Non sono un esperto SEO, sia ben chiaro. Ma anche il webwriter deve sperimentare e approfondire le grandi tematiche legame da un rapporto di causa-effetto.

Io scrivo bene, tu ti posizioni, noi siamo felici: più o meno questo è il meccanismo che muove il mondo del web. O sbaglio?

seo

Sperimentare fa parte del nostro mestiere, e anche condividere le conoscenze. Per questo ho deciso di lanciare un esperimento SEO per il mio blog.

Un esperimento dedicato al posizionamento utile in termini di visite, non illusorio e basato su numeri empirici.

Ecco le prime tappe di questo percorso.

Google Webmaster Tool

Il primo step vede protagonista il Google Webmaster Tool, sezione query di ricerca.

In questa pagina si trovano le ricerche che hanno restituito le pagine del mio blog. I dati si dividono in query, impressioni, clic, CTR, posizione: cosa devo fare? Te lo suggerisce Google:

Confronta gli elenchi Impressioni e CTR per stabilire in che modo è possibile migliorare i contenuti.

Devo individuare le query con il miglior rapporto tra impressioni e CTR, ovvero quelle ricerche che portano visite significative e che vedono una buona presenza del blog nella SERP.

Dal mio GWT individuo in “google plus” una query da sviluppare: la posizione nella SERP è interessante, così come le impressioni e il numero di clic.

ottimizzazione seo
Google Plus, una query che dà buoni risultati.

Segno la query su un foglio di calcolo su Google Drive riportando i dati del GWT, e passo alla schermata dedicata alle pagine principali (lo switch si trova sotto il titolo).

In questa sezione trovo gli stessi dati in relazione alle pagine web che generano traffico verso il mio blog. Ritorniamo all’esempio dedicato a Google Plus:

ottimizzazione SEO
Ecco la pagina da ottimizzare!

Ho individuato l’articolo  – Perché usare Google Plus – da ottimizzare e da inserire nel foglio di calcolo insieme agli altri dati in formazione orizzontale:

  • Query
  • Impressioni
  • Clic
  • CTR
  • Posizione
  • URL dell’articolo

Per avere la prova definitiva interrogo anche Google Analytics e incrocio i dati con quelli di Google Webmaster Tool. A questo punto sono pronto per andare avanti.

Analisi dell’articolo

Ho individuato l’articolo da ottimizzare e le keyword collegate alla query: adesso devo agire. E iniziare con un’analisi del lavoro già fatto.

L’aspetto SEO copywriting è fondamentale in questo caso, per questo mi assicuro che la keyword sia presente nei punti chiave:

  • Tag title e description.
  • Alt e nome immagine.
  • Testo (senza forzature).

Usare le keywor nel modo giusto vuol dire suggerire a Google l’argomento e influenzare il posizionamento, ma non deve mai essere messa in discussione la leggibilità del testo.

Inoltre, mi concentro su eventuali buchi nell’articolo da colmare con aggiornamenti e approfondimenti in termini di testo, video e immagini.

Ottimizzazione

Ora devo ottimizzare l’articolo in base ai dati raccolti nelle fasi precedenti. Ecco i punti di azione:

E soprattutto aggiorna l’articolo con le novità dedicate all’argomento trattato. In questo modo avrai un contenuto fresco, e questo a Google piace. Ovviamente nascono nuove opportunità di inserire keyword, ma voglio essere  chiaro: niente forzature.

L’uso delle parole chiave deve essere naturale, deve mettere in primo piano la leggibilità del testo. E deve essere basarsi su uno studio che individui anche sinonimi e termini collegati. Ancora una volta, il modello è quello offerto da SEOMoz:

seo pagina web

Anche il discorso freschezza merita di essere approfondito: l’articolo ha bisogno di essere modificato? Ci sono reali motivi per ampliarlo? Non forzare la mano, non inserire parole a casaccio solo per dimostrare che hai cambiato qualcosa.

Verifica

A ogni azione corrisponde una verifica. Sul Google Webmaster Tool c’è la funzione “con modifica” che mostra, come suggerisce il nome, le modifiche dei parametri evidenziandoli in verde.

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Ecco come cambiano i dati!

Dopo due settimane controllo i dati, e cerco di capire se le azioni che ho messo in pratica siano state fruttuose o meno osservando numeri e colori.

La tua opinione

Ok, vuota il sacco: secondo te può essere una strategia valida?

Già ho ammesso le mie carenze. Non sono un SEO e questa riflessione è nata da una banale osservazione dei dati che attraversano i miei tool.

Voglio la tua opinione sincera, lasciala nei commenti e aiutami a sviluppare questo percorso.

Fonte immagine

21 COMMENTI

  1. Migliorare la resa di vecchi contenuti per farli diventare da “appetibili” a “golosi” è una pratica di SEO Copy molto sottovalutata.

    Un’altra utile è secondo me quella di accorpare più contenuti vicini come tematiche (o che ne parlano sotto lo stesso aspetto) in un Pillar Article rinfrescato e più approfondito 🙂

    my two cents

  2. Molto interessante il tuo articolo, fa riflettere, ma ho come l’impressione che si cerchi di spremere un limone gia’ spremuto. Mi spiego meglio. Quando si scrive un’articolo in ottica SEO, gia’ si usano gli accorgimenti, quelli che tu chiami “punti di azione” che poi sono la base del SEO onsite, secondo me. In pratica è un lavoro che bisogna fare gia’ in partenza, in fase di stesura dell’articolo. Questa è la mia opinione non so se condivisibile o no 🙂 Ciao. Ottimo lavoro con questo blog che leggo con attenzione

    • @melchiorre – Certo, se l’articolo è già ottimizzato in chiave SEO c’è poco da fare. Ma, esperienza personale, è facile trovare qualche punto da migliorare. E poi ci sono gli aggiornamenti: quante volte capita di dover recuperare un articolo perché sono cambiate le carte in tavola? Questa azione tende a ottimizzare anche la freschezza dei contenuti, considerando sempre la reale necessità di aggiornamento.

      @benedetto – Esatto, i Pillar Article! Avevo iniziato a scrivere pensando ai Pilalr Article e poi li ho dimenticati: http://blog.tagliaerbe.com/2009/09/pillar-article-articolo-pilastro.html

  3. Grazie per le dritte!

    Effettivamente come dice Melchiorre tutto questo dovrebbe essere già fatto dall’inizio: forse un esperto SEO non avrà molto da modificare in futuro, ma per tutti gli altri è bene tenere conto di questi suggerimenti.

    Del resto si impara sempre qualcosa di più, a volte Google modifica i propri parametri: insomma c’è sempre da rimetterci le mani… 🙂

  4. Percorso perfetto, ma ora ti do un altro test da fare 🙂

    Fai un articolo nuovo, sempre sullo stesso argomento anche riprendendo lo stesso del vecchio e arricchendolo, poi fai un 301 del vecchio sul nuovo per non perdere rank/visite e poi fammi sapere 😉

    Un abbraccio

    • Ciao Emanuele,

      Come ho anticipato nell’articolo, non sono un esperto SEO 🙁 E per quanto mi appassioni l’argomento mi sfugge il senso di questa azione: lo fai per sfruttare la freschezza di un articolo pubblicato da poco?

      Sono curioso 🙂

  5. Proprio in questi giorni sono impegnato in una pratica del genere e quoto Benedetto, questa pratica è troppo sottovalutata.

  6. @riccardo

    si certo. ma anche per evitare penalità per la modifica su quello in essere. In effetti la modifica sul contenuto già in essere comporta comunque una rivalutazione/ricalcolo del rank in base alle chiavi per cui esso compare in serp al momento in cui avviene la search. questo parametro sarebbe meno influente per un nuovo contenuto che punterebbe ad una unica chiave, quella con più traffico, aumentando il valore del singolo contenuto, mentre quello vecchio avrebbe ancora strascici di visualizzazioni già avvenute. L’importante è proprio cambiare url e reindirizzare il vecchio, ma se non provi non puoi capire 🙂

    Se decidi di farlo tienimi aggiornato

  7. Beh, intanto ne sai più di tanti esperti che ho conosciuto 😉
    A parte questo, si, è interessante ma è solo l’inizio. Se hai voglia di continuare questo viaggio, anzi, questa corsa a ostacoli, prova a immaginare una strategia off page, che poi diciamoci la verità, è anche la parte più divertente del nostro lavoro 🙂

  8. Articolo molto interessante. Ho paura però che oramai l’ottimizzazione SEO onpage non influisca più di un 5% sulla SERP.
    E anche la link building ha un peso molto inferiore a quello che aveva tempo fa…
    Quindi, come si fa oggi SEO? A mio parere pesa molto la c.d. “Wisdom of the crowd”.
    Sarebbe interessante fare un test di questo tipo. In migliaa fare una ricerca di una keyword abbastanza di nicchia e cliccare sul 30° risultato di google. Vedere dopo una settimana/mese se il sito cambia il posizionamento in SERP senza nessuna modifica onpage/offpage… ho paura di sì!

  9. Ottimo post! Ho appena aperto BlogEat, un blog (blogeat.it) in cui si possono pubblicare recensioni di ristoranti, hotel, locali, oltre che ricette o news su eventi enogastronomici. Metterò in pratica le tue indicazioni e ti terrò informato sui risultati. Grazie, Eatter One

  10. Ottimo articolo, in effetti per quanto si possa scrivere in ottica SEO qualche miglioria da fare nei post vecchi c’è sempre! Grazie per aver indicato un metodo per farlo usando strumenti gratuiti

  11. La strategia proposta mi pare interessante: nemmeno io sono esperto SEO, diciamo che faccio tutto in maniera casereccia ma spesso devo dire che ottimizzare articoli vecchi per riposizionarli non è male strategia, visto che sono quasi sempre migliorabili di molto.

  12. Ciao Riccardo,

    Ho cercato di seguire tutti i consigli per il SEO ma proprio non riesco a far risultare il mio sito http://www.risparmiareconviene.it nelle prima pagine di Google. Se tu o altri lettori di questo sito avessero delle idee per aiutarmi ne sarei davvero grata!

    Grazie in anticipo,
    Silvia

  13. Questo articolo mi è piaciuto perchè è ricco di spunti.
    Scritto da un non SEO aiuta molto gli addetti ai lavori a capire quali siano veramente i passaggi importanti per gestire correttamente i contenuti.
    Molte sono pratiche ormai fininte nel dimenticatoio.

  14. Molto interessante questo caso, anche perchè scritto da un non professionista e quindi facilmente comprensibile anche a me che ne capisco poco. Ne traggo spunti interessanti da applicare al mio blog personale, per il sito aziendale invece ho preferito rivolgermi ad una agenzia specializzata per evitare di creare pasticci.

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