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Hai presente quando stai lavorando al PC e il tuo cervello entra in uno stato di galleggiamento che ti impedisce di essere produttivo? Le facoltà intellettive scendono a livello fantozziano, i neuroni fanno una fatica bestiale. Devi stimolare la creatività e vai avanti annuendo a te stesso.

esercizi per stimolare la creatività

Puoi anche metterti d’impegno: ti concentri, decidi con forza che devi riuscirci. Hai scadenze da rispettare e non puoi permetterti il costo dell’inefficacia. Forte e duro con te stesso, decidi che devi produrre. Perché è giusto così. E magari per 30-40 secondi ci sei, ma poi?

Poi ti rendi conto che non puoi dare qualità se non hai il guizzo creativo, se non riesci a trasferire passione, se la tua competenza non è assistita dalla creatività. Il tuo problema in questo momento è che la piantina grassa sulla tua scrivania trasferisce più emozione di te, e non riesci a uscire da questa condizione. Condizione che da qui in avanti definiremo “stato privo di risorse”.

Se il tuo mestiere è creative-intensive, in uno stato privo di risorse la tua produttività è prossima allo zero. Ti mancano due fattori chiave del processo: l’immaginazione creativa (capacità di inventare cose nuove) e l’immaginazione sintetica (capacità di rielaborare conoscenze che hai già). Senza questi fattori non sei in grado di sognare, di trasformare i sogni in idee, di tradurre le idee in realtà.

Cosa ti sta succedendo

Le potenzialità del tuo pensiero dipendono dalla chimica. Sì, esatto, la chimica. Non quoziente intellettivo, ingegnosità o conoscenze: la chiave della tua efficacia è nella chimica.

Ti faccio un esempio. Torna un attimo nel passato, sui banchi di scuola. Sei all’ultima ora del venerdì, la settimana è stata dura e la prof di storia insiste con la spiegazione. Nel 1589 Enrico IV di Borbone subentra a Enrico III sul trono di Francia, determinando la fine della dinastia dei Capetingi a favore di quella dei Borbone, sposando in seconde nozze Maria de’ Medici, da cui avrebbe avuto poi 6 figli.

Evidentemente gasato da questa rivelazione, i tuoi occhi rasentano la chiusura. L’encefalogramma si affievolisce sempre più. Il tuo corpo diventa pesante e stanco sotto il peso di un certo Enrico che già non ricordo più se era il III o il VI. In una condizione passiva e demotivante la tua creatività è nulla.

Poi suona la campanella

In un baleno ritrovi libertà, felicità, adrenalina. Afferri la cartella e corri nel cortile. L’energia è tornata, i pensieri anche, e della stanchezza neanche l’ombra. Allora inizi ad immaginarti un week end di piacere e divertimento (immaginazione creativa), ricordi gli eventuali impegni (memoria).

Vuoi dar vita a quel desiderio di divertimento invitando qualche amico a casa o organizzando un incontro (immaginazione sintetica). Quindi telefoni, ti organizzi e passi un sabato alla grande. Cosa è cambiato in te al suono della campanella? Dalle stalle alle stelle in un secondo, cosa è avvenuto?

esercizi per creatività

Nel preciso istante in cui sentiamo il suono della campanella vengono richiamate in noi emozioni forti positive (libertà, euforia, eccitazione), che attivano immediatamente la produzione di serotonina, dopamina, endorfina e adrenalina. Sono ormoni che risvegliano felicità, energia, creatività e fiducia.

Tu non sei cambiato, sei sempre lo stesso. Ma all’istante puoi balzare in piedi e ritrovare energia e creatività. Bastano davvero pochi secondi perché tutto il tuo corpo recepisca l’input, tornando pieno di risorse. Questo ti consente di avere sogni, trasformarli in idee e realizzarli. Bello vero?

Da leggere: come guadagnare di più

Tornare vitali, creativi ed efficaci

Ok, veniamo al dunque: come faccio a rientrare in uno stato di risorsa quando il criceto nel cervello mi ha abbandonato? Semplice, devi cambiare la chimica. Hai bisogno di produrre ormoni differenti. La buona notizia è che puoi farlo quando vuoi, la cattiva è che devi forzare il tuo stato di passività e decidere coscientemente di fare qualcosa di diverso. Ecco tre concetti base che devi conoscere:

Motion creates Emotion

Per smuovere lo stato emotivo il tuo corpo ha bisogno di cambiare posizione e muoversi. Una corsetta al parco, una passeggiata spensierata, una doccia fresca o un tuffo in piscina possono farti uscire dal vicolo cieco emotivo in cui sei finito. Producendo in particolare serotonina e dopamina.

Punta sulla visualizzazione

Il tuo cervello non distingue ciò che è fisicamente reale davanti a te e ciò che invece stai immaginando con intensità. Ecco perché alcuni sogni notturni possono essere molto realistici, o perché immaginare ripetutamente situazioni negative può renderti pessimista. Così come il pensare positivo viene anche dall’immaginare ripetutamente soluzioni positive ai problemi della vita. Questo effetto può essere sfruttato a nostro vantaggio con la visualizzazione.

Nel concreto si tratta semplicemente di chiudere gli occhi, entrare in uno stato di relax e ricordare eventi, situazioni o paesaggi che hai amato o che ti fanno stare bene, che ti fanno divertire, che richiamano un senso di fiducia in te stesso e nelle tue potenzialità. Richiamare le emozioni in modo intenso riproduce nel tuo corpo le stesse condizioni che hai avuto nel momento in cui le hai provate.

Prenditi cura del fisico

La condizione fisica è importante: posso insegnarti tutti gli esercizi del mondo, ma se dormi 5 ore a notte, se mangi come un bue soprattutto pasta e dolci, se bevi alcol come se non ci fosse un domani posso aiutarti ben poco. Ciò che fai, quello che mangi e bevi, le emozioni che provi, la gente che frequenti, la musica che ascolti. Tutto questo influenza la produzione di ormoni, l’energia e la creatività.

stimolare la creatività

Ad esempio se non assumi Tirosina e antiossidanti produci meno Dopamina, e sarai meno motivato, più procrastinatore e insicuro di te. Se ascolti musica metal avrai un livello di attenzione altissimo.

Perché abitui il tuo corpo a produrre noradrenalina. Anche se come controparte avrai spesso visualizzato (vedi punto 2) situazioni di impotenza, cattiveria e paura, che potrebbero influenzare alcune decisioni della tua vita. Curare il tuo fisico e le tue emozioni è fondamentale.

L’esercizio per la creatività

Posto che la tua condizione fisica non è sotto il mio dominio, proviamo a riunire movimento e visualizzazione (i primi punti della lista) in un esercizio che dovrai ripetere ogni volta che devi stimolare la creatività. Facciamolo insieme. Sei pronto? Parti con un bel bicchiere d’acqua. Pieno, mi raccomando. L’acqua distende e rilassa fisico e pensieri. Adesso fai l’esercizio senza distrazioni.

  • Alzati in piedi e datti qualche istante di silenzio.
  • Respira in modo lento e profondo
  • Chiudi gli occhi e ascolta il tuo respiro.
  • Goditi la pace e distendi i pensieri.
  • Ascolta il battito del tuo cuore.

Quando sei nella pace più totale puoi iniziare a visualizzare un panorama che ami tanto, che ti ha emozionato, che fa parte di te. Gustatelo per qualche minuto. Guarda i colori, ascolta i suoni, senti le percezioni sulla tua pelle. E riempi il tuo cuore di quel momento.

Poi lentamente passa a visualizzare un momento in cui hai fatto qualcosa di eccellente. Un momento in cui tutti erano fieri di te, in cui tu stesso lo eri, e la tua sicurezza personale era al massimo. Entra in quella situazione, rivivila, sentila, falla tua, con intensità. Quando ti senti carico e sicuro, molto lentamente riapri gli occhi e pian piano torna ad oggi. Adesso puoi procedere con la visualizzazione.

Per approfondire: come sconfiggere il blocco dello scrittore

Adesso dobbiamo divertirci

Ti faccio ascoltare una musica simpatica. Ci servirà per divertirci un po’ e pensare positivo. Dovrai saltellare sul posto, perché questo stimola la produzione di dopamina. Muoviti, fai esercizi, alza le braccia, muovile su e giù, fai delle circonduzioni, portando l’aria verso il volto. Ricorda la campanella che suona. Sei libero. Senza pensieri, senza impegni. Quando sei pronto premi play.

Finito? Bene, allora altra acqua, un altro bel bicchiere. Bravo, complimenti. Ti sei divertito? Scrivi adesso a caldo un commento a questo post, dicendo come ti sei sentito durante l’esercizio.

Adesso datti 30 secondi di riposo, se vuoi mangia qualcosa e poi rimettiti a lavoro. Concentrati sulla carica e l’energia che hai in corpo, realizza il lavoro che stai facendo con la forte intenzione di fare la differenza, di dare un valore inaspettato al tuo cliente

Come stimolare la creatività?

Se hai fatto bene questo esercizio per stimolare la creatività, avrai di nuovo accesso all’energia che ti serve per essere efficace. Sei tornato in uno stato di risorsa nel momento acuto di appiattimento. Esistono però strumenti per alzare letteralmente il tenore delle tue risorse nella vita quotidiana, riscoprendo energia, passione, creatività, motivazione, buon umore, pensiero positivo.

È la materia che studio da tempo, e per aiutarti in questo scopo ho creato un test che ti farà scoprire quali sono i blocchi che frenano il tuo stato di risorsa ed i tuoi talenti naturali. Se sei interessato trovi il link nella biografia. A te la parola adesso: cosa fai quando hai bisogno di stimolare la creatività?

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Manager e Coaching Trainee, appassionato da sempre di crescita personale. Ha fondato HomoIntraprendente.it, il blog italiano di crescita personale per sviluppare i tuoi talenti e risvegliare la tua intraprendenza naturale. Qui trovi il test per scoprire cosa spegne la tua motivazione.

12 COMMENTI

  1. Davvero stimolante! Il post mi ha energizzato fin dalle prime battute. Metterò in pratica i consigli, in particolar modo l’esercizio per la creatività: aver cura della propria condizione psicofisica e un po’ come curare le radici di un albero per godere poi dello splendore rigoglioso della chioma.

    • Bellissima metafora, davvero stupenda! Se non ti spiace te la rubo 🙂
      E’ esattamente così: i nostri risultati provengono da elementi molto più profondi rispetto a ciò che vediamo esternamente, a partire dall’alimentazione e dalle emozioni che proviamo, per arrivare fino alle convinzioni profonde su quali sono i nostri pregi e i nostri limiti, qual è la nostra professione ideale, chi/cosa diventeremo, in cosa siamo bravi e in cosa no. Il test ha proprio l’obiettivo di comprendere queste “radici”.

      • Grazie Luca, ma certo, mi lusinghi e mi onori! La metafora è un’immagine che ho “radicata” nella mente fin da ragazzo, quando mi cimentavo con i rudimenti della coltivazione dei bonsai: è stato un periodo entusiasmante e molto… zen, di cui tutt’oggi c’è ancora traccia. 🙂

    • Ciao Nick, felice che ti sia piaciuto questo post. Credo che ognuno debba trovare la propria soluzione per riprendersi la creatività che manca. La strada segnata da Luca può essere una buona soluzione, spero che ti sia utile.

  2. Un commento al post? Semplicemente PROVARE PER CREDERE! Non ti nego he ero leggermente scettica (ho detto anche stavolta non me ne esco) ed invece….tutto vero! Grazie Riccardo!!!

    • Ciao Elena, grazie a te e a Luca che ha scritto il post: dobbiamo fare il possibile per tutelare la nostra creatività.

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