Conosci i benefici che il tuo brand può ottenere grazie al blogging e ti sei finalmente convinto/a che è giunta l’ora di avere un tuo blog.

Ricorda però che l’improvvisazione non è amica del successo. Hai letto e riletto i consigli dei professionisti del settore e solo per questo credi di poter avere un blog autorevole?

blog professionista
Sei un blogger professionista? – Flickr

Sbagli! Non si diventa blogger per scienza infusa, ci vuole esperienza. Il blog che stai leggendo ti ha appassionato al punto da tale da spingerti a non perdere un solo post e ambisci ad avere lo stesso risultato con il tuo.

Ti vedo, stai annuendo. Sai cosa ti dico? Affidati al professionista. E sono anche in grado di svelarti il perché del suo valore aggiunto:

  • Ha fatto delle parole un’arte: durante la sua carriera ha sviluppato la capacità nella scelta delle parole perfette per raggiungere il lettore. Quella combinazione magica che ti tiene incollato fino all’ultima riga del post.
  • Sceglie sempre il Tone Of Voice adeguato: studia il brand, l’audience, i competitor e grazie all’esperienza maturata è in grado di decidere con quale tono scrivere sia gli articoli che i commenti.
  • Si dedica al tuo blog con puntualità: è il suo core business e il tuo blog sarà anche la sua casa, quindi se ne prenderà cura. Hai una risorsa interamente dedicata a questa attività, essendo la sua fonte di guadagno.
  • Dona autorevolezza al tuo Brand: se hai scelto il professionista riconosciuto come competente le persone leggeranno il tuo blog già sicure di trovare informazioni interessanti e una persona aperta al confronto.
  • Ti propone un piano editoriale WOW: vuole conquistarti e dimostrarti la sua professionalità e ti stupisce con un piano editoriale perfetto per comunicare i valori del tuo Brand. Si è documentato, ha scandagliato il tuo sito web, la tua gestione social, approfondito la comunicazione dei tuoi competitor. Ha scoperto cosa può interessare ai tuoi potenziali lettori. Si confronta con te con un dialogo costruttivo: la tua soddisfazione è la sua!
  • Situazione di crisi? È pronto a gestirla: prima ancora di iniziare a scrivere gli articoli ti propone un piano di “Crisis Management” così da poter essere preparato in caso di attacchi o difficoltà.

Che faccio continuo o sei già convinto? Ok, metto a confronto i punti di cui sopra con una gestione improvvisata, magari tramite una risorsa interna che deve già dedicarsi ad altre attività:

  • La scrittura è accademica: nel migliore dei casi hai scelto un collaboratore che almeno scrive correttamente in Italiano, nel peggiore il testo sarà pieno di errori grammaticali e refusi che lo renderanno illeggibile. È veramente in grado di scegliere terminologie e stile più appropriati per il tuo Brand?
  • Tone of voice, di cosa si tratta?: l’improvvisatore non sa di cosa stiamo parlando, è quella persona che scrive di pancia e spesso in maniera diversa. Crea confusione agli occhi di chi legge che si chiede se si trova davanti a Dott. Jekyl e Mr. Hyde.
  • Rimanda a domani ciò che può fare oggi: la persona del tuo team deve gestire altre attività che spesso hanno carattere di urgenza ed ecco che così il blog viene messo in secondo piano. Se risponderà con qualche giorno di ritardo cosa potrebbe mai succedere? Anche se qualche volta non risponderà chi se ne accorgerà?

Te lo dico io: il lettore che si stancherà e scapperà dal tuo blog.

  • Nessun aumento di autorevolezza, chi lo conosce?: sai anche tu che le persone sono diffidenti e per superare questo scoglio ci vuole sempre tanto tempo. Se il blog è seguito da una persona sconosciuta l’attesa potrebbe sembrarti interminabile.
  • Argomenti a caso senza un filo logico: non prepara un piano editoriale e non mette in scadenza le uscite. Il risultato è un mix di articoli improvvisati senza un file rouge che li leghi.
  • Crisi, si salvi chi può: si presenta il momento in cui sul tuo blog qualcuno posta un commento negativo o offensivo ed ecco che scende il gelo. Non sa come affrontare la questione né tanto meno ha mai pensato che potesse accadere.

Ti ho raccontato una situazione catastrofica, lo so, ma che non è poi così lontana da una possibile realtà. Infatti, personalmente mi è capitato di imbattermi in blog dalla gestione casereccia e improvvisata e di essere scappata a gambe levate subito dopo.

Ecco perché quando ho proposto il blog ad un mio cliente ho puntato i piedi anche sulla scelta di un vero professionista per la sua gestione.

Ho chiesto al cliente di documentarsi seguendo il blog in questione, ho fornito informazioni dettagliate sulle competenze e sul portfolio del blogger scelto, ho fatto da ponte per il loro collegamento social e poi li ho fatti conoscere.

Il risultato?

Durante il primo incontro io ero tranquilla e il cliente è stato conquistato dalla proposta mirata, dalla cordialità e dalla disponibilità al confronto per il raggiungimento del fine comune: un blog di qualità!

successo

Non avevo dubbi del risultato di questo primo incontro perché ero certa del professionista che stavo proponendo: lui che con il suo blog è diventato il mio appuntamento quotidiano e che mi conquista ogni giorni con i suoi post.

Non ho improvvisato, sono andata sul sicuro! Ecco perché dico: blog sì ma senza improvvisazione.

Tu, scegli il professionista? Lascia un commento.

29 COMMENTI

  1. Sono d’accordo ragazzi e voglio essere sincero con voi.
    Proprio venerdì scorso ero fuori a cena con amici ed uno di questi mi ha chiesto “Ma sei anche blogger adesso? Ogni tanto leggo quello che scrivi” …ed io “Massè, io scrivo per consigliare solo a principianti (più principianti di me 🙂 ovviamente!) ed approfondisco le novità che ogni tanto esordiscono sui vari social. Essere #blogger è veramente un altro mestiere!”

    Questo per dire che: se dovessi propormi come blogger non lo farei mai, non ne ho l’esperienza ne le capacità, al momento, quindi rischierei di bruciarmi e di bruciare un probabile lavoro in fase di acquisizione. Andrei sul sicuro e mi affiderei certamente ad un professionista. Uno come Riccardo appunto!

    • Ti ringrazio per la fiducia, Alessandro.

      Ti dico: a un certo punto bisogna anche iniziare con dei clienti veri. Tutti siamo stati principianti, quindi non bisogna – secondo me – estendere troppo il pensiero “non son degno di questo lavoro”.

      Ci sono specialisti e ci sono principianti. Entrambi hanno diritto a lavorare: se si rispettano le regole (no ai lavori sottopagati) tutti vivono felici e contenti.

      Non credi?

      • Ciao Alessandro,
        grazie per il commento e io confermo che Riccardo è un vero professionista.
        Io scrivo per passione ma col tempo e l’impegno sto affinando la tecnica.
        Dovendo però offrire un servizio di qualità al mio cliente e volendo avere un blog che apporti valore aggiunto all’azienda ho preferito far seguire il progetto da un professionista.
        Sono sicura che con il tempo verrò ripagata da questa scelta e avrò soddisfatto l’esigenza del cliente: concordi?

        • Sì, prima di tutto la soddisfazione del cliente! Poi, la nostra (soddisfazione), arriverà di conseguenza.

          Anche io sto approfondendo molto il campo #copy, infatti sto leggendo molti libri a riguardo e ho avuto anche la possibilità (e fortuna) di entrare a far parte de La Stampa Academy!
          Per me, che sono soli pochi mesi che scrivo, è già un bel traguardo aver passato le selezioni…soprattutto se si considera che non sono neanche giornalista!!

      • Assolutamente sì ed ho anche l’umiltà di dire, non solo davanti ad un cliente, che al momento io sono un principiante, parlando di professione #blogger ovviamente.
        Probabilmente dovrei anche credere un pò più in me stesso…si nota così tanto?! 🙂

        Comunque ri-confermo che mi affiderei ad un professionista, per una tipologia di lavoro come quella specificata da Francesca.

        Ciao ragazzi!

        • Certo che devi credere in te stesso. Tu devi credere in quello che fai, nelle tue forze, nella tua capacità di dare qualcosa in più. Qualcosa di tuo. Posso darti qualche consiglio?

          – Fai esperienza con il tuo blog.
          – Lavora sul brand, ogni giorno.
          – Cura i dettagli.
          – Presentati bene: l’eleganza e l’educazione contano.
          – Studia. Tanto. Ogni giorno.
          – Mettici la faccia. Anche quando sbagli.
          – Non farti nemici.

          Il più importante? Lo studio. Devi sempre migliorare, sempre.

  2. Complimenti, Francesca! Che dire, sono d’accordissimo e ti ringrazio perché è un altro articolo interessante, utile, con spunti di riflessione per tutti, blogger e non. Ogni giorno ricevo da te e da Riccardo esempi di persone che compiono scelte e percorsi di grande professionalità. Aggiungo: è vero, essere blogger è un altro mestiere rispetto a quello di giornalista, per esempio. E penso ai tanti colleghi che ancora guardano il web, la comunicazione digitale, i webwriter e i blogger dall’alto in basso. Non sanno cosa perdono. E perdono davvero molto, soprattutto a livello umano.

    • Ciao Gloria, benvenuta nei commenti 🙂
      Il web, in tutte le sue forme, se usato nella maniera corretta è un mezzo potentissimo. Chi lo guarda ancora con sfiducia potrebbe non rimanere al passo con i tempi.
      I blog infatti sono un’importante risorsa di informazione e confronto, anche a livello umano. Io li ho scoperti tardi ma ora non ne posso più fare a meno.
      Ho ancora tanto da imparare ma so che ci sono tutti i mezzi per poterlo fare.

  3. «Ma dai, che ci vuole a scrivere, ho imparato in prima elementare!»
    «Tutti questi soldi per fare una cosa che fa anche mio nipote GRATIS!?»
    «Un commento negativo! Lo cancello subito!»

    Questa è la strada giusta per rovinarsi la reputazione, ma nessuno pare comprenderlo. Serve più alfabetizzazione e questo post, che condivido, è un ottimo punto di partenza. Complimenti a Francesca! 😀

    • Ciao Mario,
      so che capita spesso di sentirsi rispondere così ma sai qual è il compito del professionista? Far capire al cliente il proprio valore aggiunto.
      Magari a volte non è facile ma abbiamo tutti gli strumenti per farlo e magari anche i post che troviamo sui blog possono aiutarci in questo.
      Ti è capitato di far leggere degli articoli ai tuoi clienti?
      Ne hai trovato beneficio?

  4. Complimenti Francesca!
    Vere e proprie perle di saggezza che speriamo entrino nel quotidiano e diventino delle abitudini di vita.
    Mi auguro che almeno in questo campo non entrino le figure del cugggino e del nipote che ci tormentano su altri versanti web 😉

    E concordo anche con Alessandro: fare il #blogger è un vero e proprio mestiere, per niente facile, molto impegnativo ma capace di grandi soddisfazioni! ^_^

    • Ciao Cinzia,
      il cugino del cugino è sempre dietro l’angolo ma poi sappiamo che nel momento in cui il cliente non ottiene risultati si rivolge al professionista.
      Il vero blogger è quello che sperimentando, studiando, osando si è costruito una reputazione degna di questo nome.
      Io non lo sono ancora ed ecco che di fronte all’esigenza di un cliente chiedo supporto al professionista (con un unico core business all’attivo)
      Scelgo così anche gli altri partner della mia agenzia perchè non credo nel “one business man”
      Dal mio punto di vista saprà fare di tutto un po’ ma non penso tutto al top.
      Sei anche tu di questa idea?

  5. Brava Francesca!

    Questo post potrebbe essere un piccolo manifesto da mostrare al cliente dubbioso che pensa di poter affidare la gestione del proprio blog al cugino o al nipote 😉

    Come ti ho detto di recente, la speranza è che ognuno di questi messaggi contribuisca a sensibilizzare, o meglio, istruire chi di dovere. Oggi, secondo me, tu ci sei riuscita alla grande 😉

    A Riccardo dico solo complimenti per la scelta, ma mi rendo conto che con Francesca si andasse sul sicuro!

    • Ciao Daniele,
      grazie, mi emozioni!
      Io uso i post dei blog che seguo per informare e formare il cliente, sono un ottimo strumento per mostrare potenzialità ed eventuali limiti di una determinata scelta.
      Il cliente non può essere aggiornato su tutto e ha bisogno di materiale per convincersi che la proposta possa dare effettivamente buoni frutti.
      Pensi che sia un’opzione?
      Useresti anche tu dei post, come questo ad esempio, per aiutare il cliente ad entrare in un mondo a lui sconosciuto?

  6. Fare il blogger, come il grafico, il copywriter, il social manager etc… è un mestiere che richiede competenza, talento e professionalità (oltre ad un pochino di esperienza, come tutto). Una cosa è gestirsi un blog personale, come il mio, da cui si possono trarre anche notevoli soddisfazioni trattando del proprio lavoro, ma una cosa professionale, con obiettivi commerciali è un altro mondo e se non ci si affida a seri professionisti diventa un boomerang. Brava Fra, un articolo splendido! Ma si sa: per Riccardo scrivono solo i fuoriclasse.

    • Troppo gentile, eh!

      Bisogna saper scrivere, certo. Ba bisogna anche capire le esigenze, le persone, i bisogni. C’è bisogno di un lavoro di empatia. Ecco, lo scrivo qui. Se vuoi approfondire ecco il link https://www.mysocialweb.it/2013/03/05/empatia/

  7. Stavo cenando (da solo, questa sera) e mi è venuta in mente la domanda che mi ha rivolto Francesca questa mattina: “hai già letto l’articolo su mysocialweb..?”
    Ho aperto il tablet e iniziato a leggere… Ora dovrò scaldare tutto di nuovo!

    Ma ne valeva la pena, per l’articolo e per gli articolati commenti, cito i punti di vista – sono anche i miei – di Gloria, Cinzia, Daniele, e mi viene in mente un punto, o forse IL PUNTO:
    Il momento magico in cui scocca la scintilla / colpo di fulmine, fra chi ha una esigenza e chi una proposta, ed entrambi ascoltano ed imparano, e quindi parlano con “spirito di verità” un solo linguaggio!
    Da questo momento tutti gli errori e il tempo (e i soldi) persi appartengono al passato, si procede spediti.

    Professionalità: paga sempre e comunque, cito una esperienza diretta, qualche anno fa.
    La cooperativa di pulizia dei nostri uffici chiese un appuntamento, per esporre i nuovi servizi che assicuravano ai clienti: glielo concessi subito, NON eravamo per nulla soddisfatti di quelli già in corso..
    La proposta? Un sito nuovo fiammante per 1.000 euro! SILENZIO.. pensavo.. VOCE ferma: “vedo che ha dei dubbi, per voi potremmo fare anche solo 700 euro!”
    OGGI quella ditta non fa nemmeno le pulizie, per noi.

    • Ciao Alberto,
      addirittura la cena riscaldata? Che onore 🙂
      Io penso che ogni persona abbia una particolare attitudine per una attività nello specifico e deve, lavorando sodo, portarla all’eccellenza.
      Io so gestire un evento, organizzarlo nei miei dettagli, portare i clienti a fare il passo per entrare nello stand ma per fare un sito web o aprire un blog mi affido a chi ne ha fatto la sua professione e offre qualità.
      Non posso prescindere da questo.
      Se domani andassi da un cliente e gli dicessi: “posso venire a rifarti l’impianto di aria condizionata” non sarei credibile.
      Per di più svendere un servizio di qualità non è mai una scelta che opto.
      Ciò che si può fare è studiare un progetto che sia dimensionato in base al budget a disposizione sempre in funzione di xxx obiettivi che si possono raggiungere.
      Se il negozio di periferia che vende pc mi dice che ha 10.000,00 € a disposizione e vuole vedere il suo brand di fianco a Apple ad esempio sarà mia premura fargli notare quali solo i limiti (anche di budget) per cui sarà impossibile arrivare a quei livelli.
      Con lo stesso budget però è possibile magari fare una serie di altre operazioni per ampliare il giro di affari.
      Insomma bisogna commisurare investimenti e obiettivi anche in base a ciò che si vuole raggiungere: concordi?

      • Francesca, questa è la tua affermazione: “bisogna commisurare investimenti e obiettivi anche in base a ciò che si vuole raggiungere”.
        Sono d’accordo, la disponibilità a spendere 1.000 € o 10.000 € NON può essere giudicata eccessiva o insufficiente se NON in rapporto agli obiettivi, nel tempo e nella quantità e nella QUALITA’, parametro – quest’ultimo – che facciamo fatica a valorizzare!

        Altra tua affermazione: “penso che ogni persona abbia una particolare attitudine per una attività nello specifico e deve, lavorando sodo, portarla all’eccellenza.”
        Ecco, questo è un punto, forse essenziale: se facciamo le cose “tanto per…” se non siamo convinti ed appassionati, se non pensiamo in modo strategico, ALLORA l’eccellenza è un tema di quelli che “nun ce ne potrebbe fregà de meno” (mi perdonino i signori romani o giù di li, per le storpiature).
        Se – invece – l’eccellenza (non la precisione o la perfezione, sono altra cosa..) è in testa ai nostri pensieri quotidiani allora la prospettiva è del tutto differente!
        Ma l’eccellenza va motivata, spiegata e condivisa, altrimenti è una battaglia solitaria e senza possibilità di successo, in un ecosistema complesso, com’è anche quello di una microimpresa!

  8. Non penso sia “un’opzione”, penso sia “l’opzione”!

    Spiegare è certamente importante, ma cosa esiste di meglio di un esempio pratico e reale di ciò che stai dicendo? Quindi assolutamente sì! Userei sicuramente più di un post come questo (Mysw è pieno) e userei ovviamente anche il tuo nello specifico 😉

    Tu avevi pensato e provato altre soluzioni altrettanto valide?

    • Un altro strumento di convincimento che uso sono le Case History dove posso mostrare i risultati e i post insieme ai commenti sono sicuramente un altro mezzo ottimo.
      Poi ovviamente la vera dimostrazione la farai sul campo.

  9. Ciao a tutti. Io non sono un professionista del Blogging. Tutto quello cheho fatto l’ho imparato da articoli come questo. Adesso, dopo 4 anni, è arrivato il momento di fare sul serio e quello che finora è stato solo un gioco dovrà diventare parte della mia idea imprenditoriale che fonda buona parte della sua realizzazione nel web. Leggo tutto quello che trovo ed ho acquistato numerosissimi libri su vari argomenti. Ho iniziato dal Personal Branding, poi ho iniziato a leggere manuali tecnici su WordPress e adesso sono sul Web/Content/Marketing. Presto parteciperò ad alcuni dei tantissimi seminari che persone come voi organizzano in giro per l’Italia o direttamente in rete.
    Una delle cose che però è già chiara nella mia mente, una conclusione a cui tutti voi mi hanno condotto per mano è che per fare le cose per bene le dovrò fare da solo. In tutti i libri che ho letto, in tutti i vostri articoli l’unico comune denominatore è quello che mi chiede di essere sincero e di creare una identità di brand quanto più vicina possibile alla realtà e trovare il modo di comunicarla esaltando le positività. La mia domanda quindi è questa: Cosa potete fare per me? Chi conosce meglio di me quel che voglio comunicare? Chi meglio di me può decidere qual’è il tono di voce che mi contraddistingue? Cosa può fare un content manager che non possa fare io dopo un corso di due giorni da Penna Montata o da Riccardo Scandellari? Cosa mi può dire più di quello che mi dice nei suoi tutorial Davide Oneglia? Perché mettere il mio blog nelle mani di uno sconosciuto? Vogliate perdonare il mio sfogo, la mia non vuole essere una polemica. E’ una richiesta di aiuto. Grazie.

  10. Ciao Annalinda,
    grazie per il tuo commento prima di tutto. Non è detto che tutte le persone abbiano bisogno di mettere il proprio brand in mano a qualcun altro. Nel tuo caso può essere che la scelta corretta sia quella di occupartene direttamente ma, appunto, in maniera professionale.
    Stai studiando, approfondendo, seguendo l’esempio di chi ha iniziato prima di te e cercando di fare il salto di qualità.
    Ciò che potrebbe essere utile è il confronto per capire se effettivamente sei sulla strada giusta. Confronto con chi questo percorso lo ha fatto prima e bene.
    Essere veri, nella propria unicità, paga sempre. Poi bisogna essere scaltri e sapersi muovere con strategia.
    Complimenti per la scelta di continuare a studiare ed approfondire, non potrà che portarti ad ottimi risultati.
    Spero che il mio commento sia esauriente, in caso contrario ti aspetto qui 🙂

    • Vuoi sapere cosa stavo facendo? Leggevo il tuo e.book. Molto bella la metafora tra la cura del brand e quella del rapporto di coppia. Complimenti. Non ho finito di leggerlo fino in fondo per via della tua risposta ma ho già un’altra domanda per te. Hai ragione quando dici che non possiamo fare tutto da soli e che occorre circondarsi di un team di cui possiamo fidarci ed imparare a delegare con fiducia. E’ certamente quello che proverò a fare. Quello che mi sgomenta però è il “vostro” mondo. Quello dei “professionisti” che dovrebbero aspirare alla mia fiducia (quella del cliente che chiede la consulenza). Mi sgomenta il fatto che ogni volta che provo a rivolgermi ad un professionista questo crede di parlare con un analfabeta e ammanta di oscurità e di pressapochismo quella che dovrà essere la sua “opera”. Non parliamo poi quando si tratta di parlare di costi. Sembra impossibile avere la certezza di sapere in anticipo quanto mi costerà la consulenza. Ti faccio un esempio: Ho iniziato da meno di 15 giorni ad interessarmi a WordPress ( il mio blof “sperimentale” è sviluppato con Blogger) ma ho già trovato il template che voglio usare. E’ lo stesso che hai usato tu per il sito della tua agenzia web: “Epik”. Io so quanto costa. So come svilupparlo, ho i contenuti (che devo necessariamente fornire io) eppure per una mia sicurezza personale volevo fosse sviluppato da un professionista. La cifra che mi è stata richiesta (2500€) è, a parer mio, del tutto immotivata. Io che sono un autodidatta ci metterei un paio di giorni a farlo come lo desidero. Perché è così difficile trovare qualcuno che si limiti a fare SOLO la parte di lavoro a cui io non arrivo da solo? Voglio dire, piattaforme come Blogger e WordPress consentono di realizzare i siti web senza conoscere il linguaggio html. Io vorrei SOLO qualcuno che corregga gli errori. Che veda quello che io nono vedo e che faccia , o mi suggerisca di fare quello che io non immagino nemmeno. Il guaio è che chiedono tutti cifre enormi per cose che so già fare da solo….

  11. Ciao, grazie per aver scaricato l’e-book e spero possa esserti utile.
    Per quanto riguarda me e quindi parlo a titolo personale, nei miei preventivi cerco di essere sempre chiara e limpida sin dall’inizio.
    Ciò che è fondamentale è aver ricevuto delle informazioni precise e anche essere stati in grado di ascoltare e comprendere. Può capitare che ci siano incomprensioni in una prima fase di preventivazione che poi con il dialogo dovrebbero (non ne ho l’assoluta certezza) chiarirsi e portare a un prezzo consono con richieste/aspettative/budget del cliente.
    Il mio sito ha cmq avuto bisogno di una mano esperta per prendere la forma attuale, sia sul codice che sul design.
    Uno degli obiettivi che devi fissare nella tua mente è di proporre qualità. Molti riescono con le proprie mani, altri devono rivolgersi all’esterno.

    • Grazie a te per la tua pazienza. Seguire il tuo consiglio è proprio quello che cerco di fare. Ma trovare l’interlocutore giusto e la giusta modalità di comunicazione sembra essere la parte più difficile di tutta l’opera. Sembra un mantra: Se lo sai fare da solo fattelo da solo, altrimenti lascia fare a chi sa fare ed accetta la parcella ad occhi chiusi. Quello che hai fatto tu è quello che vorrei fare io. Mi rendo perfettamente conto che l’opera di una mano esperta è indispensabile. Ma riesco anche a capire che spesso, troppo spesso, dietro la cortina di professionalità si celano, o si possono celare, individui capaci di venderti un template da 100€ a 2500€. Io vorrei solo onestà e la considerazione che merita chi non è proprio un analfabeta.

      • Ci mancherebbe, è un piacere.
        Se avessi bisogno del mio supporto sai dove trovarmi. Non esitare a mandare una mail dettagliata e vediamo se possiamo essere le persone giuste per te. Anche per l’ottimizzazione.
        Grazie

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