui la comunicazione tradizionale si scontra, invece di integrarsi, con le nuove dinamiche della rete.

Questo articolo è stato scritto da Annalisa Collacciani, guest blogger per My Social Web.

2 COMMENTI

  1. Ma avete idea del livello di know how social che hanno in Mediaset?

    Sono a zero, lo sanno, sono preoccupati ma non ne escono..

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