Questo articolo farà nascere una polemica. Spero di no ma il rischio c’è, la differenza tra contenuto di qualità e contenuto utile non è profonda. Ed è difficile spiegarla.

contenuti di qualità
Pronto? Che faccio? Contenuti di qualità o utili? – Fonte

Il 31 gennaio ho avuto la fortuna di ascoltare Luisa Carrada al C-Come organizzato da Pennamontata. Intervento magistrale, sul serio, senza falsi complimenti.

Il concetto di qualità sul web

Uno dei passaggi che ho apprezzato: la differenza tra contenuti di qualità e contenuti utili. In un primo momento sono rimasto sorpreso. Un contenuto di qualità è un contenuto ritenuto tale dal lettore proprio perché è utile al suo scopo, proprio perché soddisfa la sua ricerca. Tu dai qualcosa di utile, di fondamentale e decisivo. Così diventi autore di contenuti di qualità.

C’è una differenza sottile

Prendi come esempio l’articolo di un blog curato da un medico. Gli articoli saranno perfetti e affronteranno, molto probabilmente, gli argomenti attraverso una prospettiva enciclopedica. Qui c’è grande attenzione ai dettagli.

Sono contenuti di qualità, certo. Contenuti abbondanti scritti con cognizione di causa, con i giusti approfondimenti, con un linguaggio consono e i link alle risorse.

Le risorse giuste. Ecco, qui la qualità abbonda. Quante volte hai creato un articolo perfetto, l’hai pubblicato con l’intento di portare a casa valanghe di condivisioni (magari anche qualche backlink) e hai registrato solo un buco nell’acqua?

Per approfondire: come scrivere un’intervista

Pensa ai contenuti personali

Quante volte hai pubblicato una riflessione personale superando qualsiasi record? Ecco, questa è la differenza tra contenuto di qualità e contenuto utile.

Il secondo incontra le esigenze del lettore, ne legge i bisogni, riesce a rispondere a un’esigenza. Non è un contenuto perfetto ma piace. Funziona. È utile. Quindi viene commentato, condiviso e linkato. La soluzione si trova a portata di mano.

Contenuti: qualità Vs utilità

No, non è questa la visione giusta. Io sono d’accordo con chi non vede una contrapposizione tra queste categorie. La soluzione? Bisogna mediare.

Bisogna trovare una soluzione intermedia. La ricerca della qualità a tutti i costi non deve farti perdere di vista le necessità dei lettori (ti consiglio di leggere 5 Ways to Find Out What People Really Want From Your Blog), e viceversa: soddisfare i bisogni non significa abbandonare la qualità. E ignorare la grammatica e la sintassi.

Non solo utilità nella scrittura

I crimini verso la buona scrittura sono stati giustificati da chi dice: “ok, ma io punto ai contenuti utili”. Certo, i contenuti utili sono interessanti. Ma quando sono scritti bene diventano speciali. Diventano un riferimento, una luce guida per tutti.

La soluzione è questa. Non solo contenuti utili, non solo contenuti di qualità ma contenuti speciali. Lo dico ancora una volta: pubblicare contenuti di qualità non basta!

Da leggere: come scrivere un articolo di giornale

La tua opinione sui contenuti

 Secondo te, invece, qual è la ricetta giusta? Meglio i contenuti utili o di qualità? Lascia la tua opinione nei commenti. Affrontiamo insieme questo tema importante.

14 COMMENTI

  1. Tutto molto vero. A mio modo di vedere non si può fare solo “qualità” o solo “utilità”: sono due lati diversi della comunicazione.
    Il contenuto di qualità, dal mio punto di vista, è molto didascalico. Perfino quasi didattico. Va bene sul medio lungo periodo, quando poi qualcuno fa una ricerca in rete e trova, più o meno condensato, più o meno confezionato, un pacchetto di informazioni pronte e digerite. Ha uno zoccolo duro di persone (poche) che lo seguono e fa un po’ “aula”.
    Il contenuto utile – o meglio, speciale – nella mia esperienza è più improvvisato: un lampo che tende ad essere una specie di “insight”, di vista nuova su di un argomento che però esaurisce velocemente la sua novità. Volendo cavalcarla, poi, vanno fatti post di qualità (vedi prima).

    • Ciao Michele,

      Il punto fondamentale: non pensare che i concetti personali di qualità e utilità siano quelli che andranno a scardinare l’interesse dei lettori. Questo è un punto fondamentale per me: un punto imprescindibile.

  2. Il contenuto utile non lo è se non è anche qualitativamente fatto bene. IMHO un contenuto utile perde la sua dimensione estemporanea quando, sostenuto dalla ricerca, diventa una sorta di enciclopedia del sapere. Un contenuto utile è un contenuto che richiama fonti, che analizza, che specific, che approfondisce e quindi è anche un contenuto di qualità…

  3. Un contenuto di qualità può essere anche del tutto inutile. Ricordate la prefazione di “The picture of Dorian Gray” di Oscar Wilde? “Possiamo perdonare a un uomo per aver fatto una cosa utile fintanto che non l’ammira. L’unica scusa per aver fatto una cosa inutile è di ammirarla intensamente.” ed anche: “Tutta l’arte è completamente inutile.” Posso leggere per ore pagine del mio romanzo preferito, o leggere articoli di qualità da vari blog senza che in questi contenuti ci sia la benché minima traccia di utilità. Non che questo sminuisca tali scritti o il loro autore, anzi. I contenuti utili sono invece quelli che ci permettono, dopo averli letti, di poter svolgere una determinata azione, dopo aver appunto appreso una nuova nozione. Meglio contenuti di qualità o utili? dipende dalla circostanza e non sempre le due cose sono necessariamente distinte.

    • Non sempre sono necessariamente distinte, certo. Meglio trovare la sintesi. Ma la sintesi che piace al lettore.

  4. Lo dico subito: non riesco a concordare sull’uso dei termini “qualità” e “utilità” usati in questo articolo.
    Forse sbaglio, forse è colpa dei miei trascorsi scolastici più aziendali che letterari, ma mi sembra che esista un malinteso di fondo sulla parola “qualità”.
    Parlando di prodotti, confondiamo troppo spesso la qualità con il lusso, l’alta gamma, l’eleganza.
    Invece la qualità è tutt’altro. “Qualità” è la capacità di produrre un’alta percentuale di oggetti (o erogare un’alta percentuale di servizi) senza errori e/o difetti in funzione dell’uso a cui tali beni e servizi sono destinati (il cosiddetto “fit for use”).
    Così è sbagliato dire che una AUDI A1 è un’auto di bassa qualità rispetto a una AUDI R6. Sono due prodotti che rispondono a diverse esigenze e desideri di diversi segmenti di mercato con diversi prezzi.
    Parimenti, si può confrontare due modelli di auto dello stesso segmento, notare che uno si rompe meno dell’altro e affermare che è qualitativamente migliore.
    In pratica la qualità (mancanza di difetti) e l’utilità (destinazione d’uso) coincidono, subordinando la seconda alla prima.
    Lo stesso discorso si può trasferire ai contenuti nel web, perché pur sempre di “prodotti” o “servizi” si tratta.
    La distinzione, seppur sottile, proposta in questo articolo, confonde il concetto di “utilità” con quello di “gradimento del lettore”.
    Sono due cose diverse. Per esempio, io posso gradire un articolo che polemizza sui politici ladri, magari scritto con uno stile bellissimo, approvarlo con un like o un commento positivo ( e con me molti altri) ma tale articolo non mi fornisce alcuna utilità.
    Al di là delle differenze terminologiche, concordo sul fatto che si possano scrivere articoli “utili” e “belli”.

  5. A mio avviso la ricetta giusta è fare contenuti divertenti, che non annoino il lettore.
    Se siano poi utili, lo saranno ma mai per tutti.
    Così come per la qualità.

    P.s. la prossima volta tu e Daniele siete invitati da me in Abruzzo, che si mangia bene sicuramente! 🙂

    Moz-

  6. La qualità è soggettiva; l’utilità, in un certo senso, no: un contenuto può soddisfare o meno un certo tipo di bisogno.

    A parte questo anche io non credo alla contrapposizione tra qualità e utilità, per le ragioni che hai abilmente indicato.

    Il rischio, per chi scrive, è di seguire una personalissima e astratta concezione di qualità perdendo di vista le concrete e terrene esigenze di chi legge. Un rischio che molti sottovalutano, anche nei giornali.

  7. Secondo me non ci può essere un contenuto utile se non è anche di qualità, così come un contenuto di qualità non può non essere utile.
    Quindi la cosa migliore è sicuramente produrre sempre contenuti utili di qualità.

    • Ciao Paolo,

      I concetti si incrociano. Però possiamo dire che un contenuto di qualità enciclopedica (completo, ben scritto, ricco di immagini) può essere inutile al lettore che cerca informazioni facili da fruire, sintetiche e precise.

      Tutto dipende, ovviamente, dalla capacità di leggere le esigenze del lettore.

  8. Un post molto interessante Riccardo, ti ringrazio per la riflessione che proponi.
    Io credo che il minimo sia creare contenuti di qualità.
    Relativamente all’utilità, un contenuto lo può essere o meno, nel senso che è una caratteristica soggettiva.
    Tuttavia, scrivere con questa ulteriore consapevolezza, di certo aiuta!
    Grazie!

  9. Secondo me dipende dal tipo di contenuto… per dei tutorial anche se sono scritti a cavolo gli utenti saranno felici lo stesso, stessa cosa se si parla di programmazione specialmente se si condivide del codice che risolve problemi. Se invece si scrive che ne so una recensione di un prodotto è più difficile bisogna che il contenuto sia di qualità, completo ma neanche troppo noioso, come hanno già scritto. 🙂

  10. Sono perfettamente d’accordo con quanto pubblicato da HootSuite Italia nel suo post su Twitter. Contenuti di qualità ma privi di utilità per gli utenti non servono a nulla se non ad auto-compiacere il loro autore.
    D’altro canto anche articoli scritti in maniera sommaria per soddisfare una necessità, spesso soltanto presunta, dei nostri lettori, possono essere controproducenti.
    “In medio stat virtus” dicevano i latini… ed anche nell’era di internet continuano ad avere ragione.

  11. Ciao Riccardo,
    ottimo post, come sempre!
    Io sarei più propenso per i contenuti di qualità, che se scritti bene possono diventare utili per la maggior parte della tua audience. Il passaggio, infatti, è piuttosto automatico se si seguono le best practice della scrittura. Credo infatti che questo funzioni quando la “qualità” non è sinonimo di “enciclopedico” (magari suddividere un post lungo e noioso in più articoli diversificati può essere d’aiuto? )

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