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Ho già affrontato il tema delle fonti, e ho spiegato come trasformare le Twitter List in strumenti preziosi per organizzare le notizie del tuo piano editoriale.

calendario editoriale

Oggi, invece, mi voglio concentrare sull’elasticità del calendario. Sì, hai capito bene: l’elasticità è un requisito essenziale per dare al tuo blog un profilo vincente.

Un modello duro, schematizzato, basato su una rigida programmazione dei post è destinato a fallire. O comunque a perdere il valore aggiunto della breaking news che si diffonde sul web in poche ore. E ti permette di aumentare le visite del blog.

Cambiare ed evolvere sempre

Devi essere pronto a cambiare strada. In ogni occasione. Ma soprattutto quando pianifichi le pubblicazioni. Non puoi organizzare un calendario editoriale di 2 settimane e sperare che rimanga uguale: c’è sempre qualche novità da affrontare.

Ma c’è un altro fattore che impone la presenza di un calendario fluido: l’ispirazione, quel lampo che riunisce elementi diversi della realtà per creare qualcosa di nuovo.

Per approfondire: come inserire meta description su WordPress

Mai mortificare la creatività

Perché l’ispirazione è madre della creatività, della scrittura che colpisce al cuore del lettore. Non hai bisogno di ispirazione per buttare giù 500 parole di fuffa, ma è indispensabile per creare un articolo speciale. Degno di farsi ricordare.

Che poi siano necessari solo 30 minuti per scriverlo non ha importanza. Quando sei ispirato il tempo diventa un concetto relativo. Quando sei ispirato devi solo scrivere e allontanare il blocco dello scrittore. Le limature le fai dopo.

Questo articolo, ad esempio, l’ho scritto così. Di botto. Rompendo gli schemi di Google Calendar. Mi sono seduto e ho iniziato a scrivere, senza pensare al piano.

L’elasticità del calendario

L’organizzazione del calendario editoriale deve essere elastica: deve essere modificabile per cogliere al volo le novità, ma soprattutto i lampi di ispirazione. Quell’ispirazione che alimenti guardando il mondo sempre con occhi nuovi.

calendario editoriale

Qual è il tuo rapporto con l’ispirazione? Riesci a incanalarla nel processo creativo e a farla diventare contenuto di qualità? Il tuo blog riesce a sfruttare i lampi di genio che interrompono il dolce susseguirsi di post pianificati? Mi interessa la tua opinione.

Impara a fare blogging
Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

11 COMMENTI

  1. Un calendario editoriale rigido è dannoso tanto quanto l’assenza di un calendario editoriale. Nel giornalismo online la questione si fa ancora più complessa, perché molte redazioni tendono a riverire le breaking news “che portano traffico” a scapito dell’approfondimento. Non solo: ogni giornalista interno alla redazione (sottoscritta inclusa) deve scrivere uno, due, tre o più articoli al giorno. Mantenere in ciascuno ordine, qualità e ispirazione è impresa ardua, ma non impossibile.

    Come faccio io? Scandaglio il web e i social network alla ricerca di storie interessanti. Cerco di dare visibilità a quelle storie che le altre testate ignorano, spesso perché sono storie prive di ufficio stampa e che non mandano comunicati né prevedono conferenze stampa con buffet. Dalla mia (finora breve) esperienza ho imparato che la qualità sta spesso nel saper scegliere la storia giusta, prima che nel “come” la si racconta.

    • Scegliere la storia giusta, quella che interessa ai tuoi lettori. Ma a volte, soprattutto quando non sei un portale generalista ma di approfondimento, può far comodo lasciar sbollire l’attenzione intorno a una news per riprenderla dopo un paio di giorni per un approfondimento.

      E’ inutile riprendere una notizia già rimbalzata su altri portali solo per far vedere che anche tu ci sei, ovviamente (ripeto) se non sei una testata generalista.

      Secondo te?

      • Mi trovi pienamente d’accordo.

        Un limite del giornalismo attuale è che – soprattutto per carenza di soldi – si evita il più possibile di mandare in giro redattori e collaboratori, prediligendo il lavoro di desk. Al mio primo stage ho imparato tante regole importanti, ma anche alcune che ho disimparato in fretta. Per esempio: “vai su Google News, scopri quali sono le notizie più cliccate e fai un articolo”.

        L’immediatezza non porta mai buoni risultati, anche se i lettori sono spesso “diseducati” a distinguere una notizia di desk da una approfondita, vissuta sul campo e con un buon lavoro di content curation e fact checking alle spalle.

        Quando avrai un’oretta libera (battutaccia, lo so) ti consiglio questo video di Anthony De Rosa di Reuters, al Festival del Giornalismo di Perugia. Esprime molto meglio di me alcuni dei concetti che hai scritto https://www.youtube.com/watch?v=r-vo7MhYVnU

        • Lo guarderò con piacere, magari domani mattina: ti farò sapere.

          Io credo che un piccolo blog come il mio non ha alcun beneficio a far rimbalzare una notizia da Repubblica o da Wired. Devo essere il primo a rintracciarla, oppure la devo arricchire con un punto di vista personale. O con uno sviluppo unico.

          Quando sei su Google plus la storia è diversa…

          • Confesso di non aver ancora colto in pieno l’utilità di Google Plus, è un social che non ho mai utilizzato a pieno, condivido lì i miei post e articoli e poi lo lascio fermo.

            Forse con la recente funzione Autorship cambierà qualcosa, ma non l’ho ancora studiata a fondo 🙂

  2. Be io ho scritto l’ultimo post il 2 maggio, per motivi familiari, ma state dicendo di non essere troppo tassativi con noi stessi? con i post, ?

  3. Io sono un fan della programmazione rigida invece: un post a settimana, sempre alle 13.00 del mercoledì. Così gli utenti sanno quando verrà pubblicato l’articolo, se lo aspettano, è un appuntamento fisso il mercoledì dopo pranzo.

    Aiuta il fatto che non seguo mai le news sul blog, non faccio concorrenza a quel tipo di siti. Se ho un lampo d’ispirazione ben venga, scrivo il post e lo programmo per il primo mercoledì libero.

  4. Io con il calendario ho ancora un rapporto strano. Di sicuro non mi manca l’elasticità, anzi, sono flessibile quasi come un contorsionista. È la parte metodica quella da sistemare, ma ci sto lavorando.

  5. ciao… difficilmente programmo, a meno che non sappia di essere in viaggio e non poter dedicare tempo allo scrivere.
    Scrivo quasi solo quando e se sono ispirata, e dal materiale che ho…

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