La scrittura c’è, gli articoli li pubblichi senza problemi. Tutto scorre sul versante dei contenuti. I commenti arrivano, le visite non mancano e le condivisioni ci sono.

Manca qualcosa. Lo percepisci. Hai questa sensazione. Manca qualcosa al tuo modo di fare blogging: il coinvolgimento del lettore. Arriva, legge e se ne va. Commenta, ma è sempre un lettore sporadico.

coinvolgere il lettore
Devi dare il massimo per coinvolgere il lettore

Tu invece vuoi creare una community. Vuoi raggruppare gli appassionati di un determinato settore intorno al tuo blog. Mi sembra un obiettivo interessante, ma non è facile da raggiungere: ecco la mia ricetta personale per coinvolgere il lettore.

Usa la seconda persona

Un metodo semplice ed efficace per coinvolgere il lettore è parlare in modo diretto, scegliere una scrittura immediata, senza ostacoli. L’uso del “tu” è decisivo per coinvolgere la persona che legge.

Qualcuno preferisce il “voi”, preferisce la seconda persona plurale. Può essere una buona soluzione quando vuoi costruire un’identità di gruppo, quando vuoi riunire le persone intorno a una community.

Chiedi l’opinione del lettore

Il modo più semplice? Lasciare una call to action alla fine dell’articolo: qual è la tua opinione? Anche tu la pensi come me? Lascia la tua idea nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

Nella call to action deve essere chiaro un concetto: non è solo il commento che mi interessa, ma è la tua opinione a rendere speciale questo post. Il tuo contributo aiuterà l’articolo, lo completerà; ho bisogno della tua esperienza. Questo meccanismo è perfetto per coinvolgere il lettore.

Per approfondire: blogger in prima persona? Sì, grazie

Coinvolgi con Twitter

Ci sono diversi modi per chiedere un’opinione sui social per coinvolgere il lettore. Il più semplice: retweettare un post e inserire la mention a qualcuno che conosci. Può essere utile se hai un buon rapporto con questa persona, ma può essere anche invadente se non hai confidenza.

Io di solito mi muovo in questo modo: lasciano un commento, rispondo in modo da alimentare una conversazione e poi condivido la risposta su Twitter citando, se possibile, la persona che ha commentato. In questo modo condivido il mio link, invito l’autore del commento a rispondere, intercetto altri lettori disposti a commentare.

Rispondi sempre

Il lettori lasciano i commenti e tu rimani a guardare senza intervenire. Sbagliato, non è questo il giusto atteggiamento: devi rispondere ai commenti, devi mostrare interesse verso il contributo di chi legge.

coinvolgere i lettori
Rispondi ai commenti in qualsiasi momento

Il commento è un dono che il lettore lascia. Devi rispondere alle domande, alle richieste di chiarimento. E devi accendere la conversazione rilanciando altre domande, cercando di stimolare la curiosità del lettore per ottenere nuovi commenti.

 

Inizia dai commenti

Vuoi iniziare con una strategia avanzata? Leggi i commenti dei tuoi lettori, individua quello più interessante e usalo come scintilla per far nascere un nuovo articolo. Questo è un ottimo modo per coinvolgere i lettori.

Perché mostri all’autore del commento e al pubblico che ti segue che hai a cuore l’opinione del lettore, che presti attenzione al punto di vista di chi commenta. Ovviamente puoi fare la stessa cosa con il commento di un altro blog.

Crea un avamposto

Cosa è un avamposto nel mondo del blogging? Un distaccamento che precede il post, un’esca lasciata il giorno prima sui social che introduce l’argomento e stimola l’attenzione dei tuoi amici.

profilo facebook

Voglio affrontare il tema del lavoro. Lascio una domanda sui social: “Secondo te qual è la rogna da affrontare per un web writer freelance?” e alimento la conversazione. Il giorno dopo arriva l’articolo che affronta questo tema. Un articolo che puoi lasciare nella discussione avviata sui social.

 

Crea una community

Forse il passo più difficile, ma uno dei più efficaci: crea una community su Facebook o su Google Plus. Ovvero crea un gruppo nel quale inserire persone legate a un determinato argomento, e fai in modo che interagiscano e lascino contributi utili al gruppo.

In questo modo puoi definire intorno al tuo brand, che ovviamente sarà quello del blog, un gruppo di discussione compatto, targettizzato. Alternativa: gestire i canali social come una community, invitando alla conversazione, allo scambio di opinioni e di risorse utili. Anche questo vuol dire coinvolgere il lettore.

Per approfondire: ecco perché la tua community è destinata a fallire

Vuoi coinvolgere il lettore

Sembra facile, vero? Eppure coinvolgere il lettore non è semplice. Devi lavorare sodo, devi fidelizzarlo giorno dopo giorno. Alla fine, però, il risultato dovrebbe arrivare. Vuoi aggiungere qualcosa a questo articolo? Vuoi arricchirlo con la tua esperienza personale? Aspetto la tua opinione nei commenti!

16 COMMENTI

  1. Non credo che il “tu” sia indispenasabile per creare una comunità di lettori. Io ne ho costruita una usando il voi. Per me, anzi, è più corretto, perché mi rivolgo a tutti e non a uno.

    Riguardo alle community sui social, bisogna avere tempo da dedicargli, altrimenti è inutile.

    • Ciao Daniele,

      Scusa il ritardo. Esatto, proprio quello che dico io, il voi è utile per raggruppare una community: “Può essere una buona soluzione quando vuoi costruire un’identità di gruppo, quando vuoi riunire le persone intorno a una community”.

  2. Sto proprio cercando di potenziare i punti finali del tuo post 🙂
    Il mio interesse primario difatti è sempre stato quello di creare una sorta di rete di bloggers che non si disperda: per questo motivo ho creato le MozInterviste e sempre per questo motivo vorrò aumentare ospitate e guest-post.

    Moz-

  3. Beh devo dire che il consiglio numero 5 (Crea un avamposto) è un ottimo approccio. Non ci avevo mai pensato ma devo dire che spesso funziona. Grazie mille!

      • Ciao Riccardo, ti dico la verità l’ho usato proprio ieri per creare un avamposto per un mio post scritto oggi e devo dire che qualche utente si è “incazzato” sostenendo che le mie domande non erano sincere ma erano solo un pretesto per scrivere un post sul mio blog…mmmh… forse è un metodo che non sempre funziona!

  4. Avevo chiesto su FB e su G+ quanto dovrebbe guadagnare un web developer? Sui social si è scatenato il putiferio con un mucchio di commenti. Il giorno dopo ho scritto un articolo sul tema con le mie considerazioni riportando anche qualche commento all’interno. Risultato: commenti al post zero e qualche mugugno sui social da parte di utenti che sostenevano che la mia era una “richiesta truffaldina”.

    • Ciao Ico,

      Facebook dà la possibilità di embeddare i post all’interno di una pagina web. Quindi non c’è niente di male nel prendere un post con dei commenti e inserirlo nella pagina web. Citare un commento lasciato sul tuo sito web non credo che sia un modo truffaldino per far nascere un articolo, e introdurre un argomento sui social per poi pubblicare l’articolo il giorno dopo… beh, al massimo si può dire “attenzione, mi sto facendo un’idea per scrivere un articolo”.

      • Si hai ragione, forse avrei dovuto specificarlo nei post che cercavo delle idee o meglio che stavo sondando il terreno x un articolo…forse è anche il mio target di riferimento che a volte prende le cose troppo sul serio o è ipercritico! Magari se scrivessi un blog di cucina riscuoterei più simpatia e più commenti 🙂 forse potresti scrivere un post su questo: quanto influisce il target di riferimento nel successo di un blog?

  5. Si certo, però dipende dal contenuto del blog. Esempio il mio è solo fatto da contenuti propri, al massimo qualche citazione molto sporadica, ma in tutto e per tutto autoriale eppure molto tecnico. Certo seppure le visite crescono in maniera esponenziale, commenti e likes restano invariati (cioè vicini allo zero). Ed è qualcosa che ancora devo decifrare. grazie per gli spunti.

  6. Bell’articolo, Riccardo.
    Non avevo mai pensato di creare una community, mentre partecipo ad altre sull’argomento che mi interessa.
    Mi hai fatto venire un’ideuzza… 🙂

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