Viviamo in una società strana. Anzi, in un mondo strano. Viviamo in un mondo evoluto, capace di garantite istruzione e diritti umani, ma al tempo stesso incapace di garantire un futuro ai propri figli.

ferie

Il futuro del lavoro non è in Italia, dicono. E io do ragione a chi afferma questa teoria. Aggiungo: siamo stati capaci di creare connessioni digitali con uomini distanti centinaia di chilometri.

Ma non siamo stati un grado di preservare uno dei patrimoni più importanti per l’essere umano: le ferie.

Non c’è ironia nelle mie parole. Al massimo malinconia. Perché le ferie non sono giornate perse. Guai a considerarle giornate perse. Sono giornate preziose per chi lavora, ma soprattutto per chi esige il lavoro.

Il web ha unito i popoli e le idee, ha permesso alle aziende di parlare faccia a faccia con le persone, senza filtro istituzionale. I social hanno raggiunto questo traguardo. Ma hanno distrutto l’istituzione delle ferie.

Sempre online. Devi vivere online

Siamo schiavi delle notifiche, degli alert. Il trillo di WhatsApp rintrona nell’ufficio e nella camera da letto, le email ti massacrano, la chat di Facebook diventa un martirio. Devi pubblicare, devi rispondere ai commenti, devi monitorare il traffico, devi mandare la newsletter, e se sei community manager…

Non dormirai sonni sereni. Mai. Ci sarà sempre un cliente insoddisfatto da tramortire a colpi di “mi dispiace”, “hai ragione”, “seguiremo il tuo caso”. Tu devi esserci. Ma allo stesso tempo sei in balia degli eventi.

Il succo del discorso: non puoi andare in ferie. Non puoi ricaricare le batterie e dimenticare per qualche giorno la routine quotidiana. Il rischio esaurimento è reale.

Allo stesso tempo non puoi resistere a 365 giorni di stress soprattutto se sei freelance.

Il freelance non ha colleghi per coprire una giornata libera, non ha giorni liberi, non ha garanzie per la malattia. E soprattutto non ha ferie. Io ti pago e tu lavori. Anche a ferragosto. Ma ti conviene?

Non mi rivolgo a te freelance, ma a chi ti chiede il lavoro: ti conviene costringere al lavoro forzato? Garantire un periodo di ferie a chi lavora per te (che sia un freelance dal rapporto continuativo o un dipendente) vuol dire investire sulla salute dell’individuo. Vuol dire garantire la qualità del lavoro.

Cosa sono le ferie?

Un tassello irrinunciabile del lavoro. Così come abbiamo bisogno di sonno, abbiamo necessità anche di un periodo lontano dai trilli e dalle notifiche. Abbiamo bisogno di riposo. Solo così possiamo dare il massimo.

Il mio consiglio, allora, va al lavoratore che deve approfittare del periodo di ferie. Ma soprattutto all’imprenditore, a chi il lavoro lo crea: concedi un giusto periodo di ferie e goditi i frutti del tuo investimento.

A proposito… ma tu vai in ferie?

11 COMMENTI

  1. Come dicevo qualche tempo fa in coda a un tuo post che spiegava come prepararsi alle ferie, sto scaldando hootsuite!
    Pianificherò tutto in automatico. Do come massimo possibile impegno 20 minuti al giorno per aggiustare magagne, non di più.
    Come dici tu, ne va della salute. I miei occhi devono essere pieni di cielo e di mare, basta luci elettriche per almeno quel periodo!
    Per i clienti che sto seguendo ora, le ultime due di Agosto ( dove ho prenotato al mare ) non avranno fiumi di interazioni.
    Con la salute non si scherza.

      • In realtà no, anzi, mi occupo principalmente di SEO e di scrivere, ma i social sono ciò che mi romperà di sicuro più le scatole in vacanza! Diciamo che tra le attività periodiche sono quelle meno rimandabili per ovvi motivi :).

        • I social ti ammazzano con le notifiche, soprattutto se devi gestire aziende sensibili che possono essere attaccate per vari motivi. Se devi pubblicare i post, però, si prospetta anche il problema commenti: chi li modera? Basta la programmazione?

          • eheh Riccardo, capisco bene cosa intendi, non sono aziende sensibili per fortuna, sono quel tipo di azienda che non genera molta interazione! Spero anche che le ultime due di Agosto la gente sia al mare e non su Facebook 😀

  2. Io quest’anno ho deciso di non programmare per quasi tutte le pagine (e di spegnere la possibilità di scrivere sulla pagina per ovviare a qualsiasi attacco) mentre per quella che rimarrà aperta (perchè sono sempre aperti) ho programmato e butterò un occhio la sera per controllare che sia tutto ok.. La quest’anno ho deciso che ho bisogno di riposare e basta!

      • Sono attivitá che me lo permettono fortunatamente.. E anche proprietari sono stati d’accordo! 😉 Almeno 3 le chiudo.. L’altra la controllo un paio di volte al giorno.. Poi in realtà ce ne sono altre due che saranno impostate ma con un controllo anche dei proprietari x’ sono un ristorante e un hotel! Che fatica..

          • Ovvio! Se no farei la commessa e non avrei il cervello perennemente connesso!!!!! Il mio lavoro mi piace molto, lo faccio con passione anche se non mi fa dormire la notte a volte! E mi da tante soddisfazioni!

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