Sei una persona iraconda? Sei facile preda della rabbia? Ti inalberi per niente?

Forse il web non fa al caso tuo. Tra Facebook, Twitter, Google + e forum il contrasto è sempre in agguato. C’è sempre chi vuole attaccare il tuo operato senza motivo, e questo ti dà fastidio.

litigare blog
Robert de Niro, Taxi Driver – 1976

Talmente fastidio che ti trasformi in un troll seriale. Per sfuriare la frustrazione e la pressione lasci anche tu un messaggio minato. Una critica feroce. Ci prendi gusto, assapori il piacere della rissa.

Alt, stop. Non è questo il web che ci piace, vero? Ecco 10 buoni motivi per non litigare online (se possibile anche offline).

  • Nella maggior parte dei casi tutto nasce da un malinteso: non hai capito cosa vuol dire la persona che stai leggendo, l’autore ha usato parole eccessive e toni sballati. Perché rovinare tutto per un semplice malinteso. Soluzione: prima di attaccare a testa bassa chiedi spiegazioni.
  • L’invidia non ti fa onore, lasciala alle persone grette. Soluzione: concentra le tue energie per migliorare, per fare di più e meglio. Preferisci creare qualcosa di magnifico o passare la vita a invidiare una vita che non ti appartiene? Io dico la prima opzione.
  • Probabilmente stai attaccando quella persona perché riassume uno stereotipo che non riesci a evitare: questa scorciatoia del cervello (esatto, lo stereotipo è questo) ti impedisce di valutare l’operato della persona e ti costringe a criticarla. Soluzione: attacca la spina del cervello e conta fino a 100. Nel frattempo pensa.
  • Non sai chi si nasconde dietro quella persona. Il web è piccolo, tremendamente piccolo, e quel nome sconosciuto potrebbe essere un cliente, il futuro datore di lavoro, un amico che potrebbe risolvere un problema. Soluzione: ti ho già detto di contare fino a 100? Bene, rifallo.
  • Forse quella persona non sta parlando di te in quel momento. Forse quello status non riguarda te, quel tweet non si riferisce alla tua attività. Rilassati. Forse il mondo non ruota intorno a te. Soluzione: se credi che quella frase sia rivolta a te (cioè, se ci sono reali motivi per crederlo) chiedi spiegazioni. Con calma ed educazione. Altrimenti passa avanti e buona vita.
  • Quella persona con la quale stai litigando da 2 ore forse non esiste, forse è solo un troll che si diverte alle tue spalle e cerca di farti perdere le staffe. Ci sta riuscendo? Io dico di sì. Soluzione: ignora le discussioni che ruotano intorno al nulla. Sul serio. Non ti daranno niente.
  • Non puoi litigare con un blogger solo perché non risponde alla tua email chilometrica: nel tuo messaggio hai chiesto consulenze per centinaia di euro, e hai camuffato il tutto come “una piccola cortesia”. Soluzione: un piacere non si nega a nessuno. A patto che sappia aspettare e capisca qual è la differenza tra cortesia e fregatura.
  • Sarà impossibile ricucire i rapporti. Già è difficile farlo quando sei faccia a faccia con le persone, figurati quando la comunicazione si articola via chat o Skype. Soluzione: calma, non reagire alle provocazioni, manda un messaggio in privato e metti in chiaro le tue intenzioni pacifiche.
  • Credi che sia il caso litigare con qualcuno solo perché vuoi a tutti i costi apparire il primo della classe e spiattellare in pubblica piazza quell’errore di battitura? Ricorda che oggi ha sbagliato l’altro, domani sbaglierai tu. Soluzione: un errore può essere anche segnalato in chat.
  • C’è critica costruttiva e critica negativa. C’è anche l’opinione. Spesso sui social litighiamo solo perché non riusciamo a distinguere tra queste sfaccettature: ogni intervento che non sia una lode ti sembra una critica distruttiva, un attacco. Soluzione: valuta bene le parole e ricorda che tutti possono sbagliare. Anche tu.

Questa non è una guida per diventare il perfetto paraculo. Non voglio che passi un messaggio sbagliato: non devi essere falso/a perché non è questo lo stile giusto per affrontare il social web.

No. Il mio messaggio è questo: leggi prima di attaccare. Parla prima di gridare. Discuti con le persone prima di offenderle con commenti sguaiati e senza senso, trovati un hobby o qualcosa di meglio da fare e smettila di lasciare commenti anonimi e con email false.

[Tweet “Credi di risolvere i tuoi problemi online con la rabbia? Con gli insulti e i messaggi anonimi?”]

Ben vengano le critiche costruttive. Le critiche fanno crescere, così come fanno crescere le opinioni e i punti di vista differenti. Ma smettila di fare risse digitali. Sbaglio? Sei d’accordo?

10 COMMENTI

  1. Mi trovi d’accordo su tutto. Mi permetto di aggiungere un consiglio in più:
    Non abbiate paura di chiedere scusa. Se ci rendiamo conto di aver esagerato o che il nostro intervento era davvero ambiguo, scusarsi è un buon modo per abbassare i toni e dimostrare all’interlocutore la nostra volontà di dialogare civilmente.

    Dico una cavolata secondo te, Riccardo?

  2. IMHO chiedere scusa non è affatto un male, ammettere di aver fatto una cappellata è meglio che cercare di coprire con la carta velina uno sbratto sul muro.

    La vera difficoltà fra quelle elencate è riuscire a gestire i soliti affamati di consigli, perché sono veramente i peggiori. Aiutare si, dare un braccio fino all’altra spalla, mica sono un samaritano.

  3. A volte capita che qualcuno mi critichi sul blog in maniera “anonima”, quindi aggiungo un buon motivo per non litigare in giro: quando lasci commenti non sei anonimo, hai un indirizzo ip e “sgamarti” non è così complicato. E quello che scrivi rimane scolpito sulla pietra, anche se cambi idea.

  4. Ciao Riccardo,
    litigare on-line crea spesso malintesi come dici tu appunto. Il tone of voice spesso viene frainteso e mentre tu pensavi fosse chiaro che stavi scherzando l’altra persona potrebbe invece leggerlo come un attacco, un affronto.
    Pirandello insegna in “Uno, Nessuno, Centomila” che dietro alla lettura di un messaggio ci sono i sentimenti, lo stato d’animo e il vissuto dell’altra persona che la porterà ad una sua soggettiva interpretazione di quanto hai scritto.
    Tu sei sicuro di aver detto A mentre l’altro capisce B e dà lì parte una discussione che potrebbe essere infinita e irrisolvibile.
    Io non solo conto fino a 100 ma fino a 1000. Sono una persona passionale e istintiva ma ho imparato negli anni a riflettere e a provare a immedesimarmi nell’altra persona. Non sempre ci riesco e a volte faccio degli errori, quando è così cerco di rimediare e di farmi capire. Se necessario chiedo anche scusa: non siamo Fonzie e riusciamo a pronunciare la parola “Scusa”.
    Sul fatto che spesso le persone leggano ciò che hai scritto come se fosse proprio riferito a loro è un problema che ho già affrontato in passato e a cui ho dedicato anche un articolo dal titolo “Ogni post su Facebook pensi sia riferito a te? Forse hai la coda di paglia. #SMM”
    Già perchè spesso sono le altre persone ad utilizzare il mezzo con questo secondo fine: mandarti un messaggio senza però fare nome e cognome e quindi nascondendosi dietro a un dito.
    Se qualcuno dei miei contatti utilizza questo metodo beh con me casca male perchè non li leggo mai come riferiti a me ma piuttosto come stati personali che potrebbero avere migliaia di spiegazioni.
    Dovessi mai avere un dubbio cmq contatterei la persona in privato e farei chiarezza.
    E per le persone che vogliono fare le “maestrine” (al femminile solo perchè suona meglio)? Sbagliamo tutti, ma proprio tutti inutile pensare non sia così, se sei poco corretto riceverai lo stesso trattamento prima o poi.
    Quindi esistono mail, chat, etc… evitiamo di voler per forza fare gli sboroni o i so tutto io, evitiamo di metterci da soli con le spalle al muro.
    Bel post e ottime riflessioni!

    • Ecco, riceverai lo stesso trattamento. Perché cadere vittima della rabbia e dell’invidia? Credi che aggiungere un nuovo nemico ti faccia onore o ti aiuti a superare i problemi? No, ne avrai altri.

      Hai fatto bene a ricordare il tuo articolo. Lo link qui http://www.rudybandiera.com/postare-sui-social-0607.html

      • Riccardo grazie per il link all’articolo 🙂
        Farsi dei nemici non serve a nulla se non a creare ancora più invidia di quella che già pervade gli animi.
        Mi chiedo a cosa serva ma c’è qualcuno che ci campa su questo ed è libero di scegliere la sua strada da percorrere purchè rispetti me e le mie scelte.
        Ecco il rispetto lo metterei sul podio!

  5. Raramente lascio commenti “negativi” nei blog altrui e se un post mi trova in totale disaccordo semplicemente emigro verso altri siti. Ma se invece il post mi piace, stimo chi l’ha scritto e trovo qualcosa che per me “non quadra” lo faccio presente in modo educato e sottolineando che è solo il mio modesto parere.
    E sai cosa ho scoperto poi riparlandone poi a quattr’occhi con i diretti interessati? Ci sono “rimasti male che ho lasciato un commento negativo proprio sul loro blog; potevo scriverglielo privatamente” …
    Per carità, forse il discorso non fa una piega! Ma allora mi chiedo: scriviamo solo per essere lodati e incensare il nostro enorme IO? O per avviare una conversazione con chi ci legge?
    Amo la diversità in tutte le sue forme, soprattutto in quella di pensiero, e vedo il blog e i social come uno strumento che mi permette di confrontarmi con persone che non conosco e che, sotto passioni comuni, hanno idee diverse dalle mie. Perchè non sfruttarli dunque per questi fini? Mantenendo i toni e i modi sempre entro i confini della civile convivenza, ovviamente …

  6. Io ho litigato più volte online a causa del mio carattere a che era spesso irascibile. La cosa ha compromesso alcune mie relazioni professionali e di amicizia. Purtroppo non riuscivo a liberarmi dal mio modo di fare. Per fortuna soprattutto un’amica con tanta pazienza e dolcezza mi ha fatto notare le mie esasperazioni. Ho iniziato a capire che potevo cambiare. Per caso mi è capitato sotto le mani L’arte di non adirarsi di Seneca che mi ha fatto capire perché e come stare lontano dall’ira. Pian piano ho modificato le mie abitudini e ora mi arrabbio molto di meno, anzi mi capita di rado ora e quando succede so uscirne presto fuori e senza danni. E invece che improntare i miei rapporti sulla critica e sui toni aspri, come facevo prima, ho iniziato a costruirli e coltivarli su diverse e migliori basi grazie ad un’altra lettura che sto facendo con grande calma e profitto in questo periodo: Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie. Un terzo libro che mi ha aiutato tanto è L’umanità dell’internet di Giancarlo Livraghi. Buone letture a tutti allora, spero di esservi stato utile con questa mini-bibliografia 😉

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