7 esempi fantastici di viral marketing che hanno fatto storia

Quali sono i principali esempi di viral marketing da prendere in esame per ottenere buoni risultati? Ecco i case studi che non puoi ignorare in queste circostanze così importanti.

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Avere buoni esempi di viral marketing è indispensabile per operare in questo settore. Il motivo è semplice: c’è sempre bisogno di idee vincenti quando devi puntare su leve persuasive. Perché proprio di questo parliamo, vero?

esempi viral marketing
Il viral marketing, cosa significa?

Dal guerrilla marketing alle pubblicità creative, in ognuno di questi settori c’è sempre l’elemento virale che fa la differenza. Quali esempi seguire? Esistono dei case study interessanti? Ecco una selezione dei migliori esempi di viral marketing da ricordare.

Four more years, il tweet di Barak Obama

Voglio iniziare questa lista di casi virtuosi legati al viral marketing con un tweet che non vende. Ma crea con forza un brand potente come quello di Barack Obama ala presidenza. Il caso è quello del tweet Four more years.

Vale a dire il messaggio mandato come ringraziamento per la rielezione. Barack non fa altro che inviare una foto mentre abbraccia la moglie con le parole già citate: ancora 4 anni. La foto diventa virale, il tweet raggiunge numeri da capogiro per l’epoca e per molto tempo è stato il messaggio più condiviso e apprezzato di sempre. Quello che sconvolge è la sua semplicità.

Da leggere: le migliori idee di content marketing

Esempi di viral marketing, meme, buzz: Nyan Cat

Continuiamo con un fenomeno che ha fatto la storia del viral marketing anche se non vende qualcosa in particolare ma crea un fenomeno, un meme ripreso ovunque.

Sto parlando di Nyan Cat, noto come Pop Tart Cat, una GIF che rappresenta un gatto con il corpo di dolce che lascia un arcobaleno seguendo una musica.

Ecco il meme Nyan Cat
Ecco il meme Nyan Cat.

Per quanto possa sembrare assurdo, il video caricato su YouTube ha raggiunto più di 27 milioni di visualizzazioni nel 2011. Un vero successo. Oggi siamo a 172 milioni e probabilmente rappresenta il video più visto su questa piattaforma.

Volvo Trucks: The Epic Split feat. Van Damme

Tra gli esempi di viral marketing questo è uno dei migliori. Perché è una pubblicità che funziona: con lo storytelling, la narrazione di un’attività estrema come quella che compie Van Damme, si mettono in evidenza i vantaggi di queste macchine.

Volvo e Van Damme insieme.

Ma quali sono i numeri di questo video? Eccoli: oltre 90 milioni di visualizzazioni e 600 mila Mi Piace per uno dei video più famosi nella storia del web marketing.

Esempi di viral marketing: The Blair Witch Project

La pellicola horror Blair Witch rientra tra i migliori esempi di marketing virale. Motivo? È stato il primo prodotto cinematografico a sfruttare il potenziale di un web che non era ancora così social. Tutto ruotava intorno al sito web molto particolare.

Un portale che ha creato un’aria di mistero intorno a un documentario composto da veri filmati relativi a una ricerca dagli esiti infausti. La campagna virale ha avuto un tale successo che oggi alcune persone credono ancora che il filmato sia autentico.

Pornhub Premium Gifting Service TV Ad (SFW)

Pornhub e content marketing: un binomio che da sempre anima il web. Questo brand riesce ad acquisire una visibilità unica anche se affronta un argomento difficile da portare alla ribalta. Ed è capace anche di sfornare esempi di viral marketing.

Dal buzz alla guerrilla marketing.

Questo video su YouTube riesce a collezionare quasi 8 milioni di visualizzazioni e diventa un vero e proprio tormentone del web grazie a un concetto chiave: il dono.

Esempi di viral marketing: Fireman Saves Kitten

Questo video mette al centro una storia vera. Un pompiere con una GoPro entra in una casa in fiamme. Trova un gattino a terra che ha inalato fumo: lo porta fuori e dà ossigeno. Lo bagna e lo rianima. Salva la vita del felino. Idea vincente?

Il gatto salvato e la GoPro.

Mostra ciò che fanno le persone che usano GoPro: non solo quando si dimenano in acrobazie uniche ma anche quando mettono cuore nel proprio lavoro.

Old Spice: The Man Your Man Could Smell Like

Una delle campagne di viral marketing più riuscite di sempre. In questo caso si punta sull’ironia, una leva sempre difficile da gestire quando si fa promozione.

Con questo video si crea una simpatica tensione tra il protagonista e il pubblico femminile, ma uscendo dalla classica idea di uomo bello e inarrivabile

Old Spice: il video del successo.

Questo è il profumo che il tuo uomo dovrebbe avere. Oltre a un buon odore, ha anche una serie di benefit che vengono elencati nel video con ironia sottile. E con 56 milioni di visualizzazioni su YouTube rimane una delle pubblicità virali più famose.

Da leggere: i migliori esempi di storytelling

Esempi di viral marketing: altri casi di successo?

Questi sono i video, i tweet e i case study che ho trovato interessanti nel parlare di viral marketing. Vale a dire una tendenza che può dare grandi risultati ma solo se viene sfruttata a dovere. E organizzata insieme a un team di professionisti.

Senza improvvisare, non te lo puoi permettere. Hai altri esempi di buzz, viral e guerrilla marketing da consigliare? Secondo te queste dinamiche funzionano?

16 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo,
    quelli sopra sono sicuramente alcuni buoni esempi da seguire ma non è detto che alla fine funzionino. Come dite voi è molto difficile rendere virale un contenuto.
    In qualche modo devono arrivare a chi lo guarda, emozionarlo in qualche modo ed incentivarlo alla condivisione senza esplicitare la richiesta.
    Deve secondo me anche mandare un messaggio positivo e che magari ti fa anche sorridere.
    Mi viene in mente un altro esempio, quello di Evian.

    E’ un video straordinariamente realizzato, spiritoso e con un messaggio positivo che arriva solo alla fine insieme al brand.
    Ecco forse queste sono altre caratteristiche da tenere in considerazione: ben realizzato, quindi di qualità; spiritoso e con un messaggio positivo.
    Il resto lo avete già detto voi.
    Cosa ne pensate?

    • Ciao Francesca,

      Giusto aggiungere il concetto del messaggio positivo. In effetti, se penso a tutti gli esempi viral c’è sempre una vena di positività, di ironia. C’è sempre il sorriso.

  2. Ciao Riccardo, concordo con tutto quello che hai detto.. certo stai parlando di advertising di un certo tipo, un tipo di comunicazione che io non mastico ancora troppo bene, ma mastico il web e posso dirti che, secondo la mia esperienza, sul web un contenuto diventa virale per…. mero culo. Sì, hai letto bene, ho scritto culo. Perché puoi avere la foto più bella da postare su Facebook, il tweet più interessante del mondo, la condivisione G+ più straordinaria del (far) web, ma non è assicurata la viralità. Mai.
    A me piacciono così (e quello del pennello cinghiale che rimane un MUST)

  3. Secondo me il contenuto virale è un contenuto che suscita emozioni, come scrissi qualche articolo fa sul mio blog. Scendendo più nel particolare, cambia il tipo di contenuto, cambia l’emozione: i messaggi promozionali dovrebbero puntare ad emozioni positive. Discorso diverso per news e articoli sul Web: molti suscitano emozioni negative e diventano virali: si veda quanto è virale ad esempio l’accoppiata rabbia-politica.
    Se si riesce a suscitare un’emozione positiva nell’utilizzatore finale, questa sarà sempre associata al brand.

    • Il click baiting punta alla viralità ma è sempre un contenuto negativo, che si muove grazie a una spinta falsa e non veritiera. Il viral marketing è quello che si fa notare per i suoi meriti.

  4. Buongiorno a tutti e complimenti per l’articolo. Concordo con Francesca sul fatto che un contenuto per diventare virale sul web ha bisogno di una buona dose di Fortuna, altrimenti non mi spiego il successo del video “Gangnam Style”.

    Oltre il fattore “C” però un grossa mano viene anche dal tipo di argomento che andiamo a scegliere. Vi ricordate quando sul web girava la voce del famoso video di Belen? Sul mio blog mi è bastato scrivere questo articolo (http://toxnetlab.wordpress.com/2011/10/31/video-hard-di-belen-il-popolo-della-rete-e-un-popolo-di-guardoni/ ) che aveva il seguente titolo: “Video di Belen….il popolo della rete è un popolo di guardoni!!!” per avere una impennata di visite.

    Il Sesso diventa virale facilmente!!! Altra cosa che notai è che il Sesso è più virale della Tragedia. Infatti guardando le statistiche notai che il post per ricordare il grande Marco Simoncelli (RIP) ottenne 52 visualizzazioni, mentre il post sul video di Belen 522 visite in una settimana. Teniamo anche conto che il post su Simoncelli aveva ottenuto 1000 visualizzazioni nella settimana precedente alla pubblicazione del post su Belen.

    Questo per dire che una buona dose di Fortuna e l’argomento giusto possiamo rendere virale il nostro contenuto abbastanza facilmente. Altrimenti argomenti che (secondo me) diventano facilmente virali in questo periodo sono quelli riguardanti la politica.

    Ciao
    Andrea

    • Ci sono uan serie di argomenti che diventano ingredienti di un video virale. Ma a volte c’è davvero il fattore fortuna ad aiutare il tutto.

  5. Ciao a tutti. Complimenti per il post. Io mi associo a Francesca Oliva, un po’ di culo non fa mai male! E, sì, concordo anche con Andrea, il sesso fa vendere e rendere virale ogni cosa. Guardate questa pubblicità dell’acqua Contrex, francese. Per me è un esempio geniale, anche di flash mob se vogliamo, anche se non c’è nulla di sessualmente esplicito 😉

    • Ciao,
      quella dell’acqua francese Contrex lo trovo un intelligente modo di legare il contenuto virale al brand/messaggio e soprattutto un’ottima azione off e online.
      A me è venuto in mente invece uno storico esempio che immagino tutti conoscano: “Ambrogio, la mia non è proprio fame, è più voglia di qualcosa di buono…”.

  6. Ciao a tutti,
    la viralità sul web (e non solo) è una caratteristica che possono ottenere contenuti di diverso genere, brandizzati o meno. Qui direi che ci interessa di parlare dei primi.
    A mio parere due sono i fattori cruciali, senza i quali non si va da nessuna parte (nemmeno grazie al solo fattore C, ahimè):
    – avere un’idea fresca e azzeccata, meglio se divertente;
    – legare strettamente il brand/prodotto alla realizzazione dell’idea stessa.
    Mi spiego:
    secondo me il plus che hanno gli esempi di Volkswagen e Cinghiale rispetto a “Esco e vado col primo che incontro” (spot Fiat) è che nei primi due spot il prodotto è ben visibile e presente, direi co-protagonista. Ma non direi che il brand debba per forza essere incluso solo alla fine dello spot: secondo me basta che faccia parte della storia (vedi questo pluripremiato spot del bagnoschiuma Old Spice).
    I contenuti brandizzati, inoltre, vengono di certo “spinti” anche con efficaci operazioni di seeding e grazie al nome e al valore del brand stesso. Non ne ho la controprova, ma siamo certi che uno contenuto possa raggiungere la stessa viralità indipendentemente dal brand che lo crea e diffonde? Mi domando: quando pesa, alla fine, la “firma” di quel contenuto?

    • Molto. Pensa all’esempio del Nyan Cat: una viralità pazzesca senza alcun brand. Nella maggior parte dei casi il viral marketing nasconde le firme. Le persone non amano chi vuole vendere a tutti i costi.

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