Il termine “enthusiast” può essere tradotto facilmente in italiano con una parola: fanatico. È un po’ forte. Ma prova a leggere questa definizione da una prospettiva positiva: c’è il fanatico dei prodotti Apple, il fanatico dei PC, il fanatico del mondo Android. Poi ci sono i fanatici del blogging.

blogging
Blogging? Lascia stare

Sono quelli che usano il blog per qualsiasi cosa: per curare l’emicrania, per conciliare il sonno, per correggere la balbuzie. Figurati, pensano di poter usare il blogging per aumentare le vendite.

Scherzi a parte, spesso mi dipingono come un blog enthusiast. Come un fanatico del blogging. Ma io sono il primo a ripetere come un mantra che il blogging non è per tutti. Ora ti spiego perché.

Tempo

Il blogging non fa al caso tuo se hai una percezione distorta del tempo, se non riesci ad accettare i ritmi del web: vuoi aprire un blog e governare la tua nicchia dopo una settimana? Stai sbagliando.

Vuoi inaugurare un blog e creare qualcosa che rimanga nella storia il giorno dopo grazie ai tuoi 10 visitatori (capitati sul blog per caso)? Mi dispiace deluderti ma non funziona in questo modo.

tempo
Tempo per fare blogging

Questo mondo è fatto di attese, di rincorse, di pause e di ripartenze. La strada non è disegnata, non è lineare: è tutta da scoprire. Per questo i tempi non sono possono essere definiti. Il successo può arrivare domani o, molto più probabilmente, tra 2 anni. O forse mai.

Valori

Il dato numerico è l’unico valore che conosci? Lascia stare il blogging. Ti prego. Fai altro. Dedicati alle landing page o all’email marketing, non lo so. Datti all’ippica. Ma lascia stare il blogging.

Di persone che guardano solo al numero di visite registrate da Google Analytics ne ho piene le tasche (solo le tasche, sì). Un blog ben fatto è un toccasana per il tuo brand, è un punto di riferimento per i tuoi clienti, è una sorpresa per chi non ti conosce e ti legge per la prima volta.

Tutto questo non si registra (solo) con i numeri. Ma fa bene alle vendite.

Conversazioni

Qui siamo alla base, ma è sempre giusto ricordare il perno del blogging.

Cambia strada se non hai voglia di parlare con i lettori, cerca nuovi lidi se credi che il blog sia solo il megafono aziendale per dare voce alle tue fantastiche offerte, ai tuoi lavori, ai tuoi prodotti e servizi.

Il blogging ti porterà prepotentemente verso lo scambio, il confronto, la critica, la conversazione. E sai cosa? Non puoi tirarti indietro. O meglio: lo puoi fare ma i risultati non saranno dei migliori.

Visione

La visione è tutto. Non puoi lavorare sul blogging se ignori completamente il resto. Non puoi lavorare sul blogging se credi che Facebook, Twitter, Google Plus siano ancelle minori.

Ricordo ancora certe idee che circolavano in passato: devono essere gli altri a parlare di te. Ma se i social rimangono delle semplici repliche del tuo feed rss sarà lo stesso blog a risentirne.

Critiche

Ok, punto dolente. Se non sei in grado di sostenere le critiche puoi anche abbandonare il mondo del blogging prima di iniziare. L’errore fa parte della tua attività: sbaglierai, e sbaglierai spesso.

E sarà il lettore a fartelo notare. No, non è piacevole ma è fisiologico. È normale. Succederà e tu dovrai accettare la critica in modo costruttivo. A patto che – ovviamente – la critica sia fondata e abbia delle basi solide, forti.

blogging conversazione

Blogging vuol dire fare conversazione, e nello scambio si trovano anche le critiche. Meglio affrontarle con la giusta carica (il primo capitolo di Keep Calm and Write è dedicato proprio a questo punto).

Ultimo punto

Gli investimenti. Vuoi fare blogging a costo zero, senza rinunciare al tempo e senza investire nelle risorse aziendali? Bene, posa la tastiera sulla scrivania e organizza una passeggiata tra i boschi.

Il mondo è pieno di gente che voleva fare blogging senza spesa, al grido di “metti un articolo ogni tanto, per smuovere un po’ la situazione, senza impegno”. E il web è pieno di relitti 2.0 che si muovono come zombie alla ricerca di un lettore da addentare.

Ecco, il blogging non è per tutti. Per te, invece?

Ultimo aggiornamento:

12 COMMENTI

  1. Vero. E sono convinto che il successo non possa arrivare il giorno dopo, ma dopo mesi.

    Riguardo alle visite ne ho sentiti parecchi anche io che si lamentano di averne poche, ma mi domando: che cosa state facendo per aumentarle?

    Oggi, purtroppo, con tutti i contenuti che girano, non è più possibile fare blogging alla vecchia maniere. Mi hai dato l’idea per un post, grazie 🙂

    • Guarda Daniele… ho una collezione da fare invidia di blog che volevano fare il botto partendo da zero. Pochi capiscono che è un processo lento, certosino. Può capitare il colpo di fortuna, ma all’inizio devi farti conoscere. Devi produrre contenuti utili, giorno dopo giorno.

  2. Ciao Riccardo, sono d’accordo con te su tutto. Proprio ieri, durante una riunione, mi è stato chiesto di specificare quanti utenti ho intenzione di (uso il termine letterale) “imbarcare” in un blog entro la fine dell’anno, in modo che, se l’obiettivo è raggiunto…va beh, è il mio lavoro.
    Se l’obiettivo non è raggiunto, si tagli subito il budget per la comunicazione e si risparmiano dei bei soldini (ma belli dove???!!!).
    Secondo te che ho risposto?

    • Non so, ti dico la mia risposta in casi simili: “non esistono risultati certi. Io non te li posso garantire”.

      Giusto?

  3. A proposito di blogging… volevo chiederti: ma un blog deve per forza essere legato a un prodotto, a un’azienda? Deve per forza essere il motore che spinga un marchio (tipo un hotel che ha un blog per incrementare le visite, oppure un freelance che scrive in un blog per promuovere i suoi servizi). Insomma, è sbagliata l’idea del blog fine a se stesso, magari con la possibilità di guadagno prospettata da pubblicità, affiliazioni e quant’altro?

  4. Eccomi qui, Ricky!
    Come ho già avuto modo di dirti ieri, durante la nostra chiacchierata a colpi di tweet, io sono un po’ fuori dai giochi. Nel senso che non ho mai pensato ad un blog inteso in questo senso, un senso commerciale -passami il termine-
    Sono un fan del blogging anche io, anzi forse dovrei dire un “fun”, perché per me l’imperativo sommo è il divertimento.
    Mi piace, comunque, questo mondo. Non ci perderei così tanto tempo dietro, altrimenti.
    Quanto a quel che dici, non posso che essere comunque d’accordo con te: serve tempo e passione, devi curare molti dettagli (anche se nel mio caso, svincolato da obblighi o lavoro, è tutto molto più free), non puoi pensare di fare il blog senza mirare alla comunicazione (che è, appunto, uno scambio di messaggio).
    Non è per tutti, è vero.

    Moz-

  5. Buon pomeriggio a tutti e in particolare (è il padrone di casa) a Riccardo.

    Piccola premessa: grazie Riccardo per i tuoi articoli (non tutti ovviamente) che divoro letteralmente segnadomi appunti quasi ogni giorno.

    Io a 48 anni ho dovuto inventarmi un lavoro e ho pescato tra le mie passioni e sono finito qui: blogger o bloggin, freelance, chiamatelo come volete.

    Lavoro duro, non facile, impegnativo, toglie ore di sonno ma chissenefrega è la mia passione e mi diverto un sacco a farlo!!

    I risultati arriveranno di sicuro, ne sono certo, ma nessuno me li regala. Qui c’è da sgobbare, c’è da studiare, c’è da leggere, c’è da formarsi, c’è da conoscere, conoscere e conoscere ancora.

    Fare bloggin o blogger e voler guadagnare significa lavorare duro e con inventiva.Tanta inventiva e originalità.

    Spulcio ogni giorno (dedico 1ora al giorno solo a quello) decine di blog perchè voglio capire, voglio imparare e se posso copio quello che mi ispira di più.

    Ma purtroppo ho notato una cosa che non mi piace: tanti, tantissimi blog TROPPO UGUALI!! Ma dovè la propria personalizzazione?!?

    Ok, ok io non sono nessuno perchè sono un pivello qui ma invece di riempire il blog di pubblicità tutte uguali, perchè non si usa di più la propria idea, la propria personalizzazione??

    Grazie ancora Riccardo per la tua ospitalità e per i tuoi articoli che tanto mi aiutano in questa mia nuova e faticosa avventura.

    Maurizio

    • Ciao Maurizio. Hai lasciato un’accusa bella tosta. Dato che non è buona educazione parlare male degli assenti parliamo di me: credi che il mio blog sia troppo uguale ad altri?

      • Buona sera Riccardo e buona sera a tutti

        Io credo che il tuo blog sia quello da prendere come esempio, da “modellare” , d altro canto i tuoi numeri parlano chiaro. Tu sei un pò il guru in questo momento….e non credo di esagerare.

        Quello che mi fa rabbia è che i blog, la maggior parte, sono tutti strutturati uguali. Le stesse “finestre” per facebook e twitter, i bottoni dei social, i tag ecc ecc.

        Decine di blog schematicamente uguali, pieni di pubblicità che tra l altro è sempre la stessa!!

        Oggi mi sembra di capire che bravi e meno bravi si stiano massificando, stiano seguendo una stessa strada come un gregge diretto verso la terra promessa che è il “guadagnare col blog”!!

        Io ci DEVO guadagnare con questa mia passione, ci devo mangiare tutti i giorni e per farlo ho deciso di seguire una strada un pò diversa. Come spesso dici tu. Punto una nicchia, la studio, la pedino, la conosco, mi ci confronto, mi specializzo e la attacco.

        Concentro tutte le energie verso un unico obiettivo. Non distolgo lo sguardo, sempre diretto verso la meta.

        È dura, durissima. Internet mi aiuta moltissimo, ma cerco di lavorare con la mia testa, con la mia formazione da auto-didatta.

        Guadagnare con i blog è una sfida eccitante, difficile ma molto adrenalinica. A patto però che si esca dal gregge. La mucca viola insegna.

        Grazie ancora Riccardo della tua ospitalità. È un onore per me poter scrivere qui.

        Maurizio

  6. Ciao Riccardo! 🙂
    Ho trovato particolarmente interessante un concetto che hai espresso: “Di persone che guardano solo al numero di visite registrate da Google Analytics ne ho piene le tasche (solo le tasche, sì). Un blog ben fatto è un toccasana per il tuo brand, è un punto di riferimento per i tuoi clienti, è una sorpresa per chi non ti conosce e ti legge per la prima volta. Tutto questo non si registra (solo) con i numeri. Ma fa bene alle vendite.”
    La questione è proprio questa! Il blog non è (solo) uno strumento per aumentare le vendite. E’ molto di più! E’ una strategia di branding e di comunicazione, è una risorsa preziosa per farsi conoscere, per mettersi in gioco, per dialogare con i clienti e intrattenere un rapporto con loro, è un mezzo (insieme ad altri) per costruire l’immagine di un brand e comunicarne l’identità.
    Sbaglio?

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