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Se ne parlava l’altro giorno in un post sul profilo Facebook di Ludovica De Luca: cos’è che un web writer non deve mai fare o ignorare o sottovalutare? Le risposte sono state varie: la grammatica, la sicurezza, lo stile. Senza dimenticare la pianificazione finanziaria e la coerenza professionale.

scrivere bene

Ma anche seguire il proprio modo di scrivere. Devi usare le tue parole.

Sono d’accordo. Ma c’è un dettaglio da sottolineare e l’ho scritto anche nel post di Ludovica: è sufficiente scrivere per se stessi e seguire solo ed esclusivamente il proprio istinto? La scrittura online è solo un esercizio personale o deve mettere al centro le esigenze del pubblico?

Scrivere per se stessi

Tu puoi scrivere ogni giorno per te stesso. Lo puoi fare la sera, prima di andare a dormire, o durante i temporali per cogliere l’energia dei tuoni. Oppure sulla spiaggia, dove ti fai un selfie e te lo vendi come nuovo ufficio di lavoro (il bello della vita da freelance). Puoi scrivere come e quando vuoi.

Ma io credo che un webwriter non sia libero. Un professionista della scrittura online deve avere ben presente questo punto, perché il compito ultimo è solo uno: dare vantaggi concreti a chi investe su di te. E per farlo devi conoscere il potenziale cliente. Lo devi conoscere e lo devi assecondare.

A volte lo devi anche viziare con piccole attenzioni inaspettate. Però, ecco, io credo che la vera abilità di un web writer non si trovi nei poli estremi. Personalizzazione estrema della scrittura a penna al servizio del pubblico? La soluzione si trova nella buona via di mezzo.

Per approfondire: come migliorare la leggibilità dei tuoi post migliori.

La soluzione è l’equilibrio

L’equilibrio tra quello che vogliono i clienti e il tuo stile personale. Questa è la grande sfida del blogger o del copywriter. Questo è il punto da raggiungere, questo è l’obiettivo: riuscire a individuare la giusta via di mezzo. Quindi dare al lettore ciò che vuole, senza mai perdere il tuo stile.

Dare al lettore ciò che vuole, senza mai perdere il tuo stile.

Le persone usano i social e Google per cercare. Hanno bisogno di informazioni o emozioni, cercano qualcosa di utile per soddisfare le proprie esigenze. Il tuo successo come professionista è legato a queste necessità: devi soddisfarle, devi essere preciso. Puntuale. Come Salvatore Aranzulla.

Salvatore soddisfa esigenze reali. Ed è sempre presente nelle serp. Articoli semplici? Argomenti banali? Solo una tua opinione, intanto lui porta avanti un progetto milionario. Tu invece? Continui a pubblicare mattoni filosofeggianti. Con risultati pari a zero: commenti, condivisioni, link, conversioni, lead generation. Tutto zero. Questo è il rischio di chi scrive puntando solo sul proprio pathos, sulle proprie sensazioni o sulle proprie esigenze.

Forse Hemingway non ha mai fatto analisi del pubblico. Ha scritto ciò che sentiva. Ma questo meccanismo funziona anche nel mondo del blogging. Puoi aprire un diario personale, iniziare a scrivere e incrociare il successo dopo poche battute perché il tuo stile soddisfa una fetta di lettori.

Immediato. Rapido. Netto. Devi solo scrivere e non cambiare. Questa è una possibilità. Esiste. Ma nella maggior parte dei casi non funziona così, la strada del successo è piena di ostacoli. E si basa su un equilibrio difficile da risolvere: lo stile personale e le esigenze dei lettori.

Poi c’è il SEO copywriting

In questo percorso si inserisce una terza variabile: il motore di ricerca. Scrivere per accontentare Google, una tragedia. Eppure la valutazione di un testo viene fatta anche attraverso questo punto.

La mia opinione? Scrivere per i motori di ricerca vuol dire scrivere per le persone. L’obiettivo di Google è semplice: restituire il miglior risultato possibile. E il tuo obiettivo si divide in due punti:

  • Individuare le ricerche.
  • Soddisfare le ricerche.

Poi ci sono dettagli da rispettare. Un post può e deve essere migliorato con diversi accorgimenti. Puoi curare il tag title, la description, l’ottimizzazione SEO delle immagini e l’heading.

Tutto questo è indispensabile. Ma alla base del SEO copywriting c’è questo: capire e soddisfare le esigenze del lettore. Ed è lo stesso Google a suggerirti la strada da seguire: Google ti aiuta a scrivere, e lo fa con strumenti come Suggest che indica le ricerche dei tuoi potenziali lettori.

La tua opinione?

Il mio punto di vista racchiude tre grandi filoni: soddisfare il lettore, seguire il mio stile, fare attenzione ai motori di ricerca. Scrivere bene è una questione di equilibrio. Ma ti ripeto, è solo il mio punto di vista. Adesso aspetto il tuo: lascialo nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

Impara a fare blogging
Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

5 COMMENTI

  1. Si può essere sé stessi anche se si trattano gli argomenti che non ci stanno particolarmente a cuore. Si può sempre curare l’aspetto che ci colpisce di più adottando il nostro stile personale.

    • Perfettamente d’accordo. Puoi portare avanti il tuo stile in qualsiasi occasione, ed essere riconoscibile sempre. Lo so, è un traguardo difficile da raggiungere. Però io ci sto lavorando.

  2. Lo stile è la cifra di un autore, quello che lo rende riconoscibile. Torniamo all’esempio dei grandi scrittori? Se non mi piace lo stile di Hemingwuay, non compro i suoi libri. Ma Hemingwuay non morirà di fame (ok, l’esempio forse non è proprio calzante ma facciamo che non si sia ancora suicidato) e non morirà di fame perché c’è tantissima gente a cui piace il suo stile, diversamente non sarebbe un autore famoso e affermato.

    Dove vado quando devo capire qualcosa di informatica? Sul sito di Aranzulla. Perché mi dà le nozioni che cerco in modo chiaro, arriva subito al dunque, non mi fa perdere tempo. È un grande campo dove raccolgo quello che mi serve e scappo via. Il suo stile? Accontentare le mie esigenze, che sono quelle di capire per spiegare ad altri, a parole mie. Con il mio stile? Con lo stile che mi chiede il mio editore.

    Ho molti editori. Quindi io ho tanti stili.
    PS: quale sarà il motivo per cui da stasera sulla mia barra dei preferiti c’è il tuo indirizzo web e non quello di Jessica D’Assenzio?

    • Quindi possiamo dire che chi ha stile rimarrà in eterno nel cuore del lettore e non morirà mai di fame?

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