Cos’è Ice Bucket Challenge?

Si tratta di una sfida virale, emersa nel 2014, per diffondere la consapevolezza del problema legato alla SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, e raccogliere fondi per la ricerca scientifica.

L’Ice Bucket Challenge è una sfida virale lanciata sui social network in cui una persona si sottopone a una doccia gelata e nomina tre persone che hanno 24 ore per accettare, filmare e pubblicare sui profili. Sfidando a loro volta altre persone.

Il significato dell’Ice Bucket Challenge.

Questa non è un’idea casuale ma un progetto del 2014 di Pete Frates, promessa del baseball e malato di SLA morto il 9 dicembre 2019, per portare fondi alla ricerca e combattere la Sclerosi Laterale Amiotrofica grazie a un contenuto virale.

Cos’è e in cosa consiste, significato

L’Ice Bucket Challenge è un tipo di contenuto virale che si basa sulla sfida. Una volta ingaggiato, l’individuo non può tirarsi indietro. Ecco perché la pratica si è diffusa in un attimo e nel 2014 sembrava inarrestabile. Proprio come tutti i fenomeni che si basano sulle emozioni e l’empatia.

Come funziona l’Ice Bucket Challenge?

  • Ricevo la sfida a fare la doccia gelata.
  • Filmo l’evento e lo pubblico sui social.
  • Verso una somma alla ricerca.
  • Sfido altre tre persone pubblicamente.

Ma quante campagne di sensibilizzazione ignoriamo? A quante rispondiamo con entusiasmo? L’Ice Bucket ha avuto successo perché aveva una nota comica.

Obiettivi dell’Ice Bucket Challenge?

L’ALS, l’associazione americana che aiuta i malati di SLA, ha sviluppato l’idea e ha lanciato la campagna che ha invaso Facebook. L’obiettivo va oltre la visibilità.

ice bucket challenge
Mark Zuckerberg dopo il suo ice bucket challenge

Bisogna raccogliere fondi. Chi è stato nominato deve infliggersi un gavettone di acqua gelata, riprendere il tutto, fare la donazione alla ricerca. E poi c’è l’elemento virale: postare sui social citando altre persone che dovranno accettare la sfida.

Chi ha partecipato alla sfida?

Il secchio di acqua ridicolizza il personaggio e riporta il nome famoso a un livello umano. La reazione è da scoprire, e tu vuoi guardare Bill Gates, Mark Zuckerberg e Matteo Renzi mentre si beccano il gavettone. Altre persone note?

  • Donald Trump.
  • Matt Damon.
  • Will Smith.

Il meccanismo coinvolge personaggi famosi in un mix di comicità e impegno attraverso la nomination. Ogni gavettone ne chiama in causa altri in un meccanismo virale che trova nei social network un alleato indispensabile.

Una compilation di sfide.

2 COMMENTI

  1. Sono d’accordo, “il dato veramente straordinario è la possibilità di raggiungere un obiettivo grazie alla viralità di un messaggio e di uno strumento”.
    e ancora una volta il “far parlare dell’iniziativa” in bene o in male ha portato i suoi frutti. Senza questa idea la Sla non avrebbe avuto così tanta attenzione. Le critiche, i commenti positivi ed i video hanno fatto parlare del problema tutti i media e qualsiasi persona, trasversalmente! Sono venute alla luce informazioni che altrimenti non avrebbero avuto voce. Abbiamo assistito al fenomeno che meglio ha saputo approfittare delle peculiarità del social e del video, ora dobbiamo farne tesoro e continuare a sfruttarle!!!

  2. Al di là dell’unico vero problema di fondo (quei fondi dovrebbero arrivare da ben altre fonti, tanto per dire), io trovo davvero incredibile come la gente si concentri esclusivamente sul “come” (video virali) piuttosto che sul “cosa” (molte critiche sono generiche, tanto per dire qualcosa “contro”, e non entrano neanche nel merito della SLA). Probabilmente è un effetto collaterale della viralità stessa…

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