Il case study è un contenuto che deve trovare posto nel calendario editoriale. Il motivo è semplice: il pubblico ama la concretezza di questi articoli. C’è spazio per diverse pubblicazioni sul blog, puoi dedicare risorse ai tutorial, alle opinione, alle interviste, ai pillar article e ai cornerstone content.

case study

Ma di fronte al case study il pubblico si inchina e i risultati arrivano. Soprattutto se hai aperto il blog con l’idea di trasformarlo in uno strumento per guadagnare, per ottenere risultati concreti. E per innescare il famoso processo di inbound marketing, che attira i clienti sulle landing page.

Hai organizzato tutto, hai seguito i consigli dei blogger professionisti e hai fatto un piano editoriale per capire cosa, come, quando e perché pubblicare. Hai sfornato un calendario e hai diviso le pubblicazioni in categorie ben precise. Qui ti consiglio di inserire i tuoi case study. Vuoi sapere perché?

Cosa è un case study

Prima di iniziare è giusto fare le presentazioni: cosa è un case study? La definizione è semplice: un contenuto che espone un caso concreto. Mentre il tutorial suggerisce come fare qualcosa, il case study illustra cosa è successo in una determinata situazione. E lo fa nel modo miglior possibile.

Ovvero descrivendo azioni e decisioni. Perché ti sei mosso in un modo, quali rischi hai corso, cosa ti ha spinto a scegliere una strada. Il case study può mettere al centro l’esperienza altrui, ma io credo che non debba esserci distanza: chi porta avanti l’esperimento deve scrivere il pezzo.

Perché tutti amano i case study

Questa è un’affermazione generica ma, in linea di massima, vera: il pubblico ama leggere case study. Dal mio punto di vista, il motivo di questo legame è semplice: aprono la mente e ti accompagnano verso nuovi scenari. Non si limitano a elencare regole, sfiorano i confini della tua materia.

Il case study è la ricerca applicata alla vita quotidiana. Parte da una serie di regole conosciute e sfida la realtà: vediamo cosa succede se applico determinati punti a una situazione concreta. Ed è proprio questo un altro punto di forza del case study: il legame con una quotidianità condivisa con i lettori.

Bello leggere articoli ricchi di nozioni e di regole da rispettare per ottenere un determinato risultato. Ma spesso l’interesse del pubblico va oltre. Soprattutto se supera il livello basic e ha già qualche esperienza nel settore. A questo punto c’è bisogno di dati concreti, di risultati e di esperienza vissuta.

Tutto questo si trova nei case study ben confezionati. Ecco un altro punto della vicenda: le persone amano i casi concreti perché portano al limite le conoscenze di un settore, lasciano delle informazioni per affrontare un argomento importante. Ma come si organizzano queste informazioni?

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Come scrivere questo contenuto

La risposta non è semplice perché questo il case study nasce dal metodo scientifico ed è diretto discendente della ricerca. Esatto, non c’è soluzione di continuità tra questi aspetti. Un articolo d’opinione si basa sulla tua idea, sul tuo modo di vedere il mondo che può essere apprezzato o meno dal lettore. Il case study, invece, si fonda sull’oggettività. Anzi, sulla conoscenza della realtà:

  • Oggettiva
  • Affidabile
  • Verificabile
  • Condivisibile

Un case study parte da questo, dall’oggettività. Non puoi piegare i fatti intorno alla tua convenienza. Inoltre deve essere completo. In modo tale da rappresentare un punto di riferimento, un esempio di affidabilità: non puoi mettere insieme un contenuto legato da idee non verificate.

I case study spesso partono da ipotesi, lampi di genio. “Secondo me questa cosa può funzionare”. Deve esserci una sperimentazione empirica, con una verifica finale per ottenere de dati concreti. Dati che si possono controllare ma, soprattutto, condividere con un pubblico ampio e interessato.

A cosa serve la ricerca fine a se stessa? Il grande valore della scienza sta proprio in questa sfumatura: è condivisibile, viene aperta al pubblico, tutti possono beneficiare e sfruttare i risultati. Attribuendo il giusto valore a chi ha svolto il lavoro, questo è ovvio. Ora, senza affrontare paragoni azzardati, i case study devono lavorare su questo punto. Devono essere condivisibili. Ma in che modo?

Le caratteristiche di un case study

Prova a immaginare un case study: quali sono i punti da rispettare? Io punto in primo luogo sulle giuste premesse, su una spiegazione concreta delle condizioni che ti hanno portato verso una determinata sperimentazione. Poi credo che sia il caso di dedicarsi alla metodologia, agli strumenti.

C’è un problema o una necessità, c’è una soluzione, c’è la descrizione del metodo. Decido di procedere in un determinato modo per un motivo preciso, e spiego nei dettagli l’azione svolta. Elencando tempi, attività, reazioni. Senza dimenticare risultati, analisi, numeri, conclusioni.

In questo processo la forma svolge un ruolo fondamentale. Un case study deve essere esposto con chiarezza, evitando inutili giri di parole e sfruttando al massimo il concetto di content marketing.

Per amore della chiarezza puoi confezionare dei video introduttivi, slideshow con le schermate e i grafici, podcast per approfondire determinati punti della ricerca. Insomma, il case study è un long form content ben strutturato. Corposo ma snello al tempo stesso, come piace a me.

Per approfondire: perché scrivere un post lungo?

La tua esperienza

Questi sono i motivi e i passaggi utili per scrivere un case study. E per pubblicarlo sul tuo blog personale o su quello aziendale. L’idea è questa: un contenuto del genere attira l’attenzione del lettore, se sei in grado di dimostrare la tua ipotesi puoi attivare una conversazione interessante e magari conquistare buoni link. O trovare nuovi clienti online: il web serve anche a questo, non credi?

2 COMMENTI

  1. Penso che un case study fa tanta differenza soprattutto se viene raccontato in un momento non molto lontano dal suo accadimento. Se, invece, si tratta di un caso passato deve essere stato davvero d’impatto per ricevere l’attenzione dei lettori.
    Quando leggo dei case study mi piace vedere le sue caratteristiche e confrontarle col contesto di riferimento e per questo dico che sia importante il tempo di pubblicazione.
    Inoltre dò importanza anche al rapporto tra il case study e il blogger… nel senso che se il blogger è stato in qualche modo partecipante di quel caso, questo mi nteressa di più.

    • Esatto, il blogger deve partecipare. Questo lo rende protagonista del case study. Di conseguenza molto più interessante. le persone amano esperienze concrete, ed è giusto descrivere risultati positivi. Ma anche negativi.

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