Il 1 dicembre ho pubblicato un articolo legato alla situazione delle partite IVA e del lavoro freelance. Ho intercettato il malumore di tanti professionisti, e mi fa piacere sapere di non essere solo in questa battaglia. Però non voglio comunicare un pensiero negativo.

lavoro freelance

C’è ancora speranza perché il freelance ha una carta preziosa da giocare. Il freelance può muoversi come un imprenditore e ottimizzare la sua attività in base alle esigenze del pubblico e alle singole priorità.

Magra consolazione, lo so. Ma per continuare la tua attività come freelance le lamentele servono a poco. Maledire la realtà e puntare il dito verso l’attività di governo serve ancora meno.

Quello che può essere utile, invece, è una riflessione sul tuo business model, sul tuo modo di intendere il lavoro freelance. Mi collego con quello che ho detto il 1 dicembre e approfondisco individuando 3 punti fondamentali della tua attività:

1. Rinnova

Non fermarti mai, non smettere di rinnovare il tuo universo lavorativo. Il dipendente crede di poter vivere sulla sua poltrona e continuare a svolgere le stesse azioni giorno dopo giorno, ma ignora (nella maggior parte dei casi) che anche lui deve rinnovare la propria attività. Solo in questo modo sarà percepito come risorsa indispensabile.

Non è un pensiero mio, ma di Seth Godin: in questo periodo storico devi essere speciale. Questo significa essere indispensabili. Se non riesci a trovare questa strada diventi sostituibile.

La domanda: come si diventa speciale? Non lo so, non posso saperlo. Nel lavoro freelance ci sono mille combinazioni diverse, impossibili da prevedere. Proprio per questo devi rinnovare il tuo modo di lavorare: solo mischiando le carte in tavola puoi trovare la giusta combinazione.

2. Diversifica

Scelta strategica. Sei un copywriter freelance e la tua attività principale è la scrittura. Il cliente chiede, tu scrivi e il conto corrente si gonfia per poi sgonfiarsi quando arriva la cartella esattoriale.

Bene, devi diversificare. Ovvero devi trovare una nuova fonte di guadagno che si leghi alla tua attività di copywriter. Anzi, alle tue competenze. Ad esempio puoi puntare sui corsi di formazione, puoi investire nella scrittura di un libro (come ho fatto io con Fare Blogging).

lavoro freelance

Ok per i corsi di formazione, ma con il libro non si diventa ricchi. Vero, dovresti vendere quantità infinite di libri per poter vivere solo di questo. Ma il valore indiretto del libro è enorme, ti apre strade inattese. Ti permette di – appunto – rinnovare il tuo business model e diversificare al tua attività.

3. Non mollare mai

Mai. Questo è un punto chiave: non puoi abbandonare il tuo progetto davanti alla prima difficoltà. Le tasse arrivano, e arrivano per tutti, non puoi chiudere attività solo perché ci sono le tasse.

Il lavoro manca. Devi trovare nuovi clienti. Non è facile, lo so, ma fa parte del tuo lavoro. Il mio consiglio: fai il grande salto quando hai già in mano qualcosa, quando hai già qualche cliente nel portfolio. E, soprattutto, quando hai già un blog sviluppato per spingere la tua attività.

Non mi stancherò mai di dirlo: il lavoro freelance è legato al mondo del blogging. Lavori come dipendente e decidi di diventare freelance da un giorno all’altro? Devi affrontare una strada in salita. Hai già un anno di blogging targettizzato, pensato per attirare clienti, all’attivo? Il salto sarà meno pericoloso. Ti lascio qualche articolo per approfondire e un e-book gratuito da scaricare:

Lavoro freelance: la tua opinione

Ora tocca a te. Esatto. Il bello (per alcuni il brutto) del lavoro freelance è questo: sei il primo e l’unico attore protagonista. Tu decidi e tu sei responsabile. Il 2015 sarà l’anno del grande cambiamento?

Lascia la tua opinione nei commenti!

4 COMMENTI

  1. Questo articolo non parla solo di free lance ma di tanti lavoratori con partita iva, le tasse dono diventate insostenibili, il costo della vita è alto.
    La soluzione può essere diversificate ma siamo sicuri che basta?

    • Come si dice dalle mie parti: di sicuro c’è solo la morte.

      Scherzi a parte, la diversificazione fatta bene è un salvagente. Ma deve esserci una buona capacità imprenditoriale. Il problema è che molti freelance ragionano ancora con la mentalità del dipendente: devo lavorare otto ore al giorno e devo guadagnare 50 euro al giorno. Stop.

      Devi essere pronto a lavorare 2 ora al giorno. O dodici. E a non guadagnare niente in un giorno. O a guadagnare mille euro. Devi essere pronto a gestire tutto questo.

      • il freelace si porta il lavoro anche in vacanza, la maggior parte dei possessori di partita IVA lavorano da casa (sul mio blog domani pubblicherò un articolo sulla casa-ufficio).

        Oggi devi lavorare 12 ore al giorno per portare qualcosa a casa a fine anno, perché il freelance fa i conti a fine anno e non a fine mese ceme fanno i dipendenti.

        la vita del freelacer è dura ma infondo ha anche tanti vantaggi.

  2. Salve,

    io sono un fotografo freelance che ha fatto della diversificazione dei suoi servizi un cavallo di battaglia e un modello anche sia di vita che di impresa. E’ normale che bisogna fare le cosiddette “tarantelle” per tirare avanti ma riuscire a mantenere una buona elasticità mentale riesce anche a dare la possibilità di fare nuove cose, interlacciarsi in nuove reti lavorative e di contatti. Solo così e anche facendo rete si può restare bene a galla divertendosi e guadagnando.

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