Cos’è e a cosa serve il Social Media Marketing: definizione e guida

Il social media marketing è una metodologia legata alla tua attività digitale. Cosa devi sapere per ottenere buoni risultati? Qual è la strada da seguire? Ecco una piccola guida dedicata.

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Se lavori su internet, nel mondo della promozione online, hai sicuramente incrociato il concetto di social media marketing. E questo non è un caso, difficile lavorare nel modo giusto se non prendi in considerazione questa sezione del web marketing.

Social Media Marketing
Iniziamo a fare social media marketing?

Ti hanno detto che questo è il mondo di chi ama creare interazione con il pubblico, e che qui si lavora sulla community che ti è tanto cara. Perché sai bene che l’inbound marketing non può fare a meno di queste logiche. E anche un e-commerce deve sfruttare i social. E i blogger? Non sono forse legati a queste tecniche?

Certo. Ecco perché è impossibile pensare a una strategia di blogging senza il contributo di Facebook, Twitter e LinkedIn. In somma, il social media marketing è indispensabile. Vogliamo approfondire alcuni punti? Ecco cosa sapere.

Cos’è social media marketing: definizione

Il social media marketing è la materia che si occupa dello studio e dell’implementazione di strategie che pendono in carico i vari strumenti social. Come, ad esempio, Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram e altre piattaforme.

L’universo in questione si divide attraverso linee orizzontali e verticali.

Nel primo caso le metodologie si riferiscono alle differenze tra vari social, mentre le divergenze verticali riguardano le specializzazioni che possono essere trasversali alle realtà in questione che puoi usare per la promozione online.

Ad esempio ci possono essere specializzazioni relative al community management, al social media strategist, all’advertising e al visual storytelling. Insomma, il mondo del social media marketing è ricco, pieno di sfaccettature. Vogliamo approfondire?

Da leggere: quali sono i migliori content marketing tool?

A cosa serve e come fare social marketing

Il social media marketing ha come scopo ultimo la creazione di una relazione tra pubblico e fonte del messaggio. Vuoi lavorare con le Instagram Stories? Perfetto, devi avere una base di SMM capace di indicare la strada da seguire.

Non puoi improvvisare. Il vero scopo del social media marketing riguarda la creazione di connessioni. Poi, insieme a questo punto ultimo, ci sono una serie di obiettivi che possono fare la differenza. Qualche esempio concreto? Ecco qualche idea:

  • Traffico sul sito.
  • Fidelizzazione del pubblico.
  • Brand awareness.
  • Lead generation.

Per sintetizzare, gli strumenti e le tecniche di social media marketing rientrano nella strategia di inbound marketing, una realtà che guida l’utente verso un funnel che non si accontenta della vendita e punta verso la creazione di ambassador.

inbound marketing funnel

Come vedi dal funnel in alto, la presenza del social media marketing è prevista in alcuni punti specifici. Ad esempio all’inizio, quando nessuno conosce il tuo blog e devi diffondere i contenuti. In questo caso i vari social fungono da cassa di risonanza.

Ti aiutano ad aumentare le visite del blog, ma al tempo stesso fidelizzano il lettore e ti aiutano a mantenere un rapporto che continua nel tempo. Fino a raggiungere l’ultimo stadio dell’inbound marketing. Vale a dire il momento in cui devi deliziare l’utente per trasformarlo in ambassador. Questo dovrebbe essere il risultato finale.

Come diventare social media manager

Questa è una delle domande essenziali da affrontare. Cosa devo studiare per lavorare nel web e, in particolare, per diventare un esperto di social media marketing?

In primo luogo devi prendere coscienza del fatto che non esiste un unico ramo della materia. Ad esempio, ecco le possibili specializzazioni che potresti seguire:

  • Social media strategist: si occupa della strategia di base.
  • Community manager: dedicato alla crescita della community.
  • Advertiser: specialista nella gestione delle inserzioni pubblicitarie.
  • Social media manager: il cuore e la gestione delle attività social.

La linea da seguire per diventare un professionista è questa: inizia  fare pratica da solo, con qualche progetto personale, ti sporchi le mani e nel frattempo studi per approfondire temi che ti interessano. E cerchi lavoro in agenzia per imparare.

Devi fare la gavetta, devi lavorare insieme a persone più brave di te per capire come si affrontano i progetti più importanti. Certo, è difficile trovare offerte di lavoro interessanti nel social media marketing. Ma un po’ di personal branding può aiutarti.

Libri di social media marketing

Approfondimenti, testi e libri sul web marketing ce ne sono in abbondanza. E uno dei settori più floridi è quello dei social media. Ma cosa acquistare? Cosa studiare per diventare un professionista? Ecco la mia lista dei libri consigliati per il SMM:

Basta questo per diventare social media manager o strategist? In realtà bacchette magiche non esistono: puoi approfondire e imparare, non diventare un social media manager esperto solo con le letture. Che però possono aiutare.

Social media marketing tool: strumenti

Una materia così complessa, ovviamente, ha bisogno di strumenti per portare a termine le attività che inserisci nella tua strategia. Quanti social media marketing tool esistono al mondo? Praticamente la lista è infinita. Però ci sono dei capisaldi impossibili da ignorare in un articolo come questo. Quali sono? Ecco i miei post.

Dopo questa lista mi sembra giusto riprendere un aspetto decisivo all’interno dello scenario dei social media marketing tool. Vale a dire quello del visual. Chi si occupa di questa materia non può ignorare la necessità di creare dei contenuti degli di nota. A tal proposito ti suggerisco una serie di strumenti utili. Dai uno sguardo:

Poi ci sono le risorse a costo zero che ti consentono di creare i contenuti che dovrai pubblicare sui vari social. Sto parlando di immagini gratis, musiche, video e altro ancora. Per approfondire ti consiglio di dare uno sguardo a queste risorse.

Strategie di social media marketing

Le strategie nel mondo del social media marketing sono essenziali. Perché ti consentono di portare avanti un percorso con dei risultati precisi. Ad esempio puoi puntare sull’influencer marketing, o magari sui contenuti generati dagli utenti.

Puoi anche tentare la carta della guerrilla marketing. In ogni caso hai bisogno di una strategia stabile che, inevitabilmente, si divide in punti precisi. Eccoli:

  • Analisi SWOT del brand.
  • Studio del contesto e dei competitor.
  • Definizione del target e delle personas.
  • Individuare canali utili.
  • Stesura ella strategia dei contenuti.
  • Attività di calendario editoriale.
  • Scrittura della social media policy.
  • Definizione di un documento di crisis management.
  • Community management e customer care.
  • Analisi dei risultati con reportistica.

Insomma, lavorare sulla strategia di social media marketing per aziende o individuale, tipo per fare personal branding, può essere un passaggio decisivo, lungo e articolato. Per questo ho deciso di lasciarti una serie di tool utili: al lavoro:

Ricorda che in questa fase è indispensabile avere ben chiari i punti per stilare una serie di documenti. In particolar modo quello di crisis management, indispensabile per evitare che si arrivi all’epic fai sui social. A proposito, ecco qualche esempio.

Epic Fail nel social media marketing

Ci sono brand che cercano di sfruttare un argomento di cronaca slegato, ma particolarmente in vista, per acquistare visibilità. E in un attimo si ritrovano alle prese con un epic fail. Vale a dire lo scivolone che viene criticato dal pubblico fino a creare una shit storm: una tempesta (poco piacevole) di insulti e commenti negativi.

Ricordi Groupalia? Tentò di promuovere servizi via Twitter sfruttando la tragedia del terremoto in Emilia Romagna. Ecco, questo è l’esempio negativo per eccellenza.

Quali sono i punti per evitare una situazione del genere? Devi evitare la speculazione su temi delicati, in cui le persone soffrono o hanno problemi evidenti. Senza dimenticare la qualità di base. Prendi come esempio il caso di #mcstories.

Epic Fail
Uno dei tweet critici

Ti ricorda qualcosa? McDonald’s chiese ai follower di raccontare la propria esperienza attraverso l’hashtag, ma hanno ricevuto una valanga di critiche e lamentele: locali sporchi, prodotti scadenti, personale maleducato.

Viral marketing sui social: un esempio

Fatto di cronaca. Nel 2004, a Cleveland, hanno denunciato la scomparsa di tre ragazze: Michelle Knight, Amanda Berry, Gina de Jesus. Oggi queste ragazze sono state ritrovate a casa di Ariel Castro, ma non grazie alle indagini della Polizia.

Charles Ramsey, vicino di Ariel Castro, stava mangiando un Big Mac fuori casa quando ha sentito urlare. Si è avvicinato al porticato e ha aperto la porta: era Amanda che stava tentando di sfondare la porta. Charles dà l’allarme.

La storia di un eroe comune. Talmente comune che mangiava un Big Mac. Un testimonial perfetto che McDonald’s ha assoldato indirettamente via Twitter.

Nota bene: in questo tweet McDonald’s saluta con entusiasmo il coraggio delle vittime sottolinea il rispetto della privacy. Bandite markettate stupide e  invadenti.

McDonald’s manda un messaggio di auguri. Alla fine, però, c’è il rimando a Charles Ramsey. Tutti sanno che stava mangiando un Big Mac, e il tweet non fa altro che rimandare indirettamente a un futuro rapporto: ci terremo in contatto.

Un finale social differente: non vendere

E se avessero messo una call to action e un link al prodotto Big Mac? Parere mio: sarebbe nato un nuovo epic fail. Invece, Ramsey è già diventato un fenomeno viral e McDonald’s ha portato a casa un buon risultato. Anche questo è SMM.

Da leggere: come usare Click to Tweet

Il tuo lavoro nel social media marketing

È un mondo difficile quello del Social Media Marketing, non credi? Secondo te McDonald’s ha fatto bene a cogliere l’occasione al volo? E tu potresti fare di meglio? Lavorare in questo settore non è semplice, sei d’accordo? Lascia la tua idea.

9 COMMENTI

  1. La penso diversamente. Siccome non c’è alcun nesso logico fra un atto di eroismo – che non è tale, poiché il tipo ha solo chiamato la polizia – e il fast food, per me resta lo sfruttamento di un caso di cronaca.

    Hanno giocato bene le loro carte, è vero, puntando sul cittadino che ha fatto il suo dovere e non direttamente sulle vittime. Ma sempre di opportunismo si tratta.

    Mi domando questo: se quel Charles stava mangiando un pezzo di pizza o un prodotto di diretto concorrente della MacDonald’s. l’azienda si sarebbe comportata ugualmente?

    Risposta: no di certo.

    • No, ovviamente no.

      Ma il SMM è fatto anche di questo: cogliere un’occasione al volo senza offendere la sensibilità altrui. McDonald ha fatto questo, ha sottolineato la presenza di un big mac in mano a un personaggio – perché è un personaggio il nostro Charles – che si è distinto per un gesto di grande civiltà.

      Cioè, vi rendete conto che tipo?

  2. Anch’io credo si sia fatto un uso strumentale e fin troppo gratuito di una situazione straordinariamente insolita. Insomma i veri “eroi” andrebbero avanti a botta di bigmac. va beh…

  3. C’è anche da dire che Mc non ha bisogno di fare hard selling: tutti lo conoscono, l’unica cosa su cui devono investire è il branding. hanno comunque sfruttato bene l’occasione.

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