La dura vita del freelance: chi è, cosa fa e come lavora

Chi decide di intraprendere la carriera del libero professionista ha compiti diversi rispetto al dipendente. Il freelance è una filosofia di vita e non solo un regime fiscale.

Il freelance è un libero professionista, un modo di affrontare il lavoro. Invece di essere assunto come dipendente apri una partita IVA e ti dedichi al mondo del lavoro indipendente. Devi trovare clienti, fare fatture, gestire contabilità e pagare tasse.

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Come diventare freelance.

Data questa definizione, è possibile elencare i punti del lavoro freelance? Magari prendendo come esempio la professione del web writer? Difficile riassumere in poche righe: voglio iniziare dal principio e descrive con cura la dura vita del freelance, il libero professionista che lavora senza padrone. O meglio, senza un solo padrone.

Chi è il freelance: definizione

Con questo termine s’intende una persona che decide di non avere un unico datore di lavoro ma preferisce prestare le proprie competenze a diversi clienti, con i quali può instaurare rapporti professionali più o meno duraturi nel tempo.

Questo ha portato l’immaginazione a considerare un freelance come personaggio libero da obblighi e vincoli. In realtà non è così anche se la condizione di libero professionista permette al lavoratore di intraprendere la strada del nomade digitale.

Ovvero una figura che può lavorare ovunque, anche in viaggio. Magari può aprire un ufficio in casa. Il popolo delle partite IVA: così viene definito l’universo freelance (traduzione dall’inglese free-lance, lancia indipendente o libera) che dovrebbe essere distino dal lavoro autonomo.

Differenza tra freelance e libero professionista

Si tratta di un punto molto sottile. Spesso freelance e libero professionista sono sinonimi, in realtà non è così. Il primo termine indica una persona che, senza alcun tipo di rapporto fisso, collabora con diverse aziende. Il secondo, invece, presta servizio a clienti finali diversi come fa, ad esempio, il dentista o il medico.

Da leggere: come lavorare online da casa

Come diventare freelance

In realtà non esiste una strada obbligata per diventare freelance, c’è solo la volontà di aprire una partita IVA per affrontare gli obblighi fiscali. Questo è l’unico binario, ma ci sono una serie di bisogni impliciti che devi rispettare se vuoi diventare freelance:

  • Sei in grado di trovare nuovi clienti?
  • Puoi organizzare il lavoro in autonomia?
  • Hai un ufficio o uno spazio per lavorare?
  • Sei in grado di affrontare le difficoltà?

In sintesi, come diventare freelance? devi avere tre requisiti base: un flusso costante di clienti, un metodo di lavoro, uno spazio utile per operare e accogliere i clienti.

lavoro freelance
Sei in grado di raggiungere i tuoi sogni?

Non sempre l’ufficio è necessario, molti freelance lavorano a casa o in coworking. Gli spazi condivisi oggi funzionano. Però c’è una condizione essenziale: l’esperienza. Non puoi intraprendere la carriera freelance senza una buona base operativa.

Quando diventare freelance

Non esiste un momento giusto, ma una linea di massima che è quella della già citata esperienza. Non puoi iniziare a lavorare come libero professionista: non hai le ossa, non hai fatto la gavetta. Devi sbattere il muso contro errori importanti e lo devi fare sotto la guida di persone competenti. Chiaramente non esiste una regola fissa.

La mia esperienza in questo campo? Io consiglio a chi chiede de quando diventare freelance di prendere in considerazione l’idea dopo un 3/4 anni di esperienza in agenzia o in in più realtà differenti e di alto profilo. Meglio se internazionali.

Lavoro freelance, cosa fare?

La maggior parte del tempo lo impieghi per portare a termine i lavori: per consegnare un testo, per chiudere una relazione, per pubblicare un post o partorire un piano editoriale. Questo ovviamente se sei un web writer freelance.

Designer, fotografi e altre professioni svolgono il proprio compito. In modo indipendente. Prestando servizio a singole aziende e scegliendo con chi lavorare.

Uno dei problemi fondamentali è L’organizzazione dei compiti: se non hai buone capacità organizzative devi abbandonare l’idea di fare il freelance. Qui non c’è nessuno che ti dice cosa fare e quali sono le priorità: sei tu a gestire il tutto.

L’aspetto più difficile del lavoro freelance, secondo me, non è svolgere il compito ma capire cosa accettare e cosa no, quando fare alcuni lavori e quali sono le priorità.

Tool per organizzare il lavoro freelance

Ci sono tanti modi per ottimizzare il tempo per ottimizzare il lavoro, uno dei tipici problemi del freelance è proprio questo: non c’è un superiore che ti dice cosa fare e tu hai bisogno di uno schema. Il punto da evidenziare è semplice, cristallino: devi consegnare lavori di qualità. Altrimenti sei fuori dai giochi e dal mercato.

Per questo hai bisogno di quattro tool che uso per risparmiare tempo e pianificare il lavoro, ma anche per essere allineato con i colleghi che rimangono in ufficio o gli altri liberi professionisti. Per il telelavoro questo è molto importante:

Poi ovviamente c’è Skype che mi consente di organizzare videochiamate con i colleghi, ma posso fare anche consulenze con questo strumento.

Oggi Skype è il miglior tool per rimanere in contatto per motivi di lavoro. Poi ovviamente c’è Gmail che diventa un vero e proprio archivio. Per approfondire:

Tra le qualità di un freelance c’è anche questa: la capacità di essere sempre puntuale, in linea con gli impegni. Per evitare di procrastinare ed essere sempre puntuale ti consiglio di usare i tool che ho suggerito, sono la base per ogni professionista.

Perché diventare freelance?

I motivi possono essere tanti. Nella maggior parte dei casi il desiderio di diventare freelance si fonde con una condizione difficile sul lavoro. In sintesi, scade il contratto e ti ritrovi senza lavoro. Ma nel frattempo hai acquisito competenza e trovato contatti. In questo modo puoi diventare libero professionista e lavorare in proprio.

guadagnare freelance
I freelance guadagnano bene?

In altri casi l’idea di diventare freelance nasce dopo l’analisi delle competenze e delle possibilità di fare carriera. Vuoi guadagnare di più ma il posto fisso ti limita? Diventare freelance può essere la strada. Ma attenzione, non è facile.

Fisco e tasse, cosa cambia?

Argomento spinoso. Paghi un commercialista, ma devi comunque gestire le fatture. Le devi compilare, inviare e (in molti casi) sollecitare. È un lavoro noioso, ma è un aspetto che devi curare. E poi ci sono le tasse da pagare: IRPEF, IRAP e INPS rappresentano il nucleo che ogni anno decurta l’incasso del freelance.

Il regime ordinario prevede aliquote più incisive e il pagamento dell’IVA che devi imporre sul prezzo al cliente finale. Quello forfettario impone il 15% di tasse a chi non supera i 65.000 euro: attualmente è la situazione migliore

Ovviamente se non ci sono grandi introiti all’orizzonte. Ma solo un bravo commercialista può darti il sostegno necessario. Quello che posso dirti: essere freelance vuol dire affrontare tante tasse. Ti lascio qualche strumento utile:

La vita da freelance impone una riflessione. Sei in grado di affrontare ogni anno un salasso sul conto corrente? Anche se non sono soldi tuoi devi comunque avere la capacità di gestire queste risorse che lo stato lascia tra i tuoi averi.

Quanto guadagna il freelance

Non esiste una risposta. Il punto di forza è che con questa condizione puoi fatturare quanto vuoi. Certo, se inizi con ritenute d’acconto per prestazioni occasionali il livello è minimo ma poi crescendo con le tue competenze puoi aumentare i prezzi.

E i clienti. Così il fatturato aumenta. In ogni caso ricorda questo: non farti pagare per il lavoro ma per il valore che dai. Fai fatturare le idee, non i fogli di carta.

Trovare lavoro: siti web freelance

Per aumentare il fatturato, almeno all’inizio, può fare comodo avere un aiuto specifico quando devi trovare lavoro da freelance. Ecco perché devi segnare nei preferiti i migliori siti per scoprire nuovi impieghi, possibili clienti e occasioni di lavoro.

Ci sono tanti consigli per diventare un buon freelance. Io inizio da questo: usa pure gli strumenti per trovare nuovo lavoro online, ma non dimenticare di creare il tuo flusso di clienti. Magari con un blog personale, video, contatti social.

Freelance e la comunicazione

Chi si dedica alla libera professione deve gestire una valanga di email, telefonate, chat e videochiamate su Skype che scambi con clienti, colleghi e lettori del blog.

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Tu come intendi il lavoro?

La comunicazione con i clienti è indispensabile per la buona riuscita del lavoro, quella con i colleghi è utile per mantenere rapporti, quella con i lettori può aiutarti nella fidelizzazione del pubblico per migliorare la reputazione online.

Perché quando sei freelance non c’è nessuno che ti protegge, se vuoi trovare clienti online devi farti un nome. E devi avere una web reputation a prova di verifica. Quando qualcuno cerca il tuo nome cosa trova? Fatti questa domanda.

Come trovare nuovi clienti?

Facendo pubblicità alla tua attività, pubblicando articoli sul tuo blog personale, scrivendo guest post, lavorando e distribuendo prodotti di qualità e gratuiti (tipo un ebook). Però il primo passo per trovare clienti come freelance è la reputazione.

Il secondo è la capacità di farti trovare dalle persone giuste. In questo caso puoi sfruttare l’elasticità del blog e la sua capacità di farsi portavoce delle migliori strategie di inbound marketing: scrivi articoli, i potenziali clienti li leggono, ti contattano.

Poi lavorano con te. Non è così semplice, questa è una schematizzazione. Ma il funnel dell’inbound marketing suggerisce che i contenuti di qualità funzionano.

Anche quando devi creare un flusso di clienti per al tua attività freelance. Io suggerisco sempre di diversificare e attirare lead attraverso blog, social network, passaparola, eventi sul web e contatti personali. E poi ci sono le pubbliche relazioni.

Parlare con tutti ma con intelligenza

Un freelance non può rinunciare: deve essere accogliente e disponibile per mantenere il suo buon nome. Ma questo significa avere un tempo per tutto. E non sempre è possibile. Tu a cosa rinunci? Quale di queste comunicazioni sei disposto a limitare per avere più tempo a disposizione? Io cerco di limitare le chiacchiere.

Parlo del tuo account Facebook, della Fan Page, del profilo Twitter ma anche della pagina LinkedIn. E poi ci sono Instagram, Pinterest, YouTube. Comunicare attraverso i social vuol dire entrare in contatto con potenziali clienti, con i lettori del tuo blog.

Devi creare rapporti virtuosi con i colleghi. Ma lo devi fare in modo intelligente, senza perdere tempo ma sfruttando le leve della comunicazione efficace.

Evoluzione, progetti personali

Mai perdere di vista la tua crescita. Nodo cruciale, difficile da includere nei task e nelle to-do list, ma essenziale per dare una marcia in più alla tua attività. Perché è solo grazie alle evoluzioni e ai grandi progetti che fai passi in avanti.

Partecipare a un evento, scrivere una newsletter o sviluppare un progetto per i lettori, rivoluzionare la landing page per trovare nuovi clienti: sono attività che portano via tempo. Ma sono anche passi che devi fare, altrimenti rischi di chiuderti.

Da leggere: come scegliere le tariffe freelance

La tua opinione sui freelance

Secondo te la giornata media di un freelance è finita? Dopo aver consegnato i lavori, aggiornato il circuito social, risposto alle email e aggiunto un piccolo tassello al grande progetto il freelance può andare a dormire? Aspetto il tuo contributo.

22 COMMENTI

  1. No. Non può andare a dormire: le giornate di un freelance durano almeno 26 ore, va a letto con gli occhi che fanno strani lampi e ha difficoltà ad addormentarsi. Poi, quando finalmente prende sonno, dopo poco suona la sveglia, o si sveglia la figliola, o il cane abbaia… insomma è una vitaccia. Ma assolutamente affascinante… almeno per me 😉

    • In palestra mi hanno fatto notare che a volte mi incanto: mi fermo e inizio a fissare il vuoto. Ho giustificato in questo modo: “troppo tempo davanti al monitor”. Ed è vero.

      Comunque ho dimenticato la voce “impegni privati” per mamme e papà freelance. Chi vuole completarla?

  2. Leggere la lista ti fa solo immaginare il casino che vivi durante le giornate!
    Aggiungi anche (alla voce genitori freelance – sottovoce separati!) tempo perso al mattino per svegliare, lavare, vestire e portare a scuola; magari sei sul pezzo e devi mollare tutto per andare a riprenderli da scuola e poi spesa, pranzo, merenda, cena e compiti e gioco..

    Per fortuna la sera quando si riaddormentano (verso le 23) hai ancora 24 ore di lavoro a disposizione [nb. le giornate da 48 ore sono solo per le mamme] 😀

    • La voglio anche io la giornata di 48 ore.

      Lavorare a casa vuol dire trovare la giusta soluzione per lavorare senza essere disturbati da tutti quelli che dicono/pensano: “dai, che ti costa. Tanto tu stai a casa”.

  3. Sono d’accordo con tutti voi, immagino, io che scrivo per puro piacere non ho dei tempi per pubblicare , ma se faccio passare troppo tempo e come se mi mancasse qualcosa.
    Immagino la vostra vita, tra mille impegni, mail che arrivano anche alle 23.30, della notte ( quello che ho fatto io con riccado) ma sempre pronto gentilmente a dispensare consigli, e dover rispondere a chi ti sta vicino,anche se la stanchezza incalza.
    Immagino anche che qualche volta pensate mentre scrivete…… io sto scrivendo leggendo facendomi venire il mal di pancia a furia di guardare articoli e quant’altro e i miei amici fuori a cena, sorseggiando un bel bicchiere di vino? ……… beh, ragazzi, sarò pure banale, ma grazie che esistete, per quello che fate anche per noi blogger per puro piacere e non per la pagnotta, grazie per i vostri consigli, trucchi, sensazioni, impressioni, grazie perché forse avete dato modo a qualcuno con i vostri post di aprire la mente, di trovare qualcosa dentro di noi che non sapevamo di esserlo, io vi dico, continuate, osate sempre di più, perche grazie a persone come voi, certe persone si svegliano dal torpore quotidiano che li circonda. Forse non ci sono parole per descrivervi, forse per non cadere troppo nella piaggeria,ma oggi mi sento di dirvi a voce alta GRAZIE DI TUTTO

    • Grazie a te Fabio!

      Io cerco sempre di dare il massimo nei mie post: a volte riesco a raccogliere buoni risultati, a volte passo inosservato ma non è questo il punto. E’ importante esserci, avere un’opinione, raccogliere un po’ di gente intorno al blog.

      Ecco, io la penso così.

  4. Dormire, o forse sognare… sognare o forse twittare…! Io – durante i sogni – continuo a lavorare 😉
    Il problema è che al risveglio devo veramente dire “Sogno o son desto?!?” 😀

    • Un giorno scriverò la guida perfetta per staccare dalla routine freelance… e te le dedicherò 😛

  5. Sembra un inferno e forse lo è. Ma la domanda che voglio farti è: paga questa vita? In termini di introiti e in termini di soddisfazione personale.

    • Sì.

      Perché sei tu a decidere se una cosa andrà bene o andrà male. E’ un inferno? Forse, ma un inferno che ci piace.

      Mi chiedi in termini introiti… ti ripeto: sei tu l’artefice. Ovviamente devi avere le spalle forti, una base di clienti che ti aiutino a partire, un blog che ti faccia pubblicità.

      Poi in questo post ho affrontato i lati negativi. Quelli positivi arriveranno 😛

  6. Altre curiosità, se posso.
    Quanto tempo hai impiegato a far decollare la tua attività?
    Hai lavorato esclusivamente online per cercare clienti oppure l’attività online è stata affiancata anche da quella offline?

    • Certo che puoi.

      Ho iniziato come dipendente, ho lavorato diversi anni in una web agency. Poi sono diventato freelance. Qui trovi il mio curriulum.

      Ho lavorato esclusivamente online, ma voglio passare anche all’offline: indispensabile per crescere. Anzi, se ti interessa il 14 mi trovi qui: http://www.webtosociety.com/

  7. Ciao Riccardo,

    Nel post precedente hai detto che tu hai lavorato in una web agency per diversi anni. Io ho (quasi) 27 anni e sto lavorando come freelance nel web marketing e social media marketing. Sto frequentando nel frattempo un Master (della durata di un anno) sui social media e il web
    marketing e sono in procinto di mettere on-line il mio sito web con blog annesso.Dopo esseremi
    brevemente presentato…arrivo alla domanda. É possibile secondo te intraprendere la carriera da freelance, con ottimi risultati, senza aver avuto
    un’esperienza lavorativa precedente in web agency o agenzia di comunicazione?! Te lo chiedo perché voglio essere il più professionale possibile e un tuo parere mi é utile a capire se certe esperienze sono imprescinbili o meno.
    Grazie.
    Buona giornata
    Enrico

    • Ciao Enrico.

      Non credo che ci sia un percorso giusto o sbagliato, migliore o peggiore. Di solito, prima di diventare freelance passi per il lavoro dipendente: è qui che puoi fare esperienze diverse, e lavorare con persone che hanno più esperienza di te. Ma niente vieta che un freelance possa fare ottime esperienze fuori dalla web agency.

  8. Io non sono ancora webwriter freelance (prima voglio studiare il mestiere), ma penso che nessun dorma al giorno d’oggi, salvo gli straricconi. (NB: c’è una citazione)

    • Bisogna sempre portare avanti l’obiettivo, essere web designer o writer oggi vuol dire avere un bagaglio di esperienze non indifferente.

  9. io il lavoro l’ho iniziato offline e sono approdata al web da poco. Entrambe le esperienze sono fantastiche e faticosissime, ma forse la carta stampata di dà un più alto tempo di meditazione e sedimentazione, ma soprattutto ti concede meno margine di errore. Sul web puoi rettificare in tempo reale, sulla carta quel che fatto è fatto. Per chi dice che fare il freelance significa un sacco di tempo libero, pc in spiaggia e sciocchezze simili…cavolo, io vedo mio figlio due ore la sera!!!! E ho aperto un blog su cui non riesco ancora a postare un bel nulla…Uff…alla faccia. Meno male che questo lavoro doveva permettermi di conciliare vita familiare e lavoro…accipicchia!!!!

    • Sì, quante volte ho visto foto di gente che lavora in spiaggia come freelance… non è impossibile, anche io l’ho fatto. Ma solo perché vivo a Capri. In realtà come fai a fare una consulenza su Skype al mare e con il casino che c’è intorno?

  10. Concordo e aggiungo un punto: non c’è uno stipendio fisso. Io da Freelance posso fare 3000 euro un mese, e 500 il mese dopo. Anche se poi i picchi alti e bassi si vanno a bilanciare, un calo del genere non concilia mai un buon sonno. Io sono sempre sulle spine: è un bel lavoro, mi piace, ma non è tutto rose e fiori.

    • Guarda, io ho dei flussi che mi garantiscono una base costante. Sotto una certa soglia non si scende mai: vero, sono freelance ma ho anche dei clienti fissi.

  11. Un freelance non si ferma mai, così come qualunque operatore del nostro mondo possegga una partita iva. Non siamo piccoli imprenditori, siamo piccoli operai. A me sta bene, essere contattato a qualunque ora del giorno e della notte, ma solo da chi ha rispetto di me come professionista, non perché sono bravo, solo perché lo faccio di mestiere.

    • Anche essere contattato in orari poco umani può essere possibile. A patto che si faccia con il rispetto per il freelance. E pagando il giusto.

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