Già, bella domanda: a cosa serve Twitter? Questo social network è simbolo di semplicità e immediatezza, un tool che lascia poco spazio all’improvvisazione. Hai un messaggio? Lo condividi.

Se hai un blog lanci il tuo link nel form e via: crei il tuo messaggio. O meglio, condividi il contenuto. Perché è questo il tuo obiettivo, giusto? Condividere. Fare in modo che la tua opera arrivi ovunque.

A cosa serve (veramente) Twitter

Non sei un caso isolato. È normale cadere in questo ragionamento. Ci sono cascato anche io all’inizio, anche se ora sorrido quando incrocio un account Twitter che condivide solo contenuti proprietari. Vorrei abbracciare chi lo gestisce, con dolcezza, per dargli una pacca sulla spalla.

Sta sbagliando tutto. Siamo tutti succubi dei numeri, delle condivisioni, della riprova sociale. Ma chi usa questo social solo per condividere sta sbagliando tutto. Perché non ha capito a cosa serve Twitter.

Serve a fare rete?

Ok, questa è la risposta che danno tutti. O almeno tutti quelli che hanno colto la capacità del mezzo. Twitter non serve solo a condividere link ma deve essere usato come un’occasione per fare amicizia. Perché con Twitter puoi conoscere persone interessanti e scambiare due chiacchiere.

Tutti sanno che le chiacchiere sono il condimento dei rapporti professionali. Twitter ti permette di creare relazioni virtuose, fare amicizia con qualcuno che si trova a centinaia di chilometri di distanza.

A cosa serve Twitter? A creare nuovi rapporti. Ora sposta questa risposta verso una prospettiva professionale. Una semplice chiacchierata su Twitter può essere utile per migliorare la tua agenda. Ma Twitter può essere usato anche per integrare la tua attività di blogger outreach.

Per approfondire: come usare gli hashtag su Twitter.

Fare blogger outreach con Twitter

Individuare e interagire con i blogger adatti ai tuoi scopi: ecco il significato di blogger outreach. Stai lanciando un servizio, hai bisogno di un ambassador, devi fare live tweeting, vuoi raggiungere degli influencer e fare in modo che parlino del tuo prodotto. O vuoi far conoscere il tuo blog.

Tanti possono essere i motivi per fare blogger outreach. Però la strada è sempre la stessa: individuare e interagire. E Twitter è perfetto per lavorare in questa direzione.

Individuare

Una semplice ricerca su Twitter ti permette di individuare persone che affrontano un determinato argomento. Però non basta per intercettare le persone che possono far comodo al tuo progetto.

buzzsumo twitter

Io in questi casi uso due tool fondamentali: BuzzSumo e Followerwonk. Con il primo individuo gli utenti interessati a un determinato tema, con il secondo analizzo i vari profili e seleziono quelli adatti a me. Una nota positiva: BuzzSumo ti permette di individuare gli influencer in un determinato settore.

Interagire

Hai individuato i blogger adatti, hai creato una Twitter List, hai caricato tutto su Hootsuite: adesso viene la parte interessante del lavoro. Ora devi creare una relazione stabile con questi profili.

I blogger da raggiungere non sono semplici contatti email: non funziona così. Se vuoi ottenere un buon risultato nella tua attività di blogger outreach – e più in generare di social media marketing – devi creare relazioni stabili e durature. Twitter è perfetto per questo scopo perché ti permette di accorciare le distanze con i tuoi contatti.

Inizi con un ReTweet, continui con un’interazione, con un’opinione su un contenuto che hai trovato interessante. Segui questa direzione, senza diventare un vero e proprio stalker ma accorciando sempre di più le distanze. E immagazzinando dati utili alla tua attività di blogger outreach.

Vuoi approfondire? Leggi questo articolo di Web In Fermento dedicato al blogger outreach.

A cosa serve Twitter?

Ovviamente l’attività di blogger outreach non si limita a questo, ma può trovare un valido alleato in Twitter. Ovvero uno strumento che può essere usato per condividere contenuti, ma che deve essere utilizzato per sfruttare una delle risorse più importanti che abbiamo: la capacità di fare rete.

Io Twitter lo uso anche questo modo, ma voglio sapere qual è la tua opinione: secondo te a cosa serve Twitter? A condividere link? A chiacchierare? A creare relazioni? Lascia al tua idea nei commenti.

16 COMMENTI

  1. Ottimi i consigli su come procedere: individuare influencer, organizzarsi con liste/tool e interagire!
    Che cosa ne pensate the vari tool manager come Socialbro o Manageflitter??

    • L’importante è prendere coscienza e iniziare a usare Twitter come uno strumento dalle mille sfumature, e non solo per pubblicare e ripubblicare contenuti.

  2. Twitter non serve più a condividere i link a qualcosa di tuo che sta da un’altra parte, anche in seguito alla svolta social simil-Facebook di Twitter: così, per esempio, ci siamo accorti delle stelline che servono a mandare una notifica e, quindi, a segnalare di esserci ma anche a confermarci che noi stessi ci siamo.

    Una volta avevo fatto dei conti e stimato che per far propagare un proprio hashtag occorre coinvolgere un numero di follower maggiore della media dei follower che hanno i propri follower. Pertanto, chi ha tantissimi follower ha più possibilità di altri.

    • Però dipende sempre dalla qualità. La quantità è importante ma se non hai un target profilato… La vedo dura!

      • Certo, la qualità ma come misuriamo la qualità? Per esempio, col numero di follower che riesci a coinvolgere. Se quel numero è maggiore della media dei follower dei tuoi follower, numericamente e idealmente funziona; se funziona realmente non lo so perché non ho mai provato.

  3. Perfettamente d’accordo con te @Riccardo. “Inizi con un ReTweet, continui con un’interazione”. Anche io ho impiegato un po’ a capirlo, ma una volta compreso il vero valore di questo social la sua utilità emerge notevolmente.

    • E molti continuano a non capire, a utilizzare Twitter per spingere il proprio blog e stop… Uno spreco di tempo.

  4. Tutto giustissimo, Twitter non è solo un megafono per contenuti pubblicati altrove. Twitter è la possibilità di poter cogliere l’intelligenza e l’ironia delle persone grazie alla sua sinteticità. Io lo apprezzo per questo: fare rete dovendo andare subito “al succo” è più facile e produttivo.
    Grazie e buon lavoro a tutti.

  5. La storia della qualità ormai è relativa. Io vedo blogger che interagiscono con altri blogger, sempre gli stessi. Twitter è bello, immediato, ma decisamente dispersivo. Vedo utenti che inviano decine di tweet senza ottenere menzioni o retweet. Lo preferisco comunque a Facebook

    • Secondo me tutto dipende da chi usa un determinato strumento. Lo puoi sfruttare per creare interazioni, per ampliare il raggio o per rimanere nel tuo orticello. Sei tu che decidi.

  6. Wow, chiaro, utile e necessario! “Facevo di tutti i social un fascio”. Grazie per avermi esplicitato la differenza. Ne farò tesoro

  7. secondo me serve a promuovere l’imprenditorialità e la cooperazione con altri individui che lavorano nello stesso campo.

  8. Twitter per me è tutt’altro che semplice. Entrare su Twitter è come quando sono stato per la prima volta a New York: tutto corre, tutto è breve ma intenso. Breve è l’aggettivo più adatto a Twitter. Ricordo un’intervista su Radio 105 tra Cattelan e Jovanotti (due soggetti molto seguiti su Twitter) in cui parlavano di quanto fosse complesso esprimere un pensiero in così pochi caratteri, ma era anche il suo bello. Quando alla fine ci riesci, quando arrivi al punto finale con 0 caratteri rimanenti, allora ti senti persino soddisfatto, più che con gli altri social network.
    Io su Twitter cerco di condividere tutto quello che mi interessa e che mi piace, senza la paura di “spammare” o disturbare: tanto la corrente è talmente forte che il mio tweet scorrerà via in pochi attimi.

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