Devo sempre rispondere ai commenti del blog?

Un dubbio che attanaglia i blogger più attenti: è necessario rispondere a ogni singola interazione? Ecco la mia opinione su un argomento così importante per il tuo progetto.

Ieri ho incrociato una discussione su Facebook dedicata al galateo del blogging. L’attenzione si concentrava sui commenti, e sulla necessità di rispondere ai messaggi lasciati dai lettori. Devo sempre rispondere ai commenti del blog?

Devo sempre rispondere ai commenti del blog?
Le risposte sono importanti.

La questione è semplice: devi valorizzare i commenti, interagire con il pubblico, valorizzare il patrimonio lasciato dai lettori. Perché, allora, non tutti rispondono ai commenti? Maleducazione? Spocchia? Onnipotenza? Quanta fantasia…

Forse è solo mancanza di tempo, non di voglia

Anche a me capita di saltare qualche commento. Tutti i commenti sono importanti per il mio blog e tutti hanno diritto a una risposta. Mi piacerebbe iniziare una discussione con ogni lettore. Una discussione infinita e costruttiva.

Rispondere è un’abitudine utile al tuo blog, fa bene alla tua community. Ma quando ricevi molti commenti questo obiettivo è impossibile da rispettare.

Lo dico con onestà: nella maggior parte dei casi è una questione di tempo. Questo blog ha più di 1.200 post e quasi 11.000 commenti approvati. Ogni giorno arrivano decine di contributi, e mi capita di saltarne qualcuno. Può succedere.

commenti e risposte
Ehi, vuoi rispondere al mio commento?

È davvero possibile mantenere e animare una discussione per ogni singolo commento? Magari a costo di sacrificare il tempo per scrivere nuovi articoli? No!

Per approfondire: il mio blog non si vede su Google

Devo sempre rispondere ai commenti del blog?

Ci sono interventi che non devono essere persi di vista. Commenti importanti per il blog: una domanda, una critica fondata, un attacco capace di minare il lavoro.

Ciao Riccardo. Ho notato che in questo articolo manca un riferimento importante per approfondire l’argomento. Perché non hai inserito l’articolo di Tizio e Caio? Forse hai un’antipatia per questo autore? Perché non spieghi questa mancanza?

Un commento del genere non risposto può diventare una macchia sul tuo nome. Una macchia capace di espandersi perché i commenti si possono condividere sui social.

Non sono solo i commenti critici a guadagnare l’attenzione: ci sono gli interventi che aggiungono un valore extra al contenuto. Anche quelli meritano attenzione.

Per questo ho pensato di inserire nella barra dei preferiti del browser i commenti che devono essere risposti subito. E di organizzare dei momenti della mia giornata.

Schedulare i commenti per rispondere sempre

Quattro momenti di 15 minuti, 3 momenti di 30 minuti: decidi tu. Ma quando rispondere ai commenti diventa un impegno serio non hai altra scelta.

E in questo flusso puoi inerire i commenti WordPress e quelli dei social perché ci sono anche le interazioni di Instagram, Facebook e Twitter da seguire.

Basta procrastinare, devi agire subito. A volte inserisco le risposte ai commenti nelle pause previste dalla tecnica Pomodoro (25 minuti di lavoro, 5 di pausa) ma in questo modo il lavoro assume dei ritmi davvero insostenibili.

Come rispondere a un commento sul tuo blog

Sembra facile rispondere a un commento. Ma ci sono dei dettagli che fanno la differenza, e che ti permettono di alimentare discussioni (o di limitare i danni).

  • Inizia con un saluto.
  • Usa lo stesso tone of voice che hai scelto per il blog.
  • Non attaccare mai il lettore senza motivo: usa sempre la diplomazia.
  • Usa i link per approfondire l’argomento.
  • Formatta, dividi in paragrafi, usa gli embedded.
  • Cerca di immedesimarti, di comprendere il suo punto di vista.
  • Pubblica una policy commenti.
  • Non cancellare i commenti scomodi: accettali.
  • Usa le tecniche di comment marketing.

Ultimo punto: educazione. Un commento volgare e offensivo può essere cancellato, ma un commento pungente deve essere trattato con la dovuta educazione.

Da leggere: come aumentare i commenti del blog

Devo sempre rispondere ai commenti del blog?

Rispondere ai commenti è una cosa buona. Ci sono situazioni che meritano una maggiore attenzione, e c’è sempre il limite umano che il lettore non può ignorare. Altrimenti si arriva all’estremo di Seth Godin che chiude definitivamente i commenti.

Rispondere a ogni commento per te è un dovere o un optional? Fai i salti mortali pur di rispondere? La tua opinione è importante. La mia risposta? Garantita (forse).

23 COMMENTI

  1. Il tempo va gestito. Io rispondo sempre, me lo sono imposto. Certo, se ricevo un semplice “Grazie per il post”, o simili, non c’è nulla da commentare, ovvio.

    Non accetto tutti i commenti. Ne ho accettati di scomodi, diciamo, ossia commenti che andavano contro le mie idee o critiche su quello che avevo scritto, ma erano commenti educati. Finora, in 3 anni di vita del mio blog, non ne ho approvati solo 2 o 3, ma erano quasi insulti, secondo me. E commenti del genere non ne voglio.

    • A questo punto credo che sia giusto sottolineare l’importanza della blog policy, e di una sezione dedicata esclusivamente ai commenti: cosa provoca la cancellazione del commento? Cosa devi fare per essere bannato? Ci sono parole e argomenti da evitare?

      In questo modo ti copri le spalle!

  2. Credo sia sempre difficile trovare il tempo per fare tutto al meglio. Ad esempio quando hai citato i social ho pensato al carico di lavoro che nasce semplicemente da loro. Tuttavia è un mezzo importante il commento, permette di creare un collegamento tra autore e lettore, eliminando quella distanza di ruolo che in maniera intrinseca nasce quando leggi un articolo di una persona che stimi.

    • Esatto Stefano.

      Ogni social comporta un lavoro extra. C’è sempre un fan da rispondere, un follower da soddisfare: a volte diventa veramente difficile. Io cerco di fare il massimo, ma ci sono anche delle priorità da rispettare.

  3. Come ti ha risposto Francesca Ungaro su Twitter, quando c’è un valore aggiunto bisogna rispondere. Io normalmente ho più facilità a rispondere da G+, e nel caso non occorra scrivere, comunque metto un +1 se il commento è contestuale all’argomento.

    Penso che qualche silenzio dovuto alla mancanza di tempo sia comprensibile ed accettabile, anche il lettore in questo caso è comprensivo. Diversamente accade quando la spocchia da Guru fa sì che la comunicazione sia unilaterale. La mia punizione? Smetto all’istante di seguire.

  4. Dal mio punto di vista, mi ritrovo a commentare solo i post o i micropost che apprezzo, che mi interessano, che mi portano un valore aggiunto. Spesso, quindi, desidero che si apra una discussione proprio perché interessato all’argomento. Cerco di evitare il commento, laddove riconosco poco interesse. Quindi, “rispondere ai commenti”, intendi:
    a) in modo schematico, valutando solo sintatticamente ciò che racchiude un commento, o b) preferisci valutare cosa si scrive in un commento e da qui desumere la risposta eventuale?
    Grazie.

    • Diciamo che le cose schematiche cerco di evitarle 🙂 Valuto il contenuto del commento e formulo una risposta collegata.

  5. Come dicevo su FB credo che il post e relativi commenti rappresentino una grande tavola dove amici e conoscenti son seduti e si discute su qualche tema particolare. La risposta deve essere data soprattutto da chi ha lanciato la discussione magari per aggiungere un punto di vista o precisare. Solitamente cerco sempre di rispondere anche perché, salvo alcuni casi, i commenti portano sempre un valore al mio articolo.

    • Ciao Sara,

      Certo, i commenti lasciano sempre qualcosa all’autore. Io credo che oggi sia proprio la sinergia tra autore e lettore a creare il vero contenuto.

      Hai avuto qualche difficoltà? Hai perso di vista qualche commento?

  6. Credo che in linea generale bisognerebbe cercare di muoversi verso l’ideale del rispondere praticamente a ogni commento, anche se mi rendo conto che quando un blog può vantare un certo numero di articoli, di visite e quindi, di commenti, la cosa come dici tu non diventa facile.

    È chiaro che la nostra attenzione deve partire da quelli a) che aggiungono valore b) che muovono critiche costruttive ma anche e soprattutto ovviamente a c) critiche infondate o insulti che dall’esterno potrebbero essere male interpretati (sempre che non si scelga di non accettarli alla radice). Però tenderei a provare rispondere realmente a quante più persone, anche se il contributo è minimo. D’altra parte loro hanno perso del tempo per dire la loro.

    Quindi sì, tendenzialmente cercherei di organizzare il mio tempo e di dedicarne una parte specificatamente alla risposta dei commenti 😉

    • Ciao Daniele,

      Vale lo stesso anche per le risposte prive di senso? Voglio dire: “rispondere realmente a quante più persone, anche se il contributo è minimo”. Un commento minimo porta a una risposta misera.

      C’è un limite, secondo te, da non superare?

      • Distinguerei però “senza senso” da “minimo”.

        Se “minimo”, nel senso che si tratta, non lo so, di un semplice apprezzamento per l’articolo o di qualsiasi altra cosa, merita come dici tu una risposta altrettanto minima (non so se “misera” avesse connotazione negativa 😉 ) ma comunque la merita a mio modo di vedere: può essere un semplice “grazie” o qualsiasi altra cosa.

        Se “senza senso” si può anche pensare di tralasciare (sempre che non sia un senza senso di chi sta facendo un ragionamento giusto partendo da presupposti sbagliati, in quel caso proverei comunque a dire la mia).

        Ovviamente, ripeto, mi rendo conto che però è davvero un bel casino se si ha una mole non indifferente di commenti e di interazioni. Insomma…è un casino 🙂

  7. Ciao Riccardo,
    ho già partecipato a questa discussione sia su facebook che su twitter e praticamente il mio pensiero lo conosci: io penso che sia giusto organizzarsi per trovare il tempo di rispondere ai commenti.
    Certi non necessariamente a tutti ma di sicuro almeno a chi muove critiche, valutazioni che aprono discussioni costruttive, a chi fa una domanda diretta.
    Sono una persona che si stanca in fretta, le persone in generale si stufano di aspettare, e quindi quando dopo diversi commenti (ritengo di non scrivere fesserie in gran parte dei commenti) a cui non ottengo alcuna risposta me ne vado.
    Esistono tantissimi blog che trattano gli stessi argomenti e per emergere, per fare la differenza, penso che sia importante anche l’atteggiamento del blogger nei confronti dei suoi lettori.
    Se mi fai sentire partecipe del tuo blog io rimango e continuo a commentare.
    Se ti atteggi e non rispondi mai ne cercherò un altro che tratterà il tuo stesso argomento.
    Si parla tanto di comunicazione a 2 vie ma troppo spesso vedo solo pontificare. Per fortuna non è il tuo caso!

    • Quello che dici è giusto, Francesca: a fare la differenza sono anche i commenti. Posso trattare gli stessi argomenti di un altro blog, ma a parità di contenuti riesco a intrattenere i lettori con una conversazione brillante. E riesco a rilanciare sempre la discussione.

      Mi piace, è un buon punto di vista.

  8. Concordo anch’io con quanto dice Francesca. L’atteggiamento del blogger è molto importante, atteggiamento che, tra l’altro, ha cambiato (e sta cambiando) anche la figura stessa del blogger che non viene più visto come secondario rispetto a un giornalista ma si affianca allo stesso dando (talvolta) informazioni più complete (ok, ma qui ora sto andando fuori tema…). E poi mi piace anche la tua affermazione, Riccardo quando dici che il vero contenuto è fatto da blogger e lettori. Credo che sia una frase molto bella che contiene molte sfumature e tutte positive.

    Ora che mi ci hai fatto pensare in un paio d’occasioni (e non ricordo più per quale motivo) non ho risposto ai commenti. Una di queste persone infatti non è più tornata (o almeno non ha più commentato). Questa cosa mi è dispiaciuta e non perché manca un clic al mio blog ma perché manca un lettore e quindi una persona che contribuisce al suo stesso esistere.

  9. Ciao Riccardo, nel caso di commenti polemici con fini politici, che esulano dall’argomento del blog, come consigli di rispondere? Grazie

  10. Sì è contestualizzato, l’articolo parla di storia e arte, quindi il riferimento politico indica più una nostalgia dei tempi passati ma con riferimenti al presente; in generale chiedevo come si risponde in questi casi per non entrare nel merito del pensiero politico personale?

    • Diciamo che non è facile, ma basta mettere le mani avanti e rispondere sostenendo sempre il rispetto per le opinioni altrui.

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