Cosa vuol dire essere blogger?

Tutti vogliono aprire un blog e iniziare a pubblicare articoli. Magari per inseguire i propri sogni e trasformare la passione in lavoro. Ma cosa vuol dire essere blogger? Basta avere un blog?

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Non è facile essere blogger e non è facile individuarne uno. Magari uno capace di guadagnare. Ogni tanto faccio qualche esperimento su My Social Web e pubblico articoli che mi aiutano a trovare risposte alle domande che ruotano intorno all’argomento blogging: io non ho la soluzione a tutto.

Cosa vuol dire essere blogger?

E a volte il lettore (quindi sto parlando anche di te) mi aiuta a trovare la risposta. Ma soprattutto mi permette di riformulare le idee e a individuare nuove strade.

Solo gli stupidi non cambiano mai idea, lo sai! Cosa significa essere blogger secondo te? Ecco un punto di vista personale su un argomento così importante.

Cos’è il blogger: una definizione

Essere blogger vuol dire, in primo luogo, creare un blog e gestirlo. Così è stato per Salvatore Aranzulla e Chiara Ferragni.

Questi personaggi possono essere definiti blogger perché hanno un blog. Ma non due blog qualsiasi: gestiscono due piattaforme note come esempi di guadagno online. Lui, Salvatore Aranzulla, è famoso per aver conquistato le migliori posizioni nelle serp. Cerca un tutorial legato alla tecnologia digitale e appare Aranzulla appare.

Lei invece è la regina delle fashion blogger con un giro di affari che si aggira su una cifra record: 8 milioni di dollari. Questa è una vera imprenditrice del web.

Da leggere: chi è veramente il blogger

Ma sono proprio blogger?

Siamo al cospetto di due blogger che hanno trasformato uno strumento comune in una macchina per creare ricchezza. Possibile? Ho forti dubbi. In parte perché da tempo sostengo la strada indiretta.

lavoro ben retribuito

Il blogging ti aiuta a trovare nuovi lavori, non a creare denaro dal nulla. Guadagnare con un blog per un comune mortale vuol dire intercettare possibili clienti con articoli di qualità, studiati ad hoc.

E poi credo che Aranzulla e Chiara Ferragni siano dei divulgatori ricco di talento. Pubblicano contenuti di qualità per il proprio target. Scrivono bene, certo, lei pubblica foto degne di nota e lui spiega con una chiarezza senza pari. Ma ho notato un punto importante: in entrambi i casi viene meno l’interazione.

Questi blogger non interagiscono

Quali sono i principi del blogging? La pubblicazione di articoli, quindi la continua evoluzione della home page, e l’interazione con l’utente. Il dialogo, la conversazione, la costruzione di un rapporto.

Cosa vuol dire essere blogger?

Questo elemento manca sulla piattaforma e sui social. Loro pubblicano e basta, come un quotidiano online. Come Repubblica o Il Corriere della Sera. Ora la mia domanda è questa: per essere blogger è sufficiente pubblicare articoli con continuità? Sul serio basta questo?

Secondo me no, sono altro. Do ragione a chi ha sostenuto questa tesi in passato. I requisiti fondamentali sono la condivisione delle conoscenze, la pubblicazione di nuovi articoli e l’interazione: mancare uno di questi punti vuol dire far saltare tutto.

Per approfondire: come aprire un blog di successo

Cosa vuol dire essere blogger

Esatto, cosa vuol dire essere un blogger? Non solo scegliere tra Blogspot e WordPress, c’è altro sotto. I blog di Aranzulla e Ferragni sono mezzi di condivisione del sapere, sono mezzi per divulgare conoscenza, sono ottime fonti di ispirazione.

Ma gli autori non sono blogger perché non creano interazione. O almeno io non l’ho vista. Secondo te sbaglio? Lascia la tua opinione nei commenti.

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Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

27 COMMENTI

  1. a volte penso che dietro Aranzulla e Ferragni ci siano delle strutture societarie ben solide e condivido il fatto che non siano dei veri blogger proprio per la mancanza di interazione

    • Oggi posso dirti che c’è un bel business dietro. E guadagni molto interessanti. Per questo ci sono collaborazioni che si sviluppano, difficile fare tutto da solo.

  2. Ciao Riccardo,
    dunque Aranzulla=manuale online e Ferragni=rivista online? A quanto pare si. Se vuoi, puoi aggiungere alla lista degli pseudo-blogger anche vari giornalisti o persone influenti dell’entertainment nostrano, come ad esempio Linus di RadioDeejay: tanti commenti ai loro post ma nessun dialogo.
    Simone

  3. Non sbagli affatto Riccardo. Anzi, mi trovi assolutamente d’accordo con te e temo che tutto questo faccia parte della incredibile confusione che domina il mondo-web, ancora giovane e ancora in mutazione quotidiana.

    Etichette e professioni si susseguono in una sorta di flusso di coscienza collettivo alla ricerca di risposte che solo il tempo potrà dare.

    Il blogging per me è: condivisione e dialogo. La prima implica un aspetto fortemente narrativo ma soprattutto personale, confidenziale quasi intimo e il secondo prevede uno scambio equo e costante di valore. E secondo me non c’è niente di più bello che vedere un blogger che non si pone come un “so tutto io” ma che cresce col tempo insieme (e grazie) al rapporto con i propri lettori.

    • Per questo l’ho scritto e lo risposta riscrivo: la riflessione è nata e si è sviluppata grazie al pubblico. Un concetto che mi ha fatto pensare: loro si comportano così?

      • Direi proprio di no. Come dici te sono produttori di contenuti, sono siti, sono autori, sono influencer… il blogging è un’altra cosa.

  4. Ciao Riccardo,

    Ovviamente sono assolutamente d’accordo con te. Ne ho parlato proprio oggi sul mio blog: la prima regola del blogging è creare interazione, altrimenti si torna alla vecchia logica del “Io scrivo, tu leggi” che è ormai morta e sepolta.

    • Morta e sepolta per alcuni, per i grandi media che hanno traslato il modello redazionale sul web: per i personaggi protagonisti di questo blog, invece, sembra che le cose vadano alla grande.

      Sembra.

  5. Avere un blog è lavoro di scambi. Una comunicazione tra blogger e lettore è fondamentale perché nessuno scrive e pubblica un articolo solo per se stesso. Il blog non è un diario segreto né un contenitore sterile, è condivisione. Interagire aiuta il blogger a migliorare e ad offrire un servizio migliore. The Blonde Salad mi ricorda molto un concept store, non un blog. Lo è stato, ora non lo è più. Ciao Riccardo!

    • Da considerare anche la necessità di chi pubblica: gestire tutti questi lettori non è facile. Anche questo è un punto da considerare, essere blogger è un lavoraccio.

  6. Ciao! Secondo me hai perfettamente ragione. Un blog senza uno spaccato personale secondo me non è un blog. Anche nel settore food si trovano molti blog che sono in realtà semplici raccolte di ricette. A me piace trovare la personalità, storie di vita, riflessioni personali in un blog. Altrimenti è un sito informativo. 😉

  7. Ciao Riccardo,
    io, che pure scrivo scrivo scrivo, non mi considero una blogger. O forse una blogger prima dell’avvento dei social, perché non sempre cerco interazione on line. Se c’è va bene, ma non la provoco. Però mi leggono lo stesso 😉

  8. Interessante questo articolo, sono capitata per caso qui. Credo che quando si arriva ai livelli di Chiara Ferragni * conosciutta nel mondo* diventa un po- difficile interagire, il blog ora e il suo lavoro vero e proprio.
    A noi blogger normali ci piace interagire, confrontarci. Bel articolo comunque!

  9. io ho sempre un progetto quello di creare una rete di giornalisti o Blobber per fare informazione locale, ho anche fatto un video su questo aspetto ma non so se esula da quanto dite Voi in questo articolo

    • Diciamo che tra blogger e giornalisti c’è ancora un velo di distanza che non riusciamo a colmare. Un giorno, forse…

  10. Io credo che un blogger debba creare anche temi di conversazione e fare in modo di interagire con i visitatori.
    Molti sul mio sito hanno tergiversato ma non compreso il vero senso del termine.
    Con molti miei visitatori ho instaurato rapporti che esulano il virtuale diventando anche reali a volte.
    Per me essere una blogger vuol dire creare anche rapporti interpersonali.
    Ciao Riccardo.

    • Questi sono punti decisivi per creare un blog di successo, interazione e coinvolgimento sono la base di partenza.

  11. Io non lo vedo sotto l’aspetto commerciale sociale credo che la fortuna di un blog sei bella nell’Unione nella sinergia con altri il blob soprattutto quelli che fanno informazione locale.Creare una rete in sintesi, ci guadagnerebbero tutti

      • Mi interessa molto il tema delle collaborazioni tra blog. Purchè sia uno scambio alla pari. C’è il modo per far si che sia così?
        Follow, no follow, ospitate… Qual è meglio? chi ci guadagna in termini di visibilità?

        • Io direi di iniziare con un po’ di guest blogging da blog attinenti e di primissima qualità, questo è un buon punto d’inizio. Fatto con moderazione, ovvio.

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