Alcune attività danno risultati eccezionali, altre richiedono un impegno di risorse spropositato rispetto ai risultati. È terribile, lo so. E c’è un principio alla base di questa ingiustizia. Sto parlando della regola 80/20. Di cosa si tratta?

regola 80/20
La regola 80/20 secondo theviewinside.me

La legge 80/20 si basa sulle osservazioni di Vilfredo Pareto, e sostiene che la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause. Cosa significa tutto questo per un libero professionista? E per chi si occupa di scrittura online?

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In termini percentuali, l’80% di un effetto è creato dal 20% delle cause. Più o meno. I numeri sono solo indicativi. Il principio di Pareto può essere applicato nella tua attività. In che modo? Ecco come declinare la regola 80/20 al tuo mondo.

  • C’è l’80% del reddito che proviene dal 20% dei clienti.
  • Poi l’80% di ciò che scrivi arriva dal 20% delle tue idee.
  • L’80% del testo lo scrivi nel 20% del tempo a disposizione.

Sei un freelance? Entrare nell’ottica 80/20 non è semplice, ma è fondamentale per spingere al massimo la tua attività di freelance. Devi migliorare i contatti, devi far fruttare le idee, devi ottimizzare il tempo che ti permette di produrre la maggior parte dei contenuti. E devi concentrarti sui clienti che ti danno più lavoro.

Attenzione, non fraintendere. Sei un professionista, e ogni cliente merita rispetto. Ma credo che ci siano modi migliori per impegnare il tempo: basta scrivere articoli per pochi euro. Devi saper rifiutare i clienti che non fanno al caso tuo.

Per approfondire: come fare un buon preventivo

La tua opinione sulla regola 80/20

Nei prossimi giorni affronterò il nodo della produttività, concentrandomi sul lavoro del webwriter freelance, ma adesso voglio la tua opinione: secondo te la legge 80/20 è applicabile al mondo delle professioni web? E ancora, quanti sono i clienti che ti danno più soddisfazione in termini economici? Approfondiamo nei commenti!

9 COMMENTI

  1. Forse perché sono ancora in fasce come imprenditrice del web, forse perché continuo anche ad avere un lavoro di responsabilità a tempo pieno, ma per me i numeri sono opposti: 80% di impegno per 20% di risultato. Però sono risultati che per me valgono moltissimo qualitativamente, spero nel 2013 di farli diventare anche più redditizi!

    • Ciao Francesca!

      Questa regola, e questo è solo il mio modesto parere, si applica soprattutto al mondo dei freelance. Perch?

      Semplice: tu hai in mano tutto il processo, tu puoi decidere i passi da compiere, tu puoi fare determinate scelte. Scelte che ottimizzeranno il flusso di produzione, i guadagni e la soddisfazione del cliente.

      Come dipendente è difficile mettere in pratica questa regola perché… non sei tu a decidere. O almeno non sei solo tu.

      Non credi?

  2. “E devi concentrarti sui clienti che ti danno più lavoro e che ti pagano meglio.
    Attenzione, non fraintendere. Sei un professionista, e ogni cliente merita rispetto”

    Come giustamente hai fatto notare se un cliente ci paga bene e ci porta tanto lavoro dobbiamo concentrarci maggiormente su quelli, ma purtroppo aziende cosi sviluppate sono fallite in tempi di crisi.
    Ti spiego meglio, avevo dei clienti che lavorano bene per due/tre aziende, si sono fossilizzati concentradosi solo su quelle aziende che fornivano molto lavoro ed al massimo dando qualche servizio a tempo perso ad altre. Due delle tre aziende importanti grazie all’effetto crisi sono fallite, l’80% del lavoro è sparito. Azienda chiusa. A mio avviso è utile continuare a cercare per crearsi un pacchetto variegato di clienti, quando uno lavora di meno l’altro di più, sopperendo alla mancanza di lavoro. Esperienza che ho avuto.

    • Certo Donald, hai fatto un’osservazione molto utile.

      In quanto freelance non devi mai, dico mai, concentrarti troppo su un unico pacchetto di clienti. Possono fallire come hai detto tu, ma possono anche trovare un professionista con un migliore rapporto qualità prezzo e decidere di toglierti il lavoro.

      Quanti modi ci sono per perdere un lavoro? Tanti, e tu devi essere pronto a rimpiazzarlo. Mai fare affidamento solo, e dico solo, su pochi clienti.

  3. Giusto Riccardo, purtroppo è un momento difficile per tutti ma con alcune accortezze si può alleviare il dolore.

  4. Certo! Nelle mie 8 ore da dipendente ho una certa autonomia ma ovviamente riporto ai miei capi e alla fine le decisioni sono loro. E’ nelle ore da freelance che comunque sono ancora in fase semina e gli sforzi rispetto ai risultati sono ancora sbilanciati: penso comunque che la legge 80/20 sia un po’ un miraggio da internet marketer americani. E allora giro a te la domanda: tu la senti vera? Se guardi i tuoi risultati del 2012 ti sembra una proporzione corretta?

  5. Ciao,
    questa legge dell’ 80/20 la vedo un pò come “il sogno che non si realizza mai ma a cui aspiri e ti permette di andare avanti e compiere il viaggio” (che è poi quella la cosa fondamentale). La meta irraggiungibile grazie alla quale attraversiamo il mondo; per dirla più filosoficamente “il motore immobile” aristotelico.. e mi fermo, sennò mi tirate qualcosa! 🙂
    Per mia esperienza personale (quasi decennale oramai…), sono anche io come Francesca nell’emisfero opposto 20/80… ma vado vanti con entusiasmo, energia e ironia per cercare di approdare un giorno sull’altra sponda! 🙂 Un saluto a tutti e buona domenica!

  6. Ciao,
    ho letto il tuo post tempo addietro e lo ricordo a ncora con grande piacere. Dopo averlo letto ho deciso di cmprare anche un libro o due sul tema e, soprattutto, di rivedere alcuni aspetti relativi alla gestione della mia clientela.
    Grazie di tutto.
    Felicità e successo,
    Danilo.

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