Come applicare la strategia dell’Oceano Blu al tuo blog

Quando lavori con un progetto editoriale hai bisogno di un'attenzione in più per spingere il tuo universo fatto di buoni contenuti e strategie di pubblicazioni. Da dove iniziare? Io direi dall'Oceano Blu.

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Strategia Oceano Blu, un nome che rimanda all’attività di web marketing più efficace e utile del mondo. Vale a dire occupare uno spazio che non è stato congestionato dai tuoi competitor. Obiettivo? Concentrare l’attenzione e l’impegno.

oceano blu
Vuoi iniziare a muoverti nell’Oceano Blu?

Perché continui a nuotare in un mare in tempesta per il tuo progetto? A volte tutto rimanda a una miopia strategica, si collega a una mancanza di pianificazione.

Una caratteristica che spinge il blogger, ma giusto per dire una delle tante professioni legate al web marketing, a fare l’unica cosa che non può evitare: l’emulazione.

Un circuito vizioso fatto di lotte feroci per conquistare l’attenzione, per fidelizzare il lettore, per rubare uno straccio di tempo e una condivisione su Twitter. La strategia Oceano Blu ti consente di evitare tutto questo. In che modo? Continua a leggere.

Cos’è l’Oceano Blu: definizione e spiegazione

Con il termine Oceano Blu si definisce un settore del proprio universo professionale in cui non c’è ancora concorrenza. Questo passaggio si contrappone all’Oceano Rosso che, invece, è caratterizzato da una presenza massiccia di competitor.

Si tratta, in pratica, di un sistema di estrema concorrenza, caratterizzato da tattiche spietate e una crescita lenta. Entrare nell’Oceano Rosso è facile, ma in questo luogo è difficile prosperare. Tutto questo è superabile? Ma certo.

Secondo la strategia proposta da Chan Kim e Mauborgne non devi battere i rivali, non devi puntare all’Oceano Rosso. Devi creare oceani blu inesplorati, devi generare e soddisfare nuove domande. In che modo? Scopriamolo insieme.

Per approfondire: la costanza nel mondo del blogging

Oceano Blu: il libro con esempi che dice tutto

Il concetto prende spunto da uno dei principali libri di web marketing, uno di quei testi che dovrebbero essere sempre sulla tua scrivania: “Strategia Oceano Blu. Vincere senza competere” dei già citati W. Chan Kim e Renée Mauborgne.

Cosa significa puntare sull’Oceano Blu?

Creare valore puntando verso l’innovazione e non cercando di battere la concorrenza sullo stesso campo. Questo vale anche nel mondo del blogging. Nella maggior parte dei casi essere migliori non significa affrontare a muso duro i competitor.

Devi trovare strade alternative e migliori. Tutti cercano la combinazione giusta per creare una buona headline. Anche tu sei alla ricerca della formula vincente, perché sai che in questa stringa di testo c’è la possibilità di raggiungere il successo.

oceano blu blog
La differenza tra Oceano Blu e Rosso – Fonte immagine

Incrociare una headline vincente significa attirare l’attenzione nelle serp e sui social. Ma spesso il titolo è anche il primo elemento che un blogger cerca di emulare. E così ci troviamo la timeline di Twitter o Facebook piena di titoli – fotocopia.

Questo è solo l’inizio. Il vero problema arriva quando il testa a testa si sposta sugli argomenti. Stesso discorso vale per il visual: programmi come Canva e siti di immagini gratis ti permettono di creare un’ottima esperienza. Ma appiattiscono tutto.

Trova la tua nicchia: analisi del contesto

Puntare verso la strategia Oceano Blu vuol dire lavorare dove altri non hanno avuto la forza di esserci. O magari non possono immaginare che c’è qualcuno che ha bisogno di determinate informazioni. Il consiglio di Seth Godin in questi casi è utile.

Quindi devi trovare la tua platea. In questi casi è impossibile ignorare il processo che ti suggerisce di studiare le keyword con i vari strumenti messi a disposizione dal web. Parlo dei SEO tool che raccolgono le varie parole chiave del web:

In questo modo puoi avere a disposizione una serie di dati per capire se c’è interesse intorno a un tema. Poi, devi andare alla ricerca delle long tail keyword.

long tail keyword
La long tail keyword secondo Moz.

Vale a dire quelle ricerche composte da più parole che indicano un interesse specifico, non di massa. Lontane da quelle che sono le esigenze grossolane delle fat head.

Le caratteristiche di queste query abbracciano un volume di ricerca basso, ma spesso una redditività alta. E soprattutto una nicchia fedele che devi sfruttare al meglio. Dopo aver svolto questa parte dell’analisi si passa alla serp di Google.

Crea il tuo stile personale con il blog

Riuscire a vincere uno scontro frontale nell’Oceano Rosso non è impossibile. Ma è più facile creare un mare blu. Come? Iniziando a studiare ciò che hanno fatto gli altri. Devi guardare nella serp e capire come superare i tuoi competitor.

Poi devi parlare con la propria voce creando dei contenuti utili e personalizzati. Lo so, è difficile. Per qualche blogger è impossibile. Il miglior modo per emergere è questo: creare un proprio stile che riguardi il visual, le headline, la scrittura.

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Ti presento la tua strategia Oceano Blu su mappa mentale – Fonte immagine

Soprattutto i contenuti. Nella scrittura deve emergere la tua persona, la tua esperienza personale. Tutto questo ha un prezzo: le persone odiano mettersi in gioco, soffrono quando devono guardare nel profondo e dare voce alla propria esperienza.

O forse non ci riescono. Ed è giusto così, a volte la scintilla arriva dopo qualche mese. A volte non giunge mai. E il blogger continua a nuotare in un Oceano Rosso. È questo che desideri? Vuoi continuare a inseguire o preferisci dare il tuo contributo?

Risorsa utile: come e perché scrivere ogni giorno

Strategia Oceano Blu: la tua opinione

La strategia dell’Oceano Blu, ovvero dell’affrontare un settore competitivo attraverso gli stessi strumenti di un esercito di competitor. Non è una soluzione errata, ben inteso, ma non è facile emergere in questo modo. Evitare l’Oceano Rosso è una soluzione migliore, non credi? Tu come procedi?

Ultimo aggiornamento:

7 COMMENTI

  1. Buongiorno Riccardo,
    questo è proprio un bel post, una bella lettura di lunedì mattina.
    Io, da poco approdata nel mondo blog, mi sento molto vicino all’oceano blu ma con qualche variante. Quello che cerco e cercherò di fare è proprio scrivere sui settori che mi interessano, non solo inerenti il mio lavoro ma anche le passioni che vivo parallelamente. Senza seguire una scia precisa ma cavalcando la mia personale onda.
    Nel primo post ho proprio parlato di “oceano condiviso” e ti ho anche citato tra quelli che mi hanno ispirata e dai quali traggo spunto per la carica e l’energia per continuare.
    Quindi, grazie ancora per regalarci questi preziosi consigli.
    Buon lunedì
    Mimma

  2. Le mode seppelliscono tutto, ogni tentativo di innovazione vera, ogni verità non manipolata, ogni ambizione fuori contesto. E’ la frustrazione di molte persone geniali. Come ho scritto in un mio racconto: “sulla vetta si è sempre in pochi”! Il conformismo è più rassicurante e in una società che penalizza le voci “fuori dal coro”, appiattirsi su quello che fanno e dicono gli altri è meno destabilizzante. In tutti i campi sperimentiamo ogni giorno quanto sia difficile accettare ciò che è “diverso”. La qualità di un blog non sempre corrisponde alla sua popolarità, qualche volta sono criteri contraddittori. L’ho notato quando forrnisco una chiave di lettura diversa per qualunque argomento: è incredibile con quanta aggressività rispondono in molti, nonostante il mio impeccabile tatto e rispetto per le opinioni altrui. Non ho formule da suggerirti, ma ti auguro tanta fortuna!

  3. Io credo che entrando nell’oceano la maggior parte delle persone rimanga vicino alla costa, dove c’è tanta gente, poi quando decidi di essere pronto prendi coraggio, perfezioni la tecnica di nuoto e ti avventuri al largo, dove sei solo, l’acqua è tutta per te e ti rendi conto che è un posto fantastico. Se poi sei l’unico ad avere un motoscafo e sei già pronto è tutto diverso.

  4. Ciao Riccardo , questa volta voglio rispondere un po’ con una ‘battuta’ senza dare troppe spiegazioni, accodandomi a un altra risposta .
    Anche io faccio parte dell’ ‘oceano giallo ‘..
    😉 ciaoo

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