Sai cosa? Devi sempre cambiare.

O meglio, devi sempre metterti in discussione. Non puoi mai adagiare la tua professionalità, la tua essenza di copywriter freelance, sul comodo cuscino dell’autocompiacimento. Tutto va bene, tutto si muove sul binario della normalità, quindi la domanda sorge spontanea: perché cambiare?

prova a scrivere

Ma soprattutto perché uscire dalla famosa zona di comfort? Questo recinto dà sicurezza, regala serenità a chi si lascia proteggere: è un’area comoda, ti spinge a rimanere immobile.

I motivi per abbandonare questa situazione li conosci, e li puoi sintetizzare con un’unica formula: il successo si trova fuori dalla comfort zone. Fuori. Nessuno ha mai fatto affari senza affanni.

Questa è una valida riflessione per organizzare il tuo business, per trovare la forza necessaria e affrontare i timori che – giorno dopo giorno – tormentano i tuoi passi. Soprattutto in un periodo storico come questo (sai cosa significa avere una partita IVA?) caratterizzato da continue pressioni fiscali.

Scrivere fuori dagli schemi

Ma il mio discorso sulla comfort zone oggi va oltre. Metti a fuoco il tuo lavoro quotidiano: cosa fai? Scrivi testi per portali turistici? Scrivi articoli per un blog aziendale? Ti occupi di SEO? Di newsletter?

scrivere meglio

Hai uno stile, uno schema, un modus operandi. Sai già cosa farai e come inizierai il tuo lavoro. Non è un problema, va bene così: un professionista sa sempre cosa fare. Ma cresci in una situazione opposta: ovvero quando non sai cosa fare. Quando devi accendere il cervello.

Certo, il tuo cervello è acceso anche durante il tuo lavoro quotidiano. Ma è vittima della routine, di un’anestesia necessaria per semplificare la tua attività. Quando c’è linearità tutto scorre nel miglior modo possibile. Ma quando arriva un ostacolo hai un obbligo: risolvere nel miglior modo possibile.

Prova a scrivere

Devi infilarti per forza nei guai per mettere alla prova le tue abilità di web writer? No, puoi farlo anche subito. Ora. Devi solo uscire fuori dagli schemi e affrontare una nuova sfida. Vuoi qualche esempio?

  • Prova a scrivere una canzone.
  • Prova a scrivere una poesia.
  • prova a scrivere un articolo di cronaca nera.
  • Prova a scrivere un approfondimento politico.
  • Prova a scrivere un tutorial.

Ovviamente puoi aggiungere quello che preferisci alla lista (prova a scrivere il biglietto di un Bacio Perugina). L’obiettivo è semplice: andare oltre, uscire dai tuoi schemi quotidiani, superare i limiti.

Perché i limiti te li imponi, non arrivano dal nulla. Ci sono delle propensioni, c’è il fiuto innato per la scrittura, ma c’è anche tanto esercizio. E l’esercizio arriva anche dalla variazione, dal nuovo che incombe e stravolge la tua attività quotidiana.

La tua opinione

Sai come è nato questo articolo? Scrivendo una canzone con 3 amici al pub (Bianca, Biagio, Flavio). Una scena leggendaria, vero? In realtà stavamo rielaborando in chiave demenziale un classico italiano. Un’attività che, in ogni caso, ha messo a dura prova la mia penna.

E tu hai provato a mettere sotto pressione il tuo modo di lavorare? Secondo te è giusto uscire dalla comfort zone? Lascia un commento, affrontiamo insieme il tema. Subito dopo ti consiglio di dare uno sguardo agli esercizi di scrittura creativa di Pennablu.

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12 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, una riflessione interessante.
    Il problema, a parte l’esercizio, credo sia nel trovare l’argomento giusto, o meglio… il modo di scriverne. Basta dare un’occhiata ai blog di settore per rendersi conto che vengono scritte più o meno sempre le solite cose e persino allo stesso modo. E credo sia una situazione un po’ più complessa da affrontare, che non qualche esercizio di stile. Tu cosa ne pensi?

    • Io credo che sia importante basare il proprio lavoro sull’esperienza personale. Io non parlo del modo migliore per scrivere un articolo ma di come io scrivo un articolo.

      Questa è la soluzione. Secondo te?

      • Concordo in pieno. Però tu hai un metodo, molti altri non ce l’hanno e utilizzano i metodi altrui. E quindi è un serpente che si morde la coda. Tu hai sempre un taglio molto personale agli articoli, ma non è la prassi. E, appunto, secondo me moltissimi si affidano al “Lo dicono tutti quindi lo dico anche io”.

        • Partiamo da un punto: fare blogging a tempo perso è un diritto, essere blogger per mestiere è un’altra cosa. E allora rilancio con una domanda: tutti possono essere blogger? Ci sono delle caratteristiche individuali che possono fare la differenza?

          • Non è così semplice. L’input è “Se lavori online devi avere un blog” e quindi ormai, lo hanno tutti. Difficile distinguere chi fa il blogger di professione da chi lo possiede per promozione personale. Già qui si ha la distinzione tra blogger professionale e non, no? La tua domanda è interessante, ma è difficile rispondere. Il blogger che coinvolge, a prescindere dal tema che tratta nel suo blog e dal fatto che lavori come blogger (dunque sia il suo mestiere) o meno, è un professionista in quello che fa a mio avviso. Ci sono caratteristiche “tecniche”? E’ troppo facile oggi creare un blog e scriverci su. Posso dirti che fa la differenza la qualità dei contenuti, ma quello non dipende da quello che scrivi, ma da come lo fai.

  2. Grazie della citazione 🙂
    A me piace variare. Tanti anni fa ho provato a scrivere sia canzoni sia poesie. Anche articoli giornalistici, ma tutto per me stesso. Variare la scrittura, uscendo fuori dal consueto, secondo me è sempre un esercizio interessante, che migliora la scrittura perché stimola la creatività. E ti fa affrontare soprattutto linguaggi differenti.

    • Esatto, lo penso anche io. Questo è uno dei migliori esercizi per chi vuole avere una carta in più: variare. Non devi farlo per forza da professionista, non devi scrivere poesie per lavoro. Ma per la tua arte.

  3. Ciao Riccardo, ottimo post. Ora però inizio a credere alla telepatia: anch’io oggi ho parlato nel mio Blog della necessità di uscire dalla “comfort zone”. Auguroni di buon anno!

  4. Ciao! Articolo che cade a fagiolo con una lettura che mi sono auto-regalata per Natale: “Esercizi di Stile” di Raymond Queneau. Lo conoscete?
    Credo che sia una questione di esercizio, di pratica, ma anche di conoscenza dell’argomento quindi bisogna anche leggere! Buon Anno a tutti, copywriters!

  5. Uscire ogni tanto dalla rassicurante monotonia della propria comfort zone fa benissimo (anche se non è sempre facile…). Aiuta a mettersi in gioco con spirito positivo, allarga l’orizzonte e apre a nuove skills. Come in questo caso: grazie Riccardo per lo spunto, assolutamente da mettere in pratica! 🙂

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