3 buoni motivi per pubblicare sul blog con nome e cognome

Vuoi un blog aziendale capace di trasformare il lettore in un utente allineato alle tue esigenze? Perfetto, inizia dall'autorevolezza di un articolo firmato con nome e cognome. È importante, sai?

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Io cerco di rispondere nel miglior modo possibile alle domande, perché il bello della scrittura online è anche questo. Devi seguire una linea, ma devi anche soddisfare le curiosità del singolo. Ad esempio: è giusto pubblicare con nome sul blog?

pubblicare con nome sul blog
Dai il giusto valore alla tua identità.

L’identità del blogger aziendale è decisiva. C’è un’impresa, c’è un diario online legato a questa realtà e ci sono i dipendenti che scrivono con un ritmo quasi giornaliero. Tre articoli a settimana, perché scrivere ogni giorno è un’impresa.

In ogni caso il blog cresce con un buon ritmo. Ma all’improvviso scopri che gli articoli non hanno un’identità. Non hanno un profilo riconoscibile. Il progetto aziendale è stato privato delle singole identità. Quindi, è giusto pubblicare con nome sul blog.

Sul blog regna solo un nome

Quello dell’azienda. Il resto non conta. O non è stato contemplato. O qualcuno ha paura di apparire troppo umano, troppo vicino al lettore. In ogni caso la mia opinione è semplice: l’azienda sta sbagliando perché il blog è identità.

L’assenza del nome, sostituito con “la redazione” o da un fantomatico Admin, viene confuso con uno strano senso di unione che l’azienda prova. Meglio non far riconoscere la singolarità e apparire come un gruppo. In altri casi è un preciso desiderio di non dare spazio al singolo per evitare che impari a camminare con le proprie gambe. Ecco 3 motivi per pubblicare con nome e cognome su un blog aziendale.

Da leggere: blog aziendali famosi, esempi da seguire

C’è l’autorevolezza dei contenuti

Un blog autorevole firma con nome e cognome. Stop. Non c’è tanto da aggiungere. il motivo è semplice: l’autore deve essere riconoscibile, deve prendersi la responsabilità di quello che ha scritto. Ma soprattutto il lettore deve essere in grado di valutare lo spessore dell’autore e poter fare delle ricerche sul suo profilo.

Deve capire se ha la caratura per poter parlare dell’argomento. Quindi io di solito suggerisco di pubblicare con nome e cognome del dipendente, di inserire un box per la biografia, l’avatar e qualche link ai profili social.

In questo modo chi legge può recuperare tutte le informazioni necessarie per valutare, e l’autorevolezza del tuo blog aziendale è salva. Ma basta questo?

Come mostrare l’autore di un blog

In primo luogo devi creare una sezione del blog dedicata proprio alla persona che vuole scrivere i contenuti, poi devi mostrare un box alla fine dell’articolo con bio, immagine Gravatar e se vuoi degli account social. Piccole attenzioni alla SEO?

Puoi aggiungere tag title e meta description. Nel momento in cui crei la tassonomia dell’autore usa nome e cognome come URL ottimizzato per i motori di ricerca.

Diventare ambassador del blog

Hai un team di persone competenti al tuo fianco: fa’ in modo che emergano le singole abilità, le competenze. Questo è un concetto che ho ritrovato nell’ultimo libro di Riccardo Scandellari: sprona i tuoi dipendenti a usare (nel modo giusto) i social perché possono diventare i tuoi ambassador, ovvero sostenitori affiatati.

Il blogger diventa ambassador dell’azienda.

Soprattutto se vivono bene l’azienda, se hanno dei contenuti di qualità da condividere. Io condivido i contenuti che scrivo per i miei clienti perché sono fiero. Fiero del mio lavoro.

Mostro con piacere i frutti della mia attività: perché non dovrebbe farlo anche il dipendente che pubblica sul blog aziendale? Inoltre c’è un aspetto, non secondario, di crescita personale. C’è sempre il piacere nel pubblicare con la propria firma.

E questo piacere può portare verso un meccanismo di continuo miglioramento, di approfondimento delle tematiche e della cura della propria identità online, magari anche dopo aver acquistato un libro di web marketing per approfondire punti essenziali. Tutti aspetti che avvantaggiano il dipendente e l’azienda.

Devi creare relazioni virtuose

Un blog aziendale che firma i suoi articoli punta verso le relazioni tra autore e lettore. Ovvero uno dei punti fondamentali del blogging. Quale relazione dovrà nascere con un anonimo scrittore? Perché dovrebbe esserci questo interesse?

pubblicare con nome sul blog aziendale
Per creare buone relazioni devi pubblicare con nome sul blog.

Perché un lettore dovrebbe essere spronato a lasciare un commento in un articolo anonimo? Con chi sto parlando? Chi sei? Perché dovrei interagire con te?

Le persone si fidano delle persone, non delle aziende che lasciano nell’anonimato i propri autori. Un blog aziendale che non punta sulle relazioni sta sfruttando solo una parte del suo potenziale: devi mettere in chiaro il nome e cognome di chi scrive.

Il blogger esterno deve firmare?

Spesso arriva questa domanda: “Il blogger è esterno, mi scrivono gli articoli, non posso far firmare una persona che non fa parte dell’azienda”. Perché?

Altre volte ho citato la figura dell’embedded blogger, di un freelance che sposa la causa di un’azienda e si comporta come un dipendente: espone il suo operato sui social, condivide il suo lavoro. Oggi il blogging non è solo scrittura.

Oggi il blogging è capacità di creare e distribuire contenuti, è metterci la faccia, è creare interazioni con il cliente che legge il tuo articolo e vuole saperne di più.

Il consiglio: scegli un blogger che rispecchi la tua idea, che condivida il punto di vista e la tua passione. Lascialo libero di esprimere il suo potenziale e rendilo felice.

Il dipendente acquista visibilità?

Molte aziende decidono non far firmare gli articoli scritti dai dipendenti perché hanno paura di dare visibilità. E quindi potere contrattuale alle persone che lavorano in ufficio. Senza dimenticare la concorrenza che potrebbe rubare risorse.

Il questo caso io la penso come Alessio Beltrami: pensa ai clienti che saranno attratti dal valore dei tuoi dipendenti. Le persone leggeranno l’articolo e chiederanno l’aiuto di quel blogger che, in base al calendario editoriale, si è esposto per dare consigli. E per veicolare il nome dell’azienda che vuole pubblicare con nome sul blog.

Riprendo le parole di Alessio: non devi chiederti cosa succederà se pubblicherò contenuti firmati, ma quali saranno le conseguenze se condividerò articoli anonimi. Quante occasioni perderai? Quanti clienti non riuscirai a convincere? Se resti nascosto i clienti non usciranno allo scoperto per primi. Questa è la base!

Per approfondire: i miei libri dedicati al mondo del blogging

Pubblicare con nome sul blog

Io ho lasciato 3 buoni motivi per pubblicare con nome e cognome. Questo è il mio punto di vista formato dopo anni di esperienza. Sono stanco, e te lo dico con onestà, di convincere le persone a muoversi con nome e cognome: è la scelta più lineare, più logica. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti.

12 COMMENTI

    • Ecco, questo è un punto che ho dimenticato: fidelizzazione. Le persone si affezionano a un nome, a una firma. E la seguono. Faresti lo stesso con la redazione?

  1. Sono d’accordo, soprattutto sull’aspetto riguardante le relazioni che si creano con maggior facilità se il lettore sa chi è l’autore, anche se è esterno.
    Credo che se il lettore ritiene interessante quanto scritto cerca più informazioni sull’autore del post; se questo rimane anonimo però l’interesse viene meno e si rischia il “distacco” dal blog.

    • Ma certo, questo è alla base di qualsiasi rapporto social. Sì, posso anche lasciare un commento. Posso provare a interagire, ma posso affezionarmi a un blog che non mi fa guardare in faccia gli autori? La mia risposta è no. E tutti i grandi blog possono confermare: in tutti i casi l’identità è chiara.

  2. Credo che nelle aziende, o dovrei dire, piccole imprese soprattutto, italiane, ci sia una radicata difficoltà nel delegare e distribuire con accortezza ruoli e responsabilità. Non firmare può voler dire evitare questo passaggio che invece farebbe solo bene. E’ un problema di relazioni e organizzazione del lavoro e c’è per mansioni considerate molto più “critiche” di un blog – che si fa ahimè nei ritagli di tempo 🙁

    • Esatto, nei ritagli di tempo. Il blog ha bisogno di impegno costante. Ha bisogno di risorse. Se non ci sono meglio investire in altro.

  3. Ciao Riccardo, si sono d’accordo sopratutto quando dici che ci si mette le faccia e che la persona che scrive deve essere responsabile di ciò che scrive , se e’ “anonima” , la responsabilità di fatto non ce l’hai.

    Ti dico la verità , ho aperto da poco un blog “tecnico”, faccio informatica da quando avevo 13 anni , oggi ne ho 46, quindi un po di esperienza l’ho fatta ma all’inizio ho lasciato il fantomatico “admin” perché la mia umiltà mi diceva : “non mettere il nome” , non sei un “santone” o meglio non apro un blog per apparire “santone” mi spiego ? pero leggendo questo articolo mi fai capire che si , e’ vero, se ci metti il nome ci metti la faccia e quindi ti assumi la responsabilità di ciò che dici e scrivi e questo e’ giusto nei confronti di chi ti legge.

    • Ciao Fabrizio,

      Ti assicuro che metterci il nome non vuol dire pavoneggiarsi, ma semplicemente guardare in faccia l’altro. Con onestà.

  4. Qualche giorno fa e anche questa mattina, prima ancora di leggere il tuo post, riflettevo su questa cosa. Spesso molte aziende usano l’account Admin per far pubblicare i post per dare, come dici tu, l’idea di essere un gruppo coeso. Credo sia sempre meglio, invece, far pubblicare con nome e cognome creando, nel caso di un sito wordpress per esempio, degli account singoli anche per una questione di sicurezza: l’account admin può cambiare e-mail, password, rimuovere e creare nuovi account, agire sul codice del sito…

  5. Nell’impostazione del nostro sito, gli articoli da pubblicare come comunicati ed eventi nella sezione news, non prevede la pubblicazione dell’autore mentre quelli che compaiono nel blog sì (su entrambe le sezioni, blog e news, compaiono data e categoria) Cosa conviene fare? Avendo scritto un articolo per la sezione eventi in prima persona, firmo con nome e cognome in calce o occorre modificare il layout del sito? Grazie

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