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Tutti blogger nel tempo della democrazia digitale e della scrittura online. E tutti web editor. Perché diciamolo: ognuno può aprire un blog gratis, pubblicare post, articoli, news e diventare da un giorno all’altro uno scrittore.

Come sedurre i tuoi lettori
Vuoi sedurre i tuoi lettori?

Ma se la rete è uno spazio democratico (almeno così pare), i tuoi lettori sono dei tiranni e decidono le sorti della tua esistenza editoriale puntandoti contro il fucile della loro attenzione.

Al primo errore, fuoco! Abbandonano la tua pagina e sei morto.

Vuoi aprire un blog? Benissimo, ma prima ancora di incamminarti sugli impervi sentieri del SEO Copywriting, tieni bene a mente questo dettaglio: impara a scrivere per i tuoi lettori.

A meno che tu abbia un ego che manco Narciso e voglia fare la sua fine, smetti subito di specchiarti sul layout del tuo bel sito e scrivi per farti leggere. Vediamo un po’ come sedurre i lettori e quello che devi fare per muoverti come un dongiovanni o una Cleopatra del blogging.

Stabilisci target, stile e tono di voce degli articoli

Il primo passo per un buon blogger è analizzare la categoria di persone a cui si rivolge. Dopodiché, è bene individuare il modo più giusto per veicolare le informazioni e il tono con cui entrare in contatto con chi leggerà.

1. Target

Chiediti sempre a chi vuoi scrivere e stabilisci il target dei tuoi lettori, perché un certo tipo di pubblico si aspetta di leggere contenuti in linea con i suoi interessi e con una scrittura appropriata all’argomento.

I contenuti per fashion victim non sono adatti ai tech addicted e non lo sono nemmeno ai cultori del food. Ti ho detto un’ovvietà? Allora bada all’ovvio.

Per approfondire: perché è importante definire il target?

2. Stile di scrittura

È il tuo marchio di fabbrica e ti differenzia dagli altri writer che scrivono del tuo stesso argomento. Dunque, curalo, curalo e curalo. Ritmo, leggibilità e termini giusti: insomma, stiamo parlando della forma che dai ai tuoi testi e che ti rende un esperto soporifero o un abile comunicatore.

3. Tono di voce

Se ti dico “ammazza quanto sei intelligente!” oppure “mi stupisce la tua spiccata abilità nel comprendere gli avvenimenti”, noti una certa differenza? Ecco, questo è il tono di voce.

Diretto, colloquiale e amichevole il primo; formale, distaccato e professionale il secondo. Tara il tono di voce sul target, sull’argomento trattato e sull’immagine che vuoi dare di te.

Ma concediti sempre un po’ di flessibilità: a volte un tono professionale può prendere più ritmo se inserisci una frase colloquiale e il contrasto stupirà il tuo lettore, coinvolgendolo nella lettura.

Vale anche viceversa. Provaci!

Racconta una storia originale

Storytelling is king!

Devi trasmettere un’informazione? Trasformala in una storia, costruendo la  trama con sensazioni ed emozioni. In questo modo, chi ti legge entrerà in relazione con te, si identificherà in quello che gli scrivi e tornerà più volentieri.

Tuttavia, raccontare una storia originale non significa che non debba essere inventata di sana pianta. Attento però ad evitare le banalità e i copia/incolla da altri.

Osserva, prendi spunto dai posti che frequenti, dalle persone che conosci e che incontri (anche virtuali), esaspera i loro tratti, punta sulle descrizioni emotive, gioca coi luoghi comuni e, se il tuo target lo permette, sfrutta le espressioni gergali e dialettali. In quest’ultimo caso, non tutti potrebbero capirti, ma giocatela come fa Andrea Camilleri. Se sei bravo, è da qui che il tuo stile emergerà.

Da leggere: storytelling gli ingredienti di una grande storia.

Organizza un piano editoriale con scadenze regolari

Usi Facebook? Ma certo che usi Facebook! Fai parte del miliardo e mezzo di utenti di Mr. Zuckerberg e smanetti ogni giorno come loro. Post, selfie, commenti, flame, chat, le scie chimiche!!11!!11, i like, i gattini, è morto questo? Vai coi 3 milioni di necrologi accorati sulla Home!

Fai un post e ti commentano, pubblichi il profilo in controluce di una mezza tetta e ti arrivano trecentocinquantamilasettecentonovantotto like in 7 secondi e mezzo dal 98% dei tuoi contatti maschi (il restante 2% è offline).

Finché un giorno ti piglia la sindrome da asocialità virtuale e… niente.

Zero interazioni.
Zero like.
Zero commenti.
Zero richieste in chat.
Sei morto.
Non esisti più.

I tuoi lettori sono come gli utenti di Facebook: se ci sei ti vedono, ti leggono e ti vogliono.

Se sparisci, non sei mai esistito.

Vuoi sedurre i lettori? La regola del farsi desiderare in questo caso non vale. Valgono invece la regolarità e la costanza con cui pubblichi i tuoi articoli, dunque: vai col piano editoriale.

Programma i tuoi post, stabilisci un numero di articoli a settimana e scrivi, mettili online.

In base ai tuoi ritmi, senza eccedere: non far passare troppo tempo tra l’uno e l’altro, altrimenti muori. Ma non postarne cinquecento al giorno, altrimenti muori lo stesso. O per stanchezza o perché non ne possono più di te.

La tua opinione

Ecco, al fin siam giunti e questo è quanto. Ora puoi mettere in pratica questi 3 consigli per sedurre i lettori, come puoi fregartene abbondantemente. A proposito: come si chiama il tuo blog?

Come vedi, non è difficile crearsi un seguito di lettori interessati: basta attenersi ai tre punti che ti ho indicato. Tu li applichi già? E quale di questi ti sembra più necessario?

Impara a fare blogging
 
Copywriter, webwriter e ghostwriter, scrivo testi per siti web, corporate blog, e-commerce, campagne DEM, lead generation e tutto ciò che è funzionale a strategie di Digital Marketing, Brand Positioning e Brand Identity. Non metto mano alla tastiera senza un'analisi preliminare del target di riferimento, dei competitor e degli obiettivi da raggiungere. Ecco il mio profilo LinkedIn.

2 COMMENTI

  1. Sono d’accordo. Mai bloggare a caso. Bisogna essere sempre pronti a catturare le idee che, senza preavviso, ci corrono per la testa: c’è chi porta sempre un taccuino con sé, chi gli appunti invece li segna sullo smartphone. Ma è pur vero che l’intuito deve incastonarsi in un quadro più ampio, in un progetto dalle regole precise.

  2. Ciao Marilena, mi trovi d’accordo sul progetto dalle regole precise, ma ognuno, in base alla propria esperienza, stila una lista personale di punti da seguire. Qual è quella che segui per il tuo blog?

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