Mi immagino la SEO come una grande fattoria. C’è spazio per chi si occupa dei cavalli, coltiva la terra e fa quadrare i conti. Allo stesso modo, chi lavora con l’ottimizzazione per i motori di ricerca deve operare in settori molto diversi (ma sempre utili): si va dallo studio delle keyword alla programmazione, fino ad arrivare a un punto che mi interessa particolarmente: scrivere bene.

Scrivere bene aiuta la SEO

Esatto, per fare SEO devi scrivere bene. Perché Google legge il testo che pubblichi nelle pagine web e prende una decisione in base a ciò che trova. O meglio, anche in base a ciò che trova. I fattori di posizionamento sono più di 200 ed è difficile ragionare solo in termini di copywriting.

Ma un fatto è chiaro: scrivere bene aiuta il posizionamento. E non solo per una questione legata al SEO copywriting, non mi riferisco alle keyword: sto parlando di stile, sintassi, ritmo, eleganza, capacità di sintesi e di esposizione. Un testo ben fatto si posiziona meglio rispetto a un prodotto scadente.

Certo, a parità di altri elementi. C’è una connessione chiara tra la posizione che occupi nella serp e la bontà del lavoro pubblicato su blog o sito web. Vuoi scoprire qual è il rapporto tra questi aspetti? Ecco i punti che ti aiuteranno a fare chiarezza (almeno spero).

Motori o persone

Prima di iniziare ti propongo una riflessione perché spesso si confondono i piani. Devi scrivere bene per le persone o per i motori di ricerca? Più volte ho espresso il mio punto di vista, ma è giusto riprenderlo in questa sede.

Devi scrivere per le persone o per Google? È indifferente. Google è così raffinato da non pendere in considerazione la vecchia scrittura SEO. Questo significa che l’indagine a monte è sempre valida, così come sono importanti gli accorgimenti tecnici che aiutano a ottimizzare una pagina on site, ma la qualità di un contenuto è data dalla sua capacità di rispondere a un’esigenza. Cerca questo risultato per ottenere buone posizioni in serp.

Tempo di permanenza

Tra i tanti fattori utili per il posizionamento c’è il tempo di permanenza su una pagina. Google registra il comportamento degli utenti quando sono loggati e, per esempio, si rende conto che molte persone passano due o tre minuti su una pagina. Questo è un dato importante, le persone leggono.

Un’altra pagina, invece, riceve visite che durano pochi secondi. Non è un caso, è un’abitudine: i lettori arrivano, si guardano intorno e se ne vanno. Google può considerare questo comportamento come un effetto legato alla qualità del testo: poco rilevante, inutile, scritto senza cura.

Ecco, quest’ultimo punto mi interessa. Scrivere bene è un’arte e tu non puoi risolvere la faccenda lanciando quattro zampate sulla tastiera. Le persone se ne vanno, abbandonano il tuo sito web, Google se ne accorge. E prende provvedimenti. Devi scrivere bene, e lo devi fare ora.

Ricorda che il tempo di permanenza è un dato che puoi rilevare da Google Analytics e non è collegato per forza alla qualità del testo: potrebbe esserci un problema di caricamento pagina.

Abitudini degli utenti

Sai bene che i risultati di una ricerca sono diversi da persona a persona. Il motivo è semplice: quando sei loggato, il browser cerca di restituire i risultati che preferisci. L’obiettivo è semplice: soddisfare le tue esigenze. E i dati mostrano la tua inclinazione per determinati siti.

In ricerche simili, sempre da loggato, il portale che hai già preferito più volte tra tanti risultati avrà maggiori opportunità di comparire. Ecco perché è importante fidelizzare il lettore, migliorare gli spostamenti da una pagina all’altra, mantenerlo sulle tue risorse e fare in modo che legga il contenuto.

Ma non solo, il pubblico deve scoprire nuove risorse. Ed ecco che il lavoro di link interni diventa fondamentale per le persone e per la SEO. Chi inserisce questi elementi? Chi scrive gli articoli.

lettori

Ci sono studi (ancora non molto chiari a dire il vero) che mettono in correlazione CTR e posizionamento, altri che considerano l’importanza del bounce rate. Ovvero della frequenza di rimbalzo, la percentuale di utenti che lascia la pagina senza aver compiuto altre azioni.

Questi elementi fanno parte di un grande bacino di dati. Google cerca di restituire il miglior risultato possibile al singolo utente, e osserva il suo comportamento. Lo interfaccia con quello delle persone che fanno ricerche simili e che arrivano su quel risultato.

Qual è la conclusione per un algoritmo se su 1.000 click al sito 900 se ne vanno dopo 5 secondi? Qual è la riflessione se su 1.000 impression ci sono solo 50 click? Forse quel contenuto è scritto male, forse lo snipped avrebbe bisogno di un copywriter capace di attirare l’attenzione del pubblico con una buona combinazione di tag title e description. Senza dimenticare i rich snippet.

Per approfondire: perché diventare copywriter

Lunghezza del testo

Gli studi che mettono in correlazione la lunghezza del testo con il buon posizionamento – tipo quello di Coschedule – si sprecano. Sui grandi numeri è così, i post densi e corposi hanno maggior successo sui motori di ricerca. Questo significa che basta scrivere tanto per avere successo nella serp?

post lunghi

No, non funziona così. Troppo facile. Ecco perché in questi casi la buona scrittura diventa indispensabile: un bravo web writer è capace di interpretare questo ragionamento nel miglior modo possibile: scrive ciò che serve, senza pressioni e forzature.

Non esiste il contenuto di qualità definito dalla lunghezza del testo. Ci sono i post che riescono a soddisfare un’esigenza, una domanda, non per forza con il solo testo ma con una combinazione adeguata di codici. Quello che emerge in questo articolo del Tagliaerbe è interessante:

Google sembra preferire i contenuti che coprono un singolo argomento in modo approfondito, e la cosa è stata confermata anche da un’analisi di 10.000 URL effettuata da MarketMuse: I contenuti esaurienti hanno superato di gran lunga quelli superficiali. (…) i contenuti più lunghi rankano meglio e tendenzialmente ricevono più apprezzamenti e condivisioni sui social, oltre al fatto di riuscire a posizionarsi per molte più chiavi di long tail.

Da un lato c’è l’importanza di pubblicare contenuti approfonditi, densi di informazioni. Dall’altro c’è il dato quantitativo: i contenuti lunghi si posizionano meglio. Conquistano (in media) tanti link e condivisioni social, ma lavorano bene anche sulla long tail.

Queste non sono leggi immutabili e scritte nella pietra, ma delle indicazioni da lasciare nelle mani del bravo web writer che sa come gestire il testo. Conosce l’importanza di un lavoro di qualità: scrivere tanto è una cosa, pubblicare articoli approfonditi e utili per il lettore è un’altra.

Fattori indiretti

Ci sono una serie di fattori indiretti che collegano lo scrivere bene con la SEO: connessioni che riguardano la capacità di una pagina web di guadagnare buone posizioni attraverso i link che arrivano grazie al lavoro di scrittura. Proprio così, un testo ben scritto viene apprezzato e condiviso.

Le condivisioni portano visibilità, traffico, visualizzazioni che spesso accendono interesse e riflessioni. In questo modo nascono le occasioni per ottenere link naturali. Un testo poco curato non verrà salvato nei preferiti, un articolo impossibile da leggere non riuscirà a guadagnare attenzione. Questi lavori verranno abbandonati.

Scrivere bene vuol dire catturare l’interesse del lettore, spingerlo fino all’ultima parola e poi a cliccare sul tasto condividi. Tutto questo aumenta la diffusione dell’articolo e le occasioni di incrociare l’attenzione dei webmaster per ottenere link in ingresso (uno dei principali fattori SEO).

Da leggere: tecniche SEO applicate alla scrittura online

Scrivere bene: la tua opinione

Allora, secondo te la buona scrittura online può aiutare il posizionamento sui motori di ricerca? I link me li guadagno così, scrivendo articoli. Ci sono diversi elementi che aiutano a guadagnare posizioni di rispetto nella serp, e che sono legati alla buona forma.

Ieri ho affermato che scriverò di meno in futuro, ma poi penso a tutti i progetti che aspettano solo una buona penna per presentare il miglior testo possibile ai propri clienti e ai motori di ricerca… Secondo te la connessione tra scrittura e SEO è così evidente? Aspetto la tua opinione nei commenti.

13 COMMENTI

  1. Come sempre articolo perfetto Riccardo, molto chiaro e denso di consigli da seguire. Il punto su cui rifletto abitudinariamente è questo: il concetto stesso di “scrivere bene” si può intendere in merito a un buon utilizzo delle keywords per essere notati da Google, o si tratta di un modo di esporre che riesca a catturare l’attenzione di un utente? O magari una via di mezzo?!

    • Allora, ti dico: una buona via di mezzo. per me la vera abilità del web writer è quella di chi riesce a unire una buona ricerca keyword con la scrittura umana, avvincente e fluida. Mai keyword, più lavoro di ricerca per scoprire quali sono gli argomenti utili per approfondire quel tema, più ricerca nelle community per scoprire quali sono le domande e gli interessi del pubblico: tutto questo si fonde con cura per la formattazione, leggibilità, link interni utili.

      Questo è il mio modo di lavorare 🙂

      • Quindi in soldoni, bisogna dare grande importanza al lato “umano” della scrittura, visto che comunque facciamo riferimento a un pubblico di utenti umani che vogliono non solo essere informati ma anche, in qualche modo, colpiti a livello emotivo. Cosa ne pensi in tal senso dell’utilizzo dello Storytelling?

        • Beh, lo storytelling è un po’ come il prezzemolo: lo troviamo ovunque. Ti dico la verità: spesso viene utilizzato a sproposito, o almeno la vedo così. A volte basta parlare di un articolo scritto bene, umano, vicino al lettore.

          • È un tipo di attività che mi affascina, vorrei specializzarmi proprio in questo settore. Sto già iniziando a pubblicare sul blog qualche racconto in cui sto tentando di inserire qualche keyword e suggerendo quella che può essere la filosofia dell’azienda.

    • Scrivere bene è la base. Ma questo è il messaggio interessante: fai felici i lettori e fai un passo avanti per ottenere buoni risultati su Google. Se il lettore è felice il motore di ricerca, come dire… se ne accorge 🙂

  2. Gli algoritmi dei motori di ricerca cambiano ogni giorno, l’unica certezza è che la qualità dei contenuti avrà sempre maggiore rilevanza. In altre parole, scrivere per le persone sarà sempre di più quello che Google si aspetta.

  3. Posso utilizzare questa frase “Scrivere bene è un’arte e tu non puoi risolvere la faccenda lanciando quattro zampate sulla tastiera.” per far ragionare qualcuno??
    🙂

  4. Complimenti per l’articolo davvero scritto bene curato nella grafica e anche visivamente prende molto ricco di immagini, grassetti, citazioni, evidenze, proposta finale, ecc..si vede che è stato pensato bene! Poi quoto in pieno la filosofia, i fattori di ranking cambieranno sempre ma dei contenuti scritti bene avranno sempre una grande attrattiva a prescindere da quello che ne pensa Google!

    • Chi sa scrivere non morirà mai di fame. Non ricordo dove l’ho letta ma ha un gran senso questa frase. Grazie per il tuo commento!

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