Guadagnare con i post sponsorizzati è una possibilità concreta. Il motivo è semplice: metti in evidenza un contenuto e lo fai attraverso la voce autorevole di un esperto del settore. Perché probabilmente il tuo nome è stato pescato attraverso un’azione di blogger outreach.

post sponsorizzati

Funziona così: ho un prodotto o un servizio, ho un’attività di blogging aziendale ma voglio penetrare in una nicchia attraverso la voce di un influencer. Ovvero un esperto del settore, un personaggio con un’autorevolezza. Quindi faccio una ricerca e individuo i blogger adatti.

I blogger adatti sono quelli che mi consentono di raggiungere gli obiettivi: sono coerenti con il mio pubblico, creano discussione, hanno dei numeri interessanti in termini di volume di traffico e presentano un buon posizionamento sulla serp. Senza dimenticare la presenza social.

A questo punto posso proporre un post sponsorizzato. Un articolo a pagamento, un contenuto vantaggioso per il mio brand. E qui iniziano i problemi: in che modo deve muoversi il blogger per evitare problemi con il pubblico? E per placare le ire di Google? Ci sono dei punti da affrontare.

Il pubblico vuole coerenza

Il pubblico è sempre al centro dei tuoi pensieri. O almeno così dovrebbe essere. La tua forza deriva solo dalla gente, dalla fiducia riposta nei tuoi confronti. Le persone leggono i tuoi contenuti – e poi commentano, condividono, linkano – perché sei autorevole. E perché sei lontano dal potere.

Quello che scrivi riguarda solo te e la tua esperienza personale. Ogni link che inserisci sul blog è frutto di una decisione legata all’utilità, al vantaggio per il pubblico. Chi non si lascia influenzare dalle scelte economiche viene apprezzato, ma questo non è un freno alla pubblicazione dei post sponsorizzati. C’è spazio di manovra, puoi lavorare su questo punto senza perdere la fiducia del lettore.

La condizione? Devi pubblicare articoli capaci di seguire il calendario editoriale del blog. Il titolo, lo stile, le immagini, le argomentazioni, la chiusura, i link: nulla dovrebbe spingere il pubblico a rigettare l’articolo. Il post sponsorizzato viene accettato quando si allontana dalla pubblicità.

Da leggere: come aprire un blog di viaggio e guadagnare

Il pubblico vuole anche chiarezza

Questo è un punto decisivo per pubblicare post sponsorizzati: devi chiarire subito la natura dell’articolo. Non puoi e non devi far passare il contenuto legato a una transazione commerciale per qualcosa di diverso. Magari per un articolo nato dalla tua penna, legato al tuo piano editoriale.

Come guadagnare con i post sponsorizzati

Difficile trovare un errore più evidente. Il pubblico deve conoscere la verità. Non puoi proporre un post sponsorizzato e camuffarlo da articolo ordinario. Le persone non sono stupide, se ne accorgono e tu non puoi perdere la fiducia del pubblico. È il tuo capitale, è l’unica cosa che conta.

I post sponsorizzati devono presentarsi come tali, devono essere pubblicati con una dicitura leggibile. Articolo sponsorizzato, post a pagamento: deve emergere il rapporto commerciale tra chi scrive e chi pubblica. Un rapporto diverso rispetto a quando lavori con il guest blogging.

Allontanati dal commerciale

Non puoi proporti come salvatore del mondo. Non puoi pubblicare un comunicato stampa o un elenco delle tue caratteristiche virtuose: il post sponsorizzato deve affrontare il tema del bene o del servizio, ma non le sue caratteristiche. Deve essere estraneo al mondo commerciale. Altrimenti ci sono altre risorse da prendere in considerazione come i siti per pubblicare comunicati stampa.

Ti faccio un esempio. Mi contatta Hootsuite e mi chiede di pubblicare un post sponsorizzato. Accetto, l’argomento tocca il primo punto (coerenza con i temi). Ma lascio una condizione: niente autocelebrazione. Questo significa che non devi pubblicare un post sulla grandezza del tool.

Non voglio che nell’articolo si parli delle funzioni di questa suite. Non voglio che il mio blog venga usato come un tabellone sul quale affiggere il tuo manifesto. L’articolo sponsorizzato deve essere lontano dalle logiche commerciali, ed eliminare tutte le influenze che puntano solo alla vendita.

Quanto costa un post sponsorizzato?

Il punto è questo: devi chiedere il giusto, non cifre assurde e neanche il minimo sindacale. Quanto chiedere per un post sponsorizzato? Non posso dirtelo io, è un po’ come chiedere quanto costa un articolo. Tutto dipende dalla tua offerta: cosa puoi fare per il cliente? Hai tante visite?

E interazioni ci sono per caso? Cosa aggiungi alla semplice pubblicazione? Fai anche advertising su Facebook? E un video promozionale lo puoi fare? Il brand che investe su di te può fare la differenza con un articolo sul tuo blog? Monetizzare il blog, per approfondire:

Un articolo curato in ogni dettaglio

Spesso i post sponsorizzati si riconoscono perché vengono confezionati dalle aziende e inviati ai blogger. Gli autori meno attenti li pubblicano così come sono stati scritti, senza supervisione e cura per i dettagli. ” Non posso perdere tempo a correggere gli errori: non mi pagano per questo”.

Però il blog è tuo, la figura mediocre rimane appesa al tuo collo. Devi ottimizzare ciò che viene ignorato da chi manda l’articolo: leggibilità, formattazione, punteggiatura, link interni, immagini, video, rilettura. L’articolo deve essere curato, proprio come quelli che pubblichi ogni giorno con la tua firma.

Attenzione ai link in uscita

Un passaggio decisivo: Google non ammette compravendita di link. Anzi, ha una pagina corposa e ben scritta che elenca tutti i trucchi da evitare per influenzare il posizionamento dei siti web attraverso schemi di link. I collegamenti sono importanti per la SEO ma le parole di Google sono chiare:

Qualsiasi link mirato a manipolare il PageRank o il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google può essere considerato parte di uno schema di link e costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link al tuo sito o i link in uscita dal tuo sito.

Vuoi guadagnare con i post sponsorizzati? Perfetto, in questo rapporto commerciale devi escludere la presenza di link dal valore redazionale che valutano positivamente il sito. Questo significa che il collegamento non deve influenzare il posizionamento del sito web nella serp.

Come guadagnare con i post sponsorizzati

Per fare questo hai un’unica soluzione: inserire l’attributo rel=”nofollow” al link in uscita che punta verso chi ha sponsorizzato il post. In questo modo comunichi a Google di non dare peso al collegamento: non deve avere un ruolo nel posizionamento, non deve essere utile ai fini SEO.

Vale per recensioni e regali?

Immagino la tua domanda: ma questo vale anche per le recensioni che nascono da scambio merci? Google ha dato indicazioni precise: i post che parlano di beni o servizi devono essere spontanei. Il regalo presuppone un voler ottenere qualcosa che non mi sono guadagnato. La bolla delle recensioni online rischia di scoppiare all’improvviso, non voglio trovarmi nei dintorni quando avverrà.

Da leggere: come guadagnare di più con Adsense

Tu guadagni con post sponsorizzati?

Certo, devi essere coerente e corretto verso il tuo pubblico. Non puoi proporre contenuti inutili e pensare solo a monetizzare il blog: meglio guadagnare meno e preservare il lettore. La sua fiducia non ha prezzo, non puoi riconquistarla facilmente una volta minata la stabilità delle pubblicazioni.

Lo stesso vale per Google: una penalizzazione manuale per link in uscita è un bel problema. Detto questo, guadagnare con i post sponsorizzati è possibile: tu sei d’accordo? Hai già iniziato a lavorare su questo punto? E a incassare? Lascia la tua esperienza nei commenti, affrontiamo insieme l’argomento.

12 COMMENTI

  1. Si tratta di un equilibrio non sempre facile da mantenere.

    Secondo me, è anche importante mantenere una proporzione “sana” fra post sponsorizzati e pezzi “ordinari” – un blog troppo sbilanciato verso i primi non mi invita a ritornarci, anzi…

    • Sì, il calendario editoriale in questi casi è fondamentale. Meglio evitare eccessi, io preferisco sfruttare intervalli utili per mantenere sempre vivo il punto di vista dell’autore.

  2. Ciao Riccardo. Nel beauty i post sponsorizzati sono all’ordine del giorno e molte blogger sono criticate quando scelgono di farli. Secondo me la ricetta è solo quella che descrivi tu: coerenza e chiarezza. Io ad esempio li faccio ma metto in chiaro che esprimerò il mio parere, sempre, perché chi mi segue si fida di quello che dico e io non posso permettermi di dare consigli farlocchi per un pugno di euro. Quindi, post sponsorizzati si ma con le giuste cautele. Dire SEMPRE che è una sponsorizzazione (se non vuoi leggerlo non lo leggi) cercando di mantenere una propria coerenza.
    Noi ad esempio riceviamo spesso anche prodotti, collezioni make up, materiali vari da provare. Anche questo viene spesso criticato dal pubblico (“Ah, ma come, a lei mandate l’intera collezione e io devo comprarmela?”) e l’unico modo per superare la critica è far capire che ok, io ho ricevuto la collezione in anteprima, però ti farò le fotografie, ti farò vedere tutti i colori, ti dirò cosa ne penso in modo autentico e magari ti evito di buttare soldi con un prodotto che non ti piace.
    Il post sponsorizzato ha senso se è capace di portare comunque un’utilità al lettore.

    • Ciao Carlotta!

      Valore, valore, valore. Se riuscirai a dare qualcosa alle persone avrai sempre l’appoggio del pubblico. Poi quello che critica si trova sempre, non lo puoi combattere in eterno. Però con la chiarezza dalla tua parte sei con le spalle coperte.

  3. Ottimi consiglio, credo che un post sponsorizzato ogni 10-15 ci possa anche stare, di più diventa solo un sito con scopi pubblicitari senza un’autorevolezza propria.

    • Anche la frequenza è importante. Troppi post sponsorizzati rischiano di minare la coerenza del tuo progetto, perdi completamente la tua identità. meglio evitare, grazie per la precisazione.

  4. Concordo con te Riccardo. La cosa importante è essere sinceri con i lettori e soprattutto, continuare a offrire sempre contenuti utili anche se sono stati sponsorizzati. Diverse volte mi sono rifiutata di portare avanti delle collaborazioni, proprio perché chiedevano dei post pubblicitari che dovevano esaltare il prodotto e l’azienda. Sinceramente di sporcare i miei blog non mi piace, ma sembra che in molti la pensano diversamente…

    • Mai, post del genere non dovrebbero esistere. Pensa sempre al tuo pubblico, e poi al guadagnare con il blog.

  5. Salve Riccardo e salve ai tuoi lettori. Io in 10 anni di blogging (premetto ho un blog amatoriale) ho fatto 5 post sponsorizzati per un grande quotidianao italiano tramire un’agenzia di comunicazione. Oggi sono stata contattata da una diversa agenzia di pubblicità che ha selezionato il mio blog per un programma in cui i blog entrano in una lista, poi le aziende loro clienti scelgono dove posizionare i loro post sponorizzati. Loro pagano, loro hanno il potere economico, loro scelgono. I post possono essere redazionali (scritti dall’azienda) o scritti dal blogger (presumo su indicazioni dell’azienda, non ho maggiori informazioni). Il blogger guadagna proporzionalmente all’impegno richiesto. Presumo poco per i redazionali, un po’ di più per quelli scritti da lui, specie se rientrano in una grande campagna. Massima trasparenza, ti permettono di segnalarli come tali con appositi tag (non nel corpo del testo). Solo come prima dicevano, loro pagano, loro scelgono (intendo le aziende e in ultimo anche l’agenzia di pubblicità) il blogger se entra nel “programma” non può tirarsi indietro. Assicurano che non proporranno mai post non in tema o che ledano il blogger, (ne andrebbe anche della loro reputazione). Ma insomma avrei in casa qualcuo che decide cosa fare, perderei di autonomia. Che fare? Premetto che è anche la prima proposta di questo genere che ricevo, e ho in media molte meno visite che 200 mila visualizzazioni al mese.

    • Ciao Giulia,
      Io credo che il controllo debba essere sempre in mano tua. Va bene segnalare il post come sponsorizzato, ma questo non vuol dire perdere il controllo del tuo blog. Io non lo farei. Quanto lavoro hai speso sul tuo progetto? Non è una soluzione accettabile: io darei sempre un veto finale sul contenuto, perché potrebbe non rispecchiare i miei valori di base o comunque essere qualitativamente inferiore alle mi esigenze. Poi a fine concorso cosa faccio? Lo cancello? Nel frattempo perdo la stima del pubblico. Meglio avere sempre la certezza di pubblicare contenuti di qualità.

      • Ero tentata di fare una prova per vedere quali aziende avrebbero voluto investire nel mio blog, magari poi riservandomi la possibilità di ritirarmi dal programma, ma rifiuterò, grazie Riccardo!

        • Quando non hai la libertà di muoverti sul tuo blog devono esserci cifre importanti in ballo. Altrimenti il blog resta mio.

RISPONDI AL COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here