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Molti amici continuano a non condividere il mio modo di gestire il blog. Cioè, non criticano la qualità dei contenuti o il ritmo delle pubblicazioni ma la mia generosità. “Riccardo, amico mio, tu condividi troppo. Poi gli altri ti copiano e diventano professionisti con le tue conoscenze”.

copioni

E poi scrivono articoli. Tanti articoli. Basta un’idea condivisa per riciclare il tutto e attirare lettori con idee rubate. Quindi? Quale sarebbe la soluzione? Non condividere? Scrivere di meno? Pubblicare i contenuti solo per chi è iscritto alla newsletter? No, io non seguirò mai questo stile.

La condivisione della conoscenza deve essere al centro della pubblicazione. L’ho sottolineato in questo post: come cambia la scrittura online? È impossibile e inutile riciclare le informazioni che raccogli in rete. Devi dare il tuo contributo, devi regalare un motivo in più per seguire il tuo blog.

Cosa significa dare un motivo in più?

Comunicare conoscenza, idee, metodi di lavoro, visioni senza limiti e confini. Senza paura dei copioni. Io non temo il blocco dello scrittore perché sui blog riporto la mia esperienza personale, il mio metodo di lavoro. E dato che passo 10 ore al giorno con i miei clienti ho tanto da raccontare.

Non mi limito: racconto quello che faccio. Mi copiano? Non ci sono problemi. Sul serio. Anche se gli amici continuano a lanciare campanelli d’allarme (a Ricca’ te stanno a frega’) io continuo a scrivere articoli che mettono in campo quello che so. E a trovare clienti online grazie a questa strategia.

Già, tutto questo è funzionale alla mia attività. Guadagno di più se condivido tanto. Buoni contenuti, tante condivisioni, link in ingresso, fiducia, branding, inbound marketing e poi gli affari si chiudono. Io non ho paura dei copioni perché la condivisione è vantaggiosa sotto tutti i punti di vista.

E poi devi saper copiare

Chiaro, anche saper copiare è una virtù. Tutti copiano, anche tu lo fai. Anche io lo faccio, non temere. I buoni artisti copiano, i grandi rubano: questa era l’opinione di Pablo Picasso, e io accetto consigli da uno che ha ripensato la pittura del XX secolo. Senza fare troppe storie, ecco.

pablo

Chi copia in modo sfacciato non sta lasciando il segno, non sta reinventando niente. Sta solo copiando. Può fregare il vicino di casa, il lettore che ha iniziato oggi a informarsi. Ma non può andare lontano. Così come non vanno oltre la bancarella dei cinesi le copie dei gioielli sfornati dalla mente di Jobs.

Anche Steve ha rubato idee, ed è stato copiato. Ma ha fondato un impero e gli altri hanno plasmato copie senza personalità. Non voglio fare paragoni azzardati, ma la logica è questa. Prendi spunto, metti insieme le idee, guarda oltre e usa le conoscenze per creare (citando sempre).

Da leggere: come individuare i contenuti copiati

Non aver paura dei copioni

Non ruberanno la tua fama. La faranno crescere, le persone si guarderanno intorno e diranno: “Ehi, questo l’ho già visto”. Il gioco è fatto, sarai riconosciuto come il punto di riferimento per un blogger a corto di idee. Questo è un merito, non temere. Solo i grandi possono avere questo privilegio.

Qualcuno ha copiato il mediocre? No, perché dovrebbe. Quindi ti lascio un consiglio: continua condividere, non temere i ladri. Solo Lupin è passato alla storia, poi sono le idee a farsi largo. Sei d’accordo? Hai esperienze simili da condividere con me? Lascia tutto nei commenti, come sempre. Aiutami ad affrontare questo argomento così spinoso.

Impara a fare blogging
 
Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

20 COMMENTI

  1. Il tuo contenuto rimane il tuo contenuto, con le tue idee e stile e per questo sarà sempre riconoscibile. Chi teme il copione vuol dire che non sta producendo un gran valore. Sono quindi d’accordo con te (e di My Social Web che io sappia ce n’è uno solo).

    • Sai cosa? Non è molto semplice. Anche io che ho queste convinzioni granitiche a volte vacillo. E quando vedo certe cose…

  2. Ciao Riccardo,spesso sono d’accordo con i tuoi articoli e oggi ancor di più” Io non ho paura dei copioni” Nel mio piccolo, ma molto piccolo, G+ pubblico ciò che mi piace ma ho bloccato le condivisioni. Tutti possono copiare e se hanno bisogno di ulteriori spiegazioni possono scrivere emails e io rispondo. Navigo molto, le bacheche di Pinterest e la testa piene di nuove idee che ripropongo a modo mio non certo con copia-incolla. Mi fa piacere chi rifà le mie creazioni, magari le copiassero in tanti, ma un po’ d’impegno da parte loro nel cercarmi…quello si.
    Ad aprile una mia raccolta è stata inserita tra le raccolte di G+. La cosa mi ha sorpresa, ma anche lusingata. Buona giornata.

    • Poi c’è un altro punto da considerare: la citazione. Completa il passaggio, rende tutto possibile: basta citare per non essere più un ladro ma un moderno studioso del web. Uno che cita e prende informazioni da altri per fare qualcosa di nuovo. Per me questa è crescita.

      • Vero. Però citare la fonte iniziale non è sempre possibile, specialmente quando è stato condiviso mille volte o si spaccia per proprio ( vedi le creative russe). Un gioco a ritroso in cui ci si perde.

        • La strada è quella della chiarezza. Magari citare la fonte principale è impossibile, ma mettere sempre in chiaro che quell’idea l’hai presa in quel luogo e poi l’hai sviluppata è il punto di partenza per avere una buona base. E il pubblico sempre a favore.

  3. “La condivisione della conoscenza deve essere al centro della pubblicazione”. Prendo questa fase dal tuo articolo che mi piace molto perché dice tutto: starsene barricati a coltivare il proprio orto per paura di essere copiati, significa per me perdere quella straordinaria occasione che abbiamo a disposizione, ovvero usare il web per fare rete, per migliorare e creare miglioramento. Grazie, Riccardo e sono super d’accordo con Valentina: di May Social Web ne conosco e seguo solo uno!

    • Grazie Gloria, tu sei un esempio in questo. Hai creato uno stile tuo, lo porti avanti da tempo. E se qualcuno ti copia cosa fai? Cambi direzione? No, continui per la tua strada. Saranno sempre gli altri a seguire, non tu.

  4. Vero, se ci metti del tuo (e intendo esperienze dirette, stile non secco ma riconoscibile)… l’originale è sempre l’originale.
    La copia sarà sterile, non darà niente di più (o non darà niente).

    Moz-

    • Se sei bravo a copiare, però, prendi spunto e crei qualcosa di grande. In fin dei conti, pensaci, quando hai aperto il tuo blog non hai copiato da qualcuno?

    • A volte è anche opportunismo, prendi al prima cosa che ti capita sotto mano e la copi. Se lo fa un grande mi brucia, però penso che in fin dei conti poteva fare diversamente. E ha scelto di copiare proprio me.

    • E se temono la copia vuol dire che non sono abbastanza. Che puoi fare di più anche con gli strumenti che hai a disposizione.

  5. Pienamente d’accordo. Riporto il discorso al blogging ma su quello aziendale. Sarò banale ma vorrei sapere la tua opinione. Questa teoria del non temere di dire “come si fa ” io l’ho applicata alla manutenzione delle moto (il mio primo blog. ..).non ho ascoltato le proteste del cliente (va beh è il marito ? ho potuto farlo! ) che diceva che così le persone avrebbero fatto il lavoro da soli a casa. …Il risultato è stato che alcuni sono venuti a COMPRARE da noi i ricambi, altri a FARE da noi il lavoro perché convinti dalla guida fatta, altri ancora hanno provato e fatto danni, sono quindi tornati da noi a rifare il lavoro! ? insomma se condividi esperienza in in modo o nell’altro vieni ripagato sempre!

    • Scrivere un articolo per descrivere quello che hai ottenuto dal blog, con una dimostrazione chiara. Per maggiori informazioni contattami in privato-

  6. Bravo Riccardo, il tema delle dinamiche quali :
    1) ti ascolto, al momento non manifesto troppo interesse/non ho bene capito….però poi
    2 ) prendo grande spunto…
    3) faccio da me, dico di avere pensato che…
    4) ma non ringrazio…
    5) nemmeno ti coinvolgo…
    6) addirittura a volte ti chiedo di fare quello che avevi pensato tu oppure ti escludo perché so di averti sottratto qualcosa…
    È ormai una storia diffusa, a metà strada fra l’incapacità di ricordare l’origine dei propri pensieri e riflessioni e l’indole (per lo più Made in Italy) ad essere più furbi degli altri…e ci siamo dentro un po’ tutti anche solo nel piccolo in modo più o meno consapevole.
    Eppure è davvero scocciante che chi con te collabora, per cui operi si freghi senza pudore le tue idee, si crea un clima di “guerra fredda” del quale nessuno può realmente beneficiare.
    Ho riflettuto spesso su questo fenomeno che oggi è esploso grazie alla frequentazione del web, ho in Mente di realizzare un progetto per parlarne ed introdurre delle regole di buona condotta per quanto possibile.
    Per rendere omaggio all’origine di alcune mie riflessioni consiglio la lettura di “So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio”(Giacomo Rizzolati- Sinigaglia Corrado)

    • Ciao Alessio, grazie per il tuo commento e per la tua attenzione al tema della giusta menzione. Non tutti la pensano così, basta pubblicare. Senza pensare a chi ha lavorato sodo per creare qualcosa di unico.

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