Dan Zarrella è un esperto di social media marketing, uno di quelli che i dati li raccoglie, li elabora e li trasforma in grafici. Dan Zarella è un professionista che vorresti avere al tuo fianco quando il gioco si fa duro.

contenuti visuali

In una delle ultime ricerche svolte da Zarrella – basata 11,4 milioni di messaggi pubblicati da 24.000 le pagine Facebook – è stata confermata l’efficacia dei contenuti visuali su Facebook. In particolar modo delle foto.

Ma ci sono altre tendenze interessanti riassunte in questo grafico.

I messaggi testuali sono in declino dal gennaio 2012 e il video ha iniziato a guadagnare efficacia dal 2013. Ma la rivoluzione della visibilità, come puoi ben notare, viene registrata tra ottobre 2011 e luglio 2012.

I contenuti visuali perdono forza, crollano. Tutto il resto (testo semplice, link, video) si impenna. Ma per poco. Subito dopo segue un recupero senza precedenti delle immagini che raggiungono una visibilità indiscussa.

Oggi è impossibile parlare di social media marketing su Facebook senza i contenuti visuali. Contenuti che mettono a dura prova le capacità di chi si occupa di engagement, community, analisi social, viral: non è facile comunicare attraverso le immagini.

Punto solo sui contenuti visuali?

No. Non è questo il senso dei dati raccolti da Zarrella. I contenuti visuali sono importanti, sono sempre più importanti, ma non sono sufficienti per definire una strategia di contenuti da pubblicare su Facebook.

Io considero una Fan Page come un blog: c’è un calendario da seguire, c’è una tabella di marcia, ci sono dei topic da sviluppare attraverso dei contenuti che possono essere definiti da link, testo, video e immagini.

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I dati non sono riferimenti assoluti. La tua esperienza personale, il tuo sporcarti le mani ogni giorno con le esigenze dei fan, può aiutarti a definire quale canale utilizzare per comunicare. Solo chi riesce a fondere questi aspetti (esperienza personale e dati raccolti da ricerche esterne) può raggiungere un buon risultato.

Ottimizzare le immagini su Facebook

In primo luogo ti consiglio di seguire le dimensioni ufficiali: cambiano spesso, a ogni aggiornamento, ma in questo modo puoi sfruttare ogni pixel per veicolare il tuo messaggio. Ora siamo a 503 px di larghezza, altezza variabile. mentre le immagini dei link sono leggermente inferiori: 484 px per 252 px.

Quali sono i tool utili per creare un buon contenuto visuale su Facebook? Photoshop e Gimp su tutti, ma online si trovano tante soluzioni:

  • Frame grabber: individuare e prendere un fotogramma da un video.
  • Pixlr-o-matic: aggiungi effetti e cornici alle immagini-
  • Picozu, Pixlr e Picadilo: editor immagini online.
  • Easel.ly e Pictochart: per creare infografiche.
  • Picmonkey: collage, filtri, aggiungere testo alle immagini.
  • Ransom: creare collage con lettere.
  • Chisel e Shareasimage: aggiungere testo alle immagini.
  • Notegraphy, Pinword, Pinsmatic, Recitethis, Quote4fun: creare quote, immagini con testo.

Ovviamente questa è solo una piccola parte della selezione. Ho racchiuso altri strumenti nell’articolo dedicato alle immagini gratuite. Ora però è il tuo turno raccontami come hai deciso di sfruttare le immagini nella tua strategia Facebook: lascia la tua esperienza nei commenti!

12 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo. Nulla da eccepire sulla tua analisi. Guardando il grafico però non si può fare a meno di notare come nel’intervallo di tempo che va da Luglio 2011 al luglio dell’anno dopo c’è stato un vero e proprio terremoto con picchi e picchiate (scusa il gioco di parole. E’ stato più forte di me). Sarebbe interessante capire cosa è successo. Quali eventi, modifiche interne o fatte da altri players sono entrati in gioco. Secondo te? Ti sei dato una spiegazione? Grazie.

    • Esatto, in questo periodo c’è stata – come ho suggerito nel post – una rivoluzione: le performance (in termini di like) si sono invertite. Poi sono tornate in linea. Onestamente ho sempre sentito parlare di calo della visibilità dei Post su Facebook, ma ora questi dati ci presentano un quadro variegato. Non c’è un calo omogeneo, ma credo che si tratti di semplici test: Facebook come tutte le realtà del web deve testare. Deve provare nuove soluzioni. E credo che questo andamento rispecchi solo il tentativo di capire la strada da seguire.

      Non credi?

  2. oh ragazzi io leggo tutti i sacri testi e le statistiche e tutto il resto ma su alcune mie pagine i messaggi testuali vanno fortissimo, qualche volta meglio delle immagini anche se ottime. Sarà che è forte il senso di comunità e di interazione e dialogo, perchè non sono pagine di aziende e non hanno finalità commerciali?

  3. Anche io riscontro un ottimo risultato dei post testuali. Ti segnalo anche che ho appena “abbandonato” la mia fan page (mi rifiuto di pagare), con circa 5000 iscritti, fatti in nemmeno di un anno, per ripartire da zero con un “profilo personale” con tasto “segui” e contenuti “pubblici” (affiancato chiaramente al blog).
    Grazie, ottimo articolo. Ti seguirò assiduamente e con forte interesse.

    • Mhhhh, però l’abbandono di una pagina per spostare il tutto su un profilo personale la trovo una mossa molto miope. Non c’è bisogno di pagare per forza, soprattutto se non si è società.

      • Alessia, non sono d’accordo. Credo che per uno “scrittore” sia l’ambiente migliore. Ti basta notare che, Selvaggia Lucarelli, considerata la blogger numero uno in Italia (in quanto a numeri) usa un profilo personale, e non la pagina. Comunicare tramite pagina, per uno come, risulta solo altamente frustrante. Considerati anche tutti gli sforzi fatti per farla crescere…

        • Selvaggia Lucarelli è una blogger molto anomala, innanzitutto è un personaggio televisivo e molto del suo grande pubblico arriva da lì, il profilo personale è una gran cosa, la pagina è un’altra, fai un’analisi approfondita dei due mezzi, non è detto che si escludano a vicenda 🙂

          • Potrei portarti molti altri esempi, se non fosse che poi ti annoierei. Dopo una lunga analisi mi sono convinto che il profilo personale, per un blogger/scrittore, sia il modo migliore per entrare (e rimanere) in contatto con i suoi lettori. Il risvolto negativo è che non hai i mezzi che ti mette a disposizione la pagina per reclutarne di nuovi, tipo il “suggerimento della pagina invitando a cliccare sul Mi piace” che chiunque può fare per tuo conto con tutta la lista dei suoi amici. Ho l’impressione che la politica che facebook sta mettendo in atto per le pagine miri a rovolegere l’uso delle stesse a brand e organizzazioni commerciali che traggano già profitti dalla propria attività, o mirino a farlo in un modo “non artistico o culturale”. E ho l’impressione che l’inserimento del tasto “segui” nei profili miri, oltre che a competere con twitter, proprio a rimarcare questa divisione. Ma parlo da profano.

              • Le aziende, le associazioni, i negozi, i ristoranti e altro ancora: pagina Facebook. Ora. Sempre.

                Poi il profilo personale può essere usato per scopi più o meno legati alla propria attività. E’ una pratica comune, anche io condivido i miei post sul profilo personale e le persone mi seguono perché trovano interessante le mie pubblicazioni.

                Selvaggia Lucarelli ha una pagina Facebook dedicata al programma https://www.facebook.com/stanzaselvaggia e un profilo personale: nel primo caso pochi fan, nel secondo tanti amici e seguaci. Il personal branding passa anche dalla cura dei propri account personali e credo che le cose possano coesistere.

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