Mai sottovalutare le domande banali: possono nascondere grandi verità.

Non è il proverbio della nonna, ma una riflessione legata all’ultimo video pubblicato da Google Webmaster. In questa occasione, Matt Cutts risponde a un quesito apparentemente semplice.

Dove devo linkare la fonte di un mio articolo? All’inizio o alla fine? La risposta di Matt è rapida: fai come vuoi, per Google non ci sono differenze. Basta che il link ci sia.

Perfetto. Poi approfondisce l’argomento con una nota personale.

Matt Cutts preferisce mettere il link all’inizio, in modo che sia evidente il riferimento a un altro articolo. E si lancia contro gli avari, contro chi inserisce il nome della fonte senza il link.

Bravo Matt, ti appoggio. Le tue spiegazioni sono sempre fumose, ma quando combatti le ingiustizie del web ti seguo al 100%.

Che senso ha citare vagamente un autore (ho letto un articolo su un blog, come sostengono alcuni blogger) senza linkarlo? Stai sfruttando il lavoro di altre persone, hai l’obbligo di inserire quel link. Eppure mi sembra di sentirli certi ragionamenti…

“Ma perché devo regalare un link a quello? Adesso faccio finta di niente: la notizia è stata pubblicata anche da altri blog quindi non può lamentarsi. Mamma mia come sono smart”.

Ecco, questo è il modo peggiore di fare blogging. Perché il link non è solo un modo per dare valore al prossimo, ma anche una risorsa per arricchire il tuo contenuto: un articolo con un link valido è ancora più prezioso per il lettore.

E sai cosa succede ai contenuti preziosi? Vengono letti, condivisi, commentati e linkati. Quindi non aver paura dei link, soprattutto quando devi citare la fonte.

Sbaglio?

18 COMMENTI

  1. Anche oggi la prima a commentare? 🙂
    I link e i credit per me sono d’obbligo sempre!
    Come ho già ripetuto più volte sui miei vari post: è gratis e non ti toglie nulla
    Se per di più hai scelto quel post/video/citazione/foto significa che per te ha valore o è significativa quindi perchè non citare la fonte?
    Perchè pensi che stai regalando visibilità? Beh ma non fa mica male!
    Il web è fatto di connessioni e se il materiale merita di essere visto linkalo e non essere avaro. Il tuo post lo leggerò cmq volentieri e magari scoprirò anche qualcosa di nuovo, in qualche modo mi avrai arricchito di un contenuto.
    Io li inserisco sempre e li richiedo anche ma a volte è una dura lotta.
    Spero che che qualcosa inizi a cambiare 🙂
    Grazie per l’articolo Riccardo!

    • Ciao Francesca,

      Sì, sei sempre la prima a commentare. Questo ti fa onore 🙂

      Sai, a volte queste situazioni si legano a vecchie credenze, a idee malsane che vedono il link come una via di fuga dei lettori… o addirittura come un bene così prezioso da dare solo a pochi eletti.

      Il punto è semplice: i link sono preziosi, e lo sono a prescindere dall’aspetto SEO. E quando prendi l’idea di una persona devi mettere il link alla fonte. Punto. Se non lo fai non rispetti l’autore e non rispetti il lettore che, giustamente, vuole approfondire.

  2. Sottoscrivo parola per parola quanto detto da Francesca.

    Purtroppo chi ragiona in modo SEO solitamente è solitamente avaro come il Mr.Krabs di Spongebob.

    Spugne a parte, citare con un link arricchisce IMHO il tuo contenuto perché stai dando all’utente la possibilità di approfondire ulteriormente.

    Il modello è Wikipedia: sia per i link interni che per quelli esterni.

    my two cents

  3. Condivido in pieno e stavo ridendo come una matta vedendo il video: “Mettilo il link, che ce vo'”. Io metto sempre i link quando posso o quando so che la fonte è utile al mio lettore: non mi pongo problemi di pseudo-rank.

    Certo, do al mio lettore link esterni della stessa qualità di quelli interni, in tema con quanto si sta dicendo in quel momento e anche con una vena canzonatoria nei confronti di chi “letterariamente” si chiude a riccio.

  4. Caro Riccardo, finchè vigerà la convinzione che il link sia una sorta di “regalo” che vale la pena fare solo in alcuni casi, non usciremo da certe dinamiche pazzoidi… pensa che c’è gente che addirittura non attiva neanche i trackback, esasperando questo genere di logica (cosa veramente sciocca, anche perchè ti “viene restituto” dal blog che lo riceve e serve ad incrementare le “relazioni” del tuo blog, anche solo per segnalare l’esistenza del tuo sito).

    Siamo talmente ossessionati dai link in ingresso che andiamo a cercarceli all’interno di blog improbabili firmandoci con la chiave di ricerca che stiamo “ottimizzando”, non mi meraviglia affatto che certa gente sia diventata così “avara”. I link in uscita quelli no, nel copia-copia generale non si inseriscono e buonanotte…

    @Benedetto: Wikipedia è un modello soltanto in parte secondo me, anche lì vivono questa patetica ossessione di centellinare i link in uscita. E dire che lì dovrebbero farlo sul serio, della serie se copi una voce e nessuno si accorge che hai copiato sei un genio, se invece linki lecitamente i contenuti di un sito a scopo commerciale (a LORO giudizio) te lo rimuovono.

    • @Salvatore: of course, ovviamente è un modello da adattare ai propri progetti 🙂
      Poi anche loro hanno i loro limiti, soprattutto di “forma”.

    • Il punto è che i link non sono un regalo ma un dono: un link è prezioso e non è gratuito. Te lo metto se tu sei in grado di restituirmi le giuste nozioni, te lo metto se puoi aiutare il mio lettore ad approfondire e ad apprezzare il mio lavoro.

      Questo è il ragionamento virtuoso, secondo me. Poi c’è chi crede di fare bene parlando per opinioni vaghe: “qualcuno dice…”, “mi hanno detto che…”. Non funziona così, sorry.

  5. Quando leggo “alcuni blogger dicono” mi sembra di leggere “test clinici dimostrano”, il che mi fa pensare a qualcosa di vago e poco credibile: se non vedo la fonte arrivo a pensare che l’articolo si basi su qualcosa di simile all’aria fritta, quindi penso che aggiungere un link sia anche indice di autorevolezza.
    Tecnicamente invece ammetto di avere un pizzico di malizia: il link alla fonte lo inserisco sempre all’inizio dell’articolo, il perché è presto detto: pensiamo al motto “don’t make me think”, alla fine di un articolo il lettore deve cliccare qualcosa e il link alla fonte, che compare ovviamente prima degli articoli correlati e del form dei commenti, è potenzialmente più “cliccabile”, portando il visitatore all’esterno del blog. Inserendo invece il link all’inizio dell’articolo, il lettore sarà più propenso a leggere il contenuto, e quando avrà terminato il link alla fonte non sarà nemmeno un lontano ricordo. Se invece ho preso solo uno spunto e quindi non mi sono ispirato all’articolo-fonte, mi piace linkare con l’anchor text più opportuno.

  6. Concordo con quello scritto da Riccardo. Inserire i link delle fonti rende anche più credibile il tuo articolo, peché (a meno che tu non sia Pico della Mirandola) non puoi conoscere tutto e sicuramente hai preso informazioni da altre parti.

    Adesso qui si aprirebbe una discussione su “Articoli a cui ti ispiri” e “Articoli che copi parola dopo parola e virgola dopo virgola”….. ma questo me lo tengo eventulamente Riccardo scrivesse un pezzo in merito. 😀

  7. Ma poi che senso ha non citare? in fondo è ovvio che, sopratutto quando si tratta di notizie, la fonte non siamo ovviamente noi… allora che senso ha non riportare dove ci siamo informati, magari anche più di una fonte se abbiamo strutturato il nostro post fornendo più dettagli o punti di vista autorevoli… almeno io così la vedo.

  8. Lo dovrebbero leggere diverse persone che conosco 🙂
    Il link è una sorta di ringraziamento verso l’autore!

    • Ciao Michele,

      Ti lascio questa slide che ho presentato durante il WebReevolution.

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