A volte sono le intuizioni a fare la differenza.

Un giorno ho pensato: “Eureka! Perché non creare un post it su Google Keep sul quale segnare tutte le abitudini odiose dei blogger? Così quando arrivo a 10 ci faccio un post”.

odio
L’odio, film del 1995 scritto e diretto da Mathieu Kassovitz – Wikipedia

Sai cosa è successo ieri? Il block notes virtuale è arrivato a dieci. Esatto. Dieci maledette abitudini che ti fanno saltare i nervi. E che ti fanno lasciare la home page del blog in 10 secondi netti.

Esagerato? Io sono un tipo tranquillo, non critico senza avere una buona ragione alle spalle. Ma ho sviluppato un occhio clinico. Soprattutto da quando faccio le blog review.

Ok, vuoi sapere quali sono questi modi semplici semplici per farti odiare?

  • Nascondere il bottone del feed rss. O magari dimenticarlo completamente. Guarda che c’è ancora un bel po’ di gente che segue i blog in questo modo, sai?
  • Non usare le liste puntate solo perché le usano tutti, perché fanno tanto istruzioni IKEA e sono commerciali. Nel frattempo mi costringi a fare il dribbling tra vocali e consonanti. Le liste funzionano: se servono usale.
  • Scrivere blocchi di testo infiniti. Sono noiosi e poco leggibili. Ti do una notizia: hanno inventato gli spazi bianchi e i titoli dei paragrafi, che aiutano il lettore a individuare subito l’argomento.
  • Usare gli share button con richiesta di autorizzazione. Questo vuol dire allontanare il lettore che vuole condividere il tuo post. Lo sai che devi rendere tutto il più semplice possibile?
  • Ignorare l’importanza della pagina contatti. È qui che arrivano le persone che vogliono scriverti.  Ed è qui che devi inserire un testo sensato, un form e tutti gli indirizzi utili. Cura questa pagina, ti prego. Prendi spunto dalla mia.
  • Niente avatar, niente authorship, niente foto nella pagina a About Me. Io non mi fido delle persone che non mostrano il proprio viso. Non è una regola fissa, ma sicuramente è una buona abitudine.
  • Scegliere foto sfocate, poco illuminate, senza mordente. O le immagini stock senza un collegamento con il contenuto. Quelle, per intenderci, con un gruppo di yuppie che salta con uno sfondo di cielo sereno/variabile.
  • Non collegare il titolo con il contenuto. Una brutta abitudine sul serio: mi attiri con un’esca dedicata ai webwriter freelance e mi ritrovo a leggere un articolo dedicato alla fiera del secchio di Mondragone.
  • Riempire la sidebar con banner, counter, attestati di partecipazione a link directory di dubbia fama… Voglio dire: lo facevo anche io sul primo blog messenger. Ora basta però.
  • Non ammettere di aver sbagliato. Sì, questo è un atteggiamento che mi infastidisce: ho visto blogger arrampicarsi sugli specchi fino a consumarsi le unghia pur di non ammettere l’errore. No. Quando sbagli ringrazi, correggi e vai avanti.

Lista incompleta, lo so. Ci sono tanti altri punti che possono essere inseriti in questa lista. Ma voglio lasciare un po’ di spazio a te: c’è qualcosa che ti fa perdere le staffe in un blog? C’è qualcosa che odi con tutto il cuore?

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22 COMMENTI

  1. Sai cosa odio terribilmente?
    I sistemi complessi per lasciare un commento. O il fatto che devo registrarmi a un servizio o usare un account social (e quindi autorizzare un app) per lasciare un commento.
    Mi passa la voglia.
    Ma più di tutto detesto i siti non mobile responsive.

    • Io consiglio sempre a tutti di eliminare le barriere tra azione e lettore. Vuole condividere un post: lo deve poter fare con un semplice click. Vuole lasciare un commento? Deve compilare un form, punto. Tutti i servizi che pretendono autenticazione, iscrizione e passaggi inutili sono un problema per lo sviluppo del blog.

      Dico una cavolata?

  2. Ciao, concordo con Andrea: in alcuni blog è un’impresa commentare e, spesso, dopo aver scritto la nostra opinione in fondo al post, premiamo sul bottone “invia” per scoprire che occorre registrarsi, oppure loggarsi, oppure usare OpenQualchecosa e chi sa quale altra diavoleria… ma non dovrebbe essere una cosa aperta alla condivisione?

  3. Ciao Riccardo,
    io odio i blog dove l’interazione è finta …
    Spiego meglio, dove commenti e poi nessuno ti risponde o lo fa dopo secoli… è un po’ sinonimo di scarsa attenzione nei confronti di chi ti legge.
    Non dico che tutti i commenti al blog devono essere commentati ma nemmeno vedere liste di commenti senza alcuna interazione da parte del blogger.
    Sbaglio?

    • Ciao Francesca,

      Assolutamente, non sbagli. L’interazione è importante e il blogger deve curarla. C’è da dire, però, che a volte il carico di lavoro diventa difficile da gestire. E i commenti rimangono un po’ indietro…

  4. Elencazione notevole..a me infastidiscono i blog troppo confusionari…per iscriversi bisogna fare la caccia al tesoro 🙂 linearità, semplicità sono praticamente sconosciute..non guasterebbe anche un tocco di originalità…a presto Riccardo

  5. Aggiungo: scrittori che si credono Cicerone e fanno frasi lunghe, lunghe, lunghe… Senza essere capaci a scrivere. Leggere diventa una penitenza. Anche gli scrittori professionisti mettono tanti punti, un motivo ci sarà!

    Concordo poi con Andrea: voglio mettere un commento e mi chiedono login, captcha e approvazione dell’admin. Ma anche no.

  6. Ciao,
    molto interessante il tuo articolo! Sono una novellina nel mondo dei blog e sicuramente avrò fatto tutte le cose di cui stai parlando … confesso che molti dei termini mi giungono nuovi e quindi approfondirò l’argomento e continuerò a “leggerti”.

    • Ciao Lucia e benvenuta su My Social Web. Lascia pure le tue domande sul mio blog: farò del mio meglio per darti una risposta valida.

  7. Odio i blog con post scritti solo ed esclusivamente per i crawler. Spesso sono incomprensibili e la lingua italiana viene messa all’angolo e presa a ganci destri e sinistri fino alla morte.
    Odio anche chi non risponde alle mail che mando tramite la pagina dei contatti e odio i blogger che linkano a gran voce i loro profili social e se li menzioni in un post non si sprecano nemmeno a mettere un like o un +1.

    • Grazie, approfitterò del tuo blog! Sto leggendo i tuoi consigli (16 cose da fare appena apri un blog) e sto cercando di applicarli. Scrivi veramente molto bene, in maniera chiara e comprensibile … anche per chi, come me, non è molto pratico di certi argomenti. Interessante anche la tua pagina FB.

  8. Concordo con Francesca.

    Un’altra cosa che odio sono i titoli “gonfiati”. Fai un titolone per farmi aprire la pagina, promettendo mari e monti e poi…e poi l’articolo è composto da 4 righe piene di elementi che, per quanto attinenti al titolo, sono in realtà scontati e profondi come una pozzanghera. In puro stile Capitan Ovvio.

  9. Tre cose non sopporto i
    i captcha
    Il bottone del feed che è inesistente ( che non avessero ancora capito a cosa serve?)
    L’archivio degli articoli.
    Che nervoso quando un blog che mi interessa per l’argomento trattato vorrei approfondire ma non esiste un archivio, devo andare alla ricerca degli articoi passati con le freccette “old post” .Ad un certo punto mollo.

    • Secondo me è molto importante la funzione “cerca nel sito” soprattutto quando i contenuti diventano veramente tanti… noi l’abbiamo da poco implementata e devo dire che – dalle statistiche – è una funzione usatissima.

  10. Le barriere all’interazione sono le cose più odiose che si possono trovare su un blog. Secondo me anche i commenti integrati con la fan page di fb potrebbe essere un ostacolo all’interazione.

  11. Mah… Le tue critiche sono sacrosante, ma se mi piace ciò che scrive il blogger, gli perdono refusi, rss inesistenti ecc.

    • Perfetto. È un concetto che approvo. Un blogger che partorisce ogni giorno contenuti di qualità deve essere perdonato.

  12. Sul fatto che servano codici antispam per lasciare i commenti vorrei dire la mia, ma prima ci tengo a condividere i fastidi sottolineati da Riccardo che sono davvero tediosi. Io dirigo un blog musicale da quattro anni e, per quanto cerchi di essere disponibilissimo ai contatti con i lettori, sia dal blog che dai social networks, sono stato costretto ad inserire il famoso “captcha” e un codice da copiare nella casella sottostante per motivi seri: ogni giorno trovavo decine e decine di commenti inutili probabilmente inseriti da alcuni “robot” (scusate il termine non preciso, ma sono tecnologicamente ignorante) con spam senza limiti. Sono stato costretto e come me anche altri che conosco.

    Quando si arriva a lidi estremi poi si passa alla registrazione necessaria, ma da noi ancora non siamo arrivati a sto punto. 😉

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