Come mantenere l’attenzione del lettore sui tuoi articoli

Vuoi fare in modo che il lettore legga dalla prima all'ultima parola? Ecco quello che devi fare per mantenere alta l'attenzione e avere un tempo di permanenza elevato sulle pagine.

Esatto, questo è il tuo obiettivo. Mantenere l’attenzione del lettore e fare in modo che rimanga sull’articolo. Deve leggere il tuo contenuto. Fino alla fine. Impossibile?

mantenere l'attenzione del lettore
Conquista il tuo lettore ideale.

Così sembra. Oggi il pubblico sfoglia i tuoi articoli migliori, scannerizza il contenuto. O meglio, lo ha sempre fatto. Jackob Nielsen lo ha detto nel lontano 1997:

How Users Read on the Web? They don’t. People rarely read Web pages word by word; instead, they scan the page, picking out individual words and sentences.

Le persone selezionano cosa vogliono leggere, individuano delle parole all’interno della frase, fanno una sintesi. Leggono una sezione del testo. Ecco perché i blogger devono capire immediatamente come mantenere il lettore sulla pagina web.

Posso mettere in pratica tutti i passaggi utili per aumentare le visite, ma se voglio ottenere dei buoni risultati devo fare in modo che il lettore assimili i miei contenuti.


Affronta temi cari ai lettori

Questo è il primo punto da rispettare. Per scrivere articoli capaci di catturare l’attenzione del lettore devi capire cosa vuole, cosa cerca. Devi incrociare domanda e offerta. Per fare questo puoi sfruttare l’aiuto di un fedele amico: il Keyword Planner di Google che non perde mai il suo fascino.

Grazie al Keyword Planner, infatti, puoi individuare il volume di ricerca di una query e avere una prima indicazione: ci sono persone interessate all’argomento? Ma non basta, se vuoi portare il lettore fino all’ultimo paragrafo devi trovare dei topic utili al pubblico: l’argomento di partenza non basta. Ecco che arrivano in tuo aiuto le keyword correlate.

Ovvero le ricerche che ruotano intorno alla query principale. Per indagare questo punto puoi usare due tool gratuiti: Ubersuggest e Answer The Public.

Come trovare le keyword per il tuo calendario editoriale.

Avrai report con le correlate che puoi usare nei tuoi articoli. In entrambi i casi puoi esportare i dati, ma è interessante la funzione di Ubersuggest che ti permette di selezionare e isolare le correlate. Poi se non ti basta usa Semrush.

Da leggere: come catturare l’attenzione del lettore

Cogli l’attenzione con i titoli

Devo spingere verso una direzione chiara e concisa: attirare l’attenzione attraverso un buon lavoro di headline e spingere l’utente verso una comprensione del testo.

Voglio catturare l’attenzione del lettore e fare in modo che lasci il contenuto dopo l’ultimo punto. Quello finale. Possibile ottenere questo risultato? Certo, devi lavorare sulla struttura del contenuto. Devi puntare verso la forma e la sostanza.

Concluso il lavoro di ricerca, organizza la scaletta e crea una struttura di H1, H2 e H3 in grado di rispecchiare la logica necessaria a un lettore per trovare ciò che desidera. Questo è utile per capire come far leggere un articolo fino alla fine.

Crea connessioni virtuose

Un trucco da vecchio copywriter: creare delle connessioni interne. Nello storytelling si chiamano cliffhanger, nel mondo dei sales copy si parla di bucket brigade.

Sto parlando di quelle particelle di testo che non hanno una reale funzione, non spiegano e non illustrano. Ma catturano l’attenzione del lettore. Lo coinvolgono, lo attirano verso il testo attraverso un linguaggio diretto e immediato:

  • Nessun problema.
  • Ecco, ti spiego.
  • Visto?
  • Secondo te?
  • Cosa succede ora?
  • Come risolviamo il problema?
  • Capito?
  • Questo è assurdo.
  • La soluzione migliore?

Questi sono esempi che puoi usare nel tuo articolo, o in una qualsiasi pagina web che abbia come obiettivo la lettura del testo. Ogni passaggio è uno snodo per convincere il lettore a continuare, a proseguire il percorso.

Devi scrivere con chiarezza

Mi dispiace deluderti, ma ho una brutta notizia per te: le persone leggono poco quando si trovano su una pagina web. Sul serio. Devi essere dannatamente interessante per fare in modo che il pubblico rimanga incollato su ogni sillaba scritta.

Anche io cerco sempre di convincermi del contrario, ma i dati di Nielsen sono senza pietà: “Users will read about 20% of the text on the average page”.

catturare l'attenzione

Sull’asse verticale hai la percentuale di parole che l’utente può leggere, su quello orizzontale ci sono gli elementi della pagina. Le parole e i testi che pubblichi.

Come puoi ben vedere, arrivati a 1.200 parole le persone abbandonano l’impresa. Ecco l’opinione: in linea di massima l’utente leggerà il 20% di quello che hai scritto.

Questo è un dato che si scontra con un’altra ricerca che sottolinea un punto interessante: i contenuti lunghi si posizionano meglio. Motivo? Sono completi, sono interessanti, soddisfano l’esigenza del lettore, ottengono link in ingresso.

contenuti lunghi

Quindi qual è l’equilibrio da rispettare? La semplicità, solo questo. Un argomento deve prendersi il suo spazio, ha bisogno del testo necessario per essere spiegato nel miglior modo possibile. Le persone odiano i testi lunghi? Sbagliato, rifiutano i post inutili e pieni di fuffa. Quindi il mio consiglio è questo: devi puntare alla semplicità.

Devi togliere quello che non serve. Ho scritto diversi articoli che ti aiuteranno a semplificare il testo. Non lo dico io, ma un grande pubblicitario come David Ogilvy: Usa parole brevi, frasi brevi, periodi brevi. Non ti complicare la vita.

Non devi dimostrare la tua conoscenza: devi comunicare bene. In questo modo puoi capire come mantenere l’attenzione del lettore.

Metti le parole in evidenza

Come sottolinea Nielsen, le persone estrapolano parole all’interno del testo. Tu hai la possibilità di guidare l’occhio sulle parole giuste grazie all’uso della formattazione, del grassetto in particolar modo. Come si usa questa funzione del testo?

Individuando un percorso di significato. Non devi evidenziare parole a caso, ma elementi capaci di creare una linea interna che guidi il lettore verso una sintesi dell’articolo. Non è facile e non è sempre possibile, ma il tuo lavoro è questo.

Lo stesso discorso vale per i titoli: dopo aver ragionato sui topic, puoi creare una divisione in paragrafi utile al lettore. Per introdurre queste sezioni puoi usare delle headline H2, ma ricorda di essere chiaro nella scelta delle parole: i titoli devono essere una bussola per il lettore che sfoglia l’articolo. Devo leggere il titolo e capire.

Punta sempre sulla leggibilità

Puoi scrivere il miglior testo ma senza organizzazione del testo non riuscirai a conquistare l’attenzione del lettore. Qui trovi i punti per ottimizzare la leggibilità di un articolo, un punto però te lo voglio ricordare: attenzione alla divisione in paragrafi.

Molti blogger dividono il testo in blocchi per dare leggibilità al testo. Ma non devi dividere un filo logico. Ogni paragrafo racchiude un discorso, un’idea. Dividere un ragionamento in due paragrafi non è un bene perché ne interrompi la lettura.

mantenere l'attenzione del lettore
Ecco come mantenere l’attenzione del lettore.

Stesso discorso vale per i contenuti visual. Le immagini di qualità sono importanti in un articolo, riescono a catturare l’attenzione del lettore, ma non devono essere inserite a caso, bensì solo per spezzare il testo. Danneggiano la leggibilità del testo.

Per approfondire: come migliorare la leggibilità di un post

Perché il tuo lettore legge?

Come mantenere l’attenzione del lettore? Questi sono i consigli che lascio sempre durante il mio corso di blogging: se vuoi ottenere visibilità devi fare in modo che le persone leggano il tuo articolo. E per ottenere questo risultato devi essere:

  • Interessante.
  • Semplice.
  • Chiaro.

Il tuo compito di blogger non si esaurisce con la ricerca delle fonti e la scrittura: devi mettere il lettore al centro della tua attività, e questo non vale solo per quanto riguarda la scelta del topic. Spesso si parla di SEO copywriting e di scrittura orientata verso i motori di ricerca, e si continua a ragionare sull’uso delle keyword.

È un lavoro utile per i motori di ricerca: un utente che legge il mio contenuto è soddisfatto, è felice di tornare sul mio blog. Lo consiglia agli amici, lo condivide e lo linka. Quindi anche questo è utile in ottica SEO, non trovi? Aspetto la tua opinione.

6 COMMENTI

  1. Articolo interessantissimo, come sempre del resto. Bisogna mettersi bene in testa che scrivere per il web è tutt’altra cosa rispetto alla scrittura creativa, a volte è dura tenere a freno la voglia di perdersi in periodi ben strutturati ed esteticamente interessanti… Puntare al nocciolo della questione e cercare di produrre qualcosa di interessante in poche righe.
    La maggiore difficoltà è capire cosa vogliono gli utenti e, soprattutto, come vogliono avere determinate informazioni.

    • Ciao Vincenzo, ti ringrazio. Il punto è questo: siamo pronti a mettete da parte tutto quello che abbiamo imparato in precedenza per fate spazio alla scrittura online e per dare spazio alle esigenze degli utenti? Spesso guardiamo solo dove ci conviene.

  2. Sono d’accordo con quello che dici, mi rendo conto che non è per niente facile mettersi nei panni di una moltitudine di utenti interessati a una determinata tipologia di servizi. Ma in fin dei conti questa “massa” a cui facciamo riferimento non sarà totalmente omogenea, saranno sempre una moltitudine di individualità, ognuna di esse con le proprie esigenze e con la propria percezione dei concetti. In questa ottica, è davvero così funzionale uniformare uno stile in direzione di una sorta di “utente standard”?

    • Più che di utente standard, io parlo di personas. Potenziali lettori, persone interessate al mio blog ma con obiettivi differenti. In questo modo gli articoli ruotano intorno a esigenze differenti.

  3. Questo è un altro articolo che tutti i blogger dovrebbero leggere. Non solo i principianti, ma anche quelli esperti che vengono dalla carta stampata (che ha regole diverse per una serie di motivi).

    • Anche io ho fatto esperienza nella carta stampata. È un lavoro differente, qualcosa che si lega al nostro scrivere online ma che può essere anche all’opposto. Io spero solo che questo articolo venga apprezzato per un punto: dare attenzione a chi ci legge e non alla nostra voglia di pubblicare.

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