Cos’è il telelavoro da casa e come ottenere il massimo

Qualcuno lo chiama semplicemente lavoro da casa. Altri parlano di smart working. In realtà è una cosa completamente diversa: oggi voglio parlare di telelavoro domiciliare.

18

Lavorare da casa vuol dire essere baciati dalla fortuna. Oggi si parla di smart working ma la sostanza del telelavoro è diversa. In questo caso l’ufficio si sposta a casa.

telelavoro
Lasciamo il lavoro a casa.

È passato il tempo dell’ufficio e della scrivania. L’azienda deve snellire le spese, ma non può rinunciare alla forza lavoro. Una web agency può sfruttare il concetto di telelavoro e massimizzare il rapporto spese/produttività. In che modo?

Telelavoro: cos’è, definizione

Con questo termine s’intende una particolare condizione lavorativa che consente all’azienda di dislocare il dipendente a casa. In questo rende facoltativa la sua presenza in ufficio senza rinunciare ai vantaggi del suo contributo.

Questa consuetudine si è sviluppata negli ultimi anni grazie alla presenza di strumenti che consentono di migliorare il lavoro a distanza. Molto ha fatto la coscienza imprenditoriale che assimila l’idea di non dover per forza vigilare sul dipendente.

Vantaggi reali del telelavoro

Il lavorare a casa è pensato come un beneficio per tutti gli attori: evitare uno spostamento di chilometri e permettere al singolo di operare in un ambiente familiare vuol dire migliorare la qualità del lavoro. In sintesi, ecco i vantaggi:

  • Meno tempo da dedicare agli spostamenti.
  • Lavorare con ritmi differenti.
  • Scegliere come e quando lavorare.
  • Vicinanza con famiglia e amici.

Questo è vero per il dipendente ma soprattutto per il freelance. Il freelance, infatti, spesso è costretto a lavorare da casa. Per molti questa è una condizione da favola.

Vantaggi dell’azienda

Di riflesso, anche il datore di lavoro può ottenere dei vantaggi da questa situazione. In particolar modo è possibile mantenere rapporti di lavoro con dipendenti che non possono raggiungere la sede, con tutti i pro del caso. Ad esempio:

  • Ampliarsi senza affittare nuovi locali.
  • Evitare spese inutili dislocando i dipendenti a casa.
  • Lavorare con persone produttive e felici.

Questo senza dimenticare che il telelavoro consente alle aziende di tessere relazioni professionali con freelance che si trovano in città, regioni e nazioni differenti.

Vantaggi dipendenti e aziende

Diminuisci tempo trasporto.Aumento della produttività.
Aumento tempo libero.Diminuzione dei costi.
Maggior libertà di lavoro.Dipendenti più felici.

Svantaggi del telelavoro

Ma il telelavoro comporta delle difficoltà che vengono ignorate da chi deve andare in ufficio ogni giorno. I vantaggi ci sono ma non mancano i lati negativi. Ad esempio:

  • Assenza di stimoli.
  • Mancanza di promozioni.
  • Alienazione e noia.

Quando ti rinchiudi in casa per lavorare anche più di 8 ore al giorno il rischio è quello di dimenticare l’esistenza di un mondo capace di andare oltre i tuoi compiti. In questo caso è utile leggere i migliori consigli per lavorare da casa.

Svantaggi per le aziende

Il problema potrebbe essere quello di una mancanza di controllo su determinati lavori. Chiaro che i dipendenti devono essere sempre ben consapevoli che lavorare da casa non vuol dire produrre di meno. Anzi, si aggiunge anche la capacità di autogestirsi. E non tutti sono capaci di lavorare bene senza l’occhio del superiore.

Poi è chiaro che ci sono altri svantaggi burocratici e d’investimento, ad esempio contratti differenti e acquisto di software per il lavoro a distanza. Ma a questo c’è sicuramente rimedio e i vantaggi ammortizzano in un attimo questi punti.

Svantaggi dipendenti e aziende

Minori occasioni di carriera.Difficile gestire i lavoratori
Rischio di isolarsi dai colleghi.Ridefinire la cultura aziendale
Lavoro invade il privato.Più contratti da stilare.

Normativa per richiedere

Chi regola il telelavoro? La Direttiva del 1° giugno 2017 (Gazzetta Ufficiale n. 165 del 17 luglio 2017) ha impostato la base del lavoro agile, lo smart working, nel quale si ritrova anche il telelavoro domiciliare. Questo testo riguarda la possibilità di svolgere il proprio lavoro, negli stessi orari previsti dal contratto di lavoro, negli spazi preferiti.

Inoltre non è necessario che il lavoratore usi postazione fissa. Quando il datore di lavoro conferisce determinati strumenti tecnologici per svolgere il compito, deve essere responsabile dei mezzi conferiti.

Migliorare la produttività

Il primo punto da affrontare: lavorare da casa porta a un calo di produttività? Il proverbio sostiene che l’occhio del padrone ingrassa il cavallo, ma credo che ormai questo concetto sia superato. Un aspetto fondamentale: devi dare obiettivi.

Il dipendente è abituato al lavoro in ufficio, ma oggi grazie ai progressi della tecnica e al telelavoro non c’è più differenza: casa e ufficio sono un unico luogo.

Devi diventare produttivo.

Dropbox e Google Drive sono nomi che possono fare la differenza quando sposti il tuo ufficio a casa. Il cloud ti permette di avere tutti i documenti a portata di click, la produttività dipende solo da te, dalle tue abitudini e dalla tua capacità organizzativa.

Il mio consiglio: sfrutta il telelavoro per liberarti dalle costrizioni. Scegli i tempi, le dinamiche, le attività da svolgere la mattina o il pomeriggio. Chi si trova dall’altro lato vuole il risultato, tu decidi qual è la formula migliore per raggiungerlo.

Come funziona il telelavoro

Chiaro, per aumentare la produttività e mantenere il ritmo costante anche da casa bisogna imporre alcuni passaggi decisivi alla tua attività quotidiana.

Lavorare da casa vuol dire mantenere un regime rigoroso: l’azienda mantiene i suoi standard, ma a te consiglio di seguire queste regole per mantenere alta la guardia.

Non rimanere con il pigiama

Quando lavori da casa hai la possibilità di ignorare l’etichetta. Quindi puoi rimanere in pigiama e non influenzare il processo produttivo. Un sogno a occhi aperti per molti, ma io seguo le buone abitudini: devo andare in ufficio, anche se si trova in salotto.

Per me è un modo per definire i tempi del lavoro, l’inizio della giornata. E per mantenere un minimo di dignità, che non guasta mai.

In questo video parlo del rapporto tra freelance e luogo operativo, di smart working inteso non solo come lavorare da casa: c’è un rapporto utile e redditizio con la propria dimora. Questo non contempla il rimanere in pigiama per tutta la giornata.

Rispetto degli spazi altrui

Il dramma. Lavorare a casa vuol dire condividere gli spazi con il resto della famiglia. Moglie, marito, figli, nonni, zii, genitori: c’è bisogno di riservatezza.

La soluzione ideale: destinare uno spazio al lavoro, creare uno studiolo per la tua attività. Arredalo, definiscilo in base alle tue esigenze: sei nel tuo regno e devi dare sfogo ai tuoi desideri. Per lavorare bene devi curare il tuo angolo.

E soprattutto devi blindare il tuo telelavoro: tutte le distrazioni devono essere bandite, lasciate fuori dalla porta principale. Ma se questa porta non esiste?

Spesso il freelance o il dipendente che lavora da casa non ha uno spazio dedicato. Lavora in salotto, in cucina, in un angolo condiviso. Il mondo intero si sente in diritto di disturbare, e a questo punto hai bisogno di un chiarimento: stabilisci delle regole.

Un consiglio che chi punta al telelavoro: ritaglia i tuoi impegni intorno agli orari della tua famiglia, lavora quando gli altri non ci sono. Nessuno rispetterà i patti, meglio approfittare e sfruttare la solitudine.

Patti chiari e amicizia lunga

Oltre a definire spazi e orari, devi far presente alla famiglia che lavorare da casa non vuol dire essere disponibili. Arrivano richieste di ogni tipo: stendere i panni, portare la nonna all’ospedale, fare la spesa, preparare da mangiare, accudire i bambini.

Sei a casa ma stai lavorando, con il tuo contratto di telelavoro: non puoi fare tutto. Fallo presente subito, non alimentare abitudini che poi non riuscirai a estirpare.

Vuoi provare a fare carriera?

Uno dei grandi problemi del lavoro da casa: l’assenza di stimoli. Quando sei in ufficio puoi confrontarti, hai la possibilità di parlare e interagire con persone del settore.

Puoi chiedere un consiglio, un parere, un’opinione. O puoi rimanere a contatto con i punti di snodo di un progetto. In ufficio ci sono maggiori opportunità di fare carriera.

smart working
I vantaggi dello smart working – Fonte immagine

Questo è stimolante per la tua professionalità, rinchiudersi tra le quattro mura di casa a volte è frustrante perché ti costringe all’isolamento. Ci sei tu, c’è il computer.

Ecco perché è indispensabile stabilire delle riunioni periodiche: devi sempre avere la possibilità di guardare in faccia le persone con le quali collabori.

Se l’ufficio si trova a New York è impossibile stabilire una riunione mensile. Le distanze sono minime? Una riunione al mese per favorire lo scambio di idee.

Tempi del lavoro da casa

Facile sbagliare in questo caso. Il lavoro diventa una passione e il concetto di tempo evapora, svanisce, si disintegra. Diventi un automa, lavori 19 ore al giorno.

Sempre connesso, sempre online. Ti alzi e controlli le email, fai colazione davanti al computer, scrivi il primo post della giornata per il blog, rispondi ai clienti, lavori, mangi in fretta, ricominci a lavorare. Senza sosta e riposo. Il tempo scorre.

tempo del lavoro a casa
Organizza il lavoro a casa.

Nel frattempo la vita passa e tu la guardi da lontano. Vero, quando la passione diventa lavoro è difficile gestire il tempo. Un concetto che si rafforza se aggiungi il peso della partita IVA. Ma non puoi chiedere troppo, devi rispettare la tua natura umana: definisci dei tempi minimi e massimi, non andare oltre.

Da leggere: come fare un buon preventivo

Telelavoro: tu hai provato?

Questa è la guida per lavorare da casa. Tutto questo nasce dalla mia esperienza, ho vissuto sulla mia pelle ogni punto di questo piccolo manuale per freelance e per dipendenti prestati allo smart working. Un riassunto? Non mollare la presa.

Il lavoro da casa ha bisogno di disciplina costante. Sembra facile ma è solo un’illusione. Lavorare tra le quattro mura domestiche è come andare all’università.

Non c’è il professore, devi gestire tu i ritmi. Qual è la tua esperienza? Hai già lavorato da casa o sogni di farlo? Ti aspetto nei commenti, raccontami la tua storia.

18 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, credo che in questo articolo tu abbia saputo toccare le corde giuste, soprattutto per quanto riguarda la spinosa questione “pigiama”!
    Io lavoro come web editor da casa da ormai due anni, intrattenendo diverse collaborazioni che non prevedono purtroppo alcuna riunione periodica e sto risentendo molto dell’isolamento da telelavoro.
    Penso che una valida alternativa potrebbe essere il coworking, che almeno mi porterebbe a uscire di casa ma con spese contenute.
    Tu cosa ne pensi?

    • Sono d’accordo, l’isolamento è la cosa peggiore anche per me. E io non sono nemmeno sta gran chiacchierona o super socievole, ma così sarebbe troppo per tutti!

    • Ciao Alessia,

      Sì, coworking. Credo che sia una buona cosa. Non ho mai lavorato in una struttura del genere ma ne conosco diverse e mi piacciono. A volte ho pensato: “Mollo tutto e me ne vado in un bel coworking a Napoli”. Tu hai già provato questa strada?

  2. Se mai dovessi lasciare l’ufficio mi mancherebbero molto i colleghi. La pausa caffè o la pausa pranzo insieme. Le battute e le discussioni sul calcio.
    Sono d’accordo con tutto quello che dici e aggiungo che anche il rapporto umano, non strettamente professionale o legato a un progetto, con le persone con le quali collabori deve essere coltivato e trovare il suo tempo e spazio.

    tl;dr: Anche parlare di cazzate fa bene

    • Ma certo che fa bene. Il problema è un altro: fino a che punto siamo disposti ad ascoltare le cazzate altrui? Voglio dire, lavorare in ufficio non logora i rapporti? Siamo disposti a passare più tempo con emeriti sconosciuti che con le nostre ragazze? Secondo me ci vorrebbe un articolo dedicato alla vita in ufficio…

  3. Ciao Riccardo, hai toccato un argomento tanto caro per me:-) Condivido tutti i punti della tua guida. Aggiungo solo che per riuscire a approfittare al massimo i vantaggi e minimizzare gli svantaggi serve tanta disciplina, che è spesso anche un fattore caratteriale. A me non pesa per niente l’isolamento, mentre mi devo impegnare tanto per trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata. Penso che ci vuole comunque l’impegno costante, perché le esigenze e le condizioni cambiano spesso, per cui come sempre si tratta di un miglioramento continuo…quando pensi di aver impostato il tuo programma regolarmente cambiano le cose….ma questo fa parte del gioco:-)

    • L’equilibrio tra lavoro e vita privata è uno dei passaggi decisivi. Difficile riuscire nell’impresa: a volte ci vogliono anni. Perché gli spazi comuni sono quelli della tua famiglia e anche le persone che condividono la casa hanno diritto di viverli. C’è bisogno d un discorso serio, di un confronto chiaro.

  4. Concordo su tutto. Ho un atteggiamento ambivalente verso la questione figli. Lavorare da casa da un lato mi permette forse di stare con loro più tempo, ma dall’altro lato questo tempo è interrotto dalla telefonata, dalla mail, dall’aggiornamento dei social ecc ecc . Quindi magari riesco si a ritagliarmi delle ore con loro posticipando il lavoro di scrittura alle ore serali/notturne ma il resto del mondo non segue i miei ritmi naturalmente (quindi ti chiamano, c’è la rogna da risolvere in quel momento ecc) e ne risente la qualità del tempo, con il risultato che lavoro anche con i bambini presenti e la sera (qundi sempre eh eh)… E comunque tra poco finisce asilo/scuola…aiutooo 🙂

    • Con il telelavoro spesso si riescono a risolvere proprio questi problemi. La maternità, le malattie, gli infortuni: si può continuare a essere produttivi in qualsiasi momento.

  5. Quoto tutta la linea Riccardo. Ho impostato la mia vita lavorativa da libera professionista esattamente in questo modo. Sinceramente pecco un po’ sull’orario, in definitiva lavoro anche se guardo un film, il sabato e la domenica, magari per impostare le attività meno impegnative. Ma mi sto correggendo.

    • Il telelavoro domiciliare, il lavorare a casa, non è un risultato semplice. Ma un obiettivo da raggiungere nel tempo.

  6. Concordo su tutto, complimenti Riccardo!
    Per anni ho sbagliato a impostare i ritmi e non so quante ore ho lavorato al giorno, ma ora mi sono corretta e infatti mi rivedo moltissimo nella frase “Decidi il tempo della tua giornata”. Un saluto!

    • Ciao!

      Hai diminuito le ore di lavoro? Ma come hai fatto? Io continuo a lavorare come un matto… i risultati ci sono, lo ammetto, ma a volte i ritmi mi devastano.

  7. Mi ritrovo moltissimo in questo articolo, io gestisco un sito di servizi musicali e produzioni creative da alcuni anni, insomma sono un freelance.
    Molti non capiscono che lavorare da casa non vuol dire essere disponibili sempre (spesso se ne hanno a male perché pensano che hai tempo da vendere), anzi, si è tutto il giorno tremendamente occupati, insomma, si lavora di più.
    Si è alla continua ricerca delle “energie giuste” e si devono mettere in atto molti riti per tenere in piedi l’equilibrio del sonno, gli orari, la cura della propria persona, le relazioni sociali…bellissimo sicuramente avere autonomia e possibilità di scelta, ma è un’arma a doppio taglio sicuramente!
    In ogni caso, non cambierei questa vita con nessun cartellino da timbrare.

  8. Bel articolo e molto utile. Sono ormai 10 anni che lavoro da casa e non ho mai avuti problemi di staccarmi o a trovare contatti non virtuali (basta anche iscriversi a qualche corso). Concordo con Kirsztina che molto dipende anche dal carattere. Sul lavoro mi vesto casual/sportitva e come rito per finire la mia giornata lavorativa mi faccio una doccia (magari anche alle 18.00) e mi cambio con altri vestiti casual/sportivi. Poi magari mi rimetto al pc, ma solo per fare ‘i cavoli miei’. Psicologicamente è’ utile fare un gesto/azione che definisce la fine della giornata lavorativa.

    • Attenzione, a volte il telelavoro rischia di risucchiarti in un vortice di continuo lavoro. Certo, un libero professionista ha tutto da guadagnarci…

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here