Pomeriggio. Treno Frecciarossa. Direzione Bologna.

Il Wi-Fi non funziona (o comunque mi chiede di affrontare procedure berbere per accedere), così mi dedico alla scrittura. E provo ad affrontare la monotonia di un viaggio solitario verso Nord.

blogger influencere

Dedico un po’ di tempo al magazine di Trenitalia. Un articolo attira la mia attenzione: non chiamatemi Fashion Blogger. Leggo le prime battute. Il pezzo è dedicato a Cyprien That’s All che – appena tornato da una fashion week a Bruxelles – spara le sue cartucce migliori.

Non chiamatelo fashion blogger – recita l’articolo – perché è un influencer: un discorso differente.

Bella questa. Voglio leggere.

L’opinione di Cyprien

“Essere influencer – sottolinea Cyprien – significa poter scegliere e non essere scelto dalle aziende. Avere la possibilità di dire no ai brand e sentirsi liberi di creare il proprio stile. In un mondo come quello della rete, più che affollato, la marcia in più è una sola: restare se stessi e trovare il proprio filone (…) ho una formazione specifica e, di conseguenza, un linguaggio personale”.

Scegliere e non essere scelto. Mi piace questo ragionamento. Cyprien non considera l’influencer come persanaggio capace di imporre potere sulla massa, ma concentra tutto sulla propria figura. Lui può scegliere. Poi declina il potere sulla qualità del contenuto.

La sua forza diventa necessaria per la creazione di contenuti lontani dalla pubblicità.

Lui sceglie in base al suo gusto personale, ha avuto la fortuna di incrociare i bisogni del pubblico (meglio ancora: ha creato un bisogno) e oggi non deve fare altro.

Non è una combinazione semplice

Probabilmente anche Cyprien deve modellare la sua comunicazione intorno alle esigenze del pubblico. Ma quando riesci a trovare una sovrapposizione tra i tuoi interessi e quelli del pubblico devi fare attenzione. Devi evitare di svendere il tutto con la pubblicità.

Non credo che il ruolo dei blogger sia solo quello di essere scelto dalle aziende, così come non credo che l’influencer debba solo scegliere (c’è sempre un pesce più grande).

Ma sono d’accordo sull’importanza dello stile personale e della comunicazione: l’influencer non deve essere influenzato, deve puntare a una comunicazione immediata, diretta, senza intermediari. La sua forza nasce proprio dalla sua indipendenza, dal suo essere lontano dalle influenze.

Blogger o Influencer?

Cyprien propone la sua idea di influencer: personaggio indipendente che sfrutta il suo potere per pubblicare contenuti di qualità. Così il concetto di influencer acquista un nuovo valore, un nuovo motivo di esistere: influenzare e non essere influenzati nella creazione dei contenuti.

Sei d’accordo?

8 COMMENTI

  1. No, non sono d’accordo.
    Mi sembra tutto un po’ forzato.
    Un influencer é colui che quando dice una cosa ha un peso, un seguito. Come dice la parola é un influenzatore. Punto.
    Spostando il discorso solo sul web, spesso un influencer ha un blog oppure lo é diventato grazie ad un blog, ma non tutti i blogger sono influencer, anzi quasi nessuno.
    Non é detto che sia indipendente. Il più grosso influencer a tutti i livelli, Web compreso, é Gartner una multinazionale.

  2. Grazie per gli spunti Riccardo!
    Credo che la forza dell’influencer sia la competenza prima di tutto, i contenuti di qualità vengono prima di ogni cosa, e il suo network. Sono gli altri a decidere chi è un influencer.. fino a che non lo dicono, è un blogger che probabilemente scrive anche buoni contenuti.
    L’indipendenza come si prova? Preferisco la trasparenza..

  3. L’ho letto anche io quell’articolo e l’ho trovato interessante.
    Penso che il termine “influencer” sia l’evoluzione 2.0 della vecchia etichetta “guru”spesso autoassegnata.Non per forza influencer è sinonimo di qualità, sui social coincide con popolarità per essere molto simpatici o al contrario estremamente antipatici.
    Preferisco i blogger veri che rielaborando contenuti anche di altri aggiungano però una vision propria.
    Per “influenzare” bisogna essere sempre originali e sinceri, ok.
    Ma una volta raggiunto questo status di “indipendenza” si riesce a resistere alle tentazioni (Captatio benevolentiae) dei brand!
    Ho i miei dubbi.

  4. Anche io come Saverio non concordo con la definizione data. L’influenzer è colui che quando dice una cosa quella ha un peso e molte volte “influenza” anche la decisione di altri.

    La definizione che da Cyprien è solamente quella di sapersi “vendere” così bene che hai acquisito un “potere decisionale” dove puoi scegliere a chi vendere.

  5. Ciao Riccardo,
    ogni giorno mi sorprendo sempre di più di quanto Blogger e Influencer evolvono e si amalgano con i loro stessi follower pur mantenendo il loro trend o la loro vocazione (non so se mi sono avvicinata almeno di un pò al tuo discorso); se i follower per esempio vogliono saperne di pù sulla vita privata di un certo personaggio, questo li accontenta, ma forse non si rendono neanche conto che gli donano una maggiore notorietà lontana dal reale scopo del blog o vlog… bah… forse sono io che ci vedo qualcosa di malato.
    Poi c’è la caccia allo sponsor, al marchio che ti fa diventare famoso e che con pochi spiccioli gli fai fare enorme pubblicità, ed ecco che mi chiedo a quel punto se sei influencer si può dire che rimanga effettivamente indipendente?
    filosofia digitale da pochi spiccioli 🙂 ciao!

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