A volte, non sempre.

Questa è una domanda che spesso mi ritrovo nelle conversazioni online e offline: perché le persone condividono contenuti banali? Perché retweettano titoli che sono legati alla preistoria del web?

contenuto banale

Mistero. O meglio, all’inizio queste dinamiche sembrano oscure. E chi crea i contenuti (il variegato esercito di blogger, webwriter, video blogger…) si inalbera a tal punto da minacciare una rivoluzione: “Adesso pubblico anche io contenuti banali. Conviene, poco impegno e massimo risultato”.

Ecco, io non sono d’accordo con questo punto di vista. Perché un contenuto banale spesso viene confuso con un argomento banale affrontato con intelligenza, o attraverso un punto di vista personale.

Ti faccio un esempio

Pubblico l’articolo dedicato ai 10 modi per aumentare i follower di Twitter. Argomento banale. Banalissimo. Al limite del penoso. Però posso affrontare questo titolo in modi diversi.

Voglio dare la mia risposta al problema. Voglio intercettare le ricerche di chi ha bisogno di un chiarimento. Fa parte dei miei obiettivi. Questo però non risolve il problema: è un argomento banale, e non posso cadere su questo tema. In questi casi mi viene in aiuto Neil Patel:

Perché (a volte) i contenuti banali vincono tutto?

C’è sempre il modo di affrontare un tema banale attraverso un punto di vista originale. C’è sempre il modo di dare un contributo speciale a un argomento trattato mille volte. Solo che non è semplice, hai bisogno di esperienza, devi lasciare un’opinione personale.

Posso affrontare tranquillamente un post che suggerisce 10 modi per aumentare i follower, ma lo devo fare in un modo nuovo. Citando tecniche personali, o mostrando delle esperienze che hanno portato dei risultati inaspettati. L’argomento è banale, il contenuto no.

La sostanza deve essere al centro del tuo lavoro. La fuffa resta fuffa. Però anche l’occhio vuole la sua parte e un contenuto originale viene valutato come tale anche grazie a piccole attenzioni grafiche.

E gli influencer?

Tu vuoi sapere perché i contenuti banali, presentati attraverso una prospettiva altrettanto ovvia, ottengono grandi risultati. La risposta è semplice: influencer. Ci sono delle fonti che hanno guadagnato uno status inossidabile, e che ottengono grandi risultati in qualsiasi occasione.

Una pacchia, vero? Poco sforzo, tanto risultato: vivi di rendita. In realtà non è proprio così perché l’influencer di un determinato settore non può scendere in basso, non può essere banale.

Il suo status dipende proprio dalla sua capacità di selezionare il meglio per i suoi follower. Condividere banalità vuol dire rischiare di perdere il suo potere. Non mi invento niente, è la teoria degli sneezer di Seth Godin. Quindi l’influencer deve rientrare in ogni caso nella categoria precedente.

Ovvero quella dell’argomento banale affrontato da un punto di vista originale. Prendo come esempio Seth Godin: Five steps to digital hygiene. Un post dedicato alla vita digitale, a come evitare lo stress.

Primo punto: chiudi le notifiche sullo smartphone. Ok, questo è banale.

Però il registro cambia e la lista puntata diventa il punto di partenza per ispirare il lettore. L’articolo si chiude così: usa le ore più creative della tua giornata per creare, non per rispondere.

Qui cambia tutto. Ecco l’ispirazione, ecco il dettaglio che ti permette di ignorare i primi passaggi e di portare questo semplice post (meno di 200 parole) come un punto di riferimento per le tue giornate.

Soggettivamente banale

Ci sono anche persone che lavorano in quel settore che tu definisci banale, ma che in realtà abbraccia un target numeroso e interessato. Per me questo argomento è mediocre, per il mio vicino di casa no. E io non ho alcun diritto di giudicare il lavoro di un collega: ha il suo pubblico.

L’unico potere che ho è quello di evitare determinati contenuti. Per me è banale? Via dal mio feed. Però non mi permetterò mai di giudicare il contenuto che può essere sicuramente utile per chi sta iniziando, e per chi cerca delle informazioni basic su un argomento.

La semplicità non è sinonimo di banalità, e lo stesso discorso vale per la capacità di raggiungere un pubblico con esigenze minime e soddisfare la domanda in modo professionale.

La mia idea è questa

Puntare verso la banalità per ottenere risultati immediati a sforzo zero è un suicidio. Diventi banale quando inizi ad affrontare argomenti senza verve, senza passione, senza contributi personali. E quando ti concentri solo sui contenuti verticali il rischio è reale.

Non è vero che gli influencer possono condividere tutte le banalità di questo mondo: il rischio di perdere efficacia è reale. Io mi muovo in questo modo: ogni articolo racchiude il mio punto di vista. Io non parlo dei 10 modi per aumentare i follower, ma della mia ricetta per aumentare i follower.

6 COMMENTI

  1. Ottimo spunto. Dobbiamo essere umili e ammettere che, a parte rari casi, trattiamo argomenti di cui già si parla tanto sul web. Tutti però possiamo dare un taglio originale e aggiungere qualcosa al dibattito. O almeno provarci, senza dover essere giudicati se all’inizio non produciamo perle d’innovatività.

  2. Io me lo chiedo da tempo perché i contenuti banali hanno più commenti e quindi più successo. Questa settimana ho pubblicato un contenuto utile, ma ha avuto 20 commenti. L’ultimo post è invece banale, banalissimo anzi, e ora è a quota 59 commenti.
    Comincio a pensare che la gente voglia contenuti più semplici, che sia stanca di guide e di post tecnici. Il mio post utile era tecnico, in fondo, quello banale, invece, era quasi interamente storia personale.

    • Forse non era banale. Forse era banale secondo il tuo punto di vista. O forse ancora c’è solo bisogno di diversificare il calendario: tutorial, guide, approfondimenti, novità, punti di vista, amenità.

      Buzzfeed ha creato un impero sulle amenità.

  3. Bisogna poi intendere bene che cosa è un contenuto banale. Io spazio dalla banalità più banale possibile e certe cose in cui penso di essere geniale. La prova la ottengo tutti i giorni. Fondamentale metterci la faccia sempre. Io trovo banale, molto banale non avere inventiva e non sapere cogliere l’originalità da spunti che possono sembrare banali

  4. Diciamo che la vedo come Ferruccio.
    E voglio ricollegarmi al discorso di Sandokan: forse il suo ultimo post “banale” ha avuto più successo perché ha parlato di sé, stimolando i commenti.
    La gente ha bisogno di questo, forse. Di una piazzetta dove discutere tutti assieme, non di professori.

    Moz-

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