Guida per guest blogging

Il guest blogging è un mondo ricco di opportunità che ha bisogno di tante attenzioni. Cosa fare per ottenere buoni risultati? Come devi muoverti? Ecco tutto quello che devi sapere.

Il guest blogging è un mondo che devi approfondire con la massima attenzione. Perché nessuno può dire quanto sia necessario, e al tempo stesso delicato, il lavoro che consente di pubblicare articoli sui blog dei tuoi colleghi guest blogger.

guest blogging
Come fare guest blogging in Italia.

Di questo parliamo: il guest post serve a fare promozione, a far girare il tuo nome. Ma per ottenere il miglior risultato possibile devi essere in grado di valutare con cura diversi aspetti. Qualche consiglio in più? Ecco come fare guest blogging.

Cos’è il guest blogging: una definizione

Il guest blogging è una strategia di web marketing che viene sviluppata attraverso la pubblicazione di contenuti, a tema e ben organizzati, su blog diversi dal proprio.

L’obiettivo è quello di ottenere vantaggi in termini SEO, con un lavoro di link building e menzioni, ma anche di branding e diffusione del brand.

Il guest blogging prevede due soggetti: il blogger che ospita il contenuto e quello che scrive un articolo per donarlo a un progetto che può far comodo alla propria attività. In realtà può esserci il committente, il cliente che chiede al blogger di curare una strategia di blogging.

Per approfondire: come scrivere un’intervista

Come scrivere un guest post speciale

Creare un buon guest post vuol dire rispettare una serie di regole che dovresti già seguire ogni giorno per il tuo blog. Solo che in questo caso sei a casa di un collega, non puoi permetterti errori. Ecco cosa devi curare per il guest post perfetto:

  • Studia il calendario editoriale del blog sul quale pubblicare.
  • Individua lo stile, il tone of voice, gli argomenti che funzionano.
  • Proponi minimo 3 titoli, leggi le regole imposte ai guest blogger.
  • Consegna un testo completo, riletto, perfetto. Di qualità.
  • Cura i meta tag Google su WordPress.
  • Manda versione testuale su Word e HTML su text.
  • Aggiungi link interni. Invia immagini, grafiche, video.
  • Cura la formattazione prima e i commenti dopo la pubblicazione.

Come scrivere un guest post? Devi dare il massimo. Contatta il proprietario del blog e mettiti d’accordo sul titolo. Valorizza tutti gli aspetti, dall’ottimizzazione SEO WordPress alla scelta delle immagini. Che devono essere belle e leggere. Cura il post come il miglior articolo che stai per pubblicare sul tuo blog, non lesinare sulle attenzioni.

guest blogger
Come ottimizzare lo snippet.

Questo vale soprattutto nel lavoro che fai con la SEO. Non dimenticare di fornire al proprietario del blog i testi di tag H1, meta description e tag title. Magari, se vuoi completare il lavoro, manda foto ottimizzate e inserisci il testo alternative su WordPress, facendoti creare un account.

Trovare e valutare siti per guest post

Individuare blog che accettano guest post è facile, basta usare gli operatori di ricerca di Google per individuare siti che fanno pubblicare articoli. Esempio: prova a fare una ricerca «“guest blogging” siti di web marketing» o combinazioni del genere.

Hai già trovato qualche link utile? Studia a fondo il blog, valuta la coerenza con l’argomento e la qualità generale del sito. I controlli che non possono mancare?

  • C’è tanta pubblicità? Meglio evitare.
  • Affrontate lo stesso argomento?
  • Gli aggiornamenti sono costanti?
  • Ha tanti link in ingresso di qualità?
  • Ci sono commenti degni di nota?

Puoi approfondire nel mio articolo dedicato a come scegliere un blog per i tuoi progetti. Ricorda di mettere in primo piano la qualità. Non ti accontentare di blog secondari, punta verso risorse speciali. E dai il massimo per emergere.

Guest blogging e link: cosa dice Google?

Il guest blogging è una pratica che ha sempre aiutato il blogger a farsi pubblicità in modo sano. E che negli ultimi anni si trova sotto la lente d’ingrandimento di Google. Il punto è questo: i guest post devono essere articoli di qualità, questo è chiaro.

Guest blogging per ottenere link?

Altrimenti rientrano nelle pratiche non ortodosse per guadagnare link. Ecco il video di Matt Cutts. Ma quali sono i confini di questa qualità? Quanti articoli si possono pubblicare? Ovviamente Google è poco chiaro su questo punto. Come sempre.

Cosa dice Mountain View rispetto a questi contenuti? Ecco un passaggio preso in uno degli ultimi post pubblicati nel sempre ottimo blog dedicato ai webmaster.

“Google does not discourage these types of articles in the cases when they inform users, educate another site’s audience or bring awareness to your cause or company. However, what does violate Google’s guidelines on link schemes is when the main intent is to build links in a large-scale way back to the author’s site”.

Quindi, Google non scoraggia questo tipo di articoli nel momento in cui aggiungono qualità indiscussa. Ciò che viola le linee guida è l’intento principale: creare una rete di link su larga scala verso il tuo sito è l’azione che Google tende a bacchettare.

Puoi fare link building con i guest post?

No. In altre parole, non devi usare i guest post per fare link building. La certezza di aver fatto un lavoro secondo le regole non te la può dare nessuno. Se hai dubbi a proposito puoi sempre usare il nofollow, e questo vale per chi pubblica e per chi accetta gli articoli. Non è facile guadagnare link di qualità, sai?

Guest post gratis o a pagamento?

Spesso mi arriva questa domanda: il guest post deve essere gratuito o a pagamento? In base a quello che ho scritto sopra la risposta è chiara: il guest blogging è gratuito. Io accetto il tuo contributo perché è un contenuto di valore.

Come guadagnare con un blog
Monetizza il tuo blog.

Un contenuto capace di far crescere il calendario editoriale. Tu lo pubblichi per avere visibilità, vantaggi in termini di branding e link in ingresso. Però se c’è un meccanismo economico dietro sai cosa succede? C’è compravendita di link.

Quindi l’autore esige non il classico link nella firma con anchor text basato su nome dominio, ma pretende la keyword commerciale. E a questo punto il gioco si fa duro. Un profilo di link in ingresso ti aiuta a capire come muoverti, a diluire collegamenti con anchor text SEO in altri collegamenti alla home, basato su brand e URL.

Magari una buona parte nofollow. Chi fa link building si muove così, ma io ho questa politica: se vuoi scrivere un guest post per My Social Web il costo è zero.

Se possibile pubblica con una bio personale e un profilo legato alla tua immagine. Questo può essere fatto creando un account WordPress attraverso email legata a Gravatar. In questo modo la tua identità è centrale.

Esempi di guest post per ispirazione

Qual è il significato di guest post oggi

Mentre il guest blogging rappresenta l’attività utile al blogger per pubblicare un contenuto su un progetto diverso dal proprio, il guest post è l’oggetto delle tue attenzioni. Vale a dire il contenuto scritto per raggiungere l’obiettivo.

Ho già elencato i punti essenziali di un articolo del genere. Ma cosa significa oggi scrivere un guest post? Qual è il suo significato? Scrivere per il web è un lavoro delicato, ma le attenzioni si moltiplicano quando si parla di guest blog.

Oggi si deve lavorare al massimo, soprattutto alla luce di tutto ciò che è emerso con Google. Non bisogna pensare al guest post come un modo per riciclare articoli andati a male, o magari per pubblicare comunicati stampa. Oggi non funziona così. Il significato di guest post deve essere rivolto verso la qualità massima.

Per approfondire: come scrivere un comunicato stampa

Guest post e promozione: la mia idea

La domanda: come fa un sito web con blog aziendale appena nato a decollare? Io posso sfruttare i miei contenuti diffusi attraverso i social per ottenere buoni link, ma quando nessuno mi conosce e devo acquistare visibilità come faccio?

Chi me li dà i link? Come esco dal vuoto cosmico che mi circonda? Io credo che si debba lasciare una strada aperta (o meglio, una guida precisa) ai blogger per fare buona promozione con i guest post. Ma questa è solo la mia idea.

Tu, invece, cosa ne pensi del guest blogging? Hai deciso di cambiare strategia o continuerai con qualche modifica? È arrivato il momento di fare guest blogging per promuovere il tuo blog? Lascia la tua opinione nei commenti del post.

13 COMMENTI

  1. Quello della penalizzazione mi sembra un caso raro e particolare. Se non ho capito male, parla di guest post di alta qualità penalizzati perché il sito ospite aveva link ambigui. Giusto?

    Ora, se il guest blogging si fa con professionalità, non ci sarà alcuna penalizzazione. Io non ne pubblico tanti e sono tutti di qualità.

    I link che inserisco solo verso il profilo autore di G+ e verso il loro sito, ma solo sulla bio finale.

    • Anche perché, e torno sul discorso di prima, come si crea quello stacco iniziale che permette al blogger di farsi conoscere?

      Certo, ci sono i social. Ma lo sai meglio di me che per farti conoscere da altri lettori c’è bisogno di pubblicare articoli di qualità come guest post.

      Hai visto questo link? http://moz.com/posts/ugc_guidelines Ci sono ottimi consigli.

  2. IMHO allo stato attuale, a meno che il contenuto offerto in guest posting sia palesemente una porcheria (aka CS riciclato), non credo che Google sia in grado di distinguere un contenuto di qualità REALE rispetto a un pubbliredazionale, specie se il secondo è ben redatto.

    Per rendere ancora più credibile i post a pagamento, sto vedendo anche “cerchie informali” di diffusione di certi guru o presunti tali.

    Il “fa che i link siano naturali e non che lo sembrino solamente” di Cuttsiana memoria è un bellissimo indirizzo, pieno di valore vero ma alla stessa stregua del prete che mi dice di recitare settordici ave maria.

    • Ok, anche io credo che sia difficile per Google capire la differenza tra un post e un guest post. Un guest post di qualità, intendo.

      E in fin dei conti non ce ne sarebbe neanche bisogno: il guest post di qualità ha pieno diritto di esistere (IMHO). Ma le segnalazioni manuali da parte degli utenti? Quelle possono dare qualche problema?

      • Da mia modesterrima esperienza i vari tool manuali (dal report scraper al disavow tool) sono indicazioni di massima che il motore di ricerca può o non può valutare.

        Forse, una segnalazione di massa può dare qualche effetto, ma ci sono troppi contenuti mascherati in giro che fanno girare la testa al sergente Garciaoogle.

  3. Google sta tentando di portare la qualità all’esasperazione, dimenticandosi di chi lavora notte e giorno per scrivere il meglio che ha da offrire.
    La qualità va bene, ma bisogna dare spazio a chi la produce.

  4. Il discorso sulla qualità delle pagine web, quantomeno a livello testuale (anche se non esistono soltanto gli articoli, a ben vedere) è dibattuto da anni e credo che una definizione precisa sia impossibile da dare, non fosse altro che diventerebbe facile automatizzarne la creazione… ma diventa un discorso un po’ complicato, a quel punto.

    In termini pratici credo che coincida con un livello di automazione non troppo elevato, della serie: se riesci a rendere “meccanica” la creazione di contenuti, è un buon indizio per intuire che potresti essere penalizzato. L’operazione di riciclo a cui fate riferimento è un caso particolare ma non è l’unico, evidentemente. Sono da anni convinto che le penalizzazioni più frequenti coincidano, a ben vedere, con una struttura di link o di testi “linkanti” riconoscibile a livello algoritmico, della serie 1000 pagine che linkano sempre la stessa ancora, indizio che caratterizza ad esempio l’article spinning (che è come in Italia si intendono sia guest blog che article marketing, in effetti).

    E questo confermerebbe quello che sostiene Gianluca, ovvero che il guest post dovrebbe essere un’eccezione ben strutturata, non una regola scritta di fretta e con la smania di linkare quella parola chiave ben precisa. Per guadagnarsi i link bisogna offrire originalità, risorse gratuite ed unicità di contenuti, non credo ci sia altra via per quanto possa sembrare logoro come concetto…

    • Infatti!

      Mi metto nei panni di chi sta iniziando: come li guadagno i link di qualità? Chi me li mette se nessuno mi conosce?

      Della serie: ho capito che dobbiamo essere spontanei e naturali, ma dacci una possibilità 🙂

  5. Che dire, io vi posso riportare la mia esperienza. Il mio blog è ancora un neonato, ora in fase di svezzamento. Questa fase è stata possibile anche grazie a questa pratica. Non so come, ma uno dei miei primissimi post è piaciuto e mi hanno chiesto un guest post. Non che io ora sia “famosa”, per dirla alla Francesca Oliva, sono ancora in palestra (e che palestra), ma sicuramente mi ha aiutata ad arrivare in superficie. Per le questioni tecniche, concordo con tutti voi. Al di là di Big G e delle possibili penalizzazioni, direi che la qualità è il requisito fondamentale, ma vale per tutti i post. Per la frequenza, non saprei: meglio pochi ma buoni?

  6. Sono contenta che la nostra chiacchierata abbia fatto nascere questo post! 🙂

    L’argomento per me è molto interessante, sia come autrice di blog che non ha mai pubblicato guest post ma che vorrebbe raccontare delle storie di altre persone (quindi guest) ma che a volte scrive in giro per altri blog, sia come redattrice in agenzia che va in giro a procacciarsi questi agognati guest post (che chiamati col loro vero nome sono link, punto).

    Nel primo caso è facile, il mio blog e le mie passioni sono di nicchia e non potrei mai scrivere su larga scala, ogni post è un distillato di qualità e contenuti che non si ripetono altrove, insomma è un lavoro certosino, eccezionale, utile per l’utente e per niente incentrato sul link.
    Credo che questo idealmente sia l’idea platonica di guest post (e infatti sono più quelli che immagino di quelli che poi sforno).

    Per un’agenzia, brand, ma anche per un blogger che deve sostenere un altro tipo di ritmo è chiaro che questa modalità è costosa e difficile da attuare.
    Così si trova una mediazione al ribasso tra qualità e quantità.
    Questo è il punto in cui le strade si dividono, più si va al ribasso più il rischio di agire male aumenta.

    Quello che ho estratto dall’articolo è proprio quello che ribadisce giustamente anche Salvatore: Google si sta specializzando nell’individuare dei pattern anche per i (guest) post. E un pattern nasce nel momento in cui si inizia a produrre contenuti in maniera massiccia perdendo le qualità del manufatto artigianale e ottenendo dei prodotti da catena di montaggio: inevitabilmente si somiglieranno, e non solo nel caso di rimaneggiamenti e riciclaggio di testo.

    Tra questi pattern uno che inizia a destarmi sospetti è quello del box autore.
    Ammettiamo che io sia in grado di fare molti post e di farmi ospitare su molti blog, nei miei post non inserisco link al mio sito perché parlano d’altro ma nel box sì e sempre con la stessa bio: ecco che ho un pattern bello chiaro con link in fondo, di quelli che potrebbero non piacere a MrG!

    Ah poi ci sarebbe tutta la questione dei blog dove si sceglie di pubblicare: quanti e che tipo di guest post fanno? Come si relazionano con altri blog di settore?
    Ci sono settori dove siti e blog sono strettamente connessi tra loro, per scambi vari, commenti, ecc: ecco un bel network piazzato sotto il naso di Google dove piazzo il mio articolo di ottima qualità. Sto realmente facendo qualcosa di non pericoloso?

    Scusate tutte le domande aperte, ma l’argomento è molto stimolante! 🙂

    • Ok, la qualità deve essere un chiodo fisso. E la qualità fa rima con tempo: per far crescere il tuo sito hai bisogno di link e condivisioni naturali (ben venga qualche link dai guest post di qualità, giusto?), e al tempo stesso di tempo. Tempo per creare contenuti, tempo per farti conoscere.

      Per me non è un problema, ma – e questo è un punto che mi piacerebbe affrontare – a volte è difficile farlo capire al cliente che vuole risultati a breve giro.

      Ci sono anche aggiornamenti interessanti segnalati da Valerio Notarfrancesco. In particolar modo sulla pagina Link schemes c’è questo punto che attira l’attenzione: “Large-scale article marketing or guest posting campaigns with keyword-rich anchor text links”.

      Insomma… un punto di partenza?

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