Il grave compito di scegliere le parole per creare articoli

Quali sono i migliori periodi per scrivere grandi articoli? E le parole che fanno la differenza? Ecco cosa devi sapere per dare una marcia in più a ciò che devi pubblicare sul tuo blog online.

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Questo articolo è particolare. Non è il classico tutorial, l’articolo che spiega come fare qualcosa. Questo articolo cavalca tecnicismi, esempi e riflessioni personali per arrivare a una conclusione: difficile scegliere le parole giuste.

scegliere le parole giuste
Devi sempre scegliere le parole giuste.

Chi ha questo compito, chi deve scegliere le parole giuste per descrivere realtà e pensieri, in qualche modo ha una responsabilità ben precisa. Ovvero quella di definire il mondo che lo circonda. La realtà è fatta anche dalle parole che scegli.

Troppo fumoso? Prendi come esempio la questione dei migranti. Quando l’Europa ha colonizzato l’Africa ha imposto le regole: confini, leggi, economia, lingua. E ha usato delle parole specifiche per definire le persone che abitavano quei luoghi.

L’imperialismo delle parole giuste nel mondo

Selvaggi, tribù, indigeni. La lingua aveva un ruolo preciso: era uno strumento che affiancava il colonizzatore e giustificava la sua presenza. Erano esseri inferiori, dovevano essere civilizzati. Quindi abbiamo imposto un nome. Abbiamo scelto delle parole e le abbiamo trasferite sui libri di storia.

Lo abbiamo fatto quando è sorta la questione del politically correct, e lo facciamo ora che si sono invertiti i ruoli. I popoli africani invadono l’Europa? Sono migranti.

Prima extracomunitari, poi immigrati

La destra xenofoba sfrutta questi termini per fare propaganda, quindi si passa a un nuovo termine dal sapore quasi affascinante. Migrante, uomo che migra e che segue dei ritmi imposti dall’alto. Poi arriva Bono Vox e dà la sua versione: sono profughi. Secondo me, in questo caso, c’è una grande distanza tra forma e contenuto.

La leggere: 20 idee per scrivere meglio

Imponiamo un nome alle persone e alle cose

Non abbiamo perso il vizio di comandare e lo vogliamo fare con la faccia dei politici europei. Definiamo la realtà. L’occidente, ancora una volta, costruisce la storia.

Questo esempio è perfetto per capire cosa si nasconde dietro la scelta di un termine. E deve far capire che c’è una responsabilità. Chi comunica – quindi anche chi fa il web writer – deve scegliere le parole giuste. Altrimenti rischia di alterare la comunicazione, e di ammorbarla con significati diversi che possono diventare un’arma a tuo favore. O contro il tuo desiderio di comunicare con chiarezza.

L’insalata non è simpatica ma è solo fresca

Un altro esempio. Nel film Ferie d’Agosto c’è Silvio Orlando che veste i panni di un giornalista dell’Unità. E che litiga con la moglie sul concetto di insalata simpatica:

Sappi che non mi piaci neanche quando dici che una insalata di pomodori è simpatica, che un succo di frutta è geniale, che un alimentari è pazzesco e che un succo di frutta è pazzesco e che un film è scomodo. (…) Un alimentari può essere scomodo, un film geniale e una insalata di pomodori può essere buona, cattiva, fresca, marcia ma pazzesca no, e nemmeno simpatica, hai capito?Sandro Molino

L’insalata non è simpatica. L’insalata è fresca. Le parole sono importanti quando scrivi perché ti permettono di tener fede a uno dei fondamenti del web writing: show, don’t tell. Mostra quello che vuoi dire, non descriverlo. Non usare mille parole.

Il tuo obiettivo è creare una connessione con il lettore, stendere un collegamento tra un testo e un individuo. Per farlo hai bisogno di una grammatica condivisa, di una sintassi semplice. E di parole capaci di raccontare quello che c’è nella tua testa.

Poche spiegazioni, pochi commenti, più azioni

Questo è possibile anche nella scrittura passando dall’immobilismo dei sostantivi alla dinamicità dei verbi. Ecco gli esempi che ho preso dal post di Luisa Carrada:

  • Eliminazione diventa eliminare.
  • Cancellazione diventa cancellare.
  • Progettazione diventa progettare.

Anche Joseph Conrad ci ricorda che le parole hanno un senso preciso. Nel libro Cuore di Tenebra, uno dei miei preferiti, c’è un passaggio importante:

Risalire quel fiume era come compiere un viaggio indietro nel tempo, ai primordi del mondo, quando la vegetazione spadroneggiava sulla terra.Cuore di Tenebra

Ora segui l’esempio che ho trovato in questo sito: sostituisci “spadroneggiava” con “era ricoperta”. Il risultato è questo: “La terra era ricoperta dalla vegetazione”. Il risultato è paragonabile? No, il senso è stato stravolto: la natura spadroneggia.

Less is more ma anche no, non devi esagerare

Il senso cambia quando viene applicata senza riflettere la regola della semplicità: usa frasi semplici. Quindi scelgo una parola banale, incapace di restituire il senso della realtà. Questo per non cadere nel vortice della complessità, dei periodi difficili.

Ma c’è una via di mezzo. Tutti puntano il dito contro gli avverbi: appesantiscono il testo. E poi accusano gli aggettivi: non mostrano, non raccontano. Tutto questo è vero nella misura in cui avverbi e aggettivi vengono usati per “allungare il brodo”, per creare delle scorciatoie e per risparmiare tempo su un lavoro di storytelling.

[Tweet “Non voglio dimostrare niente. Voglio mostrare – Federico Fellini”]

Gli avverbi non sono il male, gli aggettivi possono essere indispensabili. Lo stesso vale per i sostantivi. Non devi portare avanti una guerra contro la bellezza e la complessità della lingua. Devi solo avere consapevolezza degli strumenti, e usarli nel momento giusto. Ecco qualche strumento che ti aiuterà a scegliere le parole giuste:

  • Dizionario.
  • Vocabolario dei sinonimi e contrari.
  • Dizionario etimologico.

Questi sono i testi fondamentali. Sono i pilastri per scegliere le parole giuste. Puoi anche usare Google per completare l’opera, o questi tool per scrivere meglio.

Le fondamenta non le trovi online. La base è nella scrittura quotidiana e continua. I talenti sono innati, ma le parole giuste le puoi scegliere grazie all’esperienza. Un’esperienza che si costruisce scrivendo ma anche leggendo.

Per approfondire: less is more, ma non esagerare

Scegliere le parole giuste è un’arte: opinioni?

Scegliere le parole è un compito grave. Quando scegli le parole dai un senso alla realtà: la trasformi, la rendi diversa. La fai tua. E costringi il lettore a interpretarla secondo il tuo punto di vista. Questo processo può piacere o meno.

E questo può fare la tua fortuna di blogger. Ora la mia domanda è questa: quanta attenzione fai alla scelta delle parole? Aspetto la tua risposta nei commenti.

7 COMMENTI

  1. “Oh, permettetemi di dirvi, che io capisco benissimo queste cose, ma la più gran parte del dramma (come voi dite) si racchiude non in quelle parole, ma in una parola…! Dire e dire è la stessa cosa riguardo al dramma. Se non che quella era più breve e meglio adatta.”
    Giuseppe Verdi, prepara lo show! 😉

  2. … e Riccardo per spiegarla! 🙂

    “… show, don’t tell…” e
    non “allungare il brodo”…
    sono piccoli spunti tratti dall’articolo, che invito assolutamente a leggere, perché ricco di concetti interessanti che fanno riflettere, che alle volte si dimenticano o che addirittura non si conoscono, che invece è bene ricordare o sapere.

    Quando poi sono ben raccontati, come Riccardo sa ben fare, ti si fissano meglio nella mente e rendono piacevole e scorrevole la lettura.

    Personalmente dedico tantissima attenzione alle parole: hanno un ruolo determinante in ciò che si racconta (dizionario e sinonimi e contrari non mancano mai), e aggiungerei che anche la punteggiatura ha il suo importante ruolo.

    • La punteggiatura è decisiva. Dai ritmo, significato, peso alla frase. Senza una buona punteggiatura sono perso. Io preferisco frasi brevi, e tu?

  3. Da quando lavoro sul web ho modificato parecchio il mio stile, prediligo frasi brevi anch’io.
    La cura delle parole è sempre stata maniacale invece, così come l’attenzione alla punteggiatura. Si rivela decisivo coltivare l’amore per la lettura, soprattutto la lettura di libri.
    Il web è pieno di scrittori, ma lo stile e il lessico a volte lasciano a desiderare e non sono una palestra sufficiente.

    Per un periodo della mia vita sono stata un’accanita giocatrice di MMORPG e ricordo come, dopo 2 anni di totale immersione in un determinato linguaggio (povero e spesso sgrammaticato, per forza di cose), avessi quasi disimparato a scrivere senza utilizzare abbreviazioni o termini gergali. Non parliamo della punteggiatura :D…
    Ho recuperato in fretta, ma è stata la prova lampante di come assorbiamo come spugne quello di cui ci circondiamo.

    • Il web è un luogo in cui devi imparare a scrivere in fretta, non hai molte occasioni per conquistare il lettore. parole brevi, frasi brevi: non puoi permetterti inutili perdite di tempo. Devi andare diretta al sodo, senza annoiare il lettore. Lo so, a volte è avvilente. Ma la comunicazione deve essere efficace.

  4. Non è sempre facile trovare le parole giuste o dare il giusto ritmo agli articoli. Come sempre riesci a far arrivare il messaggio ai tuoi lettori e leggendoti sembra tutto semplice. Ma il lavoro che c’è dietro è rilevante.
    La semplicità è sempre l’arma migliore e riprendendo il tuo post di auguri a Stephen King citerei anche il suo libro “On writing”. E’ riuscito a creare un’autobiografia che contiene nella trama stessa le regole della scrittura e un insegnamento importante: spesso non basta la sola passione ma è importante scrivere scrivere scrivere per tenersi in allenamento e altrettanto importante è leggere leggere leggere. Ci proveremo 😉

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