Cosa sono i contenuti?

Per lavorare bene con il web marketing e con la SEO, ma anche con il mondo del blogging, bisogna chiarire questo passaggio che spesso può dare qualche problema di definizione.

Stai lavorando sulla nicchia? Questo è uno dei principi per fare blogging: abbandonare un pubblico generico e dirigere la creazione dei contenuti. Ma cosa sono esattamente? Di cosa stiamo parlando quando citiamo il content marketing?

Cosa sono i contenuti?
Cosa sono i contenuti?

Non sempre è facile raggiungere l’obiettivo di blogging perché la nicchia è difficile da individuare. Cambia, non ci sono indicazioni chiare. E soprattutto non puoi tradirla.

Ma una content strategy non può fare affidamento solo su un’unica strada: ci sono le immagini, i video, gli ebook di qualità gratuiti, i PDF. E ci sono, ovviamente, gli articoli pubblicati del blog. Quindi, cosa sono i contenuti? Qual è la definizione?

Concentriamoci su quest’ultimo punto. Tu pubblichi senza pensare al domani. Alterni temi e tipologie di post, crei delle ottime experience per il tuo pubblico. Ma sai perché i lettori amano i contenuti che pubblichi sul post? Scopriamolo insieme.

Cosa sono i contenuti, definizione

Per contenuti intendiamo tutto ciò che viene usato per rispondere a un’esigenza concreta.

Sul web possono essere contenuti gli articoli, le pagine web, i video che pubblichi su YouTube o Instagram, le infografiche che condividi su Facebook e Pinterest e mille altri formati.

Proprio come quelli che caratterizzano i post di un diario online. Quali sono i principali modelli di post da pubblicare su un blog? Ecco una serie di definizioni per rispondere a chi domanda cosa sono i contenuti di qualità. Vale a dire pubblicazioni utili a chi legge il tuo blog personale o aziendale (corporate).

Da leggere: come trovare la nicchia del tuo blog

Pillar article, i contenuti pilastro

I lettori amano i pillar article perché rappresentano un punto di riferimento, perché ti permettono di riassumere in un unico testo la conoscenza legata a un argomento.

Il pillar article è sinonimo di sapere enciclopedico: non devi andare oltre, non devi cercare altre fonti, trovi tutto nella pagina che il blogger ha deciso di pubblicare.

Vantaggi

Il pillar article può ottenere un buon successo in termini di traffico e link in entrata. Se scritto bene e se definito ad arte intorno alla tua nicchia, questo è ovvio.

Svantaggi

Il pillar article deve essere aggiornato con costanza. Il web cambia, le conoscenze si evolvono e il tuo articolo rimane fermo. Inesatto. Per questo devi sempre monitorare queste risorse, ti consiglio una guida su come aggiornare vecchi post.

Case study, largo alla conoscenza

Davanti a un case study, descrizione e approfondimento di un caso accaduto, il pubblico si ferma. Non c’è impegno che tenga, la lettura è attenta è puntuale.

Almeno in principio. Il case study ha un potere magnetico: per mette a ogni lettore interessato di immedesimarsi e trovare una soluzione concreta alla propria situazione.

Vantaggi

I case study hanno successo perché racchiudo informazioni raccolte sul campo. E questa è una vera e propria calamita per i lettori interessati all’argomento.

Svantaggi

Non è facile presentare un case study. La raccolta dei dati è un lavoro estenuante (spesso, non sempre) e non sempre i risultati sono interessanti. O vantaggiosi.

Infografica, perfetta per il tuo blog

Chi resiste alle infografiche? Nessuno. Queste immagini riescono a riassumere in una forma accattivante una marea di informazioni. Informazioni che, in altre formule, non verrebbero minimamente prese in considerazione. Grafici a torta, diagrammi di flusso, tabelle: siamo allergici a queste atrocità. Meglio mettere tutto su infografica.

Vantaggi

L’infografica permette di incrociare informazioni in un colpo d’occhio e scaricare l’overload di informazione ma, soprattutto, riesce a trasformarsi in contenuto virale.

Svantaggi

Molti blogger hanno usato le infografiche per guadagnare link attraverso tecniche che Google sta monitorando con attenzione. Lo stesso Matt Cutts si è interessato all’argomento. Ti consiglio di leggere questo post firmato Pennamontata.

Tutorial, lo spiegone che funziona

I tutorial, con i pillar article, presiedono il settore dei long copy post. Ovvero articoli che non hanno paura di affrontare lunghe maratone pur di descrivere tanto.

cosa sono i contenuti
Cosa sono i contenuti?

I tutorial affrontano l’argomento. Nella fattispecie questi post seguono un processo, una serie di azioni che dovrebbero portare al raggiungimento di un risultato.

Vantaggi

Si posizionano, vengono linkati e condivisi. Possono dare vita a lunghe discussioni. Uno dei migliori post di My Social Web, ad esempio, è un tutorial dedicato alla procedura per aggiungere una bacheca Pinterest su Facebook Fan Page.

Svantaggi

Anche in questo caso dei aggiornare eventuali procedure che cambiano nel tempo. Inoltre devi studiare bene le esigenze della tua nicchia e i settori già occupati da altri blog: inutile scrivere post per installare WordPress sul server, giusto?

Bullet list, la lista con i punti

Il famoso listone, i 5 motivi per fare qualcosa o i 5 trucchi per risolvere un problema. I list article sono fantastici, riescono ad attirare l’attenzione del lettore e a mettere ordine in un mondo sempre più caotico. Impossibile fare a meno di questa soluzione.

Vantaggi

Il listone piace. Piace la headline con il numero che elenca i punti affrontati, piace la lista che elenca tutti gli aspetti di un caso, piace l’ordine e la semplicità con cui si svolge l’enumerazione dei fatti. La bullet list si condivide facilmente.

Svantaggi

Se usata male diventa noiosa. Non è adatta ad affrontare qualsiasi argomento e spesso viene forzata da chi non ha spunti creativi. La bullet list ha un gran potenziale, è vero, ma non basta inserire una lista per essere un blogger di successo.

Da leggere: come scrivere un buon tutorial.

I contenuti del tuo blog?

Ho descritto i contenuti che puoi pubblicare sul blog per soddisfare le esigenze della tua nicchia. Li usi tutti? Crei un buon equilibrio all’interno del calendario editoriale per soddisfare le anime della tua nicchia? Aspetto la tua opinione.

5 COMMENTI

  1. Un articolo sicuramente interessante.
    Naturalmente anche io uso quei tipi di schemi, anche se cerco di non fossilizzarmi troppo… ma si sa: per cominciare, i modelli vanno sempre benone.
    E spesso il passo più difficile da fare è proprio il primo!
    ** MA… **
    Questo tuo articolo mi lascia un po’ perplesso per l’abnorme uso di terminologia anglofona. Ti seguo, e avevo già notato questa tendenza; ma qui è davvero eccessiva secondo me…
    “Mainstream”, “Content”, “Experience”, “Pillar”, “Case”, “Bullett”… Ma siamo davvero sicuri che sia necessario usarli, tutti ‘sti termini?
    Intendiamoci: io conosco l’inglese. Lo parlo discretamente, e lo leggo senza problemi.
    Anzi, il mio Evernote è pieno zeppo di articoli in inglese; e reputo assai limitativo il non conoscere questa lingua e non poter leggere gli articoli del web in inglese, perché è come disporre di un enorme armadio pieno ma non poterne scegliere i vestiti.
    Detto questo, credo che l’abuso di questi anglicismi non agevoli molto la lettura dei post.
    Credo che finiscano per renderla più difficoltosa, meno scorrevole.
    Se non, addirittura, irritare leggermente. Sembra lo sfoggio di un tecnicismo fine a sé stesso.
    Si può dire: eh ma oggi giorno questi termini bisogna conoscerli, sono il pane quotidiano, è come parlare di “post” o “marketing”.
    Siamo sicuri?
    Infondo siete (siamo) scrittori, e la cosa più importante è comunicare bene, giusto?
    Probabilmente sono esagerato io che, quando uso termini in inglese nei post, li metto in corsivo… per far sì che l’occhio del lettore li consideri già visivamente come un qualcosa di “diverso”. L’italiano è italiano, l’inglese è inglese.
    Magari il mio punto di vista è quello di un blogger “per passione” e non “per fini commerciali”. Magari al cliente piace leggere tanti termini in inglese!
    E’ la mia personalissima opinione quindi vale quello che vale… ma ci tenevo a lasciarla!
    Complimenti comunque per i tuoi articoli, sempre (molto molto) interessanti! 😉

    • Potrei rispondere così: “Perché hai usato Fine Art Prints sul tuo sito? Non esistono parole italiane per definire questo concetto?”.

      In realtà preferisco argomentare. Leggi l’articolo di domani, ti darò il mio punto di vista.

      • >“Perché hai usato Fine Art Prints sul tuo sito? (…)”
        Per due motivi: fa marketing, ed è una dichiarazione d’intenti. Ma è parte di un logo dove c’è anche una macchina fotografica: non credo sia necessario un grande sforzo d’immaginazione per capire quale sia la mia passione…

        >Leggi l’articolo di domani, ti darò il mio punto di vista.
        Allora ci vediamo “di là”… 😉

  2. Con la tua bibbia (il tuo blog per me è una bibbia) mi metti sempre in crisi Riccardo. In questo caso: io non lo so che tipo di articoli scrivo. 🙁 uffa.

    • Scrivi articoli per il tuo target, per le persone che amano leggere i tuoi post. Io non cambierei mai.

      O forse sì? Secondo te dovresti cambiare stile?

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