Una domanda che terrorizza i blogger e i web writer: meglio dare del tu o del voi? Nei testi che pubblico sul blog e sulle pagine del sito web devo rivolgermi al singolo o alla massa indistinta? Importante rispondere se vuoi scrivere per il web.

La mia idea la trovi qui. Ogni giorno puoi leggere articoli che si rivolgono a te. Io parlo con il pubblico usando la seconda persona singolare, preferisco dare del tu.

dare del tu
Meglio dare del tu o del voi? Prima di scegliere retweetta questa foto.

Soluzione? Non esiste. Ci sono blogger che utilizzano il voi, e altri che preferiscono la seconda persona singolare. Io ho scelto di dare del tu al lettore per un motivo molto semplice. Voglio un lettore che diventi grande amico.

Accorciare le distanze

Lavorare con la seconda persona singolare mi permette di raggiungere un obiettivo importante: accorciare le distanze, dare la sensazione a chi legge di essere al mio fianco, al tavolino del bar. Sto scambiando due chiacchiere con il pubblico e sto raccontando il mio punto di vista sull’argomento.

Questo è il motivo che mi spinge a dare del tu. Io non mi vedo come un professore o un docente che, dalla propria cattedra, spiega un concetto. Il post è l’occasione per raccontare la mia opinione e la mia esperienza. Quindi non ho bisogno di creare distanze. Anzi, le voglio eliminare.

Per approfondire: semplici trucchi per scrivere meglio

Distruggi il corporatese

La seconda persona singolare è anche l’occasione giusta per interrompere la tradizione corporatese, il linguaggio dell’azienda che vuole comunicare autorevolezza e serietà attraverso la posizione distaccata della forma impersonale: “bisogna sapere che, occorre lavorare in questo modo”.

Quindi devo dare del tu?

Questa è la mia opinione, ma non è una mia scoperta. Anche Luisa Carrada punta verso questa direzione, suggerendo uno stile personale e diretto. Ma la seconda persona singolare non è una scelta a priori. Dare del tu al lettore è fantastico, ma devi decidere dopo un’attenta analisi del target.

A chi ti rivolgi? Quanto sa dell’argomento di cui stai scrivendo? Calibra il linguaggio che usi, le informazioni che trasmetti, la complessità di quello che dici e il tono sulle attese e le competenze del tuo destinatario.

Nel testo di Nuovo e Utile che ho citato c’è tutto quello che ti serve: ogni scelta che fai per il tuo blog, ma anche per i testi che scrivi per un sito web, deve essere giustificata. Non puoi dare del tu solo perché suona meglio. Magari il target di riferimento non accetta il tuo avvicinamento. E il tuo tone of voice.

Lavora sulla community

Nella maggior parte dei casi io uso la seconda persona singolare. Per il sito web di un albergo, ad esempio, mi dirigo quasi sicuramente in questa direzione. Se voglio costruire una community, o se questa community è già attiva, valuto la possibilità di usare il voi. Ma prima di prendere una decisione studio il destinatario.

Da leggere: come ottimizzare una pagina web

Tu o voi: cosa scegli?

Io ho individuato il mio stile, il mio modo di lavorare con i lettori. Chi mi legge sa cosa e come scrivo. Ma non ho paura di proporre ai clienti una scrittura fresca e amichevole. Le persone sono stanche dei palloni gonfiati che si credono superiori.

Questa è la mia idea. Cosa hai scelto? Preferisci tu o voi? E la forma impersonale? Lascia la tua opinione nei commenti, aiutami a sviluppare il post.

25 COMMENTI

  1. Il voi mi ha sempre dato la sensazione di qualcosa di vecchio…il web è “giovine” e quindi il tu va benissimo.

  2. Io do del voi, non mi piace il tu e non lo trovo naturale. Dare del tu nel blog non significa essere impersonali, comunque, ma rivolgersi all’intero pubblico di lettori. È così che vedo io il mio blog: io che parlo a tutti, agli amici con cui siedo. In fondo il blog non è un dialogo fra te e un lettore, ma fra te e tanti lettori.
    Ho usato il tu solo quando ho scritto dei guest post per blog, come il tuo, che usano il tu: era per un modo per non spiazzare i lettori abituati a un altro approccio.

  3. “Tu” tutta la vita.. “..dare la sensazione a chi legge di essere al mio fianco, al tavolino del bar..” come fosse una chiacchierata..

  4. Io ho scelto di dare del tu. In fondo parlo delle mie esperienze personali e l’utente che passa sulla mia pagina è come se venisse a bersi un the nel mio salotto. Ci vuole del tempo, ci sto ancora lavorando, ma questa credo sia la strada giusta.

  5. Il tu è più scorrevole e suona meglio, il voi effettivamente è più adatto a un’idea di community. Però alla fine i lettori solo dei singoli: difficile che ci si metta a fare letture di gruppo dei blog, anche se certi lo meriterebbero 🙂

    Quindi io voto per il tu

  6. Ciao Ric!
    Fino a qualche tempo fa utilizzavo esclusivamente il “tu”. Poi mi sono evoluto nel “voi”.

    Il tu aveva il vantaggio di essere più informale e, forse, mettere maggiormente a proprio agio il lettore. Improvvisamente ha cominciato a starmi stretto, mi sembrava di sbagliare rivolgendomi ad uno anziché abbracciare tutti i lettori.

    Penso non ci sia una scelta esatta: ciò che vince è il contributo che riusciamo a dare alla nostra nicchia, durante tutti i 365 giorni dell’anno.

  7. Io invece trovo difficile utilizzare la seconda persona singolare. Preferisco usare la forma impersonale o il voi, più generico a mio parere. E’ vero che talvolta il Tu funziona meglio ma a me dà l’impressione del classico tono da “venditore”. Non trovate?

  8. Io proverò ad usare il “tu”, ho appena avviato un piccolo blog (http://mclasa.blogspot.it/) in cui farò tutorial di informatica, recensirò film, e che spero sarà un luogo di svago per me e per i miei lettori. Qualsiasi consiglio è ben accetto!

  9. Io ho sempre scritto utilizzando la seconda persona singolare. Mi sembra di essere ancor più vicino al lettore e spiegar meglio le cose. Potrei consigliare il libro di Luisa Carrada, Lavoro, dunque scrivo! Ottima lettura.

    Bye,
    Antonio.

  10. Ancora oggi devo confrontarmi spesso con chi propone il tu e il voi, in modo indifferente, anche sullo stesso canale. Io sono assolutamente per il tu, più diretto e incisivo, ti consente di stabilire subito un dialogo.

  11. Anche io penso che i blogger che scrivono in inglese siano davvero avvantaggiati anche sulla questione tu\voi=you.
    Personalmente ho sempre scritto con il “tu” per il semplice fatto che i post sul mio blog vengono letti da una singola persona su un singolo device (a meno che un mio articolo non diventi oggetto di studio in una conferenza sulla cucina…..cosa alquanto improbabile).
    Grazie per questo articolo che come sempre trovo preciso e diretto…proprio come quando si usa “TU”

    • (contestualizzando nella realtà)
      anche in classe uso e voglio che i miei ragazzi usino il “TU”. Specialmente perché qui a Napoli il “LEI” viene usato solo dagli avvocati ed il “”VOI” per me suona proprio male

    • Ciao Giuseppe, ti ringrazio e confermo la correttezza, dal mio punto di vista, del tuo ragionamento. Io leggo l’articolo e mi identifico nelle parole: non leggo insieme ad altre persone.

  12. Grazie per le informazioni. Io ho la fissa dei tre puntini… li uso però solo su Facebook per promuovere la mia azienda. Mi rivolgo alle mamme ad ai papà, li chiamo proprio così!😄 Ciaooo

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