Un articolo contro le bullet list che si propone con la classica forma delle liste puntate? Lo so, è un controsenso, però in questo caso è giusto affrontare l’argomento attraverso step precisi.

Partiamo da una definizione: cosa sono le bullet list? Con questo termine si intendono gli elenchi, delle soluzioni che permettono di organizzare il testo in modo ordinato. Nella maggior parte dei manuali di leggibilità, infatti, la lista puntata viene indicata come soluzione definitiva.

liste puntate
Lavoriamo con le liste puntate – Fonte immagine

Vuoi migliorare la leggibilità? Usa la lista puntata. Funziona sia in termini parziali (per definire una sezione del testo), sia nell’organizzare l’intero articolo attraverso la struttura puntata.

I punti di forza delle liste puntate

Questa struttura viene utilizzata per attirare l’attenzione dei lettori. Combinata con una buona headline fa miracoli: riesce a intercettare le esigenze dei lettori, cattura l’attenzione dei distratti.

Soprattutto quando si mescola con il persuasive copywriting. Qualche esempio:

  • 5 modi per ottimizzare (ora) il tuo titolo
  • 11 passaggi per aumentare subito le visite del sito

In questo caso la leva persuasiva è il tempo: ottenere qualcosa subito, senza sforzo, è una delle soluzioni più efficaci per convincere il lettore a cliccare. Motivo? Il tempo è una risorsa scarsa, le persone sono sempre alla ricerca di una soluzione per ottenere buoni risultati in tempi brevi.

Queste headline fondono il principio persuasive con la lista puntata.

Ovvero uno stratagemma che stimola direttamente l’attività cognitiva del lettore. La lista puntata è sinonimo di ordine, la lista puntata definisce, organizza, gestisce il caos e lo racchiude in una risorsa.

Ecco cosa è la lista puntata: qualcosa che permette di risparmiare energie cognitive. Il lettore non deve interpretare, non deve neanche cercare le informazioni o i passaggi. Il lettore deve solo consultare e scorrere lo sguardo alla ricerca dell’informazione giusta. Fantastico, vero?

Sì, le liste puntate aiutano molto. Ma guai a trattarle come la soluzione a tutti i mali. Sono uno strumento utile, possono cambiare le sorti di una landing page quando elenchi i benefici di un bene/servizio e possono dare brio al tuo calendario editoriale. Ma non sono la soluzione a tutto.

Ecco 4 motivi per non usare le liste puntate.

1. Sono monotone

Prova a immaginare un blog che pubblica solo liste puntate. Ogni articolo propone la classica numerazione. Un giorno i consigli sono 5, il giorno dopo passiamo a 7 (numero magico nel mondo delle bullet list), poi arriva la genialata: 105 tips. Praticamente un elenco telefonico.

Ben inteso, riconosco il potere di queste soluzioni. Ma credo anche che sia utile mantenere alta l’attenzione del lettore. Un lettore che ti segue ogni giorno e riconosce nei tuoi titoli la ridondanza. Prima di scegliere un titolo vai nella home e guarda cosa hai scelto per gli ultimi 5 articoli.

Per approfondire: perché il tuo lettore ama le bullet list?

2. Sviliscono l’argomentazione

Questo è un concetto interessante. Le liste puntate sono ottime per racchiudere i passaggi di una procedura. Possono essere portate anche su visual per rendere più chiara e immediata la procedura. In questi casi le consiglio sempre. Le sconsiglio, invece, quando il fine dell’articolo è argomentativo.

Quando espone un pensiero, un’opinione.

Ovvero quando la lettura deve seguire il filo logico di chi scrive. L’esposizione di un pensiero ha bisogno di consequenzialità. Ha bisogno di ritmo tra parole e frasi, tra emozioni e informazioni.

Portare un testo argomentativo su lista puntata vuol dire perdere il concatenamento che nasce dalla buona argomentazione. Causa ed effetto, tesi e antitesi che arrivano alla sintesi.

Schematizzare può essere utile, ma il coinvolgimento si ottiene in altro modo.

3. Banalizzano

Quante volte hai trovato i 15 tool definitivi per fare qualcosa di buono nel tuo settore? Arrivi sul post e trovi solo la base, nulla di nuovo, solo una pallida riproposizione di quello che già sai.

Accade quando si considera solo il potere della lista senza valutare il contenuto dell’articolo. Non basta inserire un numero nelle headline e una bullet list nel testo per creare un grande contenuto. Vuoi sfornare una lista di tool e risorse? Investi un mese del tuo tempo per cercare qualcosa di nuovo.

A proposito di headline: perché i numeri nei titoli funzionano?

4. Emotività

Secondo te è possibile fare storytelling con una lista puntata? Trasmettere emozioni? Lo sai che le persone cercano contenuti utili sul web, ma questi contenuti servono solo a risolvere problemi?

Le informazioni danno soluzioni specifiche, arricchiscono, risolvono. Ma le persone non cercano solo queste. Non hanno bisogno solo di informazioni per vivere bene, ma anche di emozioni.

Ecco, una lista puntata ha dei seri problemi in questo settore.

Difficile comunicare rabbia, gioia, soddisfazione, disappunto con una bullet list. Non è impossibile, puoi usare un titolo come: “Cinque motivi per lasciare l’Italia e cercare lavoro all’estero”.

Ma non ha lo stesso carico emotivo di: “Ecco perché lascio l’Italia e cerco lavoro all’estero”.

La tua opinione sulle liste puntate

Ovviamente non ci sono delle regole fisse. Tutto si basa sulla relatività, sui test che un blogger deve fare per individuare la soluzione giusta. Ma io credo che le liste puntate siano un ottimo strumento per sfruttare situazioni specifiche. Ma non per risolvere qualsiasi problema.

Sei d’accordo?

8 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con te su tutti i punti (per rimanere in tema!). L’elenco puntato va bene a schematizzare per rendere più chiari i concetti, non di certo per raccontare. In quest’ultimo caso ci sono i titoletti dei paragrafi.

    • E ci sono anche tecniche raffinate come i cliffhanger (https://www.mysocialweb.it/2014/01/03/internal-cliffhanger/)che mantengono sempre alta l’attenzione. Il punto è questo: le liste puntate sono sempre utili per diminuire la distanza con il lettore?

      Ti ringrazio per il commento!

  2. Concordo con quello che dici Riccardo. In particolare sulla questione Emotivitá.
    Gli elenchi vanno benissimo in alcune situazioni ma possono essere deleteri in altre, in particolare nei post dove la componente emozionale deve esser protagonista. Bel post! 🙂

    • Mi trovi perfettamente d’accordo: le liste puntate sono uno strumento. Ogni situazione ha bisogno di iniziative specifiche e tool dedicati.

  3. Ciao, è vero il discorso sulla ridondanza dei titoli che offrono liste per qualsiasi cosa, ma difficilmente aggiungono qualcosa di nuovo.

  4. “Ovviamente non ci sono delle regole fisse”, citazione tua, penso che siano comunque emotive, se il lettore, nell’evidenziare il punto d’interesse, viene trascinato all’azione successiva sia di sola lettura che d’informazione, oppure no, ma incuriosito compie il passo successivo. Io ho questo atteggiamento, forse troppo curioso. Grazie Riccardo.

  5. io ho iniziamo ad usare da qualche mese e devo dire che mi hanno permesso di dare un valore aggiuntivo ai miei post, non solo per facilitare la consultazione in post un pochino lunghi (è un sito creativo 🙂 ma perchè mi permettono di mettere in luce i punti fondamentali del post, penso comunque che come ogni cosa non bisogna farne un uso eccessivo o perdono di efficacia…
    Approfitto per augurarti Buone vacanze Riccardo
    a presto Rosa (kreattiva)

    Info di servizio: Ti porterò con me in valigia (ho acquistato il tuo libro Fare blogging) chissà che al ritorno non stravolga il mio blog con i tuoi consigli 😉

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