Sì, lo so che cugino ha bisogno di una “G”. Ma il cuggino è qualcosa di diverso. Il cuggino è speciale.

Tu sai di chi sto parlando, vero? Il cuggino del web, l’amico del cliente, quella figura mitologica metà uomo e metà… (no, niente parolacce) che si insinua nel rapporto di lavoro e rosicchia lentamente la fiducia del cliente. Lentamente ma inesorabilmente. Basta un attimo e hai perso il contatto.

cuggino

Il cuggino è insidioso. Hai mandato un preventivo onesto, hai messo a disposizione tutta la competenza al servizio del potenziale cliente e hai quantificato il tuo impegno. Anzi, la tua conoscenza.

Perché questo è il valore che dai: non il tempo, ma la competenza che hai forgiato attraverso i fuochi dell’esperienza sul campo, dei corsi pagati fior di denari, delle letture quotidiane su blog e libri di settore. Ma soprattutto degli errori. Una persona competente è una persona che ha sbagliato.

Sbagliare è necessario per crescere

Ma costa. Sbagliare è sinonimo di sacrificio. Quindi devi chiedere il giusto prezzo, e non per un’ora di lavoro ma per il valore che riesci a racchiudere nella tua attività. Sei un web writer? Un SEO? Un blogger freelance? Un web designer? Non fa differenza: il ragionamento è identico e trasversale.

Ecco, questo è il mondo perfetto. Il cliente chiede un preventivo, fai la tua offerta, il cliente accetta. In questo meccanismo, per la precisione tra il secondo e il terzo passaggio, entra in gioco il cuggino che rovina tutto. Ma chi è il cuggino del web? Possiamo trovare una definizione per questo personaggio?

Il cuggino non è per forza tale. Voglio dire, non deve essere realmente un cugino. C’è spazio anche per un nipote, un fratello, il figlio del salumiere, il ciabattino che ne capisce di computer e aggiusta i modem dopo i temporali. Il cuggino è metafora di un desiderio: massima resa, minima spesa.

Per approfondire: come creare un buon preventivo.

Colpa di un’informazione sbagliata

Da qualche parte l’imprenditore ha letto che il web è la nuova Eldorado. Tipo l’albero della cuccagna. E che ci sono una marea di social network che ti permettono di fare pubblicità a costo zero. Sì, hanno letto proprio questo. Su quel blog che parla anche di scie chimiche che attraversano il cielo.

Così fa una ricerca su Google. E trova te, professionista del web. Chiede un preventivo e gli viene un coccolone. “Ma come – annuncia l’imprenditore alla segretaria – non era tutto gratis? Ma per andare su Facebook non mi hanno chiesto niente. E per scrivere? Mi chiede minimo 20 euro ad articolo. Ma io glieli faccio scrivere a mio cuggino i testi che era bravo a scuola. Era una bomba in italiano”.

freelance webwriter

Il programmatore ha un vantaggio: il cliente medio non sa dove mettere le mani, quindi ha una sorta di rispetto religioso nei confronti di questa figura. Ma già con la SEO si inizia a ballare: “Tanto basta pagare Google per essere primi”. Il web designer trema: “Che ci vuole a fare un logo”.

Ma i più penalizzati sono i webwriter. Basta saper scrivere per essere blogger, giusto? Basta saper usare la tastiera per scrivere i testi di una pagina web, magari di una landing page. “Dietro ogni webwriter che si rispetti – suggerisce la mia amica e collega Ludovica De Luca – c’è sempre in agguato l’ombra del cuggino tuttofare”. Ben detto, voglio raccogliere la tua esperienza. E ti lascio una domanda: “Ludovica, come convinci il cliente a investire in un professionista serio?”.

Webwriter contro cuggino: l’opinione di Ludovica

La questione è molto semplice: per costruire contenuti in grado di convertire e di generare un ritorno sull’investimento, caro cliente, hai bisogno di conoscenze specifiche. E di professionalità elevate, studi quotidiani, esperienza, strategia: immagino che tuo cugino non possieda queste caratteristiche.

Come spiego ai miei clienti, con i quali mi piace sempre esser chiara e ai quali cerco di far capire perché il mio lavoro è necessario per costruire un’ottima presenza in rete, scrivere i contenuti per un sito comporta tanto lavoro non visibile: la ricerca delle informazioni, lo studio dei concorrenti, l’analisi del target di riferimento, la conoscenza del brand di cui mi faccio portavoce. E questo vale anche per chi deve gestire un blog, avviare una campagna di email marketing, ottimizzare un’attività SEO.

Il cuggino del cliente: io non lo temo

E poi c’è tutta la parte di analisi dei trend, ricerca delle keyword, monitoraggio dei risultati. E c’è pure la capacità di coniugare strategia e creatività, funzionalità ed emozione, istinto e diplomazia.

Compito del webwriter professionista è quello di capire le esigenze del brand, di studiare il target a cui si riferisce e di dar poi risposta alle sue esigenze nel modo giusto, scegliendo le parole adeguate, combinandole con astuzia, posizionandole in punti strategici (pensa alle Call To Action), prediligendo un linguaggio capace di rappresentare il brand. E di interpretare le esigenze del cliente.

Il web ha il suo linguaggio, le sue modalità di risposta ai bisogni dei clienti. Questo tuo cuggino lo sa?

Da leggere: come trovare nuovi clienti online.

Cuggino, non ti temo

Ludovica ha toccato il punto che volevo raggiungere. Tuo cuggino sa tutto questo? Ha le tue competenze? La presenza di un personaggio capace di attirare i clienti di bassa caratura, per me, è un vantaggio. Perché sarebbero stati dei pessimi clienti, magari avrebbero chiesto tanto e pagato poco. E male. Mi avrebbero fatto riscrivere un lavoro mille volte pur di trovare un cavillo per non pagare.

Succede, sai? E allora preferisco utilizzare il cuggino come un filtro. Chi preferisce lavorare con l’improvvisato di turno ha la mia benedizione: non è un cliente che mi interessa. Ne vogliamo parlare? Perfetto, facciamoci una chiacchierata su Skype. Se vuoi capire perché hai bisogno di un web writer o di un blogger io ti posso aiutare. Se vuoi tutto a costo zero ti consiglio tuo nipote, tuo cuggino, tuo fratello. Vedi tu, ma non bussare di nuovo qui.

Questa è la mia opinione, questa è l’opinione di Ludovica. Ora aspetto la tua: racconta nei commenti al tua esperienza con il cuggino di turno,e con il cliente che ha scelto il risparmio alla professionalità.

14 COMMENTI

  1. Buongiorno Riccardo

    grazie come sempre per i tuoi spunti utili.
    Oltre a una questione di professionalità e di competenze (ma soprattutto di obiettivi comunicativi e marketing che l’imprenditore italiano si DEVE prefiggere), è una questione di legalità!

    Sono stanca dell’italietta ummaumma che tanto ti do i 50 euri, 2 salami e una ricarica telefonica e … guardami facebook.
    Questa è gente che non fattura, che si fa pagare in nero. Anche questo aspetto va denunciato, perché solo se parliamo con chiarezza dei problemi si inizia ad affrontarli.

    Grazie per lo spazio;
    un abbraccio virtuale e buon lavoro

  2. L’ultimo cuggino in cui mi sono imbattuta era un ‘genio di Google’ e il cliente, saputello del web, non voleva comunicare, no, il suo progetto ‘assomigliava un po’ al Facebook del suo settore. Fortunatamente non mi ha più chiamata. Sono sicura che sta progettando il Social del futuro (con il cuggino, ovviamente).

  3. “Mio cuggino mio cuggino,Mio cuggino è ricercato, amico di tutti.
    Mio cuggino ha fatto questo e quello, Mio cuggino mi protegge quando vengono a picchiarmi Perché chiamo mio cuggino.Anzi, sapete cosa vi dico: io chiamo a mio cuggino.”

    Hai perfettamente ragione, il cuggino è il Lato Oscuro dei Professionisti però è anche un bene che esista, ti levi di torno dei clienti che sono solo delle rotture.

    Poi quando il cuggino ha fatto il danno e il cliente torna da te con la coda tra le gambe vuoi mettere la soddisfazione ? Come si dice: la qualità si paga !!

  4. Un saluto a tutti! Io di solito cerco di fare leva sull’amor proprio del cliente. Ad esempio un cliente che ho acquisito, un’agenzia di viaggi, aveva in mano un preventivo del figlio dell’amico che si arrangia. La mia risposta è stata io non lavoro come booking.com (che ovviamente le agenzie di viaggio non vedono di buon occhio). Cerco insomma di riversare la questione sul cliente… Del resto in tutti i settori c’è il “cuggino”, e se il cliente ha un minimo di apertura mentale capisce. Certo non so voi, io purtroppo sto avendo un sacco di problemi a mantenere i prezzi, perché comunque culturalmente parlando gli italiani spesso hanno nel DNA il rapporto qualità = pochi soldi…

    • Il cuggino è ovunque, è una sorta di presenza trasversale. Il problema dei prezzi è noto, ma se ti posso dare un consiglio non devi scendere. Anzi. Devi trovare il modo per rendere il tuo lavoro così unico che ogni prezzo sarà giustificato dalla qualità. Ovviamente deve esserci la base, la polpa. Altrimenti non ha senso.

  5. Mi è capitato proprio di recente “abbiamo deciso di affidarci a un’amica comune (comune con chi?) ma tu ci puoi dare comunque un occhio al suo lavoro?”

    Ecco perché, poco poco poco alla volta, sto cercando altri mercati.

  6. Guarda ho scritto un post al volo ispirato da questo tuo articolo. Forse parla di tutt’altro ma il senso è quello. Domani mattina te lo segnalo su twitter.
    Grazie

  7. Ciao Riccardo,
    Prima di tutto complimenti per il Blog ed i tuoi contenuti!
    Hai perfettamente ragione clienti di questo genere fanno perdere molto tempo e risorse quindi è bene che scelgano “il cuggino” per i loro progetti nel web.

    Personalmente penso che chi tiene veramente alla propria attività, o idea imprenditoriale, non mette in mano il tutto al primo “bischerotto” che passa. Chi invece ha il solo l’obiettivo di risparmiare ed affida il proprio lavoro all’ improvvisato di turno, non ha minimamente idea dei guai che sta mettendo il proprio business.

    Ma d’altronde ognuno ha un prezzo da pagare ed in questo caso spetta anche al cliente, anche se potrebbe essere stato tranquillamente evitato! 😉

  8. A volte il cugino lo si trova direttamente in azienda!
    L’incaricare gente a caso di occuparsi dei social è prassi diffusa.
    Tanto posti qua e la, quando hai tempo e senza troppo impegno così non spendiamo nulla e nemmeno ci arriviamo al richiedere un preventivo.

  9. Secondo me il problema è la proporzione: quanti clienti consapevoli ci sono rispetto a quelli col cuggino ? La torta si restringe a tal punto che tutti diveniamo cuggini. Negli ultimi giorni mi sono sentito rispondere: il preventivo è il doppio dell’altro, costi troppo, l’altro lo fa a meno, tanto basta copiare, ecc.
    E poi quanti di voi si rendono conto che, tanto per fare un esempio, sono tutti cuggini quando consigliano risorse gratuite per trovare foto ? E cosa dovrebbero dire i poveri fotografi professionisti ? Sono tutti cuggini ? Guardare solo il proprio orticello è uno dei mail di questo paese. Alla fine il dumping continuo e sistematico e il peso eccessivo delle tassazioni lascerà il cerino in mano a troppi frelances…forse quasi tutti. Grazie per l’attenzione e scusate lo sfogo.

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