8 punti per fare un digital storytelling efficace e di successo

Fare storytelling digitale è importante per la didattica e chi lavora con la scrittura online. Ma in che modo si ottiene questo risultato? Affrontiamo i punti essenziali per ottenere buoni risultati sul web.

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Il digital storytelling è l’arte di narrare attraverso strumenti specifici declinata alle esigenze del mercato. Questo perché raccontare storie funziona, è un’attività didattica che può diventare uno dei fattori di successo di ogni strategia di branding.

digital storytelling di successo
Iniziamo a fare digital storytelling?

Di ogni strategia di branding efficace, ben inteso. È facile incrociare  aziende che raccontano la propria storia attraverso descrizioni che iniziano con l’anno di fondazione, e continuano con mission, vision e identità del brand.

Non tutti fanno digital storytelling. Raccontano storie ben confezionate, auto-celebrative ma non troppo. Peccato però che non tocchino il cuore di chi legge. Elencare con falsa modestia i propri successi al lettore, specialmente sul web, può trasformarsi nel modo migliore per farlo fuggire. Come risolvere questo problema?

Cos’è il digital storytelling e dome si fa

Il digital storytelling è la narrazione di una storia applicata attraverso strumenti come app, video, siti web e social network.

Si svolge attraverso l’attività di confezionamento dei contenuti, nati da un’attività mirata di content marketing, attraverso uno storyboard. L’idea è quella di raggiungere obiettivi ben precisi.

Quindi si può parlare di digital storytelling e marketing: narrare vuol dire raggiungere risultati. Ma come? Prova a coinvolgerlo emozionalmente con un racconto efficace e significativo, con una storia capace di evocare le stesse sensazioni piacevoli che cerca nella vita quotidiana. Facile a dirsi, ma come si crea una storia efficace?

Per rispondere a questa domanda ho chiesto consiglio a Marianna Guglielmino che ha analizzato uno di quei polizieschi che tiene milioni di telespettatori incollati al televisore. Ha individuato i suoi segreti e li ha utilizzati a suo vantaggio: ecco un decalogo che (forse) ti aiuterà a fare un buon storytelling digitale.

Punta su protagonisti potenti e piacevoli

storytelling digitale

Simpatici o meno, stereotipati o imprevedibili, i protagonisti di un poliziesco sono sempre uguali. Così instaurano una relazione con chi non perde neanche una puntata della serie. Prova anche tu a dare un carattere definito e riconoscibile all’azienda o al prodotto/servizio, e mantienilo quando racconti una storia.

Azione è al centro della storia raccontata

Che sia un delitto efferato o il rapimento di un gatto, la reazione eroica dei protagonisti è immediata. Eppure non sono degli eroi, sono persone ordinarie che svolgono il proprio lavoro con passione, affrontando sfide e insuccessi.

Proprio come te, e come chi ti sta leggendo! Parti sempre da questa consapevolezza quando racconti. Fare digital storytelling non vuol dire ignorare i punti centrali di una buona narrazione, dove l’azione è sempre al centro dell’attenzione.

Narratore centrale nel digital storytelling

In un poliziesco è insolito ascoltare la voce di un narratore che ci racconti la trama o ci spieghi cosa stia accadendo. Lo stesso vale per il tuo brand.

Abbandona la terza persona e mostra la faccia. Devi aver fiducia in chi vuole ascoltare la tua storia: ha scelto di farlo perché si fida o vuole fidarsi.

Gli indizi non devono distrarre l’utente

I dettagli sono importanti, ma un episodio che si dilunga troppo rischia di annoiare. Evita di descrivere tutto nei minimi particolari: piuttosto usa foto e video. Guarda l’esempio di storytelling della Apple: zero indizi lungo la narrazione, finale potente.

Fai un uso intelligente dei social network nel digital storytelling. Lascia che la fantasia di chi legge completi le informazioni mancanti. Magari ti contatterà o lascerà un commento perché, incuriosito, vuole conoscerti meglio.

I testimoni vanno ascoltati: ti aiutano

Parlare e ascoltare sono due facce della stessa medaglia. Sono i testimoni, nel tuo caso chi ha sperimentato il prodotto/servizio, a far capire ai detective se la pista che stanno seguendo è quella giusta. L’opinione e il feedback di chi ti legge o ascolta va apprezzato e compreso, sempre. Non procedere senza testimonianze.

Lascia prove importanti nella narrazione

Non strafare, non utilizzare il racconto per sponsorizzare spudoratamente il prodotto/servizio, per esaltarne i benefici, per comunicare offerte imperdibili.

Il digital storytelling non serve a proporre sconti mai visti. Come diceva Ogilvy, il consumatore non è uno stupido. Il consumatore è tua moglie. Non puoi raccontare fandonie alla tua dolce metà. Ma puoi farla sognare con una storia ben raccontata.

Sviamento delle indagini: punto di svolta

Tutti sbagliano, lo sai bene. E poi la sconfitta rende una storia più ricca, profonda, ma soprattutto più reale. Ecco perché una critica o una recensione negativa va accettata e mai soffocata. Perché non la inserisci nel tuo digital storytelling?

esempi di storytelling
Esempi di storytelling: Psycho – Alfred Hitchcock

Certo, non è facile. Perché un punto di vista differente non deve spaventare, anzi può esserti utile per migliorare, per individuare bisogni latenti e dunque soddisfarli, e per creare con il pubblico un legame emotivo basato sulla fiducia.

Mai essere banali sul finale della storia

Arrestato il colpevole, resta solo il lieto fine e i titoli di coda. Per qualche ora commenterai come è stato arrestato l’assassino, ma quello che ti porterai dentro sarà la passione con cui l’eroe ha condotto le indagini. Perché la passione è il motore di tutto: trasmettila a chi ti legge per diventare un vero/una vera storyteller.

E tu vuoi fare digital storytelling online?

Questi sono alcuni principi per lavorare bene con lo storytelling. Ma, ovviamente, è solo una parte di questa affascinante disciplina. Sono sicura che hai qualche consiglio da aggiungere: lascia tutto nei commenti e parliamone insieme!

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Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

24 COMMENTI

  1. Anch’io avevo detto più o meno la solita cosa… soltanto applicata alla politica! http://isottapieraccini.wordpress.com/2013/06/03/la-politica-e-questione-di-racconto/

  2. Ottime dritte e ottima la chiave di interpretazione. Spesso si confonde la storia con lo storytelling, è bene fare chiarezza, in modo da produrre contenuti davvero avvincenti!

  3. Un articolo a dir poco geniale nel parallelo con i film polizieschi. Io sono un appassionato del genere eppure non avevo mai fatto caso a tutto ciò. Ora sono curioso di sapere qual è il poliziesco in questione 😀

    • Vero, adesso Marianna deve svelare il mistero!

      La tecnica del trovare dei punti di contatto tra i tuoi interessi e un settore differente funziona, ma bisogna fare sempre attenzione a non forzare la mano.

      In questo caso Marianna ha fatto centro.

    • Ah ah ah! Sarà banale in quanto siciliana, ma penso di essermi ispirata al celebre personaggio di Camilleri, il commissario Montalbano, di cui non perdo ne un libro ne una puntata in tv!

      Tuttavia reputo sia un format che si ripete nella maggior parte dei polizieschi televisivi, ecco perché è emerso così quando ho iniziato a scrivere, senza pensarci troppo.

      Sono contenta che la mia idea ti sia piaciuta Roberto. Adesso aspetto di sapere quale sia il tuo poliziesco preferito e se tu abbia riscontrato la ripetizione di questo schema anche al suo interno.

      • Dal mio punto di vista devo dire che “il commissario Montalbano” è un’opera eccezionale e anche la sua proiezione sullo schermo è una delle poche italiane originali e degne di nota. Tutte le altre mi sembrano uno scopiazzamento mal riuscito dei maestri americani (senza parlare dei dialoghi a dir poco ridicoli). La nostra realtà è molto diversa dalla loro ma ciò non vuol dire che sia meno interessante, anzi. Credo che proprio la rappresentazione di una realtà, seppur piccola, come quella in cui si muove il personaggio di Montalbano sia il suo punto di forza (non c’è bisogno di traslare il contesto americano nel nostro). Per il resto ci sono dei punti fermi che caratterizzano quel genere e che sono presenti (credo) in tutti i polizieschi.
        Parlando dei miei gusti sono affascinato dai telefilm che si basano su studi comportamentali: “Criminal Minds” e “Lie to me” su tutti. Poi essendo un fan del celebre Sherlock Holmes non può non piacermi “The Mentalist” 🙂
        Credo inoltre che più la storia sia semplice più sia interessante.
        Tanto per citare una frase tratta da Doyle: “il caso più semplice è il più complesso e difficile da risolvere.”

  4. Non c’è che dire. Tanto di cappello a Marianna, che con un esempio tanto semplice quanto geniale è riuscita a creare una ricetta perfetta. 🙂

    • Grazie Mario, non aspiravo a tanto, volevo solo affrontare l’argomento senza citare libri e teorie, partendo da un esempio che avrebbero potuto comprendere tutti. Mi rallegra che ti sia piaciuto!

  5. Davvero interessante.

    Spesso però capita che ci siamo ripetuti così tanto la storia del nostro prodotto, a tal punto da non essere più capaci di raccontarla perché la diamo per scontata.

    Capita anche a voi?

    • Purtroppo è vero, ma penso funzioni così per tutte le “relazioni”. Si arriva sempre al punto in cui ci sembra tutto statico, ripetitivo, eppure alla base c’è ancora quella passione, un po’ sopita, dei primi tempi in cui avremmo gridato al mondo “la mia storia è differente, è unica!”.

      Ritengo che quando si arrivi a questo stadio sia importante fare un check, decidere cosa non è andato e cosa tenere… e innamorarsi nuovamente!

      Come? Confrontandosi con le storie degli altri, non per emularle, ma per prenderne il buono e migliorarsi di conseguenza. Oppure guardandosi da punti di vista differenti, ancora meglio se esterni, come suggerisce Roberto.

      Mai provato a chiedere aiuto a chi, invece, non ne capisce proprio nulla di strategie e marketing ma ascolta solo le proprie sensazioni? Come racconterebbe la tua storia tuo figlio? E tuo nonno?

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